L’EMOZIONE DI SCRIVERE: INCONTRO CON LA POETESSA MARA TRITAPEPE

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Il mio incontro con la scrittrice e poetessa abruzzese Mara Tritapepe, per parlare della sua passione per la scrittura e della sua opera prima, dal titolo Momenti… Emozioni, pubblicata da Lupi Editore.

Ciao Mara, ben trovata su LIBERI LIBRI E NON SOLO: quando hai iniziato a scrivere poesie?

Ho iniziato a scrivere all’età di 18 anni (quella che apre la silloge è la mia prima poesia).

Cosa rappresenta la poesia per te e che ruolo preciso occupa nella tua esistenza: è evasione o attaccamento al mondo?

Per me la poesia rappresenta la maniera più immediata per esprimermi e la sua azione catartica mi è sempre stata di aiuto per superare momenti difficili.

L’amore è il protagonista incontrastato di questa tua silloge poetica, dal titolo Momenti… Emozioni, pubblicata da Lupi Editore: questo perché personalmente ritieni che il poetare possa essere solo d’amore?

Credo che la poesia attenga sempre o quasi a sentimenti di amore: per l’altro, per gli altri, per ciò che mi circonda.

L’amore da un lato, la caducità della vita e la solitudine dall’altra: sono questi, a tuo avviso, elementi inscindibili?

Amore, caducità e solitudine difficilmente possono scindersi. Per me i versi nascono quasi sempre da situazioni che provocano dolore.

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La tua prima pubblicazione, come ho detto prima, è avvenuta con Lupi Editore, di Sulmona: come definiresti l’incontro con il tuo editore, è stato, per così dire, un trovarsi reciproco?

L’ incontro con Lupi è stato casuale ma piacevole. Sul trovarci forse dobbiamo ancora lavorarci un po’.

Quali sono i tuoi prossimi progetti letterari?

Ho in progetto la pubblicazione di un racconto, del quale sto ampliando la stesura, e la pubblicazione di un’altra silloge poetica quando termineranno gli esiti di diversi concorsi cui le ho inviate quali inedite.

Indicaci qui il componimento al quale sei maggiormente legata e per quali ragioni…

Non ho preferenze, le sento tutte come mie creature ed ognuna mi evoca le emozioni dei momenti in cui sono nate.

Siamo in chiusura: perché il mondo ha bisogno di poesia secondo te?

Il mondo ha bisogno di poesia perché, come ogni altra forma d’arte, la poesia racchiude tutto quello che di nobile l’animo può esprimere. 

ILARIA GRASSO

LINK PER L’ACQUISTO DI “MOMENTI… EMOZIONI”:

https://www.ibs.it/momenti-emozioni-libro-mara-tritapepe/e/9788899663148

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L’AMORE OLTRE OGNI COSA IN “DESTINO”, IL ROMANZO DI THONY BRANDON – RECENSIONE

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Lucio Dalla nella sua bellissima Henna cantava che sarebbe stato l’amore a salvarci: su questo concetto ben preciso si incentra la storia di Margherita Castrozza e del Conte Luca Capobianco, i protagonisti del romanzo di Thony Brandon, dal titolo Destino.

E il destino sembra quello che ordisce le sorti dei protagonisti in questo libro, sembra perché sono Luca e Margherita i protagonisti indiscussi del loro esistere, guidati unicamente dalla forza inarrestabile del proprio sentimento autentico, che si afferma contro tutto e tutti, perché non ha paura, forte della propria sincerità.

Il destino esiste, è un dato di fatto, ma nessuno può salvarsi veramente se non possiede la volontà esatta di salvarsi e nessuno può salvarsi solo, a questo mondo: a metà tra fiaba, fantasia e realtà, le vicissitudini dei due protagonisti si snodano in un labirinto di disavventure, colpi di scena, attese, conquiste e poi di nuovo attese, fino all’epilogo finale che per ovvie ragioni qui non sveleremo, con la voglia dell’autore di condurre i suoi lettori mano nella mano, affinché la passione per la storia che racconta non si spenga mai, sino alla fine della narrazione stessa.

Le differenze sociali, i contrasti tra le famiglie, in un’Italia del Settecento, pervasa dalle credenze sulla stregoneria, e il cuore dell’autore che pulsa all’unisono con i suoi due protagonisti che, malgrado il destino, finiranno per scegliere, un giorno dopo l’altro, chi vogliono essere davvero, in nome dell’amore.

ILARIA GRASSO

SEGNALAZIONE: “IL PANE SOTTO LA NEVE” DI VANESSA NAVICELLI

Libro in 3D_formato leggero

Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform

Categoria: Narrativa storica, saga familiare

Collana: Saga della Serenella

Lingua: italiano

Copertina: flessibile

Formato: 14 x 21.60 cm

Pagine: 254

Prezzo: € 9,99 (Acquistabile solo online, su Amazon)

Prima edizione: 24 Novembre 2017

Versione ebook: € 2,99 su Amazon. Disponibile in tutti i migliori store online

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Torniamo all’antico, sarà un progresso!”

Giuseppe Verdi

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Romanzo finalista nazionale al Premio Letterario RAI “La Giara” 2012 – Prima Edizione

Il pane sotto la neve è un romanzo di narrativa popolare, ambientato “da qualche parte sulle colline dell’Emilia, al confine con la Lombardia, dove la provincia di Piacenza abbraccia la provincia di Pavia.”

È la saga di una famiglia contadina dai primi del ’900 fino alla primavera del 1945.

Si racconta della prima guerra mondiale, della fatica del lavoro in campagna, delle figlie che crescono e si fidanzano. Dell’arrivo della seconda guerra mondiale, della Resistenza. E dei nipoti: chi parte soldato, chi diventa partigiano.

Un mondo e una felicità fatti di piccole grandi cose. Tra politica e apparizioni della Madonna, canzoni degli alpini e orgoglio partigiano, la musica di Verdi e le passeggiate lungo il Po, innamoramenti inattesi e le gare ciclistiche di Bartali e Coppi, le recite di Natale in parrocchia e un bicchiere di vino all’osteria.

Per ricordare le nostre radici. Chi siamo e quanto ci è costato arrivare fin qua.

Un romanzo sulla famiglia e per tutta la famiglia.

Un romanzo “trasversale”, che si rivolge sia agli adulti che ai ragazzi.


Una di quelle storie che si raccontavano una volta, attorno al fuoco, tutti assieme (bambini

compresi). Qualcosa da condividere.

Il linguaggio è semplice ed essenziale, come lo è la gente di cui si racconta.

Molte cose sono vere. Molte altre sono verosimili.

Ci sono parti drammatiche e parti umoristiche. Come nella vita.

Questo romanzo è il primo della Saga della Serenella.

La serenella (o lillà) è un fiore semplice e profumatissimo. È il mondo contadino, la famiglia, la

primavera dell’anima. È il simbolo di ciò che è buono e vero. Di un mondo pulito e schietto.

Ma tutto questo lo potrete capire, veramente, solo leggendo le storie della gente nata là, sulle

colline al confine tra Emilia e Lombardia, nella terra dove cresce la serenella.

La libertà, per ora, riposa sotto la neve.

Ma arriverà la primavera… e non sarà solo il grano a germogliare.”

N.B. Ogni romanzo della saga è pensato per poter essere autonomo e completo

anche individualmente.

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Dove acquistarlo: https://www.amazon.it/dp/1979994218 (Amazon)

Pagina dedicata al romanzo: http://vanessanavicelli.com/pane-neve/

Pagina dedicata alla saga: http://vanessanavicelli.com/saga-serenella/

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Autrice

Vanessa Navicelli è nata in provincia di Piacenza, ma da anni vive a Pavia.

È cresciuta coi film neorealisti italiani, con le commedie e i musical americani, coi cartoni animati giapponesi, coi romanzi dell’Ottocento inglese e coi libri di Giovannino Guareschi. (Be’, sì… anche

coi suoi genitori.)

Nel 2012 con il suo romanzo “Il pane sotto la neve” è stata finalista della prima edizione del Premio Letterario “La Giara”, indetto dalla RAI. Scelta come vincitrice per l’Emilia Romagna.

Ha vinto la sezione “Scritture per Ragazzi” dello Scriba Festival di Carlo Lucarelli e vari premi con la Scuola Holden di Alessandro Baricco. Il Premio Cesare Pavese per la poesia e il Premio Giovannino Guareschi per racconti.

Ha una conoscenza discreta di Inglese, Piacentino, Pavese.

Quando passa la banda musicale di paese, si commuove; sia che suoni Bella ciao, o La canzone del Piave, o La bella Gigogin.

Ha un enorme cane bianco e nero, Angelo (70 kg di puro affetto), che le vuol bene nonostante tutti i suoi difetti. Mica poco…

Scrive romanzi per adulti e ragazzi; e storie per bambini.

Quando scrive, cerca di tenere presente quattro cose: la semplicità, l’empatia, l’umorismo, la voglia vera di raccontare una storia.

Crede nella gentilezza. E nell’umorismo. (Forse è umoristico credere nella gentilezza…)

Frank Capra diceva: “Con humour e affetto si favoriscono, a mio avviso, i buoni istinti. Sono un tonico per il mondo intero.” Lo sottoscrive.

È convinta che dal bene nasce il bene. E le piace raccontarlo.

Ha pubblicato due libri per bambini.

Nel 2014 “Un sottomarino in paese” (ebook e cartaceo, italiano e inglese), fiaba illustrata sul tema della pace.

Nel 2016 “Mina e il Guardalacrime” (solo cartaceo), che inaugura la collana delle Fiabe Bonbon.

È cresciuta con persone che, pur cercando di scherzarci su, nella loro giovinezza hanno sperimentato cosa fosse la povertà vera.

È cresciuta in un minuscolo paesino emiliano dove ancora oggi ben pochi anziani sanno cos’è il lillà, ma tutti sanno cos’è la serenella. E lei lo trova stupendo.

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Contatti

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INTERVISTA ALLO SCRITTORE VINCENZO LUCA SALINI, PER PARLARE DI UN’OPERA FAVOLOSA

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Il mio incontro con Vincenzo Luca Salini, per parlare del suo libro, dal titolo “Il teatro di una favolosa opera”, pubblicata da Edizioni Il Viandante.

Vincenzo Luca Salini nasce ad Atri (TE) il 13 agosto 1979. Attualmente risiede a Bisenti, paese nel teramano. Consegue la licenza liceale presso il Liceo Ginnasio Statale “L. Illuminati” di Atri.

Si laurea in Giurisprudenza presso “Università degli Studi di Teramo”.

Successivamente si specializza in diritto Amministrativo e Scienza dell’Amministrazione, frequentando il corso biennale presso l’ateneo di Teramo.

Nel mese di maggio 2011 l’autore pubblica il primo libro dal titolo “Born To Run Always. Nato per correre sempre”.

Nel mese di settembre 2013 viene pubblicato il secondo volume dal titolo “Autobiografia di un sogno: la vita” (Editpress Edizioni).

Tra le altre cose, l’autore ha fondato nel dicembre 2009, insieme ad altri amici, il bimestrale «Vallata Oggi» e dal mese di gennaio 2016 è diventato direttore responsabile del suddetto periodico della Vallata del Fino.

Ecco la mia intervista a Vincenzo Luca Salini:

Ciao carissimo, ben trovato sul mio Blog Liberi Libri e Non Solo: come è nato “Il teatro di una favolosa opera” e soprattutto cosa si intende per opera favolosa?

Per prima cosa voglio ringraziare te per la disponibilità dimostrata nel concedere questo spazio per parlare del mio ultimo libro.

Il tema centrale de “Il teatro di una favolosa opera” ruota attorno al legame profondo e passionale che mi lega al territorio di riferimento, al paese nativo nonché teatro della formazione dell’uomo Luca Salini, ossia Bisenti. A Bisenti, teatro dell’opera, si vive come in una favola o meglio si vive da favola; e poi ogni favola termina con un lieto fine e ciò potrebbe anche rappresentare un allegorico auspicio affinché il paese, un tempo Regina della Vallata, torni a splendere e a recitare un ruolo di primo piano e di peso a tutti i livelli. Già, perché Bisenti nel bene o nel male è fonte di sorprese in grado di lasciare il segno in modo indelebile, racchiude in sé una sorta di incantesimo magico capace di ammaliare e di trasmettere influssi benevoli, rievoca già dal nome vicende storiche appassionanti e misteriose, rappresenta la cornice di una raffigurazione artistica dal contenuto aureo. Bisenti è il paese sorto tra due fiumi e questo dualismo si riverbera anche tenendo conto del “trionfo” della teoria degli opposti: bene-male, positivo-negativo, bontà-cattiveria, sincerità-falsità, schiettezza-ipocrisia: caratteristiche che si alternano ad intermittenza e, proprio questo affermarsi ondivago di virtù e nei, rende Bisenti metafisico e straordinariamente originale e lo alloca quasi ad una dimensione di “perfezione” secondo la logica degli opposti che si attraggono.

Qual è il messaggio che volevi trasmettere con questo tuo nuovo libro?

Bisenti è il palcoscenico della mia vita, la cornice dei mie sogni, delle mie aspettative e delle mie azioni quotidiane; è il teatro dove viene inscenata una fantastica opera, composta da eventi, fatti, vicende che contengono significati specifici e assumono una rilevanza notevole. E l’intento è di trasferire un simile coinvolgimento emotivo nel lettore che deve immedesimarsi nella realtà di riferimento e imparare a conoscere le meraviglie di un paese poco considerato, ma capace di emozionare e di regalare una quotidianità mai banale e monotona; un paese ricco di tradizioni e di storia. Mi preme sottolineare un aspetto. In occasione del tour di presentazione del mio libro, che ha toccato svariate realtà del territorio regionale, sono rimasto particolarmente colpito e sbalordito dall’attenzione del pubblico, o meglio dall’entusiasmo con cui gli intervenuti ascoltavano le tematiche e gli argomenti alla base del volume. Ciò ha catturato la mia curiosità in quanto fondamentalmente “Il teatro di una favolosa opera” contiene la narrazione di eventi ed esperienze strettamente collegate a Bisenti: come può un libro di carattere localistico-territoriale catturare l’interesse di un lettore di Spoltore o di Chieti, oppure di Cappelle sul Tavo o di Civitella del Tronto? La risposte è questa: ho percepito una sorprendente voglia di scoprire Bisenti e le sue peculiarità, che si è manifestata in maniera costante sfociando in continue sollecitazioni ad approfondire gli aspetti e le caratteristiche del paese; si potrebbe parlare di una palese “sete” di conoscere Bisenti anche in considerazione del fatto che ben poco si conosce, scusate il gioco di parole, del paese chiamato così in quanto circondato da due fiumi.

Il tuo incontro con Arturo Bernava, de Il Viandante Edizioni: come è iniziata questa vostra collaborazione?

L’incontro con Arturo Bernava, deus ex machina della casa editrice IlViandante, che ha pubblicato il mio libro, ha rappresentato una svolta sotto tutti i punti di vista. Ovviamente non finirò mai di ringraziare Arturo per la fiducia nei miei confronti e per le tante opportunità che mi ha concesso. Preciso che Arturo ha presenziato personalmente a tutte le presentazioni del libro e lo ha fatto con entusiasmo e trasporto reali e tangibili. Ha dato vita ad una struttura moderna, fluida, dinamica e molto efficiente e, in virtù delle sue intuizioni e della sua competenza, riesce sempre a organizzare eventi ed iniziative interessanti e originali. Aggiungo che con Arturo si è instaurato un rapporto di collaborazione proficua e di condivisione di numerosi progetti. Abbiamo già in cantiere alcuni progetti che stiamo portando avanti e che troveranno concretizzazione nei prossimi mesi.

Ma soprattutto che è nata tra di noi una stupenda amicizia basata su un legame personale intenso e disinteressato.

Bisenti e tu: un rapporto imprescindibile, nella vita, nel lavoro e nella scrittura, un amore lungo tutta una vita…

Nel rispondere a questa domanda entra in ballo il tema dell’identità e della fierezza di appartenere ad un territorio, seppure controverso e a volte incapace di “sapersi promuovere” con efficacia e astuzia. Il paese di origine conferisce una connotazione genuina e verace all’individuo, che viene influenzato giustamente nel pensiero e nell’agire quotidiani dall’appartenenza ad una comunità: il paese natale ci tende sempre la mano e, anche in caso di assenza o di lontananza, resta ad attendere l’esule fino al suo definitivo ritorno. Si crea un legame che non si spezzerà mai anche di fronte a fatti imprevedibili ed imponderabili, che spesso influenzano la vita e spingono l’individuo ad allontanarsi, solo geograficamente, dal paese natale.

Il tema dell’identità territoriale assume una connotazione universale in quanto è valido in ogni dove e si manifesta sempre con i medesimi effetti e con le stesse implicazioni sul lato umano dell’individuo: per semplificare il rapporto tra il paese natale e l’individuo è identico ad ogni latitudine: presenta le stesse regole a nord come a sud, a Bisenti come a Spoltore.

Questo libro non appartiene a Luca Salini” scrive Simone Gambacorta nella prefazione “poiché appartiene alla collettività a cui Luca Salini appartiene, vale a dire Bisenti”…

Simone Gambacorta è un Maestro di giornalismo ed è riuscito a cogliere il vero senso del libro. Apro una parentesi: in determinate occasioni, come la scrittura di un libro e/o le sue presentazioni al pubblico, vengono a crearsi complicità e sinergie straordinarie, che con il tempo confluiscono in rapporti di amicizia duraturi e solidi. Parlo per esperienza personale in quanto durante il percorso di promozione del libro ho avuto modo di conoscere ed apprezzare tante persone con cui ora condivido esperienze ed idee. Simone Gambacorta per me rappresenta un punto di riferimento insostituibile, un amico prezioso sempre disponibile e corretto. Detto questo la sua prefazione è stata obiettiva e non condizionata dalla nostra amicizia, in linea con la statura morale e professionale di un giornalista impeccabile.

Sono molto contento dei riscontri positivi ottenuti dal libro, che rappresenta uno spaccato degli eventi accaduti a Bisenti in un determinato momento storico. Un libro che appartiene agli altri, ai miei concittadini, al mio mondo, anche a coloro che non mi apprezzano. Già perché i fatti ivi narrati, legati al territorio, appartengono alla memoria storica di ciascuno, che potrà tra qualche anno riaprire il mio libro, magari impolverato, e rievocare attimi, vicende e successi di un paese a volte dimenticato, ma capace di regalare sensazioni indescrivibili.

In cosa sei impegnato attualmente?

Attualmente sto scrivendo un nuovo libro, il quarto, e mi sto dedicando a tematiche nuove e ad argomenti mai sperimentati. E’ difficile conciliare il tempo per scrivere con la professione di avvocato, ma gradualmente il libro sta prendendo forma. Tuttavia, in omaggio al fatidico “effetto suspense”, non posso fornire anticipazioni in merito…

Siamo in chiusura, vorrei che lasciassi un messaggio ai tuoi lettori…

Rispondo al tuo invito riportando un breve stralcio della mia introduzione al libro: “Questo libro è dedicato a quanti da sempre mi sostengono e mi apprezzano, a coloro che mi appoggiano e mi manifestano sempre vicinanza e fiducia. A coloro che anche quando cado in errore non cambiano opinione sul mio conto, anzi mi aiutano a comprendere i motivi alla base dello sbaglio e mi indicano la via per non reiterare simili comportamenti in futuro. Ma pure a coloro che pensano: “Ma c’ha da fa’ Luca Salini?!” oppure muovono critiche nei miei confronti: chissà, magari leggendo il nuovo volume potrebbero ravvedersi e cambiare idea”.

ILARIA GRASSO

SEI VITE, UN UNICO TAXI: “IL TAXI DEI DESTINI INCOMPIUTI” DI ALESSANDRA CAPIO (LUPI EDITORE) – SEGNALAZIONE

TAXI DEI DESTINI INCOMPIUTI

Titolo: Il taxi dei destini incompiuti

Autore: Alessandra Capio

Editore: Lupi editore

Genere: romanzo

Formato: Ebook

Prezzo: euro 4,99

Formato: Cartaceo

Prezzo: euro 15,00

Pagine: 306

LA TRAMA

Un misterioso taxi, in grado di superare le barriere del tempo, attraversa le esistenze di sei personaggi: un chirurgo avviato ad una carriera prestigiosa, una pianista alle prese con la malattia del padre, un sacerdote il fuga da un passato doloroso, un impiegato comunale afflitto dalla passività della propria coscienza, un padre segnato da una perdita terribile ed un ragazzino scappato di casa. L’incontro con il tassista fornirà ad ognuno l’occasione di rielaborare il proprio destino. Su tutti la voce di Mattia, unico personaggio a parlare in prima persona, si leva a celebrare un percorso d’amore lungo quarant’anni per preservarne la memoria dalla malattia.

L’AUTRICE

Alessandra Capio insegna nella scuola dell’Infanzia e Primaria dal 1987. Si è occupata di progetti cinema con un team di colleghi producendo cortometraggi scolastici che hanno vinto prestigiosi premi (Sottodiciotto film festival di Torino, Girocorto Festival di Guidonia, Fano Film Festival). Ha frequentato corsi di sceneggiatura presso la Scuola del Fumetto di Pescara e di scrittura creativa.

Nel 2009 ha vinto il concorso letterario “Il pontile” di Francavilla (Ch) e nel 2017 è stata seconda classificata del premio letterario “Come maestri” indetto da Cepagatti Arte.

UNA NUOVA ANTOLOGIA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: NASCE “PAESAGGI LIBERI” (PUBME EDIZIONI)

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Lo scrittore Pasquale De Falco è l’ideatore e il responsabile del progetto letterario Paesaggi Liberi : contro la violenza sulle donne.

Paesaggi Liberi è un progetto letterario di sensibilizzazione sul tema dell violenza, partire dalle parole per sensibilizzare, perché l’arte può essere anche educativa.

E l’Antologia poetica Paesaggi Liberi in cui sono contenute poesie di vari autori sul tema violenza è nata proprio per questo scopo.

L’antologia, edita da Pubme, è stata presentata ufficialmente l’8 marzo del 2018 e il ricavato dalle vendite andrà in beneficenza e a borse di studio per alunni delle scuole superiori secondarie

Pasquale De Falco racconta che fin da adolescente ha avuto a cuore il problema della violenza sulla donna, un atto che ha sempre ritenuto come uno dei peggiori tra quelli che l’uomo possa compiere. Con il tempo questo problema è diventato una parte molto importante del pensare dell’autore e del suo essere uomo e qualche anno fa ha così deciso di scrivere qualcosa proprio sul tema, di esprimere un proprio pensiero: De Falco aggiunge anche che scrivere di questo argomento è stato molto difficile, dal momento che lui non è una donna, e per questo non capirà mai fino in fondo la violenza, ma la sua sensibilità di scrittore lo ha portato ad immedesimarsi in una donna e a sfiorare così il suo dolore. De Falco conclude che intendeva scrivere qualcosa che raccontasse la violenza, qualcosa di reale e qualcosa che servisse a dare un contributo nella difficile battaglia contro la violenza sulle donne, per questo è nata l’idea di Paesaggi Liberi, un progetto letterario con il contributo di tante persone, un progetto da portare il giro, con la finalità di usare la poesia per sensibilizzare le persone su questo problema.

LINK PER L’ACQUISTO:

https://www.amazon.it/Paesaggi-liberi-contro-violenza-sulle/dp/8871639456/ref=sr_1_5?ie=UTF8&qid=1525157102&sr=8-5&keywords=paesaggi+libri+antologia&dpID=61HprVFt50L&preST=_SY264_BO1,204,203,200_QL40_&dpSrc=srch

FAMIGLIA E SENSO DEL DOVERE AL CENTRO DELLA VITA DI DEBORAH STAGNER, PROTAGONISTA DI “LA LETTERA K”, DI VALERIA DE GIORGI – RECENSIONE

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La lettera K (Editore La Feluca) è il nuovo libro di Valeria De Giorgi, insegnante e giornalista che ci regala questa storia a metà fra il giallo e il thriller, ambientata in una piccola cittadina americana.

Misteriosi quanto efferate morti sconvolgono una città solo apparentemente tranquilla ed il giovane sergente Deborah Stagner, madre della piccola Annette, ha il compito di indagare sulle stesse, venendo a conoscenza di realtà, anche psicologiche, che ignorava completamente, e venendo a conoscenza, a poco a poco, anche di se stessa e delle sue paure, come pure dei suoi punti di forza.

L’autrice, oltre che narrare situazioni piene di tensione e dominate dall’imprevisto, scava nella profondità dei propri personaggi, come anche nella mente e nell’anima del misterioso assassino, quasi a voler trovare una dimensione umana anche in quello che è molto lontano in realtà dall’essere umano, perché ognuno, buono o cattivo che possa essere ritenuto, nasconde ombre inconfessabili, dietro alle luci. Per lo stesso sergente Deborah il punto di debolezza è quello che rappresenta il suo stesso punto di forza, ovvero il senso del dovere, che ne animerà i comportamenti durante tutta la vicenda, nel lavoro quanto nella vita familiare, l’attaccamento alla figlia Annette, come il profondo rispetto per gli anziani genitori. Accanto a questi elementi, sta però il senso di aver fallito nel proprio matrimonio, ormai finito, con Roberto, unione terminata a causa dell’attaccamento al suo lavoro che l’uomo stesso le attribuisce, non senza provocare un’inquietudine in Deborah. E poi, ancora, il nuovo rapporto in divenire col collega Carl.

L’oscura vicenda si apre con il feroce assassino di due bambine e da lì, tanti altri omicidi spietati, che permetteranno a Deborah di viaggiare nella mente quasi inafferrabile dell’assassino, oltre che nella sua, scoprendo, appunto, di sé dei lati ancora del tutto inesplorati, fino a raggiungere l’inaspettato epilogo, a cui l’autrice ci conduce, pagina dopo pagina, senza battute d’arresto, e, nella storia, c’è spazio anche per l’amore stesso, che sia afferrato oppure solo sfiorato, con le mani.

Il libro è ben scritto e la storia è incalzante: una lettura sicuramente consigliata.

ILARIA GRASSO

L’AUTRICE:

Valeria De Giorgi nasce in Svizzera ma vive e lavora in Italia. Grazie alla passione per la scrittura, in ogni sua forma, scrive nel 1997 il suo primo romanzo “Preludio per una fata morgana” (Edizioni del Grifo). Nel 2002 diventa giornalista pubblicista, collaborando come corrispondente di zona per varie testate locali. Nel 2004 si laurea in Scienze della Comunicazione. Negli anni vissuti a Brescia si cimenta come attrice in due compagnie teatrali. Da dieci anni è docente di scuola primaria.

LINK PER L’ACQUISTO:

https://www.amazon.it/lettera-%C2%ABK%C2%BB-Valeria-Loredana-Giorgi/dp/8896358477/ref=sr_1_3?ie=UTF8&qid=1525019091&sr=8-3&keywords=la+lettera+k&dpID=51yETNWnE7L&preST=_SY344_BO1,204,203,200_QL70_&dpSrc=srch