S’INTITOLA “BENZINA AL CUORE” IL NUOVO SINGOLO DI ZOIZI

ZOIZI

Dall’8 maggio è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo “BENZINA AL CUORE” (EVE), terzo inedito del cantautore Jody Zojzi, in arte ZOIZI.

Se è vero che il cuore è un motore, è altrettanto vero che è indispensabile alimentarne l’energia come meglio possiamo: “Benzina al cuore” è una canzone che invita l’ascoltatore a prendersi la propria libertà, raccogliendo metaforicamente – e non – ciò che amiamo di più e scappare via lontano, dalle regole, dai vincoli, da tutto.

«Ho sempre pensato che la cosa più importante che possiamo fare per noi stessi sia vivere senza accontentarci – spiega Zoizi a proposito del suo terzo inedito – Bisogna cercare la propria formula magica, osare qualcosa in più. Sicuramente non è semplice, ma “Benzina al cuore” è proprio un invito a provarci. Proprio come accade durante un lungo viaggio, spesso la parte più difficile sta solo nel girare la chiave e accendere il motore».

Biografia

Jody Zojzi, in arte Zoizi, è un cantautore classe ‘90 che nasce a Tirana e si trasferisce in Italia con la famiglia all’età di un anno. Tanti traslochi in giro per il nord, per poi finire a Modena nel 2000. Lì nasce e cresce la sua passione musicale che culmina a 13 anni grazie alla chitarra di suo padre. A 15 anni studia batteria e suona in qualche rock band locale che portano l’ artista ad avvicinarsi alla scrittura dei suoi primi brani inediti. Nel 2019 pubblica il suo singolo d’ esordio: “PAZZO DI TE”. Nello stesso anno apre cinque concerti del tour di Francesco Renga. Lo scorso gennaio è uscito sulle piattaforme digitali il suo secondo inedito “ODORE” (EVE); il terzo brano di Zoizi dal titolo “BENZINA AL CUORE” (EVE) sarà disponibile in radio e sulle piattaforme digitali dall’ 8 maggio.

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“LIBERATI DAI VELENI DELLA MENTE”, IL NUOVO LIBRO DI ELENA GREGGIA: INCONTRO CON LA SCRITTRICE

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Il mio incontro con la scrittrice Elena Greggia per parlare del suo nuovo libro dal titolo “Liberati dai veleni della mente” (Ed. I Libri del Casato)

Il tuo nuovo libro “Liberati dai veleni della mente” nasce da quale esigenza?

Un’esigenza curiosa, che poi ha mosso un’esigenza più ampia. Lo racconto nell’Introduzione:

“Queste pagine sono nate inizialmente con l’intento di avvicinare Oriente e Occidente. Fui chiamata a esporre a un pubblico di medici occidentali facenti capo alla Institutio Santoriana Fondazione Comel e, poco dopo, a un Convegno scientifico organizzato dall’AISM (Ass. Italiana Scientifica di Metapsichica) alcuni passi di avvicinamento pratico all’insegnamento orientale adatti a occidentali. La duplice veste di ricercatrice e meditante fece sì che venissi invitata.

Sono nati scritti e incontri ma l’elemento interessante è stato che, sentendo il profumo di questo insegnamento, sia il pubblico di medici sia di neuroscienziati abbia voluto proseguire con un training pratico. Gli incontri hanno iniziato a svolgersi nella quiete della sera, seduti su un cuscino a terra, rivelando ciò che solo la pratica accompagnata da piccoli ammaestramenti può mostrare. La gioia che ha concluso le due iniziative ha stimolato la creazione di queste pagine, dove offro un fiore di racconti e aneddoti sul tema delle emozioni e della felicità”.

Quali sono, a tuo avviso, i veleni che compromettono la qualità del nostro esistere, oggigiorno?

Oggi ci sono tanti veleni, anche fisici. Anche la fretta o l’eccesso di tecnologia. In ogni caso, io parlo dei veleni radicali, secondo la visione buddista. Sono le reazioni non utili della nostra mente. In particolare brama e avversione, che sono all’origine di ogni forma di sofferenza (come ansia, tristezza, paura, confusione interiore…) Sono i reali veleni su cui abbiamo davvero azione e che ci possono condurre a sofferenza o a felicità. E’ una legge inequivocabile.

Quanto è importante liberare la propria mente e quindi la propria vita dai veleni e soprattutto quali sono i nostri strumenti a disposizione per poterlo fare?

Quanto è importante… provare per credere! Abbiamo tanti strumenti. Ogni attimo, anche ora, ci consente di accendere una luce sana o una luce (azione/parola/modo) non sana. La prima porterà felicità. La seconda sofferenza. Nel libro racconto tanti strumenti, perchè non sempre è così evidente. A volte, anche una buona musica o una passeggiata nella natura, fino a quelli più quotidiani che ciascuno può attuare in ogni istante, a quelli più radicali e profondi. Abbiamo bisogno di felicità.

Sembra, prima di tutto, necessario riuscire a prendersi una pausa per meditare: è così?

Non è esattamente così, non voglio indurre le persone a meditare: ciascuno ha una sua strada – sorride. Certo, per me quello con l’Oriente è stato un incontro epocale, che ha trasformato davvero lo stato della mia mente e la qualità della mia vita. E chi può arretrare davanti a questo?
Nel libro, tuttavia, io porto il messaggio più profondo della meditazione e questo lo possiamo attuare in tanti modi.
Una cosa comunque, sì, è certa. Abbiamo bisogno di pause… per interrompere la spirale di reattività, ignoranza, sofferenza.

Quanto è importante l’uso della gentilezza, e quanto è rivoluzionario oggi un gesto gentile?

Metta, nell’antica lingua pali. E’ una delle parole più belle. Non è una gentilezza formale e non significa che dobbiamo amare ciò che è difficile amare. Significa sviluppare un rapporto di accoglienza, di non conflitto con le condizioni, per il fatto stesso che esistono. E’ una gentilezza del cuore. E’ un cuore non nocivo, un cuore che non indulge nell’avversione. Lì si libera un’azione fresca.

Nell’introduzione tu consigli di leggere il tuo libro con piacere, secondo quello che è un principio ereditato dall’Oriente: in che misura l’Oriente muove la tua scrittura?

Sorride. La muove da cima a fondo! E muove me, da cima a fondo…

Quale vorresti che fosse il messaggio più profondo del tuo libro, destinato ai lettori?

“Un cammino semplice verso il benessere” è il titolo di uno dei capitoli. Vorrei che giungesse un messaggio di semplicità. Semplice, eppure così profondo e trasformante, è il messaggio orientale. Basta conoscere un maestro per capire la meta…e gustarla… e desiderarla.

C’è una sezione del tuo libro alla quale ti senti maggiormente legata?

“Queste pagine -racconto nei Ringraziamenti- sono nate come frutto dell’impegno fisico, intellettuale e spirituale di molte persone. Molti cuori si sono intrecciati nel corso della loro lavorazione e la parola ringraziamenti non mi pare lunga abbastanza”.

E’ libro che ha alle spalle così tante emozioni e ricordi! Così, sono legata a ogni sua parte. Dove narro del Convegno che ha mosso l’occasione di queste pagine, e poi del ritiro che abbiamo compiuto assieme. Dove racconto delle Marche, una terra che amo, o della mia piccola quotidianità. Dove riporto i numerosi racconti delle scritture, così gustosi, o gli aneddoti legati ai ritiri. O dove accompagno ai modi pratici per attuare questo insegnamento, lì dove siamo. Racconto anche la storia del Natale o la vita dei monaci certosini… Questo libro è una musica e leggendolo rivelerà i suoi diversi livelli di messaggio.

Concludiamo citando una frase da “Liberati dai veleni della mente”…

“Ci troviamo a guarire dalle malattie interiori della rabbia, paura, confusione, tristezza. E’ prezioso dedicare del tempo a questo fermarsi e contemplare, che gli insegnamenti orientali inondano da subito di pace e piacere. L’occhio della mente compie il rivoluzionario salto verso il risveglio. Ho appreso che questo può avvenire con dolcezza e facilità”.

ILARIA GRASSO