GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA: INCONTRO CON LA POETESSA E SCRITTRICE AGNESE MONACO

SILENIO

Agnese Monaco con Silenio Lavorini, giudice di gara

Agnese Monaco nasce a Roma nel Luglio del 1979. Scrittrice, Poetessa, Commediografa, Pittrice e Musicista. Iscritta alla Siae, Dor ed Olaf. Laureata in Lettere h.c. Ha scritto raccolte di poesie, vari romanzi, una raccolta di favole, testi musicali collaborando con grandi nomi del panorama musicale italiano, due commedie teatrali ed un cortometraggio. Ricordiamo anche la sperimentazione negli Ossimori, Paradossi, Haiku, Aforismi,Saggi Brevi,Recensioni, tradotti anche in altre lingue con annesse pubblicazioni Italiane ed Estere. E’ presente nell’ambito letterario dal 1996 . Numerosi i concorsi vinti tra cui : Premio Alto Patrocinio Croce Rossa Italiana del Premio Internazionale di Poesia Coluccio Salutati. Editor’s Choice Award by poetry.com, The International Library of Poetry – 2007 -(USA), Primo Premio del Concorso Internazionale “Po & siA -Meltin’Books, riceve il Diploma di merito rilasciato dall’OPE (Osservatorio Parlamentare Europeo e del Consiglio d’Europa), per la professionalità e la preziosa collaborazione prestata.Vince la Sezione Contro la violenza alle donne al Premio Internazionale di Poesia La Leonessa di Brescia 2014 . Nel 2011 esce “ E’ solo l’inizio”, una raccolta di poesie giovanili. Nel 2013 esce “TriAde” una raccolta di poesie multilingua, tradotte in Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Giapponese, ecc, che raccoglie numerosi consensi grazie alla distribuzione mondiale . Nel 2014 Esce “Nel Nome del Padre, In onore di mio Padre Giovanni”, libro biografico in onore del Padre. Ha partecipato con i suoi quadri a numerose Mostre pittoriche in Italia ed all’Estero . Attualmente in Mostra in Australia. Con una nota marca di bevande ha esposto in quasi tutto il Mondo una sua opera. La sua poliedricità si snoda anche nella pittura e scultura , creando nuovi stili tra cui innovativi mosaici,bassorilievi in rame ed altre opere all’avanguardia. Attualmente le sue opere sono presenti in Mostre Itineranti e permanenti. Candidata nel 2013 per la salvaguardia della Fauna e Flora in due Municipi Capitolini. Scrive e parla fluentemente in Inglese, Francese, Spagnolo ed Italiano. Nel tempo libero ama dedicarsi allo studio di altre lingue. Sempre attenta alla tutela degli animali ed al volontariato ha donato i suoi contributi per queste cause.

Ho incontrato Agnese in occasione di questa piacevole intervista.

Il 29 settembre 2018 è la giornata mondiale della poesia: cosa significa per te organizzare ogni anno questo evento?

In realtà dovrebbe essere correttamente definita la giornata globale della poesia per distinguerla dalla festa annuale in marzo. Questo evento nasce dal 100 Thousand Poets for change americano e i referenti nel mondo svolgono liberamente, in contemporanea “Mondiale”, salvo il fuso orario, questa giornata a suon di versi, dove la pace, la solidarietà e la beneficenza sono alla base. Negli anni sotto la mia organizzazione ho raccolto numerosissimi consensi ed elogi. Basti pensare ai partecipanti della precedente edizione, ben 1387. Per me è il giorno in cui la poesia ha il diritto di vincere contro ogni “bruttura” che il mondo ci pone davanti. Una festa in armonia, dove con le nostre arti facciamo del bene. Infatti è tutto gratuito.

Quali soddisfazioni ma anche quali difficoltà presenta organizzare questo evento?

Organizzare qualcosa di grande porta sempre parecchie difficoltà. L’anno scorso ad esempio è stata richiesta ed ottenuta l’occupazione di suolo pubblico oltre all’evento svolto all’interno. La scelta della location è nata per una rivalutazione del VII Municipio di Roma di cui è stato ottenuto anche il gratuito patrocinio. L’intento era dare spazio a luoghi alternativi e periferici oltre mostrare due onlus animaliste con i loro banchetti . Una delle quali, Amici di Fido Roma, a cui sono stati donati i proventi escluse spese di stampa e pubblicazione, dell’antologia premio. Le soddisfazioni sono state le donazioni che hanno permesso ad Amici di Fido Roma di costruire una nuova area di scambamento per gli ospiti del canile di Valle Grande a Roma e lo studio della Stanford University dell’evento come processo comunicativo di gran rilevanza mediatica oltre ad essere giunti in finale per il Roma BPA (ossia gli award per le migliori pratiche di beneficenza del territorio). Ma soprattutto la voglia di far festa tra poeti di tutta Italia. L’attesa di declamare in diretta i propri versi, nel mentre nascevano nuove amicizie, dal Nord al sud d’Italia. Tutti insieme, vicini per un bene comune. Tutti i sacrifici svolti per organizzare sono stati ripagati dai volti dei partecipanti, dei premiati, da Amici di Fido Roma che ha potuto dare la possibilità a più cani di uscire in contemporanea nell’attesa di trovare una famiglia tutta per loro che li coccoli e perchè no, li vizi. Questa volta la location sarà totalmente diversa ed anche lo stile, per ritornare in “Auge” poetica. Non voglio svelare ancora nulla, ma essa sarà degna dei poeti finalisti!

VINCITRICE

Agnese Monaco con la vincitrice dell’edizione 2017 della Giornata Mondiale della Poesia, Alessandra Corsini

Qual è il tuo riscontro in termini di autori partecipanti e di pubblico?

Un riscontro sempre crescente nelle varie edizioni. L’anno scorso come ti dicevo siamo giunti a quota 1387 partecipanti di cui solo 147 sono entrati a far parte dell’antologia premio, la quale non aveva nessun obbligo d’acquisto. Questi i numeri dei finalisti che hanno potuto partecipare alla finale romana. Il pubblico anche non del settore ha assistito a questa novità, incuriosito, rimanendo per tutta la durata dell’evento.

PREMIO 2

Quanto è grande il bisogno di poesia, a tuo avviso, nella società attuale?

Da primo impatto la poesia sembra morente, in realtà il bisogno smodato di essa è costante e continua a crescere, è rinata dalle ceneri. Molti si sono avvicinati ad essa con i primi pensieri letti in pubblico nei locali, superando le loro paure, alcuni studiando stanno affinando la loro tecnica, altri si lasciano trasportare dal flusso di coscienza. Due anni fa tenni un corso di poesia gratuito proprio per far avvicinare le persone alla parte tecnica e strutturale della composizione. Fu un grande successo, ancora oggi ricevo ringraziamenti. Spero non sia perché decisi di farlo gratis! (Scherzo!)

PREMIO POESIA

Come sarà strutturato l’evento?

Come sempre sarà ad entrata libera fino ad esaurimento posti. Potranno declamare esclusivamente i finalisti ed esibirsi gli ospiti. Ci sarà poi la premiazione, in modo scorrevole e veloce. I premi saranno coppe, attestati, libri, opere artistiche ed altri forniti dagli sponsor. A tutti i partecipanti finalisti presenti, e non, sarà donato l’attestato di partecipazione e un ricordo della serata a prescindere che abbiano vinto un premio o meno. Per gli assenti senza delegati l’omaggio e l’attestato saranno inviati per posta con spese a carico del destinatario. Questo non varrà per i premi. In mancanza del vincitore e del delegato esso passerà d’ufficio al successivo in classifica presente. Gli esiti non verranno resi noti se non durante la premiazione. Il resto è una sorpresa che verrà svelata pian piano!

Cosa bisogna fare per partecipare?

Per partecipare occorre inviare a: mondialepoesia@gmail.com il modulo d’iscrizione (allegato qui, compilarlo e firmarlo in ogni sua parte)e una poesia a tema libero in italiano o in qualsiasi altra lingua, (se scegliete una lingua differente è obbligatoria la traduzione a fronte in italiano) di massimo trenta versi. Facoltativa una biografia di massimo tre righe.


Modulo Trattamento dei dati personali e del Consenso relativo alla pubblicazione
(DA COMPILARE INTERAMENTE E FIRMARE SENZA APPORTARE MODIFICHE, PENA L’ESCLUSIONE DAL CONCORSO).
Io sottoscritto/a …(Nome e Cognome)………………………………………., Nato/a (luogo)……………………., Il (giorno mese anno)………………………., Residente a (luogo)………………………………., acconsento ed autorizzo la scrittrice Agnese Monaco secondo i punti di seguito elencati a leggere, modificare e pubblicare il mio elaborato. L’eventuale pubblicazione potrà essere cartacea o nel web, senza nulla a che pretendere come profitti economici da essa e manlevando la scrittrice da ogni responsabilità civile o penale per i contenuti da me scritti.
Io sottoscritto/a (nome e Cognome) ……………………………. Sono totalmente responsabile dei miei contenuti scritti e mi assumo la totale e piena responsabilità civile e penale per quanto scritto nel mio testo.
1. Ai sensi dell’articolo 13 del D.lgs. n.196/2003 e successivo GDPR 679/2016 in vigore dal 25/05/2018 , I dati da Lei forniti verranno trattati per le seguenti finalità: eventuale pubblicazione di un libro inerente all’ambito della poesia, come ricordo della Giornata Mondiale della Poesia a Roma del 29 settembre.
2. Il trattamento sarà effettuato con le seguenti modalità: manuale
3. Il conferimento dei dati è obbligatorio, i dati richiesti sono minimi, ma obbligatori per l’adesione del soggetto interessato ad acconsentire alla pubblicazione ed a dare così piena libertà alla scrittrice di inserire o meno la suddetta poesia/e nel libro. L’eventuale rifiuto di fornire tali dati potrebbe comportare la mancata o parziale prosecuzione del rapporto di pubblicazione.
4. I dati non saranno comunicati ad altri soggetti, né saranno oggetto di diffusione
se non per piena volontà del soggetto stesso. Gli unici dati diffusi saranno il nome e cognome del soggetto, e gli eventuali dati che il medesimo deciderà di fornire nelle massimo tre righe di biografia da lui redatta in forma cartacea o/e computerizzata.
5. Il soggetto si impegna ad inviare nei tempi prestabiliti le massimo tre righe di biografia e la poesia con cui intende partecipare, oltre ovviamente la presente compilata e firmata.
6. Sottoscrivendo questo documento l’interessato accetta le condizioni senza pretendere in nessun caso eventuali profitti economici, manlevando la scrittrice da ogni onere penale e civile per i contenuti citati nello scritto dall’interessato e inviati per e-mail.
7. La scrittrice può modificare, integrare, ridurre, correggere e decidere di non inserire nel volume in qualsiasi momento, se pubblicato, in forma cartacea o in e-book, a seconda della linea editoriale che ritiene apporre e secondo le regole della liceità e del buon costume.
8. Ogni mail ricevuta che violerà le regole del buongusto, buon costume, la liceità , discriminazioni, violenza, morale pubblica, violazione di diritti altrui oppure qualsiasi altra forma di libertà personale che violi le normative vigenti sarà segnalata alle autorità competenti. Ogni persona nell’invio è totalmente responsabile del contenuto che ha scritto.
9. Firmando questo foglio anche solo con firma digitale o con avvenuto rinvio dello stesso compilato per e-mail, il soggetto concede il pieno consenso alla pubblicazione e ai dati in esso contenuti, da lui citati e i minimi richiesti da questo documento, per l’eventuale pubblicazione e si assume la piena responsabilità degli stessi.
10. Se l’autore parla di terze persone, si assume la totale responsabilità delle citazioni ad esse e dei contenuti, informandole delle asserzioni da lui fatte e ottenendo da loro le autorizzazioni nel caso siano necessarie ai fini di legge, ma il tutto sollevando da ogni onere e da ogni colpa la scrittrice .
11. L’autore della poesia qualora venga pubblicato il libro comprensivo della sua opera verrà avvisato tempestivamente e se lo riterrà opportuno potrà sponsorizzare l’opera tra amici, conoscenti o mezzi informatici come meglio crede senza pretendere alcun profitto da essa.
12. La pubblicazione delle poesie in un libro cartaceo o in un e-book, non è certa , questo è un progetto. Una volta terminata la raccolta delle opere, modifiche e l’impaginazione, la scrittrice si adopererà per la ricerca di una casa editrice pronta a pubblicare il proprio lavoro. Questa fase può richiedere un lasso di tempo che può variare a seconda delle risposte ottenute. Nel caso la scrittrice lo ritenga opportuno potrà scegliere anche modalità di e-book o di auto-pubblicazione se il prodotto finale è meritevole a suo giudizio. Ma può anche scegliere di abbandonare il progetto se non ottiene risposte positive dagli editori. In qualunque caso e qualunque decisione prenda la scrittrice , l’autore sottoscrivendo, leggendo e firmando e rimandando indietro questo modulo con le sue credenziali acconsente a tutti i punti ivi citati.
Dopo aver letto i punti di questo documento e nel pieno delle mie facoltà mentali e fisiche acconsento a tutti i punti dello stesso, sapendo che non avrò nulla a che pretendere per eventuali profitti economici qualora ce ne fossero dalla pubblicazione del libro.
Data
In fede

_________________________

Quali sono le tue aspettative a riguardo?

Donare il più possibile per realizzare tante opere benefiche e confermare quello che sono riuscita a fare fin ora, una convergenza di menti e di animi che tramite la poesia arrecano beneficio agli altri. L’unione e l’amore per la stessa come “medicina” per tutti . Come evoluzione della sensibilità e risultanza di scelte consone e sensate per il futuro. Dove vi sia il rispetto per il mondo e tutto il Creato.

AGNESE

Manda un messaggio al pubblico e agli autori che parteciperanno…

Metti alla prova te stesso, è tutto gratis e non vi è alcun obbligo d’acquisto. Forse il vincitore potresti essere tu e grazie alla tua poesia potresti contribuire ad un progetto solidale.

Link evento facebook: https://www.facebook.com/events/2266099313407766/

pagina Agnese Monaco : https://www.facebook.com/AgneseMonacoOfficial/

http://100tpc.org/organizers-around-the-world/agnese-monaco-rome-italy/

http://www.100tpcmedia.org/100TPC2012/2018/05/agnese-monaco-rome-italy-2018/

ILARIA GRASSO

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MI HANNO BLOCCATO SU FACEBOOK PER UN MESE PER AVER POSTATO UNA FOTO DI UN MIGRANTE TORTURATO IN LIBIA – DI ENRICO NASCIMBENI

enrico canta

Essere bloccati per un mese da Facebook per aver postato una foto di profughi torturati dai libici. Mi è successo oggi.

Uno pensa a quello che ha fatto e fa nella sua vita. Il giornalista, lo scrittore e il cantautore. Non conta più nulla. Basta una segnalazione e vieni virtualmente azzittito come fossi un criminale della parola.

Non fosse altro che tra l’altro su Facebook svolgo un lavoro. Per un mese mi viene impedito di lavorare. Cioè di comunicare.

Non ho veramente più parole da spendere. Mi mancano le parole. Le ho perse. Sono addolorato e disgustato.

Quindi mi affido ad Eugenio Montale per esprimere tutto quello che sento.

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco

lo dichiari e risplenda come un croco

perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,

agli altri ed a se stesso amico,

e l’ombra sua non cura che la canicola

stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,

sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.

Codesto solo oggi possiamo dirti,

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”

“FARE MUSICA E’ UN FATTO POLITICO PERCHE’ E’ UN FATTO CULTURALE. DIVERSAMENTE SEI SOLO UN INTRATTENITORE.”

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Woody Guthrie aveva scritto sulla sua chitarra “questa macchina uccide i fascisti”. Joan Baez era al fianco di Martin Luther King nelle sue battaglie per i diritti civili. Pete Seeger cantava contro la guerra e per i diritti dei lavoratori. Bob Dylan si rifiutò di andare in tv perché non volevano fargli cantare “John Birch Society Blues” contro un gruppo neonazista che vedeva comunisti dappertutto. Crosby Stills Nash e Young attaccarono il governo per i quattro morti a una manifestazione studentesca in Ohio e per le cariche poliziesche contro gli studenti a Chicago, Jimi Hendrix stravolse l’inno americano per denunciare l’inutile guerra in Vietnam, gli U2 hanno celebrato il bloody sunday irlandese quando l’esercito britannico sparò sulla folla pacifica, Bob Geldof ha riunito due volte i migliori musicisti del mondo a sostegno dell’Africa affamata, Bono si è speso per l’eliminazione del debito pubblico dei paesi poveri, ed è stato fatto dai musicisti un embargo al Sudafrica razzista, per poi sostenere e celebrare la liberazione di Mandela. E qualcuno oggi se ne viene fuori che i musicisti dovrebbero fare i musicisti e non occuparsi di politica? Ma fare musica è un fatto politico perché è un fatto culturale. Diversamente sei solo un intrattenitore.

GIO’ ALAIMO

IL MIO INCONTRO SENZA FILTRI CON ENRICO NASCIMBENI, ARTISTA POLIEDRICO E UOMO CHE NON CONOSCE CONFINI

enrico firma

Con somma gioia con quest’articolo/intervista dò il benvenuto ad un collaboratore d’eccezione, senza ombra di dubbio il migliore che potessi avere, in questo blog: lui è Enrico Nascimbeni, cantautore, scrittore, poeta e giornalista italiano che da adesso in poi prenderà, al mio fianco, le redini di LIBERI LIBRI E NON SOLO, scrivendo di musica, libri, attualità e tanto altro.

Ma a questo punto mi sembra doveroso soffermarmi sulla biografia di questo artista poliedrico.

Diplomatosi al liceo classico Beccaria, Enrico stringe un’amicizia con Roberto Vecchioni e collabora con lui in vari brani tra i quali Vincent e L’ultima notte di un vecchio sporcaccione interpretata con Vecchioni durante il Premio Tenco nell’edizione del 2003 che gli è valso il premio della critica assegnato da una giuria presieduta da Fernanda Pivano.

Dopo due lauree in Lettere Moderne e Filosofia, inizia la propria carriera come giornalista nel 1985 seguendo le orme del padre Giulio Nascimbeni. Ha collaborato con Corriere d’Informazione e il Corriere della Sera ed ha lavorato stabilmente per Il Giorno, L’Arena, L’Indipendente, Studio Aperto, Verissimo e Sette. Nel 2000 per La 7 Gold ha condotto una trasmissione sportiva e un programma di intrattenimento pomeridiano in diretta della durata di quattro ore. Si è occupato di cronaca nera, di cronaca giudiziaria e di guerre seguendo, in particolare, l’inchiesta di Mani Pulite, intervistando per l’occasione Bettino Craxi ad Hammamet. Su questa vicenda ha scritto per la Mondadori, con Andrea Pamparana, il libro Le mani pulite. È stato nominato inviato speciale durante la guerra dei Balcani a Sarajevo. Precedentemente aveva seguito in loco la guerra in Libano. È stato anche inviato di guerra a Kabul in Afghanistan. Collabora con La Stampa e All Music Italia. Nel 2015 ha curato per un anno la collana letteraria Le due anime per la casa editrice Rupe Mutevole.

Dal 2001 riprende a fare il cantautore e a scrivere canzoni per altri artisti. Nascimbeni ha scritto brani per e con Tom Waits, Leonard Cohen, Joaquin Sabina, Suzanne Vega, Roberto Vecchioni, Paola Turci, Mango, Francesco Baccini, Mietta, Marco Carta.

Tra i suoi concerti più famosi quello del 1979 con Peter Hammil dei Van der Graaf Generator al Palalido di Milano.

Nel 2003 vince il Premio della Critica al Club Tenco con Roberto Vecchioni e partecipa come autore al Festival di Sanremo con il testo di “Chiama di notte” degli Allunati.

Nel 2009 vince la classifica annuale iTunes Rewind come primo artista italiano con l’album “Uomini sbagliati” (Emi Penthar-Mizar) davanti a lui gli U2 e Michael Jackson. E per lui arrivano disco d’oro e disco di platino.

Nel 2010 compare nella classifica annuale di iTunes Rewind è nei primi dieci artisti che hanno venduto di più. E’ al secondo posto con l’album “Il serpente tonto” (Emi Penthar-Mizar) e al sesto posto con l’album “Hotel Costarica 1983” (Warner ). E arriva per lui il secondo disco d’oro.

Nel 2016 vince in Venezuela quello che viene definito “Il piccolo Nobel del Sudamerica” cioè il premio Simon Bolivar per il suo impegno artistico e sociale. Che Nascimbeni rifiuta in contrasto con la dittatura del presidente venezuelano Maduro e con la giuria formata da giornalisti e uomini di cultura seguaci e sostenitori dell’ex presidente Chavez e di Maduro, Viene poi insignito del Premio “Amico del Popolo Rom” per il suo impegno attivo contro tutti i razzismi e del “Premio Internazionale Phralipe”, destinato ad enti, organizzazioni o persone che esprimono disinteressatamente la loro solidarietà verso il popolo Rom. Dal novembre 2016 si occupa della comunicazione dell’Associazione laica Saman fondata da Mauro Rostagno per il recupero delle tossicodipendenze, reinserimento nel tessuto sociale degli ex carcerati e tutela e sostegno delle donne che hanno subito violenze.

Dal marzo 2017 Enrico Nascimbeni ha assunto la direzione della testata web “Border On Line” del gruppo Saman, un mese dopo cura la collana editoriale “L’uomo delle luci” per la casa editrice Il Leggio. Il 20 giugno 2017 riceve il Premio “Arte e spettacolo” e “Premio giornalismo e impegno civile”.

Enrico Nascimbeni è Ambasciatore dell’UNICEF.

Enrico Nascimbeni è’ stato nominato Commendatore della Repubblica dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante il governo Monti.

Di seguito l’intervista che mi ha rilasciato, a suggellare l’inizio di questa nostra proficua e mi auguro lunga collaborazione.

enrico canta

Ecco cosa ci siamo detti io ed Enrico durante il nostro incontro.

Magliette rosse. Tu sei un “comunista col Rolex” come Gad Lerner? 

Certo come no. Ne ho trenta. Ovviamente viste le mie origini anche rom li rubo. Scherzi a parte, trovo indegno l’attacco dei fascisti a questa nobile e sacrosanta iniziativa partita da Don Ciotti. Sì, faccio parte di quel circa mezzo milione di italiani che ha messo una sua foto con la maglietta rossa in favore dell’apertura dei porti ai migranti e contro una ignobile e schifosa chiusura dei porti. Sono sempre stato laicamente dalla parte degli ultimi. E continuo ad esserlo. La risposta che i fascisti hanno dato a questa iniziativa è immorale. Sui social leggo odio e rancore da parte di chi segue un fascista che ha giurato sul Vangelo. Ovviamente senza averlo letto. Non faccio più distinzioni di partito o colore. Li chiamo fascisti. Punto.

Un artista che si occupa del sociale e prende posizioni anche politiche. Giusto o no farlo? 

Sì, personalmente lo ritengo un dovere per un artista. Per un uomo che fa il mio mestiere (i miei mestieri). Non amo chi fa arte e vive tra le fate e i gattini piccini piccini picciò. Ritengo anzi un dovere per un artista dire la sua. Senza pudore alcuno e senza problemi. Scendevo in piazza da ragazzo e continuo a scendere in piazza. Chi mi impedisce o mi impedirà di esprimere il mio libero pensiero lo considero e lo considererò il nemico. I nemici esistono è inutile che ce la raccontiamo. E vanno combattuti. Con il pensiero. La penna. La voce. Lo studio. Coi libri. Anche a calci nel culo se capita.

Cos’è la libertà per te? 

Poter dire quello che si pensa e agire di conseguenza senza che nessuno te lo impedisca.

Nei tuoi libri e nelle tue canzoni parli di politica? 

No. Non ne ho mai parlato e nemmeno cantato. Citando Erri De Luca “Considero valore” tutte le piccole grandi cose della vita. Dall’amore al pane. Dal dolore al sorriso. Dall’acqua alle montagne. Considero valore lo scrivere cose che tutti possono capire. Considero valore esprimere con chiarezza e semplicità concetti profondi. Considero valore mettersi a nudo senza vergogna. La cultura è politica. La politica dovrebbe essere cultura. In questa Italia ignorante e stracolma di livore canta al sole come una cicala il mio essere una piccola voce contro la dittatura mascherata che ci sta ammazzando.

ILARIA GRASSO

LA GIOIA DELLE PICCOLE COSE IN UNA GRANDE STORIA NE “IL PANE SOTTO LA NEVE” DI VANESSA NAVICELLI

Libro in 3D_formato leggero

Il pane sotto la neve è un romanzo bellissimo, scritto dall’autrice piacentina Vanessa Navicelli, opera che è stata finalista nel concorso letterario Rai La Giara, anno 2012, nella sua prima edizione.

Quasi cinquant’anni di storia italiana (dagli inizi del ‘900 al 1945) attraversano questo libro, con le gioie ed i dolori dei suoi appassionati protagonisti, attori di questo romanzo corale dove nessun uomo è un’isola, ma tutti sono perfettamente interfacciati nelle tre generazioni a cui appartengono: quella dei nonni, quella dei figli e dei nipoti.

Nel romanzo, che è il primo de La saga della Serenella, si raccontano le fatiche del lavoro ed i suoi frutti, di quel pane sotto la neve che sempre si ritrova, come se fosse custodito alla stregua di un tesoro, perché il lavoro duro porta sempre i suoi buoni risultati e, come un detto contadino popolare esprime, quei germogli di grano che di inverno riposano sotto la neve, in primavera daranno sempre il pane, quel pane da cui si ricaveranno sostentamento e vita.

E in questa storia c’è anche l’amore, in tutte le sue forme, dove è amore appunto anche quello per il lavoro e per la propria terra, la patria per la quale si combattono la prima come la seconda guerra mondiale, delle quali si narra attentamente in questa storia e quella stessa patria per cui si fa la Resistenza e si diventa partigiani.

C’è un pezzo di storia, in questo libro, che nessuno di noi dovrebbe mai dimenticare, per poter crescere e per potere migliorare la propria persona, un pezzo di storia popolata da varia umanità di personaggi che entrano nei nostri cuori con facilità, per rimanervi, come fotografie di un’epoca che non c’è più.

E la serenella, per intenderci il fiore di lillà, è poi sempre presente, come a voler incarnare la sottile speranza che aleggia sempre nelle vicende umane che l’autrice ci racconta, una speranza che vince anche in mezzo alle difficoltà maggiori.

L’ambientazione è in Emilia Romagna, un’Emilia quasi senza tempo, nella sua zona ai confini con la Lombardia, eternamente cristallizzata come ci appare nell’amore per quei figli a cui ha dato i natali, laddove anche quando hai il cuore a pezzi trovi la forza ed il coraggio necessari a continuare.

Ne Il pane sotto la neve si celebrano la semplicità e la gioia che si ricava dalle piccole cose, oltre all’amore, la bontà d’animo e la sincerità di valori validi in eterno e che oggi dovrebbero tornare e che oggi, ci auguriamo, possano tornare.

ILARIA GRASSO

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HORROR ITALIANO: INTERVISTA ALLO SCRITTORE ALEX BADGER

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Il mio incontro con Alex Badger, scrittore di genere horror che ci parla del suo incontro con la scrittura e della sua raccolta di racconti, dal titolo Horror Italiano (Europa Edizioni).

Ciao Alex, ben trovato su Liberi Libri e Non Solo: quando hai incominciato a scrivere?

Ho cominciato a partire dal 2008. Sono sempre stato un appassionato lettore sin dalla più tenera età, adattando di volta in volta i miei gusti agli anni e i periodi della mia vita. Dalle fiabe, la letteratura giovanile e i fumetti della Disney ai fumetti sui supereroi, i manga giapponesi fino ai maestri dell’orrore, della fantascienza e del fantasy dei tempi che furono (Edgar Allan Poe, Howard Phillips Lovecraft) e contemporanei (Stephen King, Clive Barker, Jack Ketchum). Pur avendo una passione quasi equivalente per il cinema, ritengo la scrittura e il disegno le arti più consone alla mia personalità, attraverso le quali poter rappresentare al meglio la mia fantasia e il mio modo di pensare, di esprimermi, di essere. Le considero forse le due forme d’arti più complete, attraverso le quali l’artista può veramente dare sfogo a tutto il suo estro in quanto, al 90% dei casi non ostacolato da zavorre come le disponibilità economiche o il parere contrario di chi dovrebbe occuparsi della produzione o la distribuzione, nonché dai limiti imposti dalla diversità della differenza del linguaggio che hanno il cinema, il disegno e la scrittura. Non essendo, come già detto prima, insensibile all’arte del cinema, faccio ovviamente riferimento a molti registi, i quali spesso si sono visti frenare e ostacolare il proprio estro e la propria fantasia, vuoi perché portare al cinema un determinato progetto avrebbe richiesto ingenti quantità di denaro, vuoi perché la rappresentazione delle loro idee impresse sulla pellicola avrebbero rischiato di andare incontro al blocco da parte dei produttori o alle critiche da parte di un pubblico non sempre preparato e accomodante. Ostacoli di questo genere sono già più rari, per uno scrittore, che può quindi avanzare le idee più ardite e proporle al pubblico con decisamente meno difficoltà.

Perché la scelta del genere horror: cosa ti attrae dello stesso?

Come già ho anticipato, l’horror è stato un genere che mi ha appassionato sin da piccolo: oltre ad un certo gusto per il macabro, ho avuto modo di constatare che l’horror è il genere più indicato per descrivere, a volte in maniera letteraria, altre volte con metafore e allegorie, la realtà che ci circonda. Probabilmente il mio può sembrare un discorso pessimistico, anche tendente alla misantropia, ma è dettato da una visione molto ampia del mondo e della natura umana. Nel corso degli anni abbiamo constatato come le più celebri figure archetipiche dell’horror e della sua mescolanza con altri generi abbiano funto da metafora per determinati argomenti, più o meno visti con paura e sospetto, in epoche passate ma in fondo anche nell’epoca attuale: il vampiro come simbolo della lussuria e delle pulsioni sessuali , il cosiddetto “scienziato pazzo” e i suoi esperimenti come simbolo del timore e della diffidenza verso lo strapotere e l’occasionale arroganza della scienza, qualora si spinga verso limiti che non andrebbero oltrepassati , il tema del doppio come simbolo della psiche umana, di una mente divisa tra l’Io e le sue pulsioni irrazionali, o della bontà che può celare cattiveria e violenza più o meno volute come pure il contrario , le storie degli orrori cosmici inaugurate da Lovecraft come l’irrazionale paura nei confronti di ciò di che non si conosce e di cui non si comprende la natura e così via. Tuttavia l’orrore può trovare le sue fondamenta anche in una dimensione più “terrena”: non necessariamente l’orrore, il mostro dev’essere il licantropo, il vampiro, l’essere nato da un esperimento scientifico malriuscito. A volte l’orrore lo puoi trovare vicino a te: molti scrittori, tra cui Stephen King e Jack Ketchum spesso alternano la narrazione fantastica a situazioni più “realistiche”, per immergersi nel lato oscuro della natura umana, che spesso si rivela anche più terribile di qualunque presenza acquattata nel buio o di qualunque mostro assassino. Come anche i fatti di cronaca ci ricordano ogni giorno, l’orrore può celarsi nel vicino di casa all’apparenza gentile e disponibile, nella famiglia apparentemente di buoni valori, addirittura nel parente e nell’amico invidioso e rancoroso dei successi e dei talenti di chi gli è vicino. L’orrore spesso può indossare la maschera più innocente e rassicurante, quella che è riuscita a guadagnarsi la tua fiducia o addirittura che l’ha sempre avuta.

Orrore Italiano cover

Parliamo della tua raccolta di racconti Orrore Italiano: come è nata?

E’ un progetto che ha preso corpo a partire dal 2012: all’epoca avevo cominciato a meditare sulla possibilità di condividere le mie passioni con la gente, invece di lasciare che rimanesse un semplice hobby. Per motivi personali purtroppo fui costretto ad accantonare il progetto, salvo poi riprenderlo e completarlo nel 2016. Poiché mi ritenevo ancora inesperto e non ancora pronto per il progetto di un romanzo, avevo pensato di cimentarmi in qualcosa di un po’ più semplice. Tuttavia, nella sua semplicità, ho fatto in modo e maniera di inserire in questo progetto tutta la mia poetica e le mie influenze: c’è la paura dell’ignoto, il mostro, la magia, ma ogni storia è legata da un unico filo conduttore: l’ambivalenza di cui l’essere umano è capace: la cattiveria, il ricatto, l’invidia, il desiderio di vendetta, il materialismo, l’avidità, la perversione, l’odio spesso irragionevole e immotivato, la prepotenza, la paranoia, la mancanza di fiducia nel prossimo, ma anche la bontà, la lealtà, l’amicizia l’amore, il desiderio di giustizia, la fiducia in sé stessi e negli altri, la speranza, il pentimento per le proprie azioni negative, la generosità…in una parola, l’essere umano in tutte le sue sfaccettature. Perché di questo è composta la natura umana: di luci e di ombre, di male e di bene.

Alex Badger non é il tuo vero nome, ma uno pseudonimo: cosa ti ha ispirato nella scelta?

Il mio pseudonimo deriva da “badger”, il nome inglese del tasso: il tasso è il mio animale preferito (lo porto anche tatuato su un braccio) poiché ne ammiro la natura: è un animale in natura molto tranquillo, dall’aspetto dolce e innocuo, ma dotato di una tenacia e una caparbietà che sfoggia nelle situazioni di pericolo, riuscendo ad affrontare anche animali molto più grandi e più forti di lui e potendo così vantare di avere pochi nemici in natura, ad eccezione dell’uomo. Inoltre, a livello simbolico, il tasso rappresenta l’animale totem di guaritori e sciamani. Simboleggia la tenacia volta al desiderio di guarire, cambiare le situazioni negative della vita, incanalare rabbia ed emozioni distruttive verso un obbiettivo costruttivo. Oltre all’ammirazione per il carattere dell’animale, sento di rispecchiarmi nel suo significato simbolico.

Cosa stai scrivendo adesso?

Attualmente sto lavorando a due progetti: un romanzo sul tema licantropico incentrato su un rapporto di amicizia che potrebbe evolversi in qualcosa di più e un’altra raccolta di racconti horror liberamente ispirata alle fiabe dei Fratelli Grimm.

Come facciamo a seguirti?

Ho una pagina su Facebook e un blog su WordPress e Altervista: i due blog al momento sono ancora in fase di costruzione, e quindi non c’è ancora molto, ma nei prossimi giorni saranno completati e pienamente attivi.

https://www.facebook.com/Alex-Badger-358804807968423/?ref=br_rs

http://alex87badger.altervista.org/?doing_wp_cron=1529177984.7989120483398437500000

https://alex87badger377023829.wordpress.com/

Siamo in chiusura, Alex, grazie di essere stato con noi: lascia un messaggio ai nostri lettori…

Spero che il mio libro e i miei futuri lavori attirino la vostra attenzione e di potermi dimostrare un degno scrittore. Grazie a tutti!

ILARIA GRASSO

LINK PER L’ACQUISTO:

https://www.amazon.it/Orrore-italiano-Alex-Badger/dp/8893842971/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1530981411&sr=8-1&keywords=horror+italiano+alex+badger

COMUNICARE E’ APRIRE LE PORTE: INCONTRO CON LA SCRITTRICE E FILOSOFA MARIA GIOVANNA FARINA

Catarina verde

Il mio incontro con la scrittrice e filosofa Maria Giovanna Farina per parlare del suo nuovo libro dal titolo “Catarina e la porta della verità”, scritto a quattro mani con il filosofo Max Bonfanti, ed edito da Rupe Mutevole.

Catarina e la porta della verità, si intitola il tuo nuovo libro, pubblicato da Rupe Mutevole: cosa intendi per porta della verità?

Si tratta di una porta reale alla quale la protagonista suona e che le viene aperta da un uomo che sarà fondamentale per la scoperta della verità… ma è anche una metafora della comunicazione. Quando una porta si apre abbiamo la possibilità di confronto, viceversa una porta chiusa blocca l’incontro con l’altro.

Questo è un libro sulle relazioni, d’amore ma non solo: quanto conta essere in relazione, per il genere umano e in questa particolare epoca storica?

Noi esseri umani siamo una rete di relazioni, viviamo immersi nelle relazioni non solo con i nostri simili, ma anche con gli animali e gli oggetti. Le relazioni sono il mio oggetto di studio privilegiato e lo è stato con il collega filosofo Max Bonfanti coautore del romanzo. Per venire alla parte finale della domanda, ti dico che nell’epoca attuale le relazioni sono sempre meno naturali e sempre più mediate da mezzi digitali come pc e smartphone. Ciò rema contro le buone relazioni che hanno necessità di contatto, di sguardi ravvicinati e fisici… leggere un libro di carta aiuta il ritorno necessario alle relazioni naturali.

Athos e Catarina, due solitudini che si uniscono ed annullano la solitudine: un incontro che definirei necessario…

Certamente, è stato necessario per entrambi. Insieme hanno intrapreso un percorso reale per cercare la soluzione agli intrighi familiari di Catarina e ciò ha consentito ad entrambi di conoscersi reciprocamente, ma anche di scoprire nuove parti di sé. Nella vicenda narrata, l’amore, nelle sue diverse espressioni, si mostra come un’irrinunciabile esperienza del prendersi cura reciproco.

Athos e Catarina, appartenenti a generazioni e a contesti sociali diversi, eppure così vicini, l’uno all’altro: un incontro che sembra combinato dal destino, nel suo momento iniziale, ma che poi diventa per loro una scelta quotidiana. Credo che sia così per tutti noi…

Sì, certo, alle volte chiamiamo destino una concatenazione di eventi così ben inanellati in una serie di situazioni ai nostri occhi quasi perfette alle quali non sappiamo trovare una spiegazione razionale. Nel caso di Athos e Catarina, l’amore ha fatto da collante e propulsione tanto da spronarli senza tregua a ricercare la verità. Se c’è una spinta iniziale, quasi magica, che fa incontrare due persone, poi c’è il quotidiano e la scelta di continuare a stare inseme oppure no.

Nella tua storia Athos e Catarina viaggiano moltissimo, ma oserei dire che il loro viaggio è più interiore che geografico…

Sì, viaggiano molto, direi che esistono entrambe le situazioni. È un viaggio geografico che li porta dall’Italia alle Antille e in Grecia, ma anche a Milano, a Genova e dintorni; allo stesso tempo questo viaggiare simbolizza la ricerca di sé e la capacità di muovere il pensiero, un pensiero che cerca e trova soluzioni. Insieme diventano una squadra vincente: lui è meticoloso, lei ha un carattere determinato, ma durante il viaggio emergeranno altre caratteristiche di entrambi.

MGF2

Una storia d’amore, una storia di relazioni in generale, ma anche una vicenda misteriosa da chiarire, con colpi di scena non trascurabili: amore e azione, dunque, nel tuo romanzo…

Certo, i colpi di scena non mancano, c’è amore ed azione, ma come ho già detto non mancano altri sentimenti e situazioni imprevedibili. Leggerlo è entrare in un modo ricco di passione, solidarietà, amore, ironia, fratellanza, ricerca e tanto altro.

Qual è il messaggio che speri che i tuoi lettori traggano da questa storia?

Non bisogna arrendersi, mai! Desidero, inoltre, farli riflettere anche sulle relazioni familiari difficili, a volte paradossali, per scoprire quanto sappiano farci crescere come individui. E poi sull’amore di coppia per rendersi conto pienamente quanto sia importante per la nostra vita, ma non solo questo perché nel romanzo c’è anche l’amore amicale, per i figli, per gli animali… per la vita.

ILARIA GRASSO