UN ROMANZO SULLE RELAZIONI E SULLA VITA “CATARINA E LA PORTA DELLA VERITA'” DI MARIA GIOVANNA FARINA E MAX BONFANTI (RUPE MUTEVOLE EDIZIONI)

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Athos e Catarina sono due mondi apparentemente lontanissimi che un bel giorno, grazie al destino o alla fortuna o, più semplicemente, a quella buona occasione che tutti aspettiamo nella vita, si incontrano, perché è Catarina a bussare alla porta di Athos, proprio quando questo più niente s’aspetta.

Inizia così la loro strana avventura insieme, il loro relazionarsi reciproco, giorno per giorno, in mezzo a mille vicissitudini e peripezie dagli stessi nemmeno lontanamente immaginate prima del momento del loro inaspettato incontro.

Il romanzo Catarina e la porta della verità della filosofa e scrittrice Maria Giovanna Farina  e del filosofo Max Bonfanti (Rupe Mutevole Edizioni) è una storia sulle relazioni che sono così indispensabili per il nostro vivere quotidiano, quelle relazioni senza le quali non ci è concesso esistere, sebbene troppe volte, per la nostra passione smodata per la solitudine, ci convinciamo che stiamo bene senza, quando in realtà non è possibile neanche la sopravvivenza, senza che esista la condivisione.

E nel romanzo di Maria Giovanna Farina e Max Bonfanti la condivisione tra Athos e Catarina inizia subito e va al di là delle loro più profonde convinzioni, instaurandosi prepotentemente, come avviene solamente nelle relazioni vere: il non poter più fare a meno dell’altro perché l’altro incarna, in un certo modo, il nostro viaggio intimo dentro quella che rappresenta la nostra vera essenza, quell’essenza troppe volte nascosta al mondo, soltanto per paura.

Non mancano nemmeno i colpi di scena, in questa storia, che è un romanzo sulle relazioni, è vero, ma che è anche una storia d’azione, con un mistero profondo da chiarire, quello che ci trattiene nella lettura fino all’ultima pagina della vicenda stessa.

Non mancano di certo i respiri di sollievo, le boccate d’aria e l’ironia, i momenti di libertà, in questo romanzo di Maria Giovanna Farina e Max Bonfanti incentrato sulla vita, in tutte le sue sfumature, una storia di cui vi consiglio fortemente la lettura.

ILARIA GRASSO

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IN VIAGGIO INTORNO ALLA SOLITUDINE CON IL GIALLISTA ROMANO DE MARCO – INTERVISTA

romano de marco due

Romano De Marco, classe 1965, esordisce nel 2009 nel Giallo Mondadori con Ferro e fuoco, ripubblicato in libreria nel 2012 da Pendragon. Nel 2011 esce il suo Milano a mano armata (Foschi, Premio Lomellina in Giallo, 2012). Con Fanucci pubblica, nel 2013, A casa del diavolo e con Feltrinelli Morte di Luna, Io la troverò (finalista Premio Scerbanenco 2014) e Città di polvere (finalista Premio Scerbanenco 2015). Per Piemme, nel 2017, esce L’uomo di casa, che ottiene un grande successo di pubblico, con cinque ristampe, e di critica, finalista del Premio Scerbanenco e vincitore del Premio dei Lettori. I suoi racconti sono apparsi su giornali e riviste, tra cui «Linus» e il «Corriere della sera», e sui periodici del Giallo Mondadori.

Vive tra l’Abruzzo, Modena e Milano.

Liberi Libri e Non Solo ha incontrato Romano De Marco in questi giorni in occasione di questa intervista, per parlare del suo nuovo successo letterario dal titolo Se la notte ti cerca e di tanto altro.

Ciao Romano, ben trovato sul mio Blog Liberi Libri e Non Solo: Se la notte ti cerca (Piemme Edizioni) è il tuo nuovo libro, un thriller dove musica e trama si incontrano, in un connubio perfetto: com’è nato questo connubio nella tua mente?

Mentre pensavo alla trama del romanzo, ho immaginato un personaggio che fosse un musicista cinquantenne con alle spalle una carriera di successo. Essendo un appassionato di musica anni 80 e 90, ho iniziato a prendere in considerazione l’idea di raccontare una storia vera, quella di uno dei tanti artisti di quegli anni che, pur continuando a fare musica ad alto livello, sono ormai fuori dalla ribalta mediatica. L’idea ha fatto sì che la musica, lentamente, entrasse a far parte del romanzo in maniera sempre più importante.

La colonna sonora di questo tuo lavoro è affidata a Danny Losito, che è presente, appunto, con la sua musica, nei panni del personaggio Andy Lovato: come è nata la vostra collaborazione?

La storia professionale e artistica di Danny (che seguo dal 1990, anno del suo esordio internazionale con lo pseudonimo “Double Dee”) era perfetta per il mio romanzo. A quel punto mi sono chiesto: perché inventare un personaggio di sana pianta quando posso raccontare una storia vera e conferire un giusto tributo a uno dei miei artisti preferiti? Ho contattato Danny, che seguivo da tempo sui social, e gli ho esposto la mia idea. La sua reazione è stata molto positiva. Qualche giorno dopo ci siamo incontrati di persona e il progetto è partito.

La protagonista della tua storia è una donna, Laura Damiani, come anche gli altri personaggi chiave, la stessa Claudia Longo, la misteriosa vittima, di cui si scoprirà, man mano, una vita parallela: come mai la scelta di immergerti completamente in questo mondo tutto al femminile, con le sue fragilità ed i suoi punti di forza?

Già con L’UOMO DI CASA (Piemme 2017) mi ero reso conto che scrivere di personaggi femminili è molto più interessante rispetto a una narrazione con un punto di vista esclusivamente maschile. Scrivere di donne, permette all’autore di effettuare un approfondimento psicologico migliore. Uomini e donne vivono le medesime contraddizioni, si misurano entrambi con sentimenti, dolore, crisi esistenziali. Le donne, però, riescono a rendere più tridimensionali le loro reazioni, a viverle in maniera più aperta, più visibile. Per questo è più facile, per il lettore, provare quella empatia per i protagonisti della storia. Fattore, questo, alla base del successo di un’opera narrativa. Come diceva Marcel Proust, infatti, “chi legge un libro, in realtà sta leggendo sé stesso”.

De Marco_Se la notte ti cerca

Pensi che nella protagonista, Laura Damiani, possa esistere qualcosa di te?

Robert Luis Stevenson disse che è impossibile creare un personaggio dal nulla. In ognuno dei nostri personaggi c’è qualcosa di noi e delle persone con le quali siamo entrati in contatto più profondo. Quindi sì, sicuramente in Laura c’è qualcosa di me.

Amore, sesso, misteri ed incontri in Se la notte ti cerca, una storia decisamente attuale, ma probabilmente è la solitudine dei tuoi personaggi l’asse attorno a cui ruota tutto…

Tutto il romanzo è un viaggio intorno alla solitudine, intesa come stato dell’anima, come condizione di estrema debolezza interiore. I personaggi, sia quelli femminili che quelli maschili, si misurano con questa dimensione fotografata da punti di vista diversi. La solitudine genera una insicurezza che porta tutti i personaggi del romanzo a cercare disperatamente un proprio status, un posto nel mondo. E il serial killer che agisce a Roma, sceglierà le sue vittime proprio pescando in questo mare di incertezza e solitudine.

Altra protagonista, accanto alla solitudine, è la paura: ognuno di noi possiede la sua paura segreta, quella a cui non riusciamo a fare a meno, pur raggiungendone la consapevolezza…

La paura è generata proprio da quella disperata ricerca di uno status, a sua volta figlia di una insicurezza scaturita dal non avere riscontri al nostro modo di essere, di vivere, di affrontare le cose della vita. Insomma, scaturita, ancora una volta, dalla solitudine.

In quale progetto letterario sei impegnato attualmente?

Hfinito di scrivere un romanzo che chiude la mia trilogia della serie “Nero a Milano” i cui primi due volumi sono stati pubblicati da Feltrinelli (IO LA TROVERO’ e CITTA’ DI POLVERE). È un romanzo molto drammatico di genere noir/poliziesco. Tratta tematiche spinose come la malattia, il disagio mentale, ma anche l’innamoramento a cinquant’anni. Non mancano, comunque, azione e colpi di scena, come in tutti i miei romanzi. Ora lavorerò ancora qualche mese all’editing per poi pensare a una collocazione editoriale adeguata.

Siamo in chiusura, Romano, grazie di essere stato con noi: lascia un messaggio a chi ci ha seguiti sin qui…

Grazie a tutti per la pazienza, spero di non avervi annoiati!

ILARIA GRASSO

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA: INCONTRO CON LA POETESSA E SCRITTRICE AGNESE MONACO

SILENIO

Agnese Monaco con Silenio Lavorini, giudice di gara

Agnese Monaco nasce a Roma nel Luglio del 1979. Scrittrice, Poetessa, Commediografa, Pittrice e Musicista. Iscritta alla Siae, Dor ed Olaf. Laureata in Lettere h.c. Ha scritto raccolte di poesie, vari romanzi, una raccolta di favole, testi musicali collaborando con grandi nomi del panorama musicale italiano, due commedie teatrali ed un cortometraggio. Ricordiamo anche la sperimentazione negli Ossimori, Paradossi, Haiku, Aforismi,Saggi Brevi,Recensioni, tradotti anche in altre lingue con annesse pubblicazioni Italiane ed Estere. E’ presente nell’ambito letterario dal 1996 . Numerosi i concorsi vinti tra cui : Premio Alto Patrocinio Croce Rossa Italiana del Premio Internazionale di Poesia Coluccio Salutati. Editor’s Choice Award by poetry.com, The International Library of Poetry – 2007 -(USA), Primo Premio del Concorso Internazionale “Po & siA -Meltin’Books, riceve il Diploma di merito rilasciato dall’OPE (Osservatorio Parlamentare Europeo e del Consiglio d’Europa), per la professionalità e la preziosa collaborazione prestata.Vince la Sezione Contro la violenza alle donne al Premio Internazionale di Poesia La Leonessa di Brescia 2014 . Nel 2011 esce “ E’ solo l’inizio”, una raccolta di poesie giovanili. Nel 2013 esce “TriAde” una raccolta di poesie multilingua, tradotte in Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Giapponese, ecc, che raccoglie numerosi consensi grazie alla distribuzione mondiale . Nel 2014 Esce “Nel Nome del Padre, In onore di mio Padre Giovanni”, libro biografico in onore del Padre. Ha partecipato con i suoi quadri a numerose Mostre pittoriche in Italia ed all’Estero . Attualmente in Mostra in Australia. Con una nota marca di bevande ha esposto in quasi tutto il Mondo una sua opera. La sua poliedricità si snoda anche nella pittura e scultura , creando nuovi stili tra cui innovativi mosaici,bassorilievi in rame ed altre opere all’avanguardia. Attualmente le sue opere sono presenti in Mostre Itineranti e permanenti. Candidata nel 2013 per la salvaguardia della Fauna e Flora in due Municipi Capitolini. Scrive e parla fluentemente in Inglese, Francese, Spagnolo ed Italiano. Nel tempo libero ama dedicarsi allo studio di altre lingue. Sempre attenta alla tutela degli animali ed al volontariato ha donato i suoi contributi per queste cause.

Ho incontrato Agnese in occasione di questa piacevole intervista.

Il 29 settembre 2018 è la giornata mondiale della poesia: cosa significa per te organizzare ogni anno questo evento?

In realtà dovrebbe essere correttamente definita la giornata globale della poesia per distinguerla dalla festa annuale in marzo. Questo evento nasce dal 100 Thousand Poets for change americano e i referenti nel mondo svolgono liberamente, in contemporanea “Mondiale”, salvo il fuso orario, questa giornata a suon di versi, dove la pace, la solidarietà e la beneficenza sono alla base. Negli anni sotto la mia organizzazione ho raccolto numerosissimi consensi ed elogi. Basti pensare ai partecipanti della precedente edizione, ben 1387. Per me è il giorno in cui la poesia ha il diritto di vincere contro ogni “bruttura” che il mondo ci pone davanti. Una festa in armonia, dove con le nostre arti facciamo del bene. Infatti è tutto gratuito.

Quali soddisfazioni ma anche quali difficoltà presenta organizzare questo evento?

Organizzare qualcosa di grande porta sempre parecchie difficoltà. L’anno scorso ad esempio è stata richiesta ed ottenuta l’occupazione di suolo pubblico oltre all’evento svolto all’interno. La scelta della location è nata per una rivalutazione del VII Municipio di Roma di cui è stato ottenuto anche il gratuito patrocinio. L’intento era dare spazio a luoghi alternativi e periferici oltre mostrare due onlus animaliste con i loro banchetti . Una delle quali, Amici di Fido Roma, a cui sono stati donati i proventi escluse spese di stampa e pubblicazione, dell’antologia premio. Le soddisfazioni sono state le donazioni che hanno permesso ad Amici di Fido Roma di costruire una nuova area di scambamento per gli ospiti del canile di Valle Grande a Roma e lo studio della Stanford University dell’evento come processo comunicativo di gran rilevanza mediatica oltre ad essere giunti in finale per il Roma BPA (ossia gli award per le migliori pratiche di beneficenza del territorio). Ma soprattutto la voglia di far festa tra poeti di tutta Italia. L’attesa di declamare in diretta i propri versi, nel mentre nascevano nuove amicizie, dal Nord al sud d’Italia. Tutti insieme, vicini per un bene comune. Tutti i sacrifici svolti per organizzare sono stati ripagati dai volti dei partecipanti, dei premiati, da Amici di Fido Roma che ha potuto dare la possibilità a più cani di uscire in contemporanea nell’attesa di trovare una famiglia tutta per loro che li coccoli e perchè no, li vizi. Questa volta la location sarà totalmente diversa ed anche lo stile, per ritornare in “Auge” poetica. Non voglio svelare ancora nulla, ma essa sarà degna dei poeti finalisti!

VINCITRICE

Agnese Monaco con la vincitrice dell’edizione 2017 della Giornata Mondiale della Poesia, Alessandra Corsini

Qual è il tuo riscontro in termini di autori partecipanti e di pubblico?

Un riscontro sempre crescente nelle varie edizioni. L’anno scorso come ti dicevo siamo giunti a quota 1387 partecipanti di cui solo 147 sono entrati a far parte dell’antologia premio, la quale non aveva nessun obbligo d’acquisto. Questi i numeri dei finalisti che hanno potuto partecipare alla finale romana. Il pubblico anche non del settore ha assistito a questa novità, incuriosito, rimanendo per tutta la durata dell’evento.

PREMIO 2

Quanto è grande il bisogno di poesia, a tuo avviso, nella società attuale?

Da primo impatto la poesia sembra morente, in realtà il bisogno smodato di essa è costante e continua a crescere, è rinata dalle ceneri. Molti si sono avvicinati ad essa con i primi pensieri letti in pubblico nei locali, superando le loro paure, alcuni studiando stanno affinando la loro tecnica, altri si lasciano trasportare dal flusso di coscienza. Due anni fa tenni un corso di poesia gratuito proprio per far avvicinare le persone alla parte tecnica e strutturale della composizione. Fu un grande successo, ancora oggi ricevo ringraziamenti. Spero non sia perché decisi di farlo gratis! (Scherzo!)

PREMIO POESIA

Come sarà strutturato l’evento?

Come sempre sarà ad entrata libera fino ad esaurimento posti. Potranno declamare esclusivamente i finalisti ed esibirsi gli ospiti. Ci sarà poi la premiazione, in modo scorrevole e veloce. I premi saranno coppe, attestati, libri, opere artistiche ed altri forniti dagli sponsor. A tutti i partecipanti finalisti presenti, e non, sarà donato l’attestato di partecipazione e un ricordo della serata a prescindere che abbiano vinto un premio o meno. Per gli assenti senza delegati l’omaggio e l’attestato saranno inviati per posta con spese a carico del destinatario. Questo non varrà per i premi. In mancanza del vincitore e del delegato esso passerà d’ufficio al successivo in classifica presente. Gli esiti non verranno resi noti se non durante la premiazione. Il resto è una sorpresa che verrà svelata pian piano!

Cosa bisogna fare per partecipare?

Per partecipare occorre inviare a: mondialepoesia@gmail.com il modulo d’iscrizione (allegato qui, compilarlo e firmarlo in ogni sua parte)e una poesia a tema libero in italiano o in qualsiasi altra lingua, (se scegliete una lingua differente è obbligatoria la traduzione a fronte in italiano) di massimo trenta versi. Facoltativa una biografia di massimo tre righe.


Modulo Trattamento dei dati personali e del Consenso relativo alla pubblicazione
(DA COMPILARE INTERAMENTE E FIRMARE SENZA APPORTARE MODIFICHE, PENA L’ESCLUSIONE DAL CONCORSO).
Io sottoscritto/a …(Nome e Cognome)………………………………………., Nato/a (luogo)……………………., Il (giorno mese anno)………………………., Residente a (luogo)………………………………., acconsento ed autorizzo la scrittrice Agnese Monaco secondo i punti di seguito elencati a leggere, modificare e pubblicare il mio elaborato. L’eventuale pubblicazione potrà essere cartacea o nel web, senza nulla a che pretendere come profitti economici da essa e manlevando la scrittrice da ogni responsabilità civile o penale per i contenuti da me scritti.
Io sottoscritto/a (nome e Cognome) ……………………………. Sono totalmente responsabile dei miei contenuti scritti e mi assumo la totale e piena responsabilità civile e penale per quanto scritto nel mio testo.
1. Ai sensi dell’articolo 13 del D.lgs. n.196/2003 e successivo GDPR 679/2016 in vigore dal 25/05/2018 , I dati da Lei forniti verranno trattati per le seguenti finalità: eventuale pubblicazione di un libro inerente all’ambito della poesia, come ricordo della Giornata Mondiale della Poesia a Roma del 29 settembre.
2. Il trattamento sarà effettuato con le seguenti modalità: manuale
3. Il conferimento dei dati è obbligatorio, i dati richiesti sono minimi, ma obbligatori per l’adesione del soggetto interessato ad acconsentire alla pubblicazione ed a dare così piena libertà alla scrittrice di inserire o meno la suddetta poesia/e nel libro. L’eventuale rifiuto di fornire tali dati potrebbe comportare la mancata o parziale prosecuzione del rapporto di pubblicazione.
4. I dati non saranno comunicati ad altri soggetti, né saranno oggetto di diffusione
se non per piena volontà del soggetto stesso. Gli unici dati diffusi saranno il nome e cognome del soggetto, e gli eventuali dati che il medesimo deciderà di fornire nelle massimo tre righe di biografia da lui redatta in forma cartacea o/e computerizzata.
5. Il soggetto si impegna ad inviare nei tempi prestabiliti le massimo tre righe di biografia e la poesia con cui intende partecipare, oltre ovviamente la presente compilata e firmata.
6. Sottoscrivendo questo documento l’interessato accetta le condizioni senza pretendere in nessun caso eventuali profitti economici, manlevando la scrittrice da ogni onere penale e civile per i contenuti citati nello scritto dall’interessato e inviati per e-mail.
7. La scrittrice può modificare, integrare, ridurre, correggere e decidere di non inserire nel volume in qualsiasi momento, se pubblicato, in forma cartacea o in e-book, a seconda della linea editoriale che ritiene apporre e secondo le regole della liceità e del buon costume.
8. Ogni mail ricevuta che violerà le regole del buongusto, buon costume, la liceità , discriminazioni, violenza, morale pubblica, violazione di diritti altrui oppure qualsiasi altra forma di libertà personale che violi le normative vigenti sarà segnalata alle autorità competenti. Ogni persona nell’invio è totalmente responsabile del contenuto che ha scritto.
9. Firmando questo foglio anche solo con firma digitale o con avvenuto rinvio dello stesso compilato per e-mail, il soggetto concede il pieno consenso alla pubblicazione e ai dati in esso contenuti, da lui citati e i minimi richiesti da questo documento, per l’eventuale pubblicazione e si assume la piena responsabilità degli stessi.
10. Se l’autore parla di terze persone, si assume la totale responsabilità delle citazioni ad esse e dei contenuti, informandole delle asserzioni da lui fatte e ottenendo da loro le autorizzazioni nel caso siano necessarie ai fini di legge, ma il tutto sollevando da ogni onere e da ogni colpa la scrittrice .
11. L’autore della poesia qualora venga pubblicato il libro comprensivo della sua opera verrà avvisato tempestivamente e se lo riterrà opportuno potrà sponsorizzare l’opera tra amici, conoscenti o mezzi informatici come meglio crede senza pretendere alcun profitto da essa.
12. La pubblicazione delle poesie in un libro cartaceo o in un e-book, non è certa , questo è un progetto. Una volta terminata la raccolta delle opere, modifiche e l’impaginazione, la scrittrice si adopererà per la ricerca di una casa editrice pronta a pubblicare il proprio lavoro. Questa fase può richiedere un lasso di tempo che può variare a seconda delle risposte ottenute. Nel caso la scrittrice lo ritenga opportuno potrà scegliere anche modalità di e-book o di auto-pubblicazione se il prodotto finale è meritevole a suo giudizio. Ma può anche scegliere di abbandonare il progetto se non ottiene risposte positive dagli editori. In qualunque caso e qualunque decisione prenda la scrittrice , l’autore sottoscrivendo, leggendo e firmando e rimandando indietro questo modulo con le sue credenziali acconsente a tutti i punti ivi citati.
Dopo aver letto i punti di questo documento e nel pieno delle mie facoltà mentali e fisiche acconsento a tutti i punti dello stesso, sapendo che non avrò nulla a che pretendere per eventuali profitti economici qualora ce ne fossero dalla pubblicazione del libro.
Data
In fede

_________________________

Quali sono le tue aspettative a riguardo?

Donare il più possibile per realizzare tante opere benefiche e confermare quello che sono riuscita a fare fin ora, una convergenza di menti e di animi che tramite la poesia arrecano beneficio agli altri. L’unione e l’amore per la stessa come “medicina” per tutti . Come evoluzione della sensibilità e risultanza di scelte consone e sensate per il futuro. Dove vi sia il rispetto per il mondo e tutto il Creato.

AGNESE

Manda un messaggio al pubblico e agli autori che parteciperanno…

Metti alla prova te stesso, è tutto gratis e non vi è alcun obbligo d’acquisto. Forse il vincitore potresti essere tu e grazie alla tua poesia potresti contribuire ad un progetto solidale.

Link evento facebook: https://www.facebook.com/events/2266099313407766/

pagina Agnese Monaco : https://www.facebook.com/AgneseMonacoOfficial/

http://100tpc.org/organizers-around-the-world/agnese-monaco-rome-italy/

http://www.100tpcmedia.org/100TPC2012/2018/05/agnese-monaco-rome-italy-2018/

ILARIA GRASSO

MI HANNO BLOCCATO SU FACEBOOK PER UN MESE PER AVER POSTATO UNA FOTO DI UN MIGRANTE TORTURATO IN LIBIA – DI ENRICO NASCIMBENI

enrico canta

Essere bloccati per un mese da Facebook per aver postato una foto di profughi torturati dai libici. Mi è successo oggi.

Uno pensa a quello che ha fatto e fa nella sua vita. Il giornalista, lo scrittore e il cantautore. Non conta più nulla. Basta una segnalazione e vieni virtualmente azzittito come fossi un criminale della parola.

Non fosse altro che tra l’altro su Facebook svolgo un lavoro. Per un mese mi viene impedito di lavorare. Cioè di comunicare.

Non ho veramente più parole da spendere. Mi mancano le parole. Le ho perse. Sono addolorato e disgustato.

Quindi mi affido ad Eugenio Montale per esprimere tutto quello che sento.

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco

lo dichiari e risplenda come un croco

perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,

agli altri ed a se stesso amico,

e l’ombra sua non cura che la canicola

stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,

sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.

Codesto solo oggi possiamo dirti,

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”

“FARE MUSICA E’ UN FATTO POLITICO PERCHE’ E’ UN FATTO CULTURALE. DIVERSAMENTE SEI SOLO UN INTRATTENITORE.”

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Woody Guthrie aveva scritto sulla sua chitarra “questa macchina uccide i fascisti”. Joan Baez era al fianco di Martin Luther King nelle sue battaglie per i diritti civili. Pete Seeger cantava contro la guerra e per i diritti dei lavoratori. Bob Dylan si rifiutò di andare in tv perché non volevano fargli cantare “John Birch Society Blues” contro un gruppo neonazista che vedeva comunisti dappertutto. Crosby Stills Nash e Young attaccarono il governo per i quattro morti a una manifestazione studentesca in Ohio e per le cariche poliziesche contro gli studenti a Chicago, Jimi Hendrix stravolse l’inno americano per denunciare l’inutile guerra in Vietnam, gli U2 hanno celebrato il bloody sunday irlandese quando l’esercito britannico sparò sulla folla pacifica, Bob Geldof ha riunito due volte i migliori musicisti del mondo a sostegno dell’Africa affamata, Bono si è speso per l’eliminazione del debito pubblico dei paesi poveri, ed è stato fatto dai musicisti un embargo al Sudafrica razzista, per poi sostenere e celebrare la liberazione di Mandela. E qualcuno oggi se ne viene fuori che i musicisti dovrebbero fare i musicisti e non occuparsi di politica? Ma fare musica è un fatto politico perché è un fatto culturale. Diversamente sei solo un intrattenitore.

GIO’ ALAIMO

IL MIO INCONTRO SENZA FILTRI CON ENRICO NASCIMBENI, ARTISTA POLIEDRICO E UOMO CHE NON CONOSCE CONFINI

enrico firma

Con somma gioia con quest’articolo/intervista dò il benvenuto ad un collaboratore d’eccezione, senza ombra di dubbio il migliore che potessi avere, in questo blog: lui è Enrico Nascimbeni, cantautore, scrittore, poeta e giornalista italiano che da adesso in poi prenderà, al mio fianco, le redini di LIBERI LIBRI E NON SOLO, scrivendo di musica, libri, attualità e tanto altro.

Ma a questo punto mi sembra doveroso soffermarmi sulla biografia di questo artista poliedrico.

Diplomatosi al liceo classico Beccaria, Enrico stringe un’amicizia con Roberto Vecchioni e collabora con lui in vari brani tra i quali Vincent e L’ultima notte di un vecchio sporcaccione interpretata con Vecchioni durante il Premio Tenco nell’edizione del 2003 che gli è valso il premio della critica assegnato da una giuria presieduta da Fernanda Pivano.

Dopo due lauree in Lettere Moderne e Filosofia, inizia la propria carriera come giornalista nel 1985 seguendo le orme del padre Giulio Nascimbeni. Ha collaborato con Corriere d’Informazione e il Corriere della Sera ed ha lavorato stabilmente per Il Giorno, L’Arena, L’Indipendente, Studio Aperto, Verissimo e Sette. Nel 2000 per La 7 Gold ha condotto una trasmissione sportiva e un programma di intrattenimento pomeridiano in diretta della durata di quattro ore. Si è occupato di cronaca nera, di cronaca giudiziaria e di guerre seguendo, in particolare, l’inchiesta di Mani Pulite, intervistando per l’occasione Bettino Craxi ad Hammamet. Su questa vicenda ha scritto per la Mondadori, con Andrea Pamparana, il libro Le mani pulite. È stato nominato inviato speciale durante la guerra dei Balcani a Sarajevo. Precedentemente aveva seguito in loco la guerra in Libano. È stato anche inviato di guerra a Kabul in Afghanistan. Collabora con La Stampa e All Music Italia. Nel 2015 ha curato per un anno la collana letteraria Le due anime per la casa editrice Rupe Mutevole.

Dal 2001 riprende a fare il cantautore e a scrivere canzoni per altri artisti. Nascimbeni ha scritto brani per e con Tom Waits, Leonard Cohen, Joaquin Sabina, Suzanne Vega, Roberto Vecchioni, Paola Turci, Mango, Francesco Baccini, Mietta, Marco Carta.

Tra i suoi concerti più famosi quello del 1979 con Peter Hammil dei Van der Graaf Generator al Palalido di Milano.

Nel 2003 vince il Premio della Critica al Club Tenco con Roberto Vecchioni e partecipa come autore al Festival di Sanremo con il testo di “Chiama di notte” degli Allunati.

Nel 2009 vince la classifica annuale iTunes Rewind come primo artista italiano con l’album “Uomini sbagliati” (Emi Penthar-Mizar) davanti a lui gli U2 e Michael Jackson. E per lui arrivano disco d’oro e disco di platino.

Nel 2010 compare nella classifica annuale di iTunes Rewind è nei primi dieci artisti che hanno venduto di più. E’ al secondo posto con l’album “Il serpente tonto” (Emi Penthar-Mizar) e al sesto posto con l’album “Hotel Costarica 1983” (Warner ). E arriva per lui il secondo disco d’oro.

Nel 2016 vince in Venezuela quello che viene definito “Il piccolo Nobel del Sudamerica” cioè il premio Simon Bolivar per il suo impegno artistico e sociale. Che Nascimbeni rifiuta in contrasto con la dittatura del presidente venezuelano Maduro e con la giuria formata da giornalisti e uomini di cultura seguaci e sostenitori dell’ex presidente Chavez e di Maduro, Viene poi insignito del Premio “Amico del Popolo Rom” per il suo impegno attivo contro tutti i razzismi e del “Premio Internazionale Phralipe”, destinato ad enti, organizzazioni o persone che esprimono disinteressatamente la loro solidarietà verso il popolo Rom. Dal novembre 2016 si occupa della comunicazione dell’Associazione laica Saman fondata da Mauro Rostagno per il recupero delle tossicodipendenze, reinserimento nel tessuto sociale degli ex carcerati e tutela e sostegno delle donne che hanno subito violenze.

Dal marzo 2017 Enrico Nascimbeni ha assunto la direzione della testata web “Border On Line” del gruppo Saman, un mese dopo cura la collana editoriale “L’uomo delle luci” per la casa editrice Il Leggio. Il 20 giugno 2017 riceve il Premio “Arte e spettacolo” e “Premio giornalismo e impegno civile”.

Enrico Nascimbeni è Ambasciatore dell’UNICEF.

Enrico Nascimbeni è’ stato nominato Commendatore della Repubblica dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante il governo Monti.

Di seguito l’intervista che mi ha rilasciato, a suggellare l’inizio di questa nostra proficua e mi auguro lunga collaborazione.

enrico canta

Ecco cosa ci siamo detti io ed Enrico durante il nostro incontro.

Magliette rosse. Tu sei un “comunista col Rolex” come Gad Lerner? 

Certo come no. Ne ho trenta. Ovviamente viste le mie origini anche rom li rubo. Scherzi a parte, trovo indegno l’attacco dei fascisti a questa nobile e sacrosanta iniziativa partita da Don Ciotti. Sì, faccio parte di quel circa mezzo milione di italiani che ha messo una sua foto con la maglietta rossa in favore dell’apertura dei porti ai migranti e contro una ignobile e schifosa chiusura dei porti. Sono sempre stato laicamente dalla parte degli ultimi. E continuo ad esserlo. La risposta che i fascisti hanno dato a questa iniziativa è immorale. Sui social leggo odio e rancore da parte di chi segue un fascista che ha giurato sul Vangelo. Ovviamente senza averlo letto. Non faccio più distinzioni di partito o colore. Li chiamo fascisti. Punto.

Un artista che si occupa del sociale e prende posizioni anche politiche. Giusto o no farlo? 

Sì, personalmente lo ritengo un dovere per un artista. Per un uomo che fa il mio mestiere (i miei mestieri). Non amo chi fa arte e vive tra le fate e i gattini piccini piccini picciò. Ritengo anzi un dovere per un artista dire la sua. Senza pudore alcuno e senza problemi. Scendevo in piazza da ragazzo e continuo a scendere in piazza. Chi mi impedisce o mi impedirà di esprimere il mio libero pensiero lo considero e lo considererò il nemico. I nemici esistono è inutile che ce la raccontiamo. E vanno combattuti. Con il pensiero. La penna. La voce. Lo studio. Coi libri. Anche a calci nel culo se capita.

Cos’è la libertà per te? 

Poter dire quello che si pensa e agire di conseguenza senza che nessuno te lo impedisca.

Nei tuoi libri e nelle tue canzoni parli di politica? 

No. Non ne ho mai parlato e nemmeno cantato. Citando Erri De Luca “Considero valore” tutte le piccole grandi cose della vita. Dall’amore al pane. Dal dolore al sorriso. Dall’acqua alle montagne. Considero valore lo scrivere cose che tutti possono capire. Considero valore esprimere con chiarezza e semplicità concetti profondi. Considero valore mettersi a nudo senza vergogna. La cultura è politica. La politica dovrebbe essere cultura. In questa Italia ignorante e stracolma di livore canta al sole come una cicala il mio essere una piccola voce contro la dittatura mascherata che ci sta ammazzando.

ILARIA GRASSO

LA GIOIA DELLE PICCOLE COSE IN UNA GRANDE STORIA NE “IL PANE SOTTO LA NEVE” DI VANESSA NAVICELLI

Libro in 3D_formato leggero

Il pane sotto la neve è un romanzo bellissimo, scritto dall’autrice piacentina Vanessa Navicelli, opera che è stata finalista nel concorso letterario Rai La Giara, anno 2012, nella sua prima edizione.

Quasi cinquant’anni di storia italiana (dagli inizi del ‘900 al 1945) attraversano questo libro, con le gioie ed i dolori dei suoi appassionati protagonisti, attori di questo romanzo corale dove nessun uomo è un’isola, ma tutti sono perfettamente interfacciati nelle tre generazioni a cui appartengono: quella dei nonni, quella dei figli e dei nipoti.

Nel romanzo, che è il primo de La saga della Serenella, si raccontano le fatiche del lavoro ed i suoi frutti, di quel pane sotto la neve che sempre si ritrova, come se fosse custodito alla stregua di un tesoro, perché il lavoro duro porta sempre i suoi buoni risultati e, come un detto contadino popolare esprime, quei germogli di grano che di inverno riposano sotto la neve, in primavera daranno sempre il pane, quel pane da cui si ricaveranno sostentamento e vita.

E in questa storia c’è anche l’amore, in tutte le sue forme, dove è amore appunto anche quello per il lavoro e per la propria terra, la patria per la quale si combattono la prima come la seconda guerra mondiale, delle quali si narra attentamente in questa storia e quella stessa patria per cui si fa la Resistenza e si diventa partigiani.

C’è un pezzo di storia, in questo libro, che nessuno di noi dovrebbe mai dimenticare, per poter crescere e per potere migliorare la propria persona, un pezzo di storia popolata da varia umanità di personaggi che entrano nei nostri cuori con facilità, per rimanervi, come fotografie di un’epoca che non c’è più.

E la serenella, per intenderci il fiore di lillà, è poi sempre presente, come a voler incarnare la sottile speranza che aleggia sempre nelle vicende umane che l’autrice ci racconta, una speranza che vince anche in mezzo alle difficoltà maggiori.

L’ambientazione è in Emilia Romagna, un’Emilia quasi senza tempo, nella sua zona ai confini con la Lombardia, eternamente cristallizzata come ci appare nell’amore per quei figli a cui ha dato i natali, laddove anche quando hai il cuore a pezzi trovi la forza ed il coraggio necessari a continuare.

Ne Il pane sotto la neve si celebrano la semplicità e la gioia che si ricava dalle piccole cose, oltre all’amore, la bontà d’animo e la sincerità di valori validi in eterno e che oggi dovrebbero tornare e che oggi, ci auguriamo, possano tornare.

ILARIA GRASSO

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