L’ODISSEA DI UN GIOVANE UOMO, IN “TI FARANNO DEL MALE”, DI ANDREA FERRARI

Andrea Ferrari

Ti faranno del male è il titolo, per certi versi provocatori, per certi altri, invece, tremendamente realistico, del nuovo romanzo dell’autore Andrea Ferrari, pubblicato da Leucotea Edizioni.

Il protagonista della storia si chiama Andrea, proprio come lo scrittore, anche se non si tratta di un romanzo autobiografico, e, seppur molto giovane, inizia da subito la sua infinita odissea presso i reparti di psichiatria e le residenze protette, e tra una “reclusione coatta” e l’altra tocca la vita, sfiorandola, senza riuscire mai a coglierla, nella sua totale pienezza.

E’ un po’ il destino di ognuno, che sia psichicamente turbato o che non lo sia, vagare dentro la vita, senza mai conoscerla a fondo, senza mai avere la fortuna di coglierne, veramente, l’essenza: l’odissea del giovane Andrea è un po’ la metafora di chi guarda sempre la vita, come dietro ad un vetro, per la paura di viverla, per la paura di cadere, come vittima inerme, dentro ad una inaspettata emozione che possa sconvolgere quel sottile equilibrio col quale, quotidianamente, si conviva, seppure anche a stento.

E’ la vita, in effetti, la vera pazzia di Andrea, è la vita quella follia che Andrea, il protagonista del libro di Andrea Ferrari, non ha il coraggio di cogliere: una follia che Andrea forse ama, ma che ignora completamente di amare.

E Andrea ci trascina nella mente e nell’anima del protagonista del proprio romanzo, come un vortice, già dalle prime pagine: già dall’inizio, lettori, siamo coinvolti nella mutevolezza dell’umore di Andrea, e siamo, noi stessi, le vittime della sua fragilità che non è solo la sua, ma è la nostra, stabilendo da subito una misteriosa empatia con un personaggio che abbandona la carta e diventa persona, al di fuori del libro, così simile a noi.

Il finale della storia è un finale che lascia aperte infinite possibilità, e tra queste, chissà, la possibilità stessa di un seguito per questa vicenda, un seguito dove Andrea finalmente deciderà di abbracciare la vita.

ILARIA GRASSO

 

 

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L’AMORE E IL DOLORE IN “PICCIRIDDA”, IL ROMANZO DI CATENA FIORELLO

PICCIRIDDA 2

Picciridda è l’opera prima di Catena Fiorello, il romanzo completamente rivisitato dalla scrittrice e pubblicato, nuovamente, da Giunti Editore.

Picciridda è un viaggio nell’Italia del secondo dopoguerra e degli anni Sessanta, compiuti attraverso gli occhi di una bambina e dopo di una donna, Lucia, la picciridda, la figlia de “la gallina nera”, ma non di una gallina nera qualunque, bensì della gallina più nera in assoluto, come lei stessa si reputa di essere.

Lucia, fragile e forte, conosce, appena undicenne, il dramma dell’abbandono (seppur perpetrato per un nobile scopo: fare fortuna altrove, per assicurare a lei il benessere economico): i suoi genitori e il fratellino minore lasciano la loro amata Sicilia per andare a cercare la fortuna altrove, precisamente in Germania, una terra così lontana quanto così diversa dalla loro.

Il romanzo è un autentico viaggio temporale attraverso un’Italia che è uscita da pochi anni dalla guerra e che tenta di risorgere, a suo modo, rilanciando ogni sua speranza.

Lucia, questo è il nome della picciridda, vive il distacco dai suoi come se fosse un tradimento, come una sorta di espressione del non amore da parte di chi l’ha messa al mondo: se l’avessero veramente amata, in effetti, i suoi cari, l’avrebbero portata con loro certamente, oppure, meglio ancora, nemmeno sarebbero partiti, è ferma convinzione, questa, dentro al cuore della piccola.

E in questa storia, Lucia apprenderà le cose della vita, nel bene e nel suo male, lontano dalla sua famiglia, illuminata dall’unico, incontrastato, sole di sua nonna, l’energica Maria, la generala, donna orgogliosa e forte, che non conosce debolezza, almeno all’apparenza.

Picciridda è un’epopea straordinaria di donne che hanno avuto la meglio su una vita per natura ostile: Lucia e Maria, nipote e nonna, rinchiuse in un mondo senza tempo, di un’Italia mai dimenticata, nipote e nonna unite dall’amore, quanto siano, allo stesso modo, unite dal dolore.

Picciridda, un libro sulle donne, non solo per le donne.

ILARIA GRASSO

 

QUANDO UNA RICERCA DISPERATA DIVENTA L’UNICO MOTIVO PER CONTINUARE A VIVERE: “OVUNQUE SEI”, DI DANIELA QUADRI – RECENSIONE

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Ho avuto il piacere di leggere il nuovo thriller giallo di Daniela Quadri, dal titolo “Ovunque sei”, arrivato dopo l’altro suo bellissimo lavoro letterario, “Le stelle di Sebrenica”, entrambi pubblicati da Project per Leucotea Edizioni.

“Ovunque sei” è il secondo capitolo delle indagini di Marta Valtorta, giornalista freelance che, appunto, qui è alle prese con il misterioso rapimento del piccolo Simone: accanto a lei, ancora una volta, troviamo il verace fidanzato napoletano, il carabiniere Tony Nardone, per il quale Marta, con il suo modo di fare, rappresenta la croce come pure la delizia, Marta, animata dalla voglia incontenibile di giungere alla verità dei fatti, Marta, a volte crucciata dalla presenza costante di Raffaella, ex fidanzata e collega di Tony.

Tanti segreti si snodano, dunque, durante la narrazione di questa nuova storia di Daniela Quadri, narrazione che procede tra passato e presente, grazie al salto indietro nel tempo, compiuto per via del diario di Paolina, l’anziana zia di Marta, a cui la giovane donna è legata in modo profondo: il diario di Paolina parla di donne, donne vissute nell’epoca relativa alla seconda Guerra Mondiale, donne fragili e forti, al tempo stesso.

Daniela Quadri II

Un altro personaggio chiave della storia è Adele, disperata e sola, con il solo conforto ed il supporto di Tony Nardone, l’unico che le sia rimasto accanto, l’unico ancora a credere che il piccolo Simone, il figlio misteriosamente scomparso della donna, possa trovarsi ancora in vita, nascosto chissà dove: e le speranze, così come le paure, di Adele, rappresentano le speranze e le paure di ogni madre, ogni madre che sia alla ricerca disperata del proprio figlio, ricerca che diventa, a un certo punto, l’unico motivo per continuare a vivere, in quel buio profondo.

Marta è, in realtà, la vera protagonista di “Ovunque sei”, Marta con la sua voglia di agire e la caparbietà nel far chiarezza nelle cose, e con le sue paure, lecite, di donna innamorata e, quindi, fragile.

Un libro, “Ovunque sei”, che si lascia leggere con grande piacere e con suspense, con la voglia di andare sempre avanti, fino a raggiungere, poi, l’epilogo finale.

Attendiamo impazienti come siamo, da fedeli lettori di Daniela Quadri, la terza indagine di Marta Valtorta con Tony Nardone, certi che non mancherà.

ILARIA GRASSO

 

 

LA DIMENSIONE UMANA DEGLI EROI, IN “LACRIME DI SALE”, IL PRIMO CAPITOLO DELLA TRILOGIA “ANGELS” DI BARBARA S. SANLEY

Angels cover

Shanya potrebbe condurre una vita normale, probabilmente anche felice, se una serie di eventi, fortemente connessi anche alla sua origine, non giungessero, come un vero terremoto a sconvolgerne l’esistenza.

Giovane infermiera, appena laureata, ed impiegata presso una prestigiosa clinica di Londra, intreccia anche una relazione sentimentale con il direttore sanitario della struttura, una relazione che, inizialmente, si presenta soddisfacente.

Nessun motivo, dunque, per coltivare ombre dentro di sé, e, di fondo, un fortissimo legame con il padre, che cela un inconfessabile segreto.

Nulla che possa far presagire tempeste e grandi scossoni, per Shanya, fino a quando il vento del cambiamento, ad un certo punto, arriva, inevitabile, nella vita di Shanya, sotto le vesti, inizialmente, di un nuovo amore e, con lui, una nuova missione da condurre, una missione che caratterizzerà l’esistenza di Shanya da allora in avanti, quella di Angelo, creatura posta a metà tra il cielo e la terra, investita, come gli altri angeli, suoi colleghi, dalle varie personalità e sfumature, del compito di riportare su questa terra la giustizia, e riportarla con mezzi non perfettamente leciti.

La storia di Shanya in Lacrime di Sale, che è solo il primo capitolo di una trilogia, denominata Angels, ci trascina con sé sin dalle prime pagine: è come se questa opera prima di Barbara S. Sanley fossero, in realtà, due storie in una, con un registro narrativo iniziale – che fa pensare ad un romanzo appartenente al genere contemporaneo – a cui segue, per mezzo di una serie di numerosi quanto inaspettati colpi di scena – un secondo registro narrativo, una vera e propria storia fantasy che ha il pregio, fondamentalmente legato all’abilità scrittoria dell’autrice, di essere, seppure fantasy, completamente ambientata nei giorni nostri, nella realtà che, appunto, viviamo quotidianamente, e Shanya, come tutti gli altri personaggi della storia, è un’ eroina a metà, come del resto siamo pure noi, in quanto dotata di poteri straordinari a cui fanno, però, da contraltare, le paure quanto la stessa fragilità umana.

Shanya, giovane donna con le sue insicurezze e, al tempo stesso, con la sua grande forza, è un fiore d’acciaio, donna contemporanea, che vive combattiva e, allo stesso tempo, combattuta tra la volontà di amare e quella di lottare per il bene altrui, prima come infermiera e poi come Angelo, e sarà proprio l’amore che la resusciterà ad una nuova vita, e questa sua resurrezione avverà in un cimitero, paradossalmente, dove la giovane donna sarà investita, appunto, di una missione per la vita.

Alla fine del libro, che si legge con avidità e con grande partecipazione emotiva, viene subito voglia di leggere il secondo capitolo della trilogia, secondo capitolo che uscirà, a suo tempo, e al quale l’instancabile autrice sta già lavorando alacremente.

Una lettura certamente consigliata, Angels – Lacrime di sale, un fantasy differente, un fantasy che non trascura la dimensione umana dei suoi protagonisti e, personalmente, credo che risieda proprio in questo dettaglio la forza della storia, personalmente credo che sia proprio questa, la caratteristica che fa la differenza.

Un labirinto di emozioni forti: “Nocturne”, di Fabio Murgano – Recensione

Nocturne

Nocturne è il thriller di Fabio Murgano, romanzo che ha come protagonista la giovane giornalista Patricia Walker che, a causa di un pauroso incidente d’auto e del tempo funesto, si imbatte, inaspettatamente in Palazzo Diamond, un orfanotrofio dove, oltre a bambini di varia età, perennemente tristi, vivono gli inquietanti gestori e proprietari verso i quali la donna inizia da subito a nutrire dei sospetti atroci.

La direttrice, l’ambiguo fratello, il custode dell’orfanotrofio e il prete sono i loschi figuri che ruotano attorno alla sventurata giornalista che doveva effettuare un’inchiesta nella capitale, su un gruppo di lavoratori sfruttati e mal pagati, ma la sorte ha voluto che la stessa non riuscisse ad arrivare nella capitale e che trovasse, dunque, come unico rifugio, l’inquietante luogo rappresentato dall’orfanotrofio.

Patricia tiene un diario personale nel quale annota tutto quello che le accade quotidianamente in quello strano posto, il suo rapporto con quel triste staff ma anche, e soprattutto, con uno degli orfani ospitati in quella struttura: si tratta di una giovane ragazza, Alice Meyer, che condivide quella malasorte con il fratello minore Richard.

L’ambiente si rivela da subito tetro, come tetri sono i sentimenti che si insinuano nel cuore di Patricia che si sente come investita della missione di salvare quei giovani ospiti che avverte essere in grande pericolo.

Le sensazioni di paura, di angoscia e di sgomento che prova Patricia all’interno di Palazzo Diamond giungono fino a noi lettori: e proprio questa è, dunque, la bravura dell’autore, il fatto di arrivare a noi che stiamo leggendo, proprio attraverso le sensazioni di pericolo che avverte quotidianamente Patricia, la protagonista della storia.

E’ esattamente come se fossimo con lei, in quel labirinto di pensieri oscuri e di emozioni, dentro ai peggiori incubi che mente umana possa concepire, e in ogni pagina noi siamo con Patricia, condividendone lo stato d’animo, fino a raggiungere con la stessa l’epilogo finale.

Lettura decisamente consigliata.

ILARIA GRASSO

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La storia di due donne attraverso la Storia: “L’Onda Lunga del Titanic”, di Tiziana Viganò – RECENSIONE

L’onda lunga del Titanic (Macchione Editore) è il nuovo romanzo della scrittrice Tiziana Viganò, incentrato su una duplice storia d’amore, ognuna vissuta in un’epoca diversa, ma due storie che hanno in comune, sicuramente, il coraggio e la passione dei suoi protagonisti.

La vicenda con la quale apriamo è quella di Clara, donna architetto, dolce e determinata quanto è anche caparbia, che, alle soglie dei quarant’anni, vede sfumare il suo matrimonio con il fidanzato di sempre, Marco, il quale, messo alle strette, le confessa di essersi innamorato di un’altra.

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Clara è, così, costretta a rimettere tutta la sua esistenza in discussione, fino a quando la mano del destino non la conduce tra le braccia di Giorgio, professore di fisica, un uomo solido che si innamorerà di lei senza riserve, in un luogo bellissimo, sul lago di Como, Varenna, in piena estate, dove Clara è tornata a ritrovar il riparo momentaneo dei suoi anziani genitori.

L’altra storia, non ambientata, questa volta, ai giorni nostri, ma datata già di oltre cent’anni, è il sentimento d’amore, pulito e, nello stesso tempo, fuori da ogni schema, tra due giovanissimi, Mary Mullin ed il suo amato amante Denis, un amore vissuto pienamente sul transatlantico più famoso del mondo, il Titanic.

Il ponte tra due mondi, così distanti tra di loro, quello della matura Clara e quello della giovanissima irlandese Mary, sarà rappresentato dal diario segreto di quest’ultima, diario che Clara ha ricevuto in dono da sua nonna e nella lettura del quale Clara rivive, ogni volta, la sua infanzia e la vita di Mary Mullin stessa, divenendo, in questo modo, pienamente partecipe del sentire di una ragazza da lei così lontana nel tempo, eppure, al tempo stesso, così straordinariamente vicina, nel coraggio quanto nei sentimenti.

E durante il loro percorso della vita sia Clara che Mary dovranno fare una scelta importante, e dovranno farla proprio per amore.

L’autrice Tiziana Viganò è così abile a destreggiarsi tra presente e futuro stabilendo un armonioso fluire tra le due vicende, quasi fossero una storia unica, un unico cuore che batte, quello di Clara e quello di Mary, con palpiti che non hanno appartenenza sociale, con palpiti che, soprattutto, non conosco la dimensione del tempo, come avviene, effettivamente, per chi ama.

La prefazione del romanzo è affidata a Claudio Bossi, uno dei più grandi esperti a livello nazionale ed internazionale della storia del Titanic, il quale ci introduce con garbo e con grande competenza alle vicende affrontate nel romanzo, nel romanzo della storia di due donne attraverso la Storia.

ILARIA GRASSO

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Noi e i nostri demoni interiori: recensione a Pericoloso come il cioccolato, di Eva Mangas

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Pericoloso come il cioccolato è il nuovo romanzo di Eva Mangas, una storia, senza dubbio, originale, che unisce il terreno all’ultraterreno, la vita reale a quella sovrannaturale, il regno dei vivi a quello dei morti, e lo fa con naturalezza e con delicatezza.

La storia è quella di Sara che, alle soglie dei quarant’anni si trova a rivedere un po’ tutta la sua vita, anche se ha un’attività di cioccolateria molto ben avviata, un marito che la ama e due bambine splendide: anche se tutto è luce, dentro alla sua vita, Sara comunque nasconde un’ombra che da sempre la perseguita e che diventa forte ed intensa tutto a un tratto, in un giorno apparentemente qualunque, quello in cui torna a farle visita, del tutto inaspettato, Davide, il suo ex, colui che l’ha lasciata alle soglie delle nozze e che è morto tragicamente, 8 mesi circa prima di apparirle.

E il fantasma di Davide non fa che evocare in Sara i fantasmi di un passato di fatto mai dimenticato, il ricordo di un amore solo interrotto e mai finito, un amore il cui ricordo è ancora perfettamente vivido, all’interno del suo cuore di donna ormai matura.

E l’incontro/scontro con il suo Davide riaccende, in Sara, una passione mai sopita, la passione intima e carnale che li aveva uniti tanto tempo prima e che ancora li unisce, nonostante Sara abbia ormai una famiglia ed un’esistenza che sembra proseguire liscia, ed è tutto in quel “sembra”, in verità.

Pericoloso come il cioccolato è una storia originale nel suo genere, un viaggio introspettivo oltre che nella vita di una donna, Sara, che appunto è protagonista della storia, assieme al cioccolato, a proposito del quale l’autrice è attenta a riportare numerose citazioni, in apertura di ogni capitolo.

Pericoloso come il cioccolato è una storia che consiglio, un po’ ad esorcizzare i propri demoni interiori: tutti ne abbiamo, in fondo.

ILARIA GRASSO

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