TUTTI I COLORI DIETRO IL NERO, NE “IL CIGNO NERO”, RACCOLTA DI RACCONTI DI ANTONIO MAZZIOTTA – RECENSIONE

IL CIGNO NERO_FRONTE

Il cigno nero (Pubmed, Collana Policromia) è una raccolta di racconti scritti da Antonio Mazziotta, sedici per l’esattezza, ognuno con la sua storia e il suo protagonista che guarda la vita attraverso il filtro dei propri occhi.

Sedici storie accomunate dal colore nero, quello del cigno, dalle ombre nere di ognuno di noi che non compromettono, però, la visione delle luci che in ogni caso ci portiamo dentro, troppo spesso del tutto inconsapevoli.

Ogni storia di questo libro è una storia quanto un mondo a sè, come ognuno di noi, del resto, per lo più storie si tratta di storie vissute al maschile, storie di chi aspetta ancora o storie di chi ha smesso di aspettare, perché rassegnato alle proprie abitudini, prigioniero di un passato che non torna o di un futuro che tarda ad arrivare, oppure di chi invece è ostaggio della sua solitudine, dietro a un muro che non intende abbattere.

Ogni personaggio di questo libro è un cigno nero, che nasconde in sè la policromia dell’anima, quei colori che nessuno vede se è un fermo ostaggio delle apparenze, colori che però non evitano di splendere se illuminati dalla luce giusta.

Un universo di umanità, quello descritto da Antonio Mazziotta, un caleidoscopio di anime girovaghe, ognuna spinta dalla propria inquietudine, quell’inquietudine che è un po’ il filo conduttore delle storie, ad unirle come se fosse una collana ed ogni perla è un po’ di noi lettori, una nostra paura come un nostro stato d’animo, racchiusi in una intensa e sentita narrazione.

ILARIA GRASSO

UN VIAGGIO DELL’ANIMA, IN “DA QUALCHE PARTE STARO’ FERMO AD ASPETTARE TE” (MONDADORI), ROMANZO DI LORENZA STROPPA – RECENSIONE

stroppa

Da qualche parte starò fermo ad aspettare te (Mondadori) è la storia di un viaggio interiore, quello di Giulia, la protagonista, un viaggio per ritrovare la libertà di essere se stessa, un viaggio oltre la paura di vivere, che ottenebra e arresta i battiti del cuore.

Giulia compie un viaggio il cui motore è il dolore, un dolore che sarebbe insopportabile a chiunque, anche se si provasse solo a immaginarlo.

Un viaggio, però, perché possa condurci alla destinazione, prevede l’esistenza di un compagno, qualcuno che possa quasi farci da bussola e che illumini la nostra oscurità, come una torcia dentro un tunnel buio, e la torcia è il compagno è Diego.

Diego, che di lavoro svolge editing per una casa editrice e che con l’amore non ha mai fatto i conti, preso com’è da frequentazioni superficiali e prive di coinvolgimento, entra nella vita di Giulia in un modo originale, arrivando a conoscerla in profondità ancor prima di incontrarla; Giulia ama dipingere,  è una pittrice di talento, perché nella pittura riesce a esprimersi ma non a liberarsi totalmente, poiché manca un tassello, il più importante. La sua mancanza di libertà è rappresentata nella sua incapacità assoluta ad utilizzare il rosso, il colore del sangue, nonché della passione e dell’amore

La malinconia è la miglior compagna di Giulia, sebbene non le manchino amicizie autentiche, quali si rivelano la dolcissima e saggia Teresa, non più giovane,  e la cugina Rita, un vulcano vero, persa dietro alle proprie storie, vere o presunte tali, lei che di punti fermi non ne ha, riesce ad essere un punto fermo per la giovane donna.

Prima di incontrare Giulia, la vita di Diego scorre tra il suo rapporto conflittuale con la madre, donna autoritaria che non è disposta certo a fare sconti, tanto meno a suo figlio, l’amore per il suo nipotino Pietro, e la passione per il suo lavoro, con le croci e le delizie che lo stesso implica. Anche a Diego, come a Giulia, mancano le emozioni autentiche, quelle che, probabilmente, sono destinati a ritrovare insieme.

Altra protagonista della storia è Venezia, che non si limita a fare da sfondo alla storia, ma partecipa in maniera attiva ai sentimenti dei personaggi stessi, una Venezia lontanissima da come siamo soliti concepirla, ovvero come una meta turistica, ma che qui, invece, è più vera, quotidiana con le sue gioie e con i suoi dolori, autentica.

Da qualche parte starò fermo ad aspettare te non è solo un romanzo d’amore ma è molto più: rappresenta, pagina dopo pagina, un viaggio verso la libertà, attraverso il dolore e l’abbandono della paura stessa del dolore, un viaggio che tutti dovremmo avere il coraggio di compiere, nella nostra vita, per far ritorno a quello che noi siamo.

ILARIA GRASSO

UNO SPACCATO DI VITA CON LE SUE GIOIE E DOLORI: RECENSIONE DI “ERA L’ANNO DEI MONDIALI”, IL SECONDO ROMANZO DI JIMMY MORRONE

ERA L'ANNO DEI MONDIALI

Era l’anno dei mondiali è il secondo romanzo di Jimmy Morrone, una nuova storia, dopo Love Hate Love, in cui i protagonisti erano tre uomini, qui, invece, la protagonista assoluta è una donna e tutti gli altri personaggi girano intorno, rivestendo un’importanza differente.

Eva Benebelt è una giovane donna con un lavoro ed una relazione/convivenza fissi da anni, con un’esistenza condotta senza infamia né lode, con i sogni chiusi ancora tutti nel cassetto, ossia il desiderio inconsapevole e profondo di affermarsi, un giorno, come pittrice di successo,

Il suo fidanzato Ivan è un uomo che invece non sembra desiderare più nulla dalla vita, dopo aver perso il suo lavoro da magazziniere.

Giorgio è un ragazzo brillante, pieno di entusiasmo: lavora nel bar Lola, abitualmente frequentato da Eva. Il loro incontro avviene, però, solo dopo, in occasione di un piccolo quanto imbarazzante incidente, un incontro che risulta essere devastante, in senso buono, dal momento che provocare un vero terremoto nell’esistenza di Eva, quasi un risveglio, e la induce a trovare il coraggio necessario per cambiare la sua vita, per prima cosa lasciando Ivan, e intessendo così una nuova relazione con colui che ha acceso una inaspettata luce in mezzo al buio.

Paolino è il miglior amico di Eva, l’amico storico, impenitente scapolo che, dopo essere stato profondamente deluso negli affetti, si rifugia, al di fuori del lavoro, in un mondo virtuale, conducendo una vita social molto attiva, e impegnandosi in relazioni d’amore che di reale hanno ben poco.

Sullo sfondo, Viareggio e Livorno, un’Italia che vive la sua estate senza la propria squadra di calcio coinvolta nei Mondiali: è l’anno 2018 e il calcio sembra non avere alcun ruolo della storia, mentre forse, al contrario, è tutto, probabilmente è addirittura l’asse centrale.

La storia narrata da Morrone inizia come un romanzo, un romanzo che ci appare d’amore ma che poi, durante il proseguimento della lettura, si capisce che d’amore non è, poiché assume tinte di noir, a causa del comportamento improvvisamente persecutorio adottato da Ivan nei riguardi di Eva, delle bugie di Giorgio che probabilmente ha qualcosa da nascondere, e a causa di Paolino, l’amico benevolo di Eva che poi alla fine tanto benevolo non è, e lo scopriremo.

Una girandola di emozioni è dunque quella che ci coglie nella lettura di quest’opera, suscitando in noi interesse sempre maggiore nel proeguire, con la curiosità crescente di scoprire come andrà a finire e soprattutto quale sarà il destino dei vari personaggi.

Il linguaggio e lo stile sono fluidi, privi di errori e di refusi, per cui il libro si lascia leggere senza intoppi, non si registrano attimi di noia, la descrizione attenta di uno spaccato di vita sicuramente necessaria in questo particolare momento storico che stiamo vivendo, ovvero l’Emergenza Covid, in un paese e in un mondo in cui tutto è fermo, ma ferme non sono le nostre anime che fremono di vivere e che vivono, seppur recluse dentro quattro mura.

Un libro da leggere soprattutto oggi, dunque,  ma al tempo stesso un libro da tenere a mente soprattutto domani, quando la vita cosiddetta normale riprenderà con le sue gioie ma anche con le sue tante insidie e con le trappole da cui bisognerà trovare il modo di salvarci, in quanto donne e non solo per noi.

ILARIA GRASSO

“HO SBLOGGATO” OPERA PRIMA DELLA BLOGGER CINZIA CAPPELLI – RECENSIONE

HO SBLOGGATO

Un piccolo grande gioiello, uno spaccato di vita moderna che passa attraverso gli occhi dell’autrice , senza subire distorsioni.

La blogger pone sotto la luce del microscopio esperienze di vita vissuta, sua e qualche volta di altri, senza mai incorrere nell’errore di esprimere un facile quanto affrettato giudizio, fornendo lo spunto per numerose riflessioni.

Non mancano, nella narrazione, ingredienti vincenti quali l’ironia e l’autoironia che da sempre caratterizzano la personalità di Cinzia e il suo modo di scrivere.

Ogni capitolo pone in evidenza un aspetto particolare dell’esistenza, donando al lettore la capacita di immedesimarsi, in nome di quell’empatia che contrassegna il modo di essere dell’autrice, ossia una di quelle persone che lei stessa, in un capitolo dell’opera , definisce con l’acronimo P.A.S., ovvero persone altamente sensibili.

Consiglio pertanto la lettura di questo primo lavoro dell’autrice che, dopo anni trascorsi a leggere e a recensire con passione sincera le opere altrui, ha finalmente maturato l’esigenza di scriverne una sua: sono certa che non ne rimarrete deluse.

UN VIAGGIO NEL CUORE DEI NOSTRI FRATELLI ANIMALI IL NUOVO LIBRO DELLA FILOSOFA MARIA GIOVANNA FARINA – RECENSIONE

non siamo solo cagnolini cover

“Non siamo solo cagnolini”, il nuovo libro della filosofa Maria Giovanna Farina (Gilgamesh Edizioni) è un vero e proprio viaggio nel cuore e nella mente del nostro amico a quattro zampe che attraverso i propri occhi svela il rapporto di grande complicità che lo lega a noi, ma non trascura certo di parlare dei nostri difetti di esseri umani. La protagonista è Milly, appunto, la cagnolina adottata da Maria Giovanna Farina alcuni anni fa, e parte integrante della sua vita quanto della sua famiglia. Milly descrive con entusiasmo i propri compagni di viaggio, dal primo fortuito e fortunato incontro nel canile al dopo, il giorno in cui fu abbandonata e quello in cui ritrovò l’amore, negli occhi della nuova padrona e mamma umana. Un viaggio nel cuore dei nostri piccoli ed indispensabili amici che ci offrono quotidianamente gran sostegno, ma soprattutto un viaggio nei nostri punti deboli e di forza, un viaggio che conduce a un’unica ed inequivocabile risposta, ovvero che solo l’amore salva, l’amore, l’amore, quello universale.

ILARIA GRASSO

Per acquistare il libro, in ebook e in formato cartaceo:

LA VERA FORZA APPARTIENE SOLO AL CUORE: RECENSIONE A “MI BASTA AVERTI ACCANTO” (EDIZIONI IL VIANDANTE), ROMANZO DI FILOMENA GRASSO

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“Mi basta averti accanto”, romanzo di Filomena Grasso, pubblicato da edizioni Il Viandante, è il quarto libro della giovane autrice partenopea, teatina di adozione, che, nonostante appunto la giovane età, ha già saputo incantarci ampiamente con le sue opere, caratterizzate da uno stile unico e scorrevole, per merito del quale è difficile abbandonare la lettura, prima di aver terminato la storia.

Angelica, giovane cioccolataia, e Stefano, winemaker, fedele alla tradizione di famiglia, si incontrano nel negozio della ragazza, in quel di Scanno, una terra magica di cui e dove innamorarsi.

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Sullo sfondo sta un amore mai finito, quello tra la stessa Angelica ed Andrea, scomparso un giorno dalla vita della donna, senza una ragione che fosse spiegabile.

Angelica è giovane ma sa leggere nei cuori, di chi a lei si avvicina, e sa leggere nel cuore stesso di Stefano e, in qualche modo, riesce a ripararlo, con il cioccolato e i suoi infiniti gusti e con la sua delicatezza d’animo e dei modi.

Filò

La storia scorre, delicata e ricca di particolari, dalla prima fino all’ultima pagina, con due piccole grandi sorprese letterarie che ci aspettano, poi, dopo la storia stessa, in forma di originali appendici che sono altri due generosi regali dell’autrice.

Angelica è un personaggio che conosce molte cose, mostrando appunto una cultura che spazia dalla scienza all’arte e alla poesia, all’umanesimo, e ne rende partecipe chi incontra, senza mostrare mai altezzosità o saccenza, ma lo fa con il candore e con la semplicità che sono la forza della sua apparente fragile persona.

Il protagonista assoluto di questa storia che Filomena Grasso narra è ancora una volta il cuore, il cuore, fiero e impavido, l’unico che può condurci lontano, prendendoci per mano, il solo che può renderci liberi da ogni paura, il cuore, il solo che anche quando erra per il mondo conosce la vera strada per tornare.

ILARIA GRASSO

TACHEA, IL ROMANZO DI GIOVANNA GUARDIANI SULL’AMORE PER SE STESSI

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Tachea, il romanzo di Giovanna Guardiani, pubblicato da Nulla Die, è una storia sul bisogno intimo di leggerezza che mostra Tachea, appunto, la protagonista e che appartiene intimamente ad ognuno di noi.

Tachea è una dolce signora che ha raggiunto ormai un’età e con essa la consapevolezza che spesso non è tipica della giovinezza, ovvero quella che ogni giorno è un dono e come tale va vissuto e va vissuto con la liberazione della proprie zavorre che limiterebbero la felicità di un’esistenza.

Tachea è, al tempo stesso, protagonista ed osservatrice di questa storia narrata con accuratezza e con linearità: la storia si lascia leggere dal momento che, oltre che coinvolgente, è lineare, come sempre i romanzi di Giovanni Guardiani.

Tachea è un libro sull’amore, ma prima ancora è un libro sulle relazioni umane, sulle relazioni su cui si fonda la vita di ogni persona, e delle quali è impossibile riuscire a fare senza.

Tachea è un libro sulla capacità di dubitare perché il dubbio rappresenta lo stimolo a cercare, il motore profondo della curiosità e perché solo gli sciocchi non hanno dubbi mai.

Tachea è un libro sulla passione, sulla passione per un uomo, sulla passione per il proprio lavoro e sulla passione per le cose in genere e tutti gli argomenti della storia passano come immagini dagli occhi di Tachea che giunge a cogliere l’origine più intrinseca dell’amore vero: l’amore verso sé.

ILARIA GRASSO

TRASFORMARE LA PROPRIA ESISTENZA IN UN’OPERA D’ARTE: RECENSIONE A “COME SALVARSI LA VITA”, IL ROMANZO DI GIOVANNA GUARDIANI

Giovanna Guardiani

“Ci sono individui in grado di trasformare la propria vita in un’opera d’arte”: credo che il cuore e il fulcro del libro di Giovanna Guardiani, “Come salvarsi la vita”, edito da Nulla Die, sia rappresentato proprio da questo concetto che lei esprime esplicitamente ad un certo punto della sua storia.

Quello in cui riesce appunto la sua protagonista, Sofi, nel momento esatto in cui decide di salvarsi, e ci riesce.

Sofi decide di salvarsi quando, dopo la fine della sua tormentata storia con Albert, acquista un computer a cui affidare pensieri ed emozioni, attraverso la scrittura.

Il rapporto con Albert era tormentato, è vero, ma l’amore nei riguardi del suo ex partner, psicanalista, esiste ancora forte dentro lei, ben radicato: Sofi è perfettamente consapevole che quello per Albert è un sentimento solo interrotto, per giunta volutamente, e NON finito. Un sentimento d’amore che è smarrito, ma che non è affatto perso: ESISTE.

E la giovane Sofi dispone di due grandi appigli, per salvarsi: uno è la sua professione, quella di insegnante, e l’altra è la sua propensione a scrivere, la sua passione intima per la quale riesce ad affidare ad un computer i suoi pensieri, come ad interlocutore silenzioso e complice, e più che mai vicino.

Sofi decidendo di comune accordo con Albert di chiudere la sua storia sentimentale ha ignorato di non esser preparata a vivere nella sua assenza, che resta in lei, in effetti, una presenza tacita, intima, socchiusa nelle stanze più recondite del cuore e che la spinge a decidere addirittura di non farne parola con nessuno.

Sofi desidera infatti conservare appieno la dignità del suo dolore proprio evitandolo di condividere: il suo scopo è quello di non cadere vittima delle varie interpretazioni, che inevitabilmente arriverebbero, spesso troppo superficialmente anche da chi ci vuole veramente bene o dice di volercene.

Sofi è una giovane donna piena d’amore, amore che la stessa riversa sui suoi piccoli alunni, rappresentando per loro una preziosa guida non solo a scuola, ma anche nella vita, perché vita e scuola procedono parallelamente, come in effetti avviene da sempre.

“Come salvarsi la vita” è un libro sull’amore in primo luogo per se stessi, ma è anche un libro sulle relazioni umane, di ogni tipo, perché se è vero che possediamo i mezzi per salvarci, è altrettanto vero che nessun uomo è un’isola e che nessuno, poi, si salva solo.

E se è vero che l’artista (in questo caso, Giovanna Guardiani) si avvicina al Dio Creatore poiché in grado di creare la bellezza, l’autrice di questo libro vi è riuscita appieno nell’impresa.

ILARIA GRASSO

UNA FOTOGRAFIA IMPIETOSA DEI NOSTRI TEMPI IN “LOVE HATE LOVE”, IL ROMANZO DI JIMMY MORRONE

Love Hate Love

In Love Hate Love: Un’aquila grande non è un aquilone, il romanzo dello scrittore e giornalista toscano Jimmy Morrone, sono raccontate le vicende drammatiche e al tempo stesso esilaranti di un gruppo di giovani alle prese con gli urti della vita, le piccole gioie e le difficoltà che quotidianamente imperversano lungo il cammino di ognuno di noi, in modo inevitabile.

Sono tre i protagonisti di questo romanzo corale, che potremmo definire di formazione: Nicolas Mantovani, giovane giornalista, che sogna di diventare redattore e che si prodiga anima e corpo per il quotidiano di punta locale, nonché di riconquistare Giulia, la sua ex, Marcello Francioni, sinistrorso convinto a modo suo, nemico acerrimo del capitalismo e delle ingiustizie in generale, che però non disdegna di praticare, nel suo piccolo, e poi Diego Battaglia, che coltiva il sogno ed il miraggio di andare a Barcellona, lottando con la propria superficialità e contro la caduta dei pochi capelli che ha ancora sulla testa: sullo sfondo sta il borgo immaginario di Monte Guelfi, idealmente collocato in Toscana, la terra dell’autore. Un elemento importante del libro è anche un internet che si fa prepotentemente strada, con il prendere piede delle chat e delle relazioni che iniziano in modo virtuale per poi concretizzarsi, come quella tra Nicolas e Giulia, un fenomeno più che mai attuale.

Ne consegue una fotografia impietosa, quanto irriverente, dei nostri tempi, che non fa sconti né giustifica alcuno dei suoi protagonisti, ognuno fragile e forte, al tempo stesso, con pregi e con difetti, come ogni essere umano.

Le vicende si articolano negli anni intorno al 2010, vicende che assomigliano moltissime alle nostre: la precarietà, nel lavoro quanto nei sentimenti, la libertà che ne deriva, unitamente al senso di smarrimento, è forse il tema principale, la nota dominante, come pure il volersi fare strada a tutti costi, sgomitando e ricorrendo anche alla corruzione, argomento drammaticamente attuale, quella corruzione di cui siamo stati vittime o che, al contrario, abbiamo nostro malgrado praticato, pur di emergere, e che ci costerebbe ammettere.

Nello specifico qui è MarChe, alias Marcello Francioni, che spera di vincere un concorso comunale, a praticare la corruzione, ricorrendo a quell’ “aiutino strategico” che individua possa arrivargli da un amico calciatore.

Hate Love Hate: Un’ Aquila non è un aquilone è un libro pieno di drammatiche verità ma anche di ironia, con molte frasi ed affermazioni che vale la pena ricordare, come aforismi che ben descrivono la nostra quotidianità, mai perfetta, in quanto umana, una quotidianità fatta di luci ed ombre inevitabili.

Un libro, come dicevo, sulla precarietà del lavoro quanto dei sentimenti, su quella precarietà che, se associata, da un lato, ad una parvenza di sottile libertà, rappresenta, di fatto, sgomento e smarrimento nei flutti vorticosi della vita, una lettura piacevole che, pur facendoci sorridere, non ci esime dal costringerci a formulare profonde riflessioni, un libro che esattamente per questo motivo reputo che meriti di essere letto.

ILARIA GRASSO

 

L’AMORE CONTRO LE TENEBRE NEL NUOVO ROMANZO DI THONY BRANDON

luna piena cover

Luna piena è il secondo capitolo della saga Destino, di Thony Brandon, un romanzo nel quale appare evidente quanto lo stile e la scrittura dell’autore siano maturati rispetto alla precedente opera.

La storia è quella di Luca e Margherita, nobili che hanno perso i loro titoli a causa del loro amore fortemente contrastato dalle loro famiglie di appartenenze, novelli Giulietta e Romeo di un’epoca senza tempo.

I personaggi di questa nuova storia sono soprattutto alle prese con i loro limiti di creature umane pervase da paure e sentimenti, come erranti nel limbo senza fine dei loro pensieri oscuri, contrastati, al tempo stesso, dalla voglia intrinseca di trovare via d’uscita a questo loro limbo.

Magia, mistero, vampirismo e licantropia anche in questa storia, ma in fondo non è l’amore stesso un mistero insondabile?

Cosa ci lega, all’improvviso, a una persona, conferendoci la straordinaria forza di opporci ad ogni ostacolo, qualunque esso sia, incuranti del rischio quanto del pericolo oggettivo.

E l’amore tra Margherita e Luca è “vittima sacrificale della dannazione eterna” ma in fondo è solo l’amore che guarisce tutto, perché solo l’amore è in grado di donare luce in mezzo alle tenebre.

L’amore è il grido in grado di scacciare l’odio, come l’autore fa dire al suo protagonista Luca, E la bellezza di una persona è tutta racchiusa nella dimensione umana della persona stessa, dice ancora il Conte Luca Capobianco, mentre descrive la sua amata, e per quella bellezza è pronto a sacrificar se stesso e la sua stirpe, attraverso una serie di vicissitudini e tormenti che Luca quanto Margherita affrontano senza riserva alcuna.

La trama della storia si presenta anche questa volta ricca di colpi di scena, e con profili psicologici dei singoli personaggi, per lasciare spazio ad un finale aperto che rappresenta l’inizio del prossimo, attesissimo, capitolo per chiunque si accosti alla lettura di quest’opera.

Lo stile e la scrittura di Thony sono molto maturati, grazie agli approfondimenti e agli studi compiuti, nel tempo, dallo stesso e la lettura si presenta fluida e coinvolgente.

Gli intrighi e le passione dei vari personaggi sembrano essere vissuti in prima persona dell’autore, la cui anima indiscutibilmente muove tutte le figure che si muovono sul palcoscenico della storia che narra e probabilmente ogni personaggio contiene in sé qualche elemento che sia possibile attribuire a Thony.

ILARIA GRASSO