RECENSIONE: “SALTO NEL VUOTO” (LUPI EDITORE) DI ROSSANA LOZZIO

cover salto nel vuoto

“Salto nel vuoto”  (Lupi Editore) è il nuovo romanzo di Rossana Lozzio, autrice straordinariamente creativa, una vera e propria fonte inesauribile di storie coinvolgenti ed affascinanti.

La storia con cui ci delizia stavolta ha per protagonista la scrittrice Rebecca Ferri, donna coraggiosa ed indipendente, che ha fatto della scrittura, appunto, la sua ragione di vita, e che, grazie alla scrittura, trova un forte punto di convergenza con Ruben, autore alle prime armi, molto più giovane di lei.

I due scrittori si conoscono nel modo, oggi, più consueto di tutti: attraverso Facebook, dove condividono in chat le loro aspirazioni, sogni e desideri, intimamente connessi con la scrittura, quei desideri che arriveranno a condurli per mano dentro a una storia d’amore sospirata ed intensa.

teaser salto nel vuoto

Come sempre, Rossana Lozzio, anche in questa storia, ci rende protagonisti, in prima persona, dei sentimenti dei propri personaggi, ben delineati da un punto di vista psicologico e caratteriale, e anche in questa storia, ancora una volta, la scrittrice realizza un accostamento perfetto tra la narrazione e la musica che, come sempre, fa da sottofondo, da colonna sonora, come se Rossana, appunto, non riuscisse mai a fare a meno di scrivere senza la musica e questo è quello che, precisamente, ci ha fatto incontrare, qualche anno fa: la passione smodata, da parte di entrambe, per l’indimenticato ed indimenticabile cantautore italiano Mango, scomparso, purtroppo, prematuramente, all’improvviso, proprio in questo periodo dell’anno, a ridosso del Natale.

Le canzoni di Mango sono, infatti, la colonna sonora di “Interno sedici”, il romanzo che Rossana ha pubblicato, qualche anno fa.

E in “Salto nel vuoto” il protagonista musicale è Chris Isaak, di cui noi tutti certamente ricordiamo la stupenda “Wicked game”, e il gioco malvagio anche in questa storia narrata da Rossana  è l’amore, l’amore per cui ogni giorno viviamo, lo stesso per il quale, a volte, ci sentiamo morire, ma non esiste al mondo una storia d’amore che non veda la gioia abbracciata al dolore, fortemente: e lo stesso avviene, senza dover svelare troppo, per i nostri protagonisti, Ruben e Rebecca, dal momento che non esiste una gioia che non abbia avuto, con sè, le poprie lacrime.

Potrete seguire Rossana Lozzio sulla sua pagina ufficiale, su Facebook:

https://www.facebook.com/rossanalozzioscrittrice/?timeline_context_item_type=intro_card_work&timeline_context_item_source=1434155779&pnref=lhc

 

Link per l’acquisto di “Salto nel vuoto” (formato ebook) su Amazon:

 

ILARIA GRASSO

Annunci

ETERNI SECONDI A UN SOGNO CHE NON MUORE MAI: RECENSIONE AL NUOVO LIBRO DI LUCA BONAFFINI

Luca Bonaffini 2

Eterni secondi è il nuovo libro del cantautore, regista teatrale e scrittore mantovano Luca Bonaffini, pubblicato da Gilgamesh Edizioni, una raccolta di tre racconti lunghi o, meglio ancora, un romanzo articolato in tre tempi, in cui l’artista coglie l’occasione per narrare alcuni tra i momenti più salienti della propria vita, quelli per sempre scolpiti dentro alle pieghe più recondite della memoria, come avviene, di fatto, per ognuno.

In Cattivi Romantici, si narra della storia di un’amicizia assai profonda, caratterizzata da radici antiche: è l’amicizia fra tre ragazzi e, successivamente, uomini, che percorrono il loro cammino insieme, tra ambizioni, gioie ed angosce, un vissuto specifico e diverso per ognuno di loro, tre ragazzi e, successivamente, uomini, che si trovano a convergere in un unico sentiero della vita. Andrea, Mauro e Fabio e la loro generazione di cinquantenni, presenti alla vita, ma assenti a se stessi, alle prese con situazioni quanto personaggi improbabili, dagli anni settanta in poi, Tre uomini diversamente sani, che la vita dapprima divide e successivamente unisce, in occasione della scomparsa tragica di uno di loro, Mauro, suicida a causa della depressione, ufficialmente.

Ne L’Internauta, invece, il racconto numero due, in successione, troviamo un uomo che è completamente perso, a seguito della dipartita, sopraggiunta, all’improvviso, del suo amico e complice, unico a ricoprire per lui codesto ruolo: il suo computer, venuto a mancare, tutto a un tratto, all’improvviso. Il nostro internauta, dunque, che è un mago del web e vive del web e per il web solamente, è costretto, a causa dell’improvviso guasto occorso al suo computer, ad uscir di casa, a lasciare, così, la sua postazione comoda, imbattendosi, così, in situazioni assurde, tra il surreale e la dimensione onirica, scoprendo, con meraviglia quanto con incredulità, di essere ancora capace di stare a questo mondo e starci bene, anche se con qualche prevedibile inquietudine.

Nell’ultima parte, invece (quella che, personalmente, preferisco), e che prende il nome di La notte in cui spuntò la luna dal monte, il cantautore mantovano ci narra della notte del 6 gennaio 1991, che vide la nascita di una delle canzoni più belle di sempre, Spunta la luna del monte, la notte che Luca, appunto, trascorse a scrivere assieme al grandissimo Pierangelo Bertoli, una figura chiave nella vita, artistica ed umana, del cantautore stesso.

In Eterni secondi c’è l’uomo Luca e c’è anche l’artista, c’è una vita intera trascorsa come fosse un attimo, tra le sue mode, i deliri giovanili e le nuove consapevolezze, il dono di un sogno diventato subito realtà, il successo straordinario che consacrò il grandissimo Bertoli al successo anche per coloro che non avevano ancora avuto la fortuna di conoscerlo e che arrivarono a lui, appunto, proprio attraverso il festival di Sanremo, ormai quasi trent’anni fa.

Nel libro di Luca Bonaffini c’è un po’ ognuno di noi, eternamente diviso tra la realtà ed il sogno, perché ognuno di noi si trova ad essere un eterno secondo, per qualcosa che lo riguardi fortemente, e spesso essere eterni secondi non è un male, ma rappresenta semplicemente uno stimolo a non sentirsi mai arrivati, ma sempre pronti, al contrario, a volare e a migliorare.

Eterni secondi è un libro che ho vissuto, nel momento stesso in cui io l’ho letto, e ci ho rivisto dentro tutte le emozioni mie come quelle dei suoi protagonisti e grazie a questo libro anche quella notte del 6 gennaio del 1991 è stata, per certi versi, mia, una notte in cui la luna ha dissolto definitivamente il buio, facendo splendere alto l’eterno sole della speranza.

ILARIA GRASSO

L’ODISSEA DI UN GIOVANE UOMO, IN “TI FARANNO DEL MALE”, DI ANDREA FERRARI

Andrea Ferrari

Ti faranno del male è il titolo, per certi versi provocatori, per certi altri, invece, tremendamente realistico, del nuovo romanzo dell’autore Andrea Ferrari, pubblicato da Leucotea Edizioni.

Il protagonista della storia si chiama Andrea, proprio come lo scrittore, anche se non si tratta di un romanzo autobiografico, e, seppur molto giovane, inizia da subito la sua infinita odissea presso i reparti di psichiatria e le residenze protette, e tra una “reclusione coatta” e l’altra tocca la vita, sfiorandola, senza riuscire mai a coglierla, nella sua totale pienezza.

E’ un po’ il destino di ognuno, che sia psichicamente turbato o che non lo sia, vagare dentro la vita, senza mai conoscerla a fondo, senza mai avere la fortuna di coglierne, veramente, l’essenza: l’odissea del giovane Andrea è un po’ la metafora di chi guarda sempre la vita, come dietro ad un vetro, per la paura di viverla, per la paura di cadere, come vittima inerme, dentro ad una inaspettata emozione che possa sconvolgere quel sottile equilibrio col quale, quotidianamente, si conviva, seppure anche a stento.

E’ la vita, in effetti, la vera pazzia di Andrea, è la vita quella follia che Andrea, il protagonista del libro di Andrea Ferrari, non ha il coraggio di cogliere: una follia che Andrea forse ama, ma che ignora completamente di amare.

E Andrea ci trascina nella mente e nell’anima del protagonista del proprio romanzo, come un vortice, già dalle prime pagine: già dall’inizio, lettori, siamo coinvolti nella mutevolezza dell’umore di Andrea, e siamo, noi stessi, le vittime della sua fragilità che non è solo la sua, ma è la nostra, stabilendo da subito una misteriosa empatia con un personaggio che abbandona la carta e diventa persona, al di fuori del libro, così simile a noi.

Il finale della storia è un finale che lascia aperte infinite possibilità, e tra queste, chissà, la possibilità stessa di un seguito per questa vicenda, un seguito dove Andrea finalmente deciderà di abbracciare la vita.

ILARIA GRASSO

 

 

L’AMORE E IL DOLORE IN “PICCIRIDDA”, IL ROMANZO DI CATENA FIORELLO

PICCIRIDDA 2

Picciridda è l’opera prima di Catena Fiorello, il romanzo completamente rivisitato dalla scrittrice e pubblicato, nuovamente, da Giunti Editore.

Picciridda è un viaggio nell’Italia del secondo dopoguerra e degli anni Sessanta, compiuti attraverso gli occhi di una bambina e dopo di una donna, Lucia, la picciridda, la figlia de “la gallina nera”, ma non di una gallina nera qualunque, bensì della gallina più nera in assoluto, come lei stessa si reputa di essere.

Lucia, fragile e forte, conosce, appena undicenne, il dramma dell’abbandono (seppur perpetrato per un nobile scopo: fare fortuna altrove, per assicurare a lei il benessere economico): i suoi genitori e il fratellino minore lasciano la loro amata Sicilia per andare a cercare la fortuna altrove, precisamente in Germania, una terra così lontana quanto così diversa dalla loro.

Il romanzo è un autentico viaggio temporale attraverso un’Italia che è uscita da pochi anni dalla guerra e che tenta di risorgere, a suo modo, rilanciando ogni sua speranza.

Lucia, questo è il nome della picciridda, vive il distacco dai suoi come se fosse un tradimento, come una sorta di espressione del non amore da parte di chi l’ha messa al mondo: se l’avessero veramente amata, in effetti, i suoi cari, l’avrebbero portata con loro certamente, oppure, meglio ancora, nemmeno sarebbero partiti, è ferma convinzione, questa, dentro al cuore della piccola.

E in questa storia, Lucia apprenderà le cose della vita, nel bene e nel suo male, lontano dalla sua famiglia, illuminata dall’unico, incontrastato, sole di sua nonna, l’energica Maria, la generala, donna orgogliosa e forte, che non conosce debolezza, almeno all’apparenza.

Picciridda è un’epopea straordinaria di donne che hanno avuto la meglio su una vita per natura ostile: Lucia e Maria, nipote e nonna, rinchiuse in un mondo senza tempo, di un’Italia mai dimenticata, nipote e nonna unite dall’amore, quanto siano, allo stesso modo, unite dal dolore.

Picciridda, un libro sulle donne, non solo per le donne.

ILARIA GRASSO

 

QUANDO UNA RICERCA DISPERATA DIVENTA L’UNICO MOTIVO PER CONTINUARE A VIVERE: “OVUNQUE SEI”, DI DANIELA QUADRI – RECENSIONE

ovunque sei cover

Ho avuto il piacere di leggere il nuovo thriller giallo di Daniela Quadri, dal titolo “Ovunque sei”, arrivato dopo l’altro suo bellissimo lavoro letterario, “Le stelle di Sebrenica”, entrambi pubblicati da Project per Leucotea Edizioni.

“Ovunque sei” è il secondo capitolo delle indagini di Marta Valtorta, giornalista freelance che, appunto, qui è alle prese con il misterioso rapimento del piccolo Simone: accanto a lei, ancora una volta, troviamo il verace fidanzato napoletano, il carabiniere Tony Nardone, per il quale Marta, con il suo modo di fare, rappresenta la croce come pure la delizia, Marta, animata dalla voglia incontenibile di giungere alla verità dei fatti, Marta, a volte crucciata dalla presenza costante di Raffaella, ex fidanzata e collega di Tony.

Tanti segreti si snodano, dunque, durante la narrazione di questa nuova storia di Daniela Quadri, narrazione che procede tra passato e presente, grazie al salto indietro nel tempo, compiuto per via del diario di Paolina, l’anziana zia di Marta, a cui la giovane donna è legata in modo profondo: il diario di Paolina parla di donne, donne vissute nell’epoca relativa alla seconda Guerra Mondiale, donne fragili e forti, al tempo stesso.

Daniela Quadri II

Un altro personaggio chiave della storia è Adele, disperata e sola, con il solo conforto ed il supporto di Tony Nardone, l’unico che le sia rimasto accanto, l’unico ancora a credere che il piccolo Simone, il figlio misteriosamente scomparso della donna, possa trovarsi ancora in vita, nascosto chissà dove: e le speranze, così come le paure, di Adele, rappresentano le speranze e le paure di ogni madre, ogni madre che sia alla ricerca disperata del proprio figlio, ricerca che diventa, a un certo punto, l’unico motivo per continuare a vivere, in quel buio profondo.

Marta è, in realtà, la vera protagonista di “Ovunque sei”, Marta con la sua voglia di agire e la caparbietà nel far chiarezza nelle cose, e con le sue paure, lecite, di donna innamorata e, quindi, fragile.

Un libro, “Ovunque sei”, che si lascia leggere con grande piacere e con suspense, con la voglia di andare sempre avanti, fino a raggiungere, poi, l’epilogo finale.

Attendiamo impazienti come siamo, da fedeli lettori di Daniela Quadri, la terza indagine di Marta Valtorta con Tony Nardone, certi che non mancherà.

ILARIA GRASSO

 

 

LA DIMENSIONE UMANA DEGLI EROI, IN “LACRIME DI SALE”, IL PRIMO CAPITOLO DELLA TRILOGIA “ANGELS” DI BARBARA S. SANLEY

Angels cover

Shanya potrebbe condurre una vita normale, probabilmente anche felice, se una serie di eventi, fortemente connessi anche alla sua origine, non giungessero, come un vero terremoto a sconvolgerne l’esistenza.

Giovane infermiera, appena laureata, ed impiegata presso una prestigiosa clinica di Londra, intreccia anche una relazione sentimentale con il direttore sanitario della struttura, una relazione che, inizialmente, si presenta soddisfacente.

Nessun motivo, dunque, per coltivare ombre dentro di sé, e, di fondo, un fortissimo legame con il padre, che cela un inconfessabile segreto.

Nulla che possa far presagire tempeste e grandi scossoni, per Shanya, fino a quando il vento del cambiamento, ad un certo punto, arriva, inevitabile, nella vita di Shanya, sotto le vesti, inizialmente, di un nuovo amore e, con lui, una nuova missione da condurre, una missione che caratterizzerà l’esistenza di Shanya da allora in avanti, quella di Angelo, creatura posta a metà tra il cielo e la terra, investita, come gli altri angeli, suoi colleghi, dalle varie personalità e sfumature, del compito di riportare su questa terra la giustizia, e riportarla con mezzi non perfettamente leciti.

La storia di Shanya in Lacrime di Sale, che è solo il primo capitolo di una trilogia, denominata Angels, ci trascina con sé sin dalle prime pagine: è come se questa opera prima di Barbara S. Sanley fossero, in realtà, due storie in una, con un registro narrativo iniziale – che fa pensare ad un romanzo appartenente al genere contemporaneo – a cui segue, per mezzo di una serie di numerosi quanto inaspettati colpi di scena – un secondo registro narrativo, una vera e propria storia fantasy che ha il pregio, fondamentalmente legato all’abilità scrittoria dell’autrice, di essere, seppure fantasy, completamente ambientata nei giorni nostri, nella realtà che, appunto, viviamo quotidianamente, e Shanya, come tutti gli altri personaggi della storia, è un’ eroina a metà, come del resto siamo pure noi, in quanto dotata di poteri straordinari a cui fanno, però, da contraltare, le paure quanto la stessa fragilità umana.

Shanya, giovane donna con le sue insicurezze e, al tempo stesso, con la sua grande forza, è un fiore d’acciaio, donna contemporanea, che vive combattiva e, allo stesso tempo, combattuta tra la volontà di amare e quella di lottare per il bene altrui, prima come infermiera e poi come Angelo, e sarà proprio l’amore che la resusciterà ad una nuova vita, e questa sua resurrezione avverà in un cimitero, paradossalmente, dove la giovane donna sarà investita, appunto, di una missione per la vita.

Alla fine del libro, che si legge con avidità e con grande partecipazione emotiva, viene subito voglia di leggere il secondo capitolo della trilogia, secondo capitolo che uscirà, a suo tempo, e al quale l’instancabile autrice sta già lavorando alacremente.

Una lettura certamente consigliata, Angels – Lacrime di sale, un fantasy differente, un fantasy che non trascura la dimensione umana dei suoi protagonisti e, personalmente, credo che risieda proprio in questo dettaglio la forza della storia, personalmente credo che sia proprio questa, la caratteristica che fa la differenza.

Un labirinto di emozioni forti: “Nocturne”, di Fabio Murgano – Recensione

Nocturne

Nocturne è il thriller di Fabio Murgano, romanzo che ha come protagonista la giovane giornalista Patricia Walker che, a causa di un pauroso incidente d’auto e del tempo funesto, si imbatte, inaspettatamente in Palazzo Diamond, un orfanotrofio dove, oltre a bambini di varia età, perennemente tristi, vivono gli inquietanti gestori e proprietari verso i quali la donna inizia da subito a nutrire dei sospetti atroci.

La direttrice, l’ambiguo fratello, il custode dell’orfanotrofio e il prete sono i loschi figuri che ruotano attorno alla sventurata giornalista che doveva effettuare un’inchiesta nella capitale, su un gruppo di lavoratori sfruttati e mal pagati, ma la sorte ha voluto che la stessa non riuscisse ad arrivare nella capitale e che trovasse, dunque, come unico rifugio, l’inquietante luogo rappresentato dall’orfanotrofio.

Patricia tiene un diario personale nel quale annota tutto quello che le accade quotidianamente in quello strano posto, il suo rapporto con quel triste staff ma anche, e soprattutto, con uno degli orfani ospitati in quella struttura: si tratta di una giovane ragazza, Alice Meyer, che condivide quella malasorte con il fratello minore Richard.

L’ambiente si rivela da subito tetro, come tetri sono i sentimenti che si insinuano nel cuore di Patricia che si sente come investita della missione di salvare quei giovani ospiti che avverte essere in grande pericolo.

Le sensazioni di paura, di angoscia e di sgomento che prova Patricia all’interno di Palazzo Diamond giungono fino a noi lettori: e proprio questa è, dunque, la bravura dell’autore, il fatto di arrivare a noi che stiamo leggendo, proprio attraverso le sensazioni di pericolo che avverte quotidianamente Patricia, la protagonista della storia.

E’ esattamente come se fossimo con lei, in quel labirinto di pensieri oscuri e di emozioni, dentro ai peggiori incubi che mente umana possa concepire, e in ogni pagina noi siamo con Patricia, condividendone lo stato d’animo, fino a raggiungere con la stessa l’epilogo finale.

Lettura decisamente consigliata.

ILARIA GRASSO

Link per l’acquisto su Amazon: