LA PASSIONE PER L’AVVENTURA: INCONTRO CON LO SCRITTORE ANTONIO RISPOLI

L'anonima M

Il mio incontro con lo scrittore Antonio Rispoli, per parlare della sua passione per la scrittura, delle sue opere attuali e future.

Ciao Antonio, ben trovato sul mio blog LIBERI LIBRI E NON SOLO: giovanissimo, da sempre appassionato di scrittura e, dalle cose che ho letto, scritte appunto da te, mi sembra di capire che il tuo genere preferito sia il racconto/romanzo, storico: come mai questa scelta?

Ciao, Ilaria. Innanzitutto grazie per la possibilità che mi stai dando. Tornando alla tua domanda: in realtà non è stata una vera e propria scelta. Mi spiego meglio. Di solito immaginando una storia, mi faccio trasportare dalla fantasia e, quindi; è solo un caso se da lì, nascono romanzi del genere. Infatti, di per sé non so mai cosa potrò scrivere la prossima volta. Lo scopro solo scrivendo e, devo ammettere che alla fine è una bella sorpresa anche per me.

Cosa rappresenta la scrittura per te, alla quale decidesti di dedicarti completamente, dopo essere stato ampiamente spronato dalla tua famiglia e dalla tua ex fidanzata?

La scrittura per me rappresenta una possibilità di dare libero sfogo alla mia immaginazione. Di trasmettere o, almeno di provarci, delle sensazioni a chi legge i miei libri e, in un certo senso, far dimenticare al lettore i suoi problemi anche solo per 5 minuti.

I tuoi racconti/romanzi sono sempre particolarmente ricchi di colpa di scena e di avventure: sei molto legato, ad esempio, alla figura, da sempre molto affascinante, del pirata, come mai?

Diciamo che sono legato per lo più alla figura del pirata, perché è stato il mio primo libro, da cui ho preso fiducia nelle mie capacità, e ho continuato a scrivere. Diciamo che senza “Dominic Brave” non ci sarebbero stati gli altri libri.

Quello del viaggio è un altro tema che ami…

Sì. Mi piace immaginare i miei personaggi vagare per il Mondo, per affrontare nuove avventure che facciano accrescere la loro consapevolezza. In fondo chi viaggia tanto, lo fa anche per questo. Per crescere.

copertina Cartaceo

Che cosa rappresenta, per te, indirizzare i tuoi scritti, in modo più specifico, a un pubblico di ragazzi?

In realtà io ho un modo di scrivere molto semplice e comprensibile da tutti. In generale mi rivolgo ai ragazzi, perché data la mia giovane età, mi sento più vicino a loro. Ciò non toglie, però, che i miei libri possono essere letti anche da adulti. Infatti come dico sempre, i miei libri sono rivolti a tutti dal più piccolo al più grande, basta che siano disposti a lasciarsi trascinare dalla fantasia.

Il Regno di Aslom

La famiglia, con le sue dinamiche, a volte decisamente intricate, è un’altra protagonista ricorrente delle tue storie…

Siccome la famiglia per me è un punto di riferimento, tendo a trasportare questo mio pensiero anche nei miei libri, attraverso i miei protagonisti.

Seconda Stella

Come facciamo a seguirti?

Su Facebook ho una pagina dedicata ai miei libri che si chiama “Libri & Ebook” lo trovate anche scrivendo @ARispoliAutore.
Su Twitter: @ARispoliAutore
Su Instagram: @ARispoliAutore
E in fine, il mio Sito Web: https://rispoliantonio91.weebly.com

A quale progetto scrittorio sei impegnato, adesso?

Attualmente ho in cantiere un libro un po’ diverso dai precedenti, con trama futuristica e diversi colpi di scena. Non posso aggiungere altro, perché ho il brutto vizio di cambiare la trama in corso; infatti, tendo a lasciarmi trascinare dal immaginazione.

Siamo in chiusura, lascia un messaggio ai nostri lettori…

E’ stata dura! (Ride n.b.) Scherzo! Comunque… Innanzitutto, saluto tutti e vi ringrazio per lo spazio che mi avete dato. Spero che il mio lavoro vi piaccia e, che sappiate coglierne il senso.
Buona lettura!

ILARIA GRASSO

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“ETERNI SECONDI” E’ IL ROMANZO A TRE TEMPI DEL CANTAUTORE LUCA BONAFFINI

Luca Bonaffini 3

“Eterni secondi” è un romanzo a tre tempi, ingannevole e mutante, strutturato come un lungometraggio a episodi degli anni ’70 e avente come filo conduttore il tempo e le sue avversità numeriche. Secondi si nasce, non si diventa e lo si resta per l’eternità, con tutti i vantaggi che offre la posizione “non illuminata” del non essere mai tra i primi.

“Cattivi romantici”, “L’internauta”, “La notte in cui spuntò la luna dal monte” – scritti tra il 2011 e il 2017 – sono tre facce dello stesso orologio. Tre racconti apparentemente lontani, ma in realtà accomunati da quel romanticismo maldestro tipico della scrittura bonaffiniana e dei suoi personaggi spesso teneri, fastidiosi e surreali, che ritraggono le fragilità, la tenerezza e il cinismo della società contemporanea. E per un mantovano doc, gastronomicamente parlando, i “primi” di solito fanno la differenza….

Luca Bonaffini è nato a Mantova nel 1962. Compositore di musiche e autore di testi per canzoni, ha realizzato dodici album come cantautore e si è affermato intorno alla fine degli anni ‘80 come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli. Altri suoi brani sono stati interpretati da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Enrico Ruggeri e Dario Gay. Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro-intervista dedicato ai suoi trent’anni di carriera, intitolato “La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini” (Gilgamesh editrice)”. Insegna Storia della Popular Song presso Musica Insieme di Mantova e tiene seminari di alta formazione internazionale presso la Hope Music School.

http://www.lucabonaffini.it

La magia del Salento nel primo romanzo di Antonio Di Muzio

Antonio Muzio

Il mio incontro con lo scrittore Antonio Di Muzio, per parlare del suo nuovo libro, dal titolo Incantesimo Salentino.

Bentrovato, carissimo Antonio, la tua estate è stata contrassegnata dall’uscita del tuo nuovo libro, nonché il tuo primo romanzo, dal titolo Incantesimo Salentino: un atto d’amore che sentivi di dovere a una terra molto cara, per te…

Su quali elementi si basa il tuo legame d’amore con il Salento?

Il legame si basa su alcuni aspetti di questa terra magica: la luce, prima di tutto. In nessuna parte d’Italia c’è questo accecamento. Un accecamento che spiazza e che fa vedere tutte le cose che hai attorno in modo diverso. Tanto che alle volte quello che vedi in modo abbagliato lo puoi confondere con il sogno o l’immaginazione.

Questo tuo primo romanzo è un viaggio geografico, interiore e musicale: la musica è, assieme alla vicenda del giornalista Davide Tommasi, l’altra grande protagonista del tuo nuovo lavoro letterario…

Nel romanzo sono inseriti i testi di 18 classici di musica rock e pop italiano. Inoltre ho inserito prima del prologo una parte di un testo di una canzone, “Fantasie”, di un bravo cantautore brindisino, Stefano Ventruto, molto attivo anche in Abruzzo. I testi, tra cui quelli dei Led Zeppelin, Genesis, Queen, Patty Smith, Beatles, Pink Floyd, Santana…, si inseriscono nel romanzo per fornire dei “segnali” su ciò che è accaduto o su ciò che sta per accadere. Un po’ come il coro nella tragedia greca che faceva da collante tra le varie scene. Del resto il romanzo è anche un thriller con continui colpi di scena.

Antonio Di Muzio 4

Come mai la scelta di scrivere un thriller, dai forti connotati introspettivi e psicologici?

Il romanzo in realtà è un viaggio metaforico, anche se il lettore, volendo, può seguire le orme dei personaggi nei vari paesi del Salento per scoprire leggende, tradizioni, luoghi. Potrebbe essere una guida turistica sulle tracce dei misteri e leggende del Salento. Nelle prime pagine, infatti, c’è anche una mappa del Salento con tutti i luoghi che verranno toccati dai protagonisti. È comunque anche un viaggio introspettivo perché in un certo momento della vita abbiamo bisogno di fare un punto. Capire tutto quello che ci è accaduto. Sono un appassionato di psicanalisi e quindi volevo viaggiare a ritroso nella mia psiche per prendere coscienza e per riepilogare le tappe del mio viaggio in questo mondo

Il lettore sta col fiato sospeso, praticamente, fino all’ultima pagina…

Il romanzo è anche un giallo, anche se alla fine non viene scoperto nessun colpevole o assassino. Il protagonista Davide Tommasi, giornalista, si ritrova catapultato in Salento per preparare un reportage sulle leggende del Salento dopo la scoperta del busto della Minerva a Castro Marina. Fatto realmente avvenuto nel luglio del 2015. Da questo punto, insieme a una sua vecchia compagna dell’Università, la misteriosa Daria Brezzi, si ritroverà di fronte (e poi a scrivere per il giornale) a casi di cronaca nera che incredibilmente collimano con le leggende tramandate in chiave moderna. In tutto questo verrà aiutato anche dal terzo protagonista, Aurelio il sensitivo, una specie di Virgilio per Dante, che gli farà capire e compenetrare la magia del Salento. «Una terra che ti attrae e poi ti stritola in un abbraccio fatale».

Antonio Di Muzio 3

Le figure femminili del tuo romanzo, altri tasselli importanti della storia…

Sono basilari. Daria, prima di tutto, la Dea Minerva, e tante altre protagoniste di leggende: donne e bambine. Sono quasi tutte figure femminili quelle che si ritrovano nel percorso di Davide che alla fine viene “incatenato” al suo destino ineluttabile inseguendo una civetta incastonata in una medaglia.

Progetti letterari per il futuro…

Probabilmente il seguito di Incantesimo Salentino. In molti che lo hanno letto lo chiedono anche perché il finale è un po’ sospeso. Potrebbe essere il primo di una serie del giornalista detective, aiutato da personaggi che hanno doti straordinarie. Semmai ambientati in altre regioni d’Italia. Potrebbero nascere Incantesimo Etrusco, Incantesimo Siciliano, Incantesimo nei Laghi, Incantesimo Capitolino… Chissà, è tutto da vedere, ma mi piacerebbe.

Antonio Muzio 2

Come facciamo a seguirti?

Ho raggiunto ormai le venti presentazioni e altre sono in programma in Umbria, in Veneto, nelle Marche, chiaramente in Salento. Insomma continuo a viaggiare. Il libro può essere acquistato in alcune librerie ed edicole d’Abruzzo e Puglia. Comunque può essere ordinato via Internet su Ibs, Amazon, Mondaori Store e Libreria Universitaria oppure direttamente dall’editore Ricerche&Redazioni di Teramo.

Antonio Di Muzio 5

Grazie per essere stato mio ospite, Antonio: prima di chiudere, lascia un messaggio ai nostri lettori…

Se siete dei sognatori a occhi aperti e volete compiere un viaggio immaginario, ma allo stesso tempo reale e magico, potete tuffarvi nel vortice di Incantesimo Salentino. Resterete vittime di una “macaria”, un sortilegio che vi stritolerà magicamente.

ILARIA GRASSO

Noi e i nostri demoni interiori: recensione a Pericoloso come il cioccolato, di Eva Mangas

pericoloso come il cioccolato cover

Pericoloso come il cioccolato è il nuovo romanzo di Eva Mangas, una storia, senza dubbio, originale, che unisce il terreno all’ultraterreno, la vita reale a quella sovrannaturale, il regno dei vivi a quello dei morti, e lo fa con naturalezza e con delicatezza.

La storia è quella di Sara che, alle soglie dei quarant’anni si trova a rivedere un po’ tutta la sua vita, anche se ha un’attività di cioccolateria molto ben avviata, un marito che la ama e due bambine splendide: anche se tutto è luce, dentro alla sua vita, Sara comunque nasconde un’ombra che da sempre la perseguita e che diventa forte ed intensa tutto a un tratto, in un giorno apparentemente qualunque, quello in cui torna a farle visita, del tutto inaspettato, Davide, il suo ex, colui che l’ha lasciata alle soglie delle nozze e che è morto tragicamente, 8 mesi circa prima di apparirle.

E il fantasma di Davide non fa che evocare in Sara i fantasmi di un passato di fatto mai dimenticato, il ricordo di un amore solo interrotto e mai finito, un amore il cui ricordo è ancora perfettamente vivido, all’interno del suo cuore di donna ormai matura.

E l’incontro/scontro con il suo Davide riaccende, in Sara, una passione mai sopita, la passione intima e carnale che li aveva uniti tanto tempo prima e che ancora li unisce, nonostante Sara abbia ormai una famiglia ed un’esistenza che sembra proseguire liscia, ed è tutto in quel “sembra”, in verità.

Pericoloso come il cioccolato è una storia originale nel suo genere, un viaggio introspettivo oltre che nella vita di una donna, Sara, che appunto è protagonista della storia, assieme al cioccolato, a proposito del quale l’autrice è attenta a riportare numerose citazioni, in apertura di ogni capitolo.

Pericoloso come il cioccolato è una storia che consiglio, un po’ ad esorcizzare i propri demoni interiori: tutti ne abbiamo, in fondo.

ILARIA GRASSO

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L’amore fa comprendere il perdono: recensione di Non voglio che te, di Tiziana Iaccarino

Iaccarino 2

Non voglio che te è il bellissimo romanzo di Tiziana Iaccarino: mi pare opportuno di esordire proprio in questo modo ed usando tale aggettivo, perché davvero non saprei come altrimenti definire questa storia che ho appena finito di leggere oggi, in una torrida domenica d’estate, e sotto un cielo plumbeo che minaccia pioggia, già da diverse ore.

La vicenda oggetto della narrazione della talentuosa autrice partenopea (sicuramente, una delle mie scrittrici preferite) si snoda tra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta, gli anni d’oro della nostra Italia, gli anni del boom economico e del tutto-può-succedere, anni belli anche per chi non li ha vissuti e li ha letti solo nei libri o guardati solo alla tv.

Protagonista della vicenda è la famiglia Morelli, che, privata del capofamiglia a causa di un male incurabile, svolge la sua brillante ed avviata attività di panificazione, gestendo, appunto, un rinomato negozio nella città toscana.

La madre, resa ancor più dura e coriacea della sua naturale indole – a causa della dolorosa quanto prematura perdita del compagno di una vita, provocata da una malattia scoperta troppo tardi – la figlia maggiore, Giuditta, bellissima nella stessa misura in cui è austera, il mezzano Mario, lavoratore instancabile, con un cuore grande parimenti a quanto è grande il suo attaccamento a valori intramontabili, come la famiglia e l’amicizia, e, infine, la piccola di casa, Sara, dolce e caparbia, animata da un grande senso del dovere e del sacrificio, con i quali svolge, appunto, quotidianamente, il suo lavoro presso il negozio di famiglia.

Non voglio che te cover

Un segreto terribile impedisce, però, alla famiglia, apparentemente uguale ad ogni altra famiglia, di essere completamente felice o, quanto meno, di poter essere serena, un segreto che ogni membro custodisce, appunto, nel proprio cuore, al riparo della maldicenza e dei pregiudizi della gente, e questo segreto riguarda Lorenzo, l’amico fraterno di Mario.

Lorenzo, dopo un fatto assai grave che l’ho visto protagonista, ha lasciato per motivi di lavoro, fortemente legati alla volontà di suo padre, la sua città per recarsi a Firenze, a gestire, appunto, una parallela attività di commercio nell’ambito del tessile, ben avviata già precedentemente dalla sua famiglia.

Dopo sei anni il ragazzo fa nuovamente ritorno a Siena, con l’intento di ricevere il perdono per il grave fatto compiuto prima della sua partenza, fatto che ha a che fare con Giuditta, la sorella maggiore di Sara.

La vicenda prenderà così un ritmo incalzante, guidato, fondamentalmente, dall’amore, da quell’amore che impetuosamente nasce tra Lorenzo e la piccola di casa Morelli, la giovane Sara, un amore a cui i colpi della vita non verranno risparmiati, un amore che più volte conoscerà la parola dolore, fino all’epilogo finale, a cui, personalmente, sono arrivata con una certa velocità, dato che la storia è coinvolgente ed invita, in ogni punto, ad essere letta ulteriormente, senza conoscere sosta.

Non voglio che te, di Tiziana Iaccarino, è una storia d’amore, ma, soprattutto e prima di tutto, è una storia di perdono, concetto che è, poi, per definizione, intimamente connesso con l’amore.

A chiusura di questa mia recensione che, come avrete capito, vi invita a leggere il bellissimo romanzo della Iaccarino, mi viene in mente una canzone del grande Ivano Fossati, in particolare una frase in cui può, a mio avviso, essere racchiuso, completamente, il vero messaggio di Non voglio che te e la frase in questione di Ivano Fossati è “l’amore fa comprendere il perdono” e, francamente, io non credo che esista una verità più vera (perdonatemi il gioco di parole), in questa vita.

ILARIA GRASSO

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“Dimmi di noi”, il romanzo di Rebecca Quasi: RECENSIONE

dimmi di noi cover

In “Dimmi di noi”, il romanzo di narrativa contemporanea che continua ad essere Best Seller su Amazon da parecchi mesi, l’autrice, Rebecca Quasi, affronta il delicato tema della maternità da sole, attraverso la fecondazione assistita, e lo fa senza retorica, senza emissione di facili giudizi e, soprattutto, con delicatezza.

In questo romanzo, che, personalmente, definisco avvincente, sono affrontate anche tematiche come l’adozione, la solidarietà tra i componenti di una famiglia allargata, la scelta della solitudine ritenuta come scudo contro la paura di soffrire, e la possibilità di lasciarsi andare nell’amare, accettando i propri umani limiti.

Joe, Miriam ed Esther sono gli assoluti protagonisti della vicenda e tutti intorno stanno gli altri personaggi, intrisi della loro varia umanità, forti, ognuno, delle proprie peculiari caratteristiche.

Un romanzo che non manca di stupire il lettore, un romanzo che reca in sé un messaggio positivo e di speranza, secondo il quale è ancora possibile credere ai buoni sentimenti e dedicarsi ad essi, ma soltanto a patto di riconoscere, con sincerità, i propri limiti e le proprie umane necessità.

Lo consiglio.

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ILARIA GRASSO

“Aspettando l’alba che verrà” è il nuovo romanzo dell’autrice L. Cassie

cover aspettando l'alba che verrà

Nicole e Christopher sono i due giovani protagonisti, poco più che adolescenti, del nuovo romanzo di L. Cassie, dal titolo “Aspettando l’alba che verrà”, uscito ad inizio aprile 2017 e il titolo della storia è già, di per sé, una metafora di un’alba che giungerà come a segnare l’inizio di una nuova vita, una rinascita interiore inaspettata, quando sembra tutto morto, inesorabilmente fermo.

E tutto è infatti fermo, per motivi differenti, nella vita dei due ragazzi, che, seppur molto giovani, portano sulle loro spalle dei pesi che sarebbero insostenibili ad ogni età e, sicuramente, la tragedia più grande è quella che si è abbattuta, come un’improvvisa scure, sulla piccola Nicole, fragile e forte, al tempo stesso, come un fiore d’acciaio che non può tornare a splendere, se confinata alla solitudine che si è autoimposta.

Dopo il brutale nonchè misterioso assassinio della sua famiglia (i genitori ed il fratellino Giorgio) Nicole, che è ancora minorenne, è costretta a lasciare la sua Torino, dove conduceva una vita spensierata e priva, appunto, di preoccupazioni come ogni suoi coetaneo,  per andare a vivere in America con sua zia, e così avviene che a scuola ha la fortuna (che all’inizio non sembra rivelarsi tale) di incontrare una persona che è affine a lei nell’anima, e si tratta di Christopher, riservato e schivo, saldamente fermo sul suo proposito di non svelare ad alcuno il suo vero io, tranne che a Nicole stessa, alla quale, inspiegabilmente e con il tempo si aprirà, grazie all’amore per la letteratura e per Shakespeare, un amore viscerale e incondizionato che il ragazzo sarà in grado di trasmettere alla sua giovane amica che poi diventerà il suo amore, in nome della poesia, in nome della lettura e della scrittura che salvano e rimettono tutto in moto e in discussione, laddove tutto sembra inesorabilmente fermo.

Ho amato questo libro subito, sin dalle prime battute della storia, una storia destinata non solo alla lettura da parte degli adolescenti, ma anche da parte di chiunque di noi sia costretto, dal destino o chi per lui, a portare sulle spalle e dentro l’anima un peso enorme ed incalcolato.

Una lettura che consiglio, in attesa del prossimo lavoro di L.Cassie che racconta, a tal proposito, di come Nicole e Christopher si siano fatti strada sempre più dentro di lei, chiamandola, letteralmente, a raccontare la loro storia.

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