Riscatto, amore e amicizia in Così vicini, il nuovo romance di Ella Blake: RECENSIONE

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Il romance contemporaneo M/M è un genere letterario che mi ha sempre affascinato e che, nell’ultimo periodo, mi sta coinvolgendo sempre di più, per questo ho pensato di dedicare una sezione del mio blog a questo tipo di romanzo che, tra l’altro, finalmente, si sta diffondendo anche in Italia.

A tal proposito, in questi giorni, ho avuto l’occasione ed il piacere di leggere il nuovo romanzo di Ella Blake: si intitola Così vicini e narra la vicenda  di un’amicizia nata in tenera età, tra due fratelli, Mattia e Omar-Ramo e Riccardo.

Mattia ed Omar – ribattezzato Ramo dal primo, a causa della dislessia di cui è portatore – hanno la fortuna di avere nei genitori, Mauro e Carla, due persone sempre disponibili, comprensive ed amorevoli nei loro riguardi, e per questo motivo essi rappresentano la ragione per cui Riccardo, innocentemente, invidia i suoi due giovanissimi amici.

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Purtroppo Riccardo non gode, infatti, di analoga fortuna, avendo, sì, una madre che, a suo modo, lo ama, ma che è fondamentalmente una madre che soffre a causa delle angherie (fisiche e psicologiche) che riceve dall’uomo che ha commesso l’errore di sposare e che è il padre, appunto, del suo Riccardo.

A seguito di un evento molto drammatico che sconvolge per sempre la sua esistenza di ragazzino, Riccardo avrà, nella sventura, la grande fortuna di poter crescere nella famiglia dei suoi due amici fraterni e la vicinanza lo porterà ad innamorarsi, in modo quasi inevitabile, di Omar-Ramo, un amore che, però, potrebbe violare, appunto, le leggi morali dettate proprio dalla loro grande vicinanza, ovvero, il fatto di essere cresciuti come fratelli.

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La vicenda di amicizia e di amore prenderà, dunque, corpo, con naturalezza e spontaneità, e non senza colpi di scena, come la stessa vita di ognuno di noi prevede.

E’ una storia che mi ha appassionato, quella di Omar-Ramo e Riccardo, una storia, soprattutto, d’amore e riscatto, la storia che è narrata, appunto, in Così vicini, di Ella Blake, un libro che, sicuramente, vi consiglio di leggere.

ILARIA GRASSO

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L’amore fa comprendere il perdono: recensione di Non voglio che te, di Tiziana Iaccarino

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Non voglio che te è il bellissimo romanzo di Tiziana Iaccarino: mi pare opportuno di esordire proprio in questo modo ed usando tale aggettivo, perché davvero non saprei come altrimenti definire questa storia che ho appena finito di leggere oggi, in una torrida domenica d’estate, e sotto un cielo plumbeo che minaccia pioggia, già da diverse ore.

La vicenda oggetto della narrazione della talentuosa autrice partenopea (sicuramente, una delle mie scrittrici preferite) si snoda tra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta, gli anni d’oro della nostra Italia, gli anni del boom economico e del tutto-può-succedere, anni belli anche per chi non li ha vissuti e li ha letti solo nei libri o guardati solo alla tv.

Protagonista della vicenda è la famiglia Morelli, che, privata del capofamiglia a causa di un male incurabile, svolge la sua brillante ed avviata attività di panificazione, gestendo, appunto, un rinomato negozio nella città toscana.

La madre, resa ancor più dura e coriacea della sua naturale indole – a causa della dolorosa quanto prematura perdita del compagno di una vita, provocata da una malattia scoperta troppo tardi – la figlia maggiore, Giuditta, bellissima nella stessa misura in cui è austera, il mezzano Mario, lavoratore instancabile, con un cuore grande parimenti a quanto è grande il suo attaccamento a valori intramontabili, come la famiglia e l’amicizia, e, infine, la piccola di casa, Sara, dolce e caparbia, animata da un grande senso del dovere e del sacrificio, con i quali svolge, appunto, quotidianamente, il suo lavoro presso il negozio di famiglia.

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Un segreto terribile impedisce, però, alla famiglia, apparentemente uguale ad ogni altra famiglia, di essere completamente felice o, quanto meno, di poter essere serena, un segreto che ogni membro custodisce, appunto, nel proprio cuore, al riparo della maldicenza e dei pregiudizi della gente, e questo segreto riguarda Lorenzo, l’amico fraterno di Mario.

Lorenzo, dopo un fatto assai grave che l’ho visto protagonista, ha lasciato per motivi di lavoro, fortemente legati alla volontà di suo padre, la sua città per recarsi a Firenze, a gestire, appunto, una parallela attività di commercio nell’ambito del tessile, ben avviata già precedentemente dalla sua famiglia.

Dopo sei anni il ragazzo fa nuovamente ritorno a Siena, con l’intento di ricevere il perdono per il grave fatto compiuto prima della sua partenza, fatto che ha a che fare con Giuditta, la sorella maggiore di Sara.

La vicenda prenderà così un ritmo incalzante, guidato, fondamentalmente, dall’amore, da quell’amore che impetuosamente nasce tra Lorenzo e la piccola di casa Morelli, la giovane Sara, un amore a cui i colpi della vita non verranno risparmiati, un amore che più volte conoscerà la parola dolore, fino all’epilogo finale, a cui, personalmente, sono arrivata con una certa velocità, dato che la storia è coinvolgente ed invita, in ogni punto, ad essere letta ulteriormente, senza conoscere sosta.

Non voglio che te, di Tiziana Iaccarino, è una storia d’amore, ma, soprattutto e prima di tutto, è una storia di perdono, concetto che è, poi, per definizione, intimamente connesso con l’amore.

A chiusura di questa mia recensione che, come avrete capito, vi invita a leggere il bellissimo romanzo della Iaccarino, mi viene in mente una canzone del grande Ivano Fossati, in particolare una frase in cui può, a mio avviso, essere racchiuso, completamente, il vero messaggio di Non voglio che te e la frase in questione di Ivano Fossati è “l’amore fa comprendere il perdono” e, francamente, io non credo che esista una verità più vera (perdonatemi il gioco di parole), in questa vita.

ILARIA GRASSO

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INCONTRO CON LO SCRITTORE CRISTIANO PEDRINI

Libri cristiano pedriniIl mio incontro con lo scrittore Cristiano Pedrini, per parlare del suo amore per la scrittura, dei suoi libri e di tanto altro.

Ciao Cristiano, innanzitutto ben trovato su LIBERI LIBRI E NON SOLO, come nasce la tua passione per la scrittura?

Ciao e grazie dell’ospitalità. Per rispondere alla tua prima domanda posso dirti che fin dalle elementari adoravo e attendevo con impazienza il momento del tema in classe… e al contrario detestavo la matematica!

Direi quindi che la mia passione nasce già da piccolo.

C’è un libro, fra i tuoi, al quale, per qualche ragione, ti senti più profondamente legato?

Ognuno nasce e cresce in un momento particolare che attraversa la mia quotidianità. Fare classifiche non è facile e onestamente non lo voglio ma sicuramente un posto di riguardo è per “La teoria del pettirosso”, il primo libro, scritto nell’estate del 2014 che ha rotto un blocco che durava da oltre vent’anni.

Ne La teoria del pettirosso affronti una storia molto intensa e delicata, una storia che potremmo definire di mutuo soccorso: com’è nata l’idea?

In questo romanzo c’è una parte del mio vissuto, forse l’averlo raccontato nel modo in cui tu hai descritto mi è risultato naturale.

Sulla tua definizione di mutuo soccorso, beh, direi che è una interessante chiave di lettura per comprenderne l’essenza.

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A settembre esce il tuo nuovo romanzo, dal titolo “Sulle rive dei nostri pensieri”, una storia d’amore e di avventura, particolarmente originale...

Questo romanzo, e il suo prosieguo, ormai concluso è un piccolo tributo ad un fiume che ho sempre amato, sebbene l’abbia conosciuto attraverso film e romanzi: il Mississippi.

La storia nasce e si evolve su un battello, l’American Queen che lo percorre, ricordandoci la storia e le curiosità, con tutte le sue infinite contraddizioni e alle memoria del grande fiume se ne aggiungerà presto un’altra che vedrà come protagonisti Lee e Nicholas, appartenenti a mondi all’apparenza inconciliabili.

sulle rive dei nostri pensieri

Le regole di Hibiki è un’altra tua storia molto intensa e, per certi versi, anche una storia dura…

Questo romanzo, e il suo prosieguo scaturiscono da una semplice domanda: cosa faremmo noi se, soli al mondo, circondati da un mondo a cui sembriamo invisibili, si trovassimo a sopravvivere?

Perderemmo la nostra umanità? Ci lasceremmo sopraffare dalla rabbia? Perderemmo di vista ciò che siamo? Tenteremmo lo stesso di costruirci un futuro?

Hibiki ha solo le sue regole per restare fedele a se stesso e alle sue idee e vi invito a conoscerlo attraverso di esse.

le regole di hibiki

Cosa significa trattate tematiche LGBT in Italia? Sembra che questo genere stia prendendo piede, finalmente, anche nel nostro paese…

Devo premettere che sebbene le mie storie trattino anche di rapporti tra persone dello stesso sesso ho sempre ritenuto che queste storie non mettessero al centro della vicenda l’omosessualità e i problemi che da essa scaturiscono a causa delle ostruzioni (ancora tante) che la società civile e religiosa pone di fronte ad essa. Per me l’amore tra due giovani non è il problema, la naturalezza dell’amore mi spinge a considerarlo naturale e genuino come qualsiasi altro rapporto.

Detto questo sebbene il mio genere di fondo è il romance, intreccio alcuni filoni: lo storico, con “Madras”, il drammatico con “Klein Blue”, il giallo con la trilogia “Opportunity-Rhapsody-Infinity”. Con essi propongo anche temi come la prostituzione, il commercio di organi, il problema dei senzatetto….

Come facciamo a seguirti?

Oltre alla mia pagina facebok cristiano pedrini autore potete seguirmi anche sul mio sito www.cristianopedrini.it.

Grazie Cristiano di essere stato con noi quest’oggi, prima di chiudere, ti inviterei a lasciare un messaggio ai nostri lettori…

Sono un perfetto imperfetto e le mie opere sono solo una breve e piccola visione del mondo che vorrei: un mondo di per sé né migliore né peggiore di quello di oggi… è semplicemente il mio ma è aperto a chiunque, senza pregiudizi, voglia conoscere me e i miei protagonisti.

ILARIA GRASSO

RECENSIONE: Il vino e le rose. L’eterna sfida tra il bene e il male, di Claudia Conte

Il vino e le rose. L’eterna sfida tra il bene e il male (Armando Curcio Editore) è la nuova opera letteraria della giovane attrice e scrittrice Claudia Conte, classe 1992.

Si tratta, fondamentalmente, di un saggio filosofico articolato in forma di romanzo, romanzo che ha come argomento centrale la storia di tre donne, profondamente diverse tra di loro per vissuto e carattere. Eva, Luisa ed Irene, questi i loro nomi, vivono un’amicizia che ha inizio durante la loro infanzia ed adolescenza, fino a giungere all’epoca della loro maturità, ai quarant’anni, per proseguire, presumibilmente, anche oltre.

Le tre donne conducono un’esistenza molto simile a quella di ognuno di noi, una vita caratterizzata dalle angosce, dalle incertezze e dalle paure, ma anche una vita, e soprattutto questo, costellata dai buoni sentimenti, dall’amicizia, appunto, dagli affetti familiari (sebbene non manchino gli inevitabili conflitti generazionali, come avviene, ad esempio, tra una giovanissima Eva ed i suoi genitori), dal desiderio di affermarsi, dapprima nel mondo degli studi e, successivamente, nel lavoro, passando anche per questioni molto attuali come l’abuso di droghe (la tossicodipendenza di Massimo, il compagno di Luisa) e come la malattia, fisica (il tumore di Marina, la madre di Irene) e psichica (lo stato d’ansia di Eva).

Claudia Conte con libro

Durante la narrazione delle vicende intrecciate vissute dalle tre protagoniste, Claudia Conte si sofferma spesso su momenti di elevata riflessione riguardo a questioni di ordine etico, filosofico e teologico, il frutto dei suoi attenti studi personali e della sua profonda sensibilità come persona, riflessioni che, assieme ai fatti riguardanti le tre donne, inducono anche noi a riflettere, e, per certi versi, ad analizzare le nostre stesse esistenze, a domandarci cosa ci manca e a domandarci, inoltre, se abbiamo la consapevolezza necessaria per riuscire ad apprezzare le cose che effettivamente abbiamo, oltre a valutare se soprattutto disponiamo della consapevolezza necessaria per riuscire ad amare tutto quello che possediamo, perché in un mondo pieno di violenza, fatti orribili di cronaca, nazionali e mondiali, calamità naturali, l’ancora di salvezza, grazie a Dio o, a chi per lui, resta solo l’amore.

ILARIA GRASSO

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La teoria del pettirosso, di Cristiano Pedrini: RECENSIONE

La teoria del pettirosso (Edizioni Youcanprint) è il romanzo di Cristiano Pedrini che ha come protagonisti il trentenne Ross e il ventunenne Nathan, che si incontrano per caso, nella biblioteca Byron, di cui Ross è il proprietario, mentre Nathan è un giovanissimo senzatetto, che viene scambiato per un ladro.

Ross, guidato da un profondo moto interiore al quale non sa dare un nome (almeno inizialmente), accoglie subito Nathan sotto la propria ala protettrice e gli offre di abitare in un’ala della biblioteca, originariamente destinata al custode, e, quasi immediatamente, gli offre anche uno stage retribuito presso la sua biblioteca.

Inizia, dunque, una profonda amicizia di cui Nathan non conosce la ragione ma che, inizialmente, Ross motiva con la teoria del pettirosso, ovvero, la necessità di proteggere e curare un uccellino ferito, prima di donargli, nel momento opportuno, la libertà.

L’amicizia tra Ross e Nathan, si tramuta poi in amore, un amore  che procede non senza contrasti o colpi di scena, un amore che viene descritto dall’autore in modo molto delicato e con uno stile scrittorio molto raffinato, con scene così dettagliate, da catapultare il lettore in quegli stessi, suggestivi, posti, come allo stesso modo, gli stati d’animo degli stessi protagonisti sono descritti in modo tale da far compartecipare il lettore stesso ai loro umori.

La teoria del pettirosso è un libro ben scritto, che si legge in poco tempo, e che suscita, nel lettore, quasi lo stesso desiderio di Ross di proteggere Nathan, il quale, appunto, alla fine della storia, avrà la possibilità di riscattarsi e di vivere con serenità e in libertà le proprie, legittime, aspirazioni.

Il messaggio più profondo del libro è che nella vita di ognuno di noi può esistere quel cambiamento positivo che possa riscattarci e farci ricominciare e soprattutto farci ripartire, proprio quando sembrava tutto fermo.

ILARIA GRASSO

IL VINO E LE ROSE. L’ETERNA SFIDA TRA IL BENE E IL MALE (ARMANDO CURCIO EDITORE) E’ IL NUOVO LIBRO DI CLAUDIA CONTE

TITOLO: IL VINO E LE ROSE. L’ETERNA SFIDA TRA IL BENE E IL MALE.

AUTORE: CLAUDIA CONTE

EDITORE: ARMANDO CURCIO EDITORE

LA TRAMA:

Il nostro tempo è caratterizzato dall’apatia, dalla disgregazione sociale, da una sorta di individualismo autistico, che determina enormi difficoltà, se non un vero e proprio senso di disagio, nelle relazioni tra noi esseri umani. Ci muoviamo nel nostro piccolo giardino, che a noi sembra invece necessario e sufficiente per contenere il nostro ego. Basta avere gli occhi fissi al nostro smartphone e il gioco è fatto: l’automa che è in noi ha il suo bel campo d’azione e non ha bisogno di altro, tantomeno di soffermarsi a guardare in profondità ciò che vive intorno e dentro di sè, i moti della sua anima.

Non cediamo spesso al dolce abbandono alla riflessione e scegliamo di scacciare la solitudine, connaturata al nostro io, dedicandoci agli aspetti materiali della vita, quelli che ci appaiono più imminenti, trascurando la nostra essenza di pensatori. In realtà bisogno innato dell’essere umano è quello di porsi domande, e più importanti ed essenziali sono tali domande, più significativa diventa la sua esistenza e la sua presenza su questa terra.

Qual è il senso della vita? In essa prevale il bene o il male? Siamo ineluttabilmente segnati dall’inquietudine e dal vuoto esistenziale, o possiamo essere felici?

Questo saggio, travestito da romanzo, propone questi e molti altri quesiti, tentando anche di fornire delle risposte, frutto proprio di meditazioni, di letture di testi laici ed ecclesiali e soprattutto di chiacchierate con esperti di teologia, sociologi e psicologi.

Alle riflessioni si intrecciano le storie di tre donne moderne, tre amiche che, in costante ricerca del proprio equilibrio, si confrontano e crescono insieme. Particolare attenzione sarà rivolta ai momenti più salienti delle loro vite, dall’infanzia fino all’età della maturità, trascorse in un turbinio di sentimenti opposti tra loro, senza soluzione di continuità, che vanno dagli estremi della gioia e della disperazione, passando per la malinconia e la serenità.

I personaggi della storia narrata, attraverso i loro dialoghi, hanno espresso varie opinioni, punti di vista su come tentare di vincere i mostri del degrado psicologico che regna nell’uomo nell’epoca postmoderna.

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L’AUTRICE:

Attrice e scrittrice.

Nata a Cassino nel 1992. Consegue la maturità presso il Liceo Classico N.Turriziani di Frosinone e il diploma teatrale presso la scuola Il Teatro Dell’Appeso di Amedeo Di Sora.


Nonostante la giovane età ha alle spalle tournée teatrali con la pièce “Il canto del cigno” di Cechov e recital poetici come “Dino Campana e Sibilla Aleramo”. Recentemente protagonista femminile dei recital di Vincenzo Bocciarelli “Solo l’Amore resta” “Shakespear’s Dream” e “Vita di Francesco” , dello spettacolo “Eros Italiano” di Mariano Rigillo e di “Comizio d’amore” di Marcello Veneziani.

Attualmente affianca sulla scena Valerio Massimo Manfredi nello spettacolo tratto dal suo romanzo “Ulisse. Il mio nome è Nessuno”.

Appassionata di scrittura poetica, ha pubblicato la silloge “Frammenti rubati al Destino”, per l’editore Galassia Arte. Nel 2013 è fondatrice di “Nova Era”, Associazione di promozione sociale che si occupa, attraverso l’espressione artistica e in particolare l’audiovisivo, di progetti con tematica sociale, cui è particolarmente sensibile.

Nel Giugno 2014 pubblica il suo primo romanzo “Soffi Vitali. Quando il cuore ricomincia a battere”. Premiata a Villa Sarsina con Antonio Lubrano e Filippo Laporta. È l’autrice più giovane ad aver presentato un’opera al Salone Internazionale del libro di Torino. Lo scorso dicembre ha ricevuto il prestigioso Premio in Campidoglio “Oscar dei Giovani” per il suo poliedrico impegno in campo culturale, all’interno della “Giornata d’Europa”. Consegue la Laurea Magistrale in Giurisprudenza. Collabora alla realizzazione di svariati progetti artistici. Presentatrice di eventi e di programmi televisivi. Ospite in trasmissioni televisive e radio, giurata e madrina di eventi. 

SITO WEB: 

http://www.claudiaconte.com

 

SEGNALAZIONE: ANGELS – LACRIME DI SALE, DI BARBARA S. SANLEY, IN USCITA A SETTEMBRE

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TITOLO: ANGELS – LACRIME DI SALE (PRIMO CAPITOLO DELLA SAGA ANGELS)

AUTRICE: BARBARA S. SANLEY

GENERE: ROMANZO CONTEMPORANEO

CASA EDITRICE: LA SIRENA EDIZIONI

DATA DI USCITA: PERIODO COMPRESO TRA IL 10 E IL 15 SETTEMBRE 2017

FORMATO: CARTACEO

TRAMA:

Shanya è una ragazza come tante. Figlia di due fiorai di Inverness, fino alla maggiore età vive una vita normale, dividendosi tra lo studio, le amiche e il fidanzato. Ma quando, alla vigilia della convivenza, scopre che il suo uomo ha una relazione con una collega, tutta la sua vita le crolla addosso. Nonostante il colpo subito, Shanya non si dà per vinta e decide di dare un taglio netto al passato e, finiti gli studi di infermeristica, decide di trasferirsi a Londra. Qui inizia a lavorare in un ospedale e intraprende una tormentata storia d’amore con il direttore sanitario, un uomo tanto bello quanto infido, che la sfrutta approfittando dell’ascendente che ha su di lei. Poco dopo aver messo fine a quell’avventura malsana, conosce Steven, bello, enigmatico e misterioso tecnico informatico. Con lui inizia una storia d’amore travolgente che le condiziona la mente e i sensi, ma nella quale ci sono delle zone d’ombra che lei non riesce a comprendere. Riuscirà la ragazza, grazie alla sua caparbietà a scoprire quali misteri le nasconde Steven e, soprattutto, a diventarne parte?