AMA, SCRIVE E VIVE FILOMENA GRASSO IN “VOGLIO ESSERE ECCEZIONE” (IL VIANDANTE EDIZIONI) – RECENSIONE

 

COPERTINA Voglio essere Eccezione

Questa raccolta di liriche di Filomena Grasso dal titolo “Voglio essere eccezione” (Il Viandante Edizioni, collana La Forma Delle Nuvole) è un autentico inno al coraggio, all’amore e alla vita e in un mondo come il nostro voglio essere eccezione significa mantenere alta la speranza, nonostante tutto.

Coraggio è la parola chiave di queste liriche accorate, e il coraggio è il vero filo conduttore, un monito, da parte dell’autrice, non solo a se stessa ma soprattutto a noi, affinché sia proprio sul coraggio che fondiamo l’esistenza.

La speranza è la somma di tutti i colori: e Filomena questo concetto non avrebbe potuto esprimerlo meglio di così!

E poi, ancora, la passione dell’autrice per l’arte culinaria, in particolare per l’utilizzo del cioccolato, il cibo degli dei, la chiamata necessaria, la memoria dell’infanzia e simbolo culinario, appunto, per antonomasia della versatilità e duttilità, camaleontico, come l’autrice stessa che brilla e assume forma nuova in ogni lirica, spaziando da un argomento all’altro, istruita dalla scuola del dolore – come ognuno di noi del resto e per ragioni differenti – a celebrare la vita, in modo universale, senza maledirla mai, ma scegliendola comunque ed ogni giorno come suprema musa del proprio poetare.

Filomena Grasso

E poi, ancora, l’inno a quella fanciullesca illusione a cui ognuno di noi, qualunque sia l’età, si aggrappa ancora, custodendola orgoglioso e in gran segreto nello scrigno del proprio cuore.

Poi, ancora, l’inno al cibo prelibato, con la brochure di delizie che giunge quasi alla fine del libro, dove ogni dolce descritto diviene poesia, poesia d’amore, amore per la vita, anche attraverso le lodi per le cose buone, per poi chiudere con l’inno alla scrittura, compagna fidata, complice a volte non compresa, ma indispensabile per continuare a vivere, la sola àncora che possa salvare, in mezzo al dolore e in mezzo ai pericoli stessi della vita: Filomena, Filò, scrive, e scrivendo non può starsene in disparte perché scrivere è partecipazioneprendere parte, provare sentimenti assieme ad altri, portando alto il miracolo dell’empatia e se scrivendo Filò sente di vivere, allo stesso modo, amando, sa di essere, Filomena, amata, come l’origine greca del suo nome suggerisce, è una creatura fortemente amata che fortemente ama, facendolo giorno dopo giorno.

ILARIA GRASSO

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LA PAURA DEI NOSTRI SENTIMENTI IN “ORRORE ITALIANO” DI ALEX BADGER – RECENSIONE

Orrore Italiano cover

Orrore italiano (Europa Edizioni, Collana Edificare Universi) è una raccolta di dieci racconti, molto ben scritti, di Alex Badger.

L’autore ci conduce quasi prendendoci per mano in un labirinto di storie dove una varia umanità si muove, disperata e sola, un po’ come avviene nella vita, ma chiaramente in questi racconti questa condizione viene amplificata all’ennesima potenza e rappresenta il vero punto forte dell’intera narrazione.

I racconti sono dieci, appunto, ed estremamente diversi tra di loro, ma con il filo conduttore del senso di inadeguatezza che anima i protagonisti di ciascuna storia, ma anche i suoi personaggi secondari.

E tra i vari racconti di questa raccolta dell’orrore credo che ogni lettore possa arrivare a scegliere il suo o i suoi preferiti, come ho fatto anch’io che ho amato  particolarmente Parenti Dannati come anche Ossessione, i miei favoriti in assoluto: in entrambi solitudine e disagio e lotta al perbenismo regnano sovrani, fino al sanguinoso quanto inaspettato epilogo finale che altro non è che l’esasperazione estrema a cui conduce inevitabilmente la solitudine dei protagonisti, come Giovanni, Nicola, Elisa e Alberto.

Ancora, poi, il fenomeno della Magia Nera raccontato ne La Cosa nella Cantina, oppure la storia di amore omosessuale tra Gianluca e Lorenzo, ne L’amore è sempre giusto, il bullismo verso di loro, argomento estremamente attuale, un racconto lungo che ho letto tutto di un fiato, appassionandomi completamente ad esso e stringendomi ai due protagonisti, immedesimandomi in loro totalmente.

Altro argomento estremamente attuale affrontato dall’autore è l’ossessione per l’aspetto fisico e per la magrezza dimostrata da Lara Barzaghi in Grasso, personaggio alla completa mercé dei propri sentimenti quanto della propria umana fragilità, che non faranno altro che condurla in una pericolosa trappola.

In questa raccolta di racconti dell’orrore di Alex Badger il vero elemento a indurci terrore franco non sono le situazioni surreali che ci vengono propinate con abilità narrativa in ogni storia quanto piuttosto il confronto diretto a cui ci induce lo stesso inevitabilmente a fare con le nostre paure e debolezze di esseri umani che troppe volte queste fragilità, per paura o per vergogna, non osano confessarle nemmeno a loro stessi.

Lettura da me molto apprezzata e consigliata.

ILARIA GRASSO

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SI INTITOLA “IMPULSE” IL NUOVO ROMANZO DI EMMA FOX – SEGNALAZIONE

IMPULSE

TITOLO : IMPULSE

AUTORE: EMMA FOX

EDITORE: Self

USCITA: 10 Aprile 2018

GENERE: EROTIC/ SUSPENCE

PREZZO LANCIO 0,99

Disponibile solo su Amazon. Disponibile con Kindle Unlimited

LINK ACQUISTO – http://amzn.eu/cfnXluA

Trama

Stavros.
Alcune persone mi chiamano “Demone”, ma tutti mi conoscono come Stavros. Sono ciò che tutti temono.
Tutti tranne Alexia Parisi. Era pura e intatta prima di incontrarmi.
È troppo brava per uno come me, ma questo non mi fermerà dall’averla. L’ho osservata a sua insaputa e il mio interesse si è trasformato in ossessione.
L’ho vinta, un affare tra uomini di potere e lei non sa che ora mi appartiene.
Nessuno potrà impedirmi di prendere il mio premio perché…Lei è mia.

Alexia
“Sei mia.”
Due semplici parole hanno cambiato la mia vita.
Una notte. Completa resa.
Lo sguardo di Stavros irradia potere e comando.
Per una sola notte ho lasciato che mi prendesse e mi dominasse. Gli ho permesso di avermi mentre sussurrava le parole che erano la mia rovina. “mi appartieni”

BLOG AUTORE

https://emmafoxauthor.blogspot.it/

ESTRATTO

Abbasso lo sguardo sulle sue labbra socchiuse quando è talmente vicino da sentire il suo respiro sulla mia pelle.

«Fammi vedere cosa sai fare, Alexia.»

Si spoglia completamente mantenendo lo sguardo su di me. 

La sua perfezione mi spaventa, facendomi sentire inadeguata. Con lo sguardo accarezzo il suo petto scolpito, le spalle imponenti, la bocca carnosa il giusto. Immagino le sue labbra su di me, come un fuoco che brucia ed è in grado di darmi piacere e dolore al tempo stesso. 

«Inginocchiati», ordina severo.

Inclino la testa di lato. «Non lo farò.»

Scuote la testa esasperato. «Volevi giocare, no? Allora fai come cazzo ti dico. Inginocchiati.»

LA VITA DI OGNUNO, TRA HORROR VACUI ED AMORE, NEL NUOVO LIBRO DI ROMANO DE MARCO “SE LA NOTTE TI CERCA” (PIEMME EDIZIONI)

De Marco_Se la notte ti cerca

Se la notte ti cerca, come a dire se il tuo lato oscuro ti chiama quando nemmeno te lo aspetti, allora la sola cosa che puoi fare è rispondere, a quella chiamata.

E ognuno di noi possiede il suo lato oscuro, il lato che anche a lui sfugge, per mancata consapevolezza o perché la consapevolezza del proprio lato oscuro è scomoda, genera fastidio.

Su questo concetto di fondo si basa il nuovo libro di Romano De Marco (Piemme Edizioni), Se la notte ti cerca, appunto, un thriller che ho letto in un solo pomeriggio, malgrado sia “fatto” di 318 pagine. Questo perché (almeno per me è stato così) una volta che inizi a leggere non puoi più staccarti, desideri che il mistero che avvolge la storia, assai complessa, finalmente si sveli, davanti ai tuoi occhi.

Ognuno dei personaggi di questo libro un po’ ci rappresenta, perlomeno per me è stato così: c’è la protagonista femminile, il commissario Laura Damiani, reduce da un passato prossimo, sentimentale quanto lavorativo non così bello, a Milano ed ora tornata a Roma, in cerca di un riscatto professionale e, implicitamente, anche sentimentale dato che ha sempre sacrificato la sfera privata in nome del lavoro, e c’è poi il protagonista maschile, l’alterego di Laura, il cantante Andy Lovato, cinquantenne col fisico da trentenne, famoso per la sua musica, nel mondo ma in Italia ancora troppo poco conosciuto, ingiustamente.

Attorno ai due protagonisti ruota un vasto universo umano, figure contrassegnate, ognuna, dalla propria ossessione che la tiene in vita, il proprio lato oscuro, a cominciare dall’altra protagonista della storia, Claudia Longo, la prima vittima di uno spietato killer senza cuore.

Claudia è l’emblema della donna che non si è rassegnata all’incedere del tempo ed è questa sua non rassegnazione che la porta a ricorrere in modo spasmodico alla chirurgia plastica, ad incarnare  il suo vero lato oscuro, il lato che finirà per consegnarla in pasto alla morte.

Sullo sfondo sta una Roma spettrale, una Roma sull’orlo del baratro, ma che implicitamente nutre velleità di riscatto.

L’autore Romano De Marco sembra voler sottolineare il vuoto esistenziale in cui ognuno fluttua in quella frase che fa pronunciare più volte ai suoi personaggi: il resto è recita. E il resto è recita fin troppo spesso, nella società in cui stiamo vivendo, come sui social network, su Facebook in primo luogo: l’emblema assoluto di quell’horror vacui in cui spesso i social ci confinano è la sedicente scrittrice e speaker radiofonica Angela Scala, che cela dietro a una vita che nemmeno esiste la propria solitudine profonda, vestendola di molti fotoscatti che poi pubblica sui social, appunto, consegnando al mondo un’ingannevole imagine di sé, l’immagine che la tradirà, il suo lato oscuro.

C’è, ancora, il poliziotto Leo Fragassi che si ostina a vivere a metà, dal momento che non accetta e non ammette a sé stesso quelle che siano le sue vere propensioni, c’è, poi, Paolo Silveri, vittima consapevole della sua ossessione d’amore.

E cos’è, l’amore, se non un’ossessione? E se tutti i sentimenti che provassimo, nel nome dell’amore, fossero solamente il sintomo di una malattia mentale, che non ci concede tregua?

Questo è sicuramente uno degli interrogativi più importanti, in questa storia, dove l’altra protagonista, assieme all’horror vacui di ogni personaggio, oltre alla solitudine, è la musica, la musica di Andy Lovato, creato da De Marco traendo ispirazione dall’artista Danny Losito, che personalmente apprezzo ed ho sempre apprezzato molto, e che ha raggiunto il successo prima oltreoceano che in Italia.

Invitandovi alla lettura di questo libro che giudico un capolavoro, concludo con un pensiero del filosofo francese Vladimir Jankélévitch, che ben si adatta alla storia che De Marco narra, dal momento che, nonostante il valzer della solitudine danzato dai suoi protagonisti, l’autore ci lancia, comunque, un messaggio positivo, un messaggio di riscatto per ognuno: “Si può vivere senza musica, senza gioia, senza amore e senza filosofia. Ma mica tanto bene”.

L’AUTORE:

Romano De Marco

ROMANO DE MARCO, classe 1965, esordisce nel 2009 nel Giallo Mondadori con Ferro e fuoco, ripubblicato in libreria nel 2012 da Pendragon. Nel 2011 esce il suo Milano a mano armata (Foschi, Premio Lomellina in Giallo, 2012). Con Fanucci pubblica, nel 2013, A casa del diavolo e con Feltrinelli Morte di Luna, Io la troverò (finalista Premio Scerbanenco 2014) e Città di polvere (finalista Premio Scerbanenco 2015). Per Piemme, nel 2017, esce L’uomo di casa, che ottiene un grande successo di pubblico, con cinque ristampe, e di critica, finalista del Premio Scerbanenco e vincitore del Premio dei Lettori. I suoi racconti sono apparsi su giornali e riviste, tra cui «Linus» e il «Corriere della sera», e sui periodici del Giallo Mondadori. Vive tra l’Abruzzo, Modena e Milano. 

ILARIA GRASSO

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UN THRILLER PSICOLOGICO SENZA VIE DI SCAMPO: RECENSIONE A “IO SONO L’USIGNOLO” DI EMANUELA NAVONE

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Io sono l’usignolo è l’avvincente thriller psicologico della scrittrice Emanuela Navone, che ci conduce per mano in questa storia intricata che ha per protagonista Rubino Traverso, giornalista in piena crisi esistenziale e professionale che lascia la sua città per trasferirsi in un piccolo paese, Val di Salice, dove solo nell’apparenza, di fatto, regna la tranquillità.

Ed è qui che inizia la sua avventura, fatta di emozioni, fiato sospeso e continui colpi di scena: tutto avrebbe origine da un misterioso incendio dipanatosi a casa del sindaco del paese ben vent’anni prima.

Rubino Traverso, per indole e per mestiere, un uomo curioso inizia un complicato viaggio nelle storie del paese quanto dentro se stesso, scoprendosi capace anche di un sentimento nuovo che molto assomiglia all’amore, quello per la giovanissima bibliotecaria che risponde al nome di Rachele, sentimento profondo che nasce nonostante Rubino, detto Bino, sia sposato da anni con Rossana e sia padre della piccola Stella.

Sentimenti, dubbi esistenziali, spirito di ricerca e voglia di riscattarsi come uomo e nella sua professione di giornalista, coesistono dentro l’anima di Rubino, un personaggio straordinariamente umano, con punti di forza e con fragilità, come è ognuno di noi, in questo mondo.

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Nulla è scontato, in questo lavoro letterario di Emanuela Navone, neanche l’usignolo che dà il titolo alla storia: l’usignolo è ovunque, anche quando non si vede, e soprattutto osserva tutto e tutti, dall’alto del suo segreto rifugio, un rifugio che nessuno sa ma che esiste, e spetterà a Rubino stesso scoprire dove sia.

Io sono l’usignolo è una storia che non smette di sorprendere a ogni pagina, chi legge, e che conferma il grande talento scrittorio di Emanuela Navone.

ILARIA GRASSO

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L’AMORE CHE TROVA LA FORZA NEL DOLORE, NE “LA STANZA VUOTA”, OPERA PRIMA DELLA SCRITTRICE GIULIA MADONNA

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La stanza vuota (Edizioni Albatros) è il primo romanzo della scrittrice Giulia Madonna, il quale, malgrado si tratti di un’opera prima, non mostra, per quello che è il mio giudizio personale, i segni di una immaturità dal punto di vista letterario, ma risulta, al contrario, ben scritto e con una trama ben definita.

Al centro del romanzo vi è la storia d’amore travagliata di Elena e Adriano, due personaggi diversi per età, carattere e intenzioni, che, a un certo punto della vita, un sentimento profondamente sincero quanto fuori dagli schemi unisce e trova vicini, inevitabilmente.

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La loro storia avvince, dalla prima all’ultima pagina, e a un certo punto si arricchisce d’amore, ulteriormente, di un amore universale, che si sviluppa ad un certo punto della narrazione e che risulta, per certi versi, singolare, come un colpo di scena, graditissimo a chi legge.

Il messaggio profondo de La stanza vuota è, a mio avviso, rappresentato dal concetto che segue: l’amore trova la sua forza nella vita vera e nel dolore, dal momento che l’amore non può nutrirsi soltanto di romanticismo ma, al contrario, per diventare grande per davvero deve essere saldamente ancorato alla realtà dei fatti e non può diventare forte e invincibile, senza prima conoscere il dolore.

La stanza vuota di Giulia Madonna è, dunque, una lettura che consiglio.

ILARIA GRASSO

L’AVVENTURA DI UN MANOSCRITTO PER IL MONDO: RECENSIONE DI “IL PINGUINO CON LE ALI”, DI LAURA CALDERINI

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Il pinguino con le ali (Edizioni Montag, Collana Le Fenici) di Laura Calderini è una storia che è, di per sè, la storia di ogni autore, di ogni giovane scrittore che inizia la sua avventura nel mondo dell’editoria, una storia fatta di croci quanto di delizie.

Greta è, in fondo, ognuno di noi, ognuno di noi che inizia a scrivere, pieno di belle speranze e di paure e Il pinguino con le ali è, per certi versi, una storia d’amore, quella della giovane Greta, appunto, e del suo manoscritto, dalla stesura di quest’ultimo, fino al momento, fatidico, di consegnarlo al mondo, come si fa con un figlio o con una parte di sé estremamente cara.

Il pinguino con le ali descrive, appunto, la genesi di questo inevitabile distacco, perché non è propriamente vero che si scrive solo per se stessi, ma ognuno di noi scrive perché intende essere letto e arrivare, in qualche modo, al mondo o, quantomeno, ad almeno una sua parte, senza falsa modestia né pudori sciocchi.

Scriviamo perché vogliamo essere letti e perché desideriamo avere l’attenzione altrui, come del resto fa la stessa Greta, protagonista, assieme al suo manoscritto, di questa storia di Laura Calderini: e il manoscritto è proprio quel pinguino con le ali che un giorno sarà in grado di volar nel mondo, con consapevolezza.

E molteplici sono i sentimenti che animano la nostra Greta, alla ricerca spasmodica della realizzazione del suo sogno di sempre,con gli stessi sentimenti e desideri di tutti noi che ci troviamo a scrivere, per essere letti, appunto, e non per unica forma di cura di sé stessi, perché in parte questo è vero, certo, ma non completamente.

La storia di Greta si legge con rapidità e piacevolmente: ognuno di noi che scrive è Greta, fragile e forte, sognatrice impavida in un mondo che non concede sconti, come non concede sconti neppure il mondo dell’editoria.

Il pinguino con le ali di Laura Calderini è una lettura che, dunque, vi consiglio, certamente.

ILARIA GRASSO

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