TUTTI I COLORI DIETRO IL NERO, NE “IL CIGNO NERO”, RACCOLTA DI RACCONTI DI ANTONIO MAZZIOTTA – RECENSIONE

IL CIGNO NERO_FRONTE

Il cigno nero (Pubmed, Collana Policromia) è una raccolta di racconti scritti da Antonio Mazziotta, sedici per l’esattezza, ognuno con la sua storia e il suo protagonista che guarda la vita attraverso il filtro dei propri occhi.

Sedici storie accomunate dal colore nero, quello del cigno, dalle ombre nere di ognuno di noi che non compromettono, però, la visione delle luci che in ogni caso ci portiamo dentro, troppo spesso del tutto inconsapevoli.

Ogni storia di questo libro è una storia quanto un mondo a sè, come ognuno di noi, del resto, per lo più storie si tratta di storie vissute al maschile, storie di chi aspetta ancora o storie di chi ha smesso di aspettare, perché rassegnato alle proprie abitudini, prigioniero di un passato che non torna o di un futuro che tarda ad arrivare, oppure di chi invece è ostaggio della sua solitudine, dietro a un muro che non intende abbattere.

Ogni personaggio di questo libro è un cigno nero, che nasconde in sè la policromia dell’anima, quei colori che nessuno vede se è un fermo ostaggio delle apparenze, colori che però non evitano di splendere se illuminati dalla luce giusta.

Un universo di umanità, quello descritto da Antonio Mazziotta, un caleidoscopio di anime girovaghe, ognuna spinta dalla propria inquietudine, quell’inquietudine che è un po’ il filo conduttore delle storie, ad unirle come se fosse una collana ed ogni perla è un po’ di noi lettori, una nostra paura come un nostro stato d’animo, racchiusi in una intensa e sentita narrazione.

ILARIA GRASSO

IN VIAGGIO INTORNO ALLA SOLITUDINE CON IL GIALLISTA ROMANO DE MARCO – INTERVISTA

romano de marco due

Romano De Marco, classe 1965, esordisce nel 2009 nel Giallo Mondadori con Ferro e fuoco, ripubblicato in libreria nel 2012 da Pendragon. Nel 2011 esce il suo Milano a mano armata (Foschi, Premio Lomellina in Giallo, 2012). Con Fanucci pubblica, nel 2013, A casa del diavolo e con Feltrinelli Morte di Luna, Io la troverò (finalista Premio Scerbanenco 2014) e Città di polvere (finalista Premio Scerbanenco 2015). Per Piemme, nel 2017, esce L’uomo di casa, che ottiene un grande successo di pubblico, con cinque ristampe, e di critica, finalista del Premio Scerbanenco e vincitore del Premio dei Lettori. I suoi racconti sono apparsi su giornali e riviste, tra cui «Linus» e il «Corriere della sera», e sui periodici del Giallo Mondadori.

Vive tra l’Abruzzo, Modena e Milano.

Liberi Libri e Non Solo ha incontrato Romano De Marco in questi giorni in occasione di questa intervista, per parlare del suo nuovo successo letterario dal titolo Se la notte ti cerca e di tanto altro.

Ciao Romano, ben trovato sul mio Blog Liberi Libri e Non Solo: Se la notte ti cerca (Piemme Edizioni) è il tuo nuovo libro, un thriller dove musica e trama si incontrano, in un connubio perfetto: com’è nato questo connubio nella tua mente?

Mentre pensavo alla trama del romanzo, ho immaginato un personaggio che fosse un musicista cinquantenne con alle spalle una carriera di successo. Essendo un appassionato di musica anni 80 e 90, ho iniziato a prendere in considerazione l’idea di raccontare una storia vera, quella di uno dei tanti artisti di quegli anni che, pur continuando a fare musica ad alto livello, sono ormai fuori dalla ribalta mediatica. L’idea ha fatto sì che la musica, lentamente, entrasse a far parte del romanzo in maniera sempre più importante.

La colonna sonora di questo tuo lavoro è affidata a Danny Losito, che è presente, appunto, con la sua musica, nei panni del personaggio Andy Lovato: come è nata la vostra collaborazione?

La storia professionale e artistica di Danny (che seguo dal 1990, anno del suo esordio internazionale con lo pseudonimo “Double Dee”) era perfetta per il mio romanzo. A quel punto mi sono chiesto: perché inventare un personaggio di sana pianta quando posso raccontare una storia vera e conferire un giusto tributo a uno dei miei artisti preferiti? Ho contattato Danny, che seguivo da tempo sui social, e gli ho esposto la mia idea. La sua reazione è stata molto positiva. Qualche giorno dopo ci siamo incontrati di persona e il progetto è partito.

La protagonista della tua storia è una donna, Laura Damiani, come anche gli altri personaggi chiave, la stessa Claudia Longo, la misteriosa vittima, di cui si scoprirà, man mano, una vita parallela: come mai la scelta di immergerti completamente in questo mondo tutto al femminile, con le sue fragilità ed i suoi punti di forza?

Già con L’UOMO DI CASA (Piemme 2017) mi ero reso conto che scrivere di personaggi femminili è molto più interessante rispetto a una narrazione con un punto di vista esclusivamente maschile. Scrivere di donne, permette all’autore di effettuare un approfondimento psicologico migliore. Uomini e donne vivono le medesime contraddizioni, si misurano entrambi con sentimenti, dolore, crisi esistenziali. Le donne, però, riescono a rendere più tridimensionali le loro reazioni, a viverle in maniera più aperta, più visibile. Per questo è più facile, per il lettore, provare quella empatia per i protagonisti della storia. Fattore, questo, alla base del successo di un’opera narrativa. Come diceva Marcel Proust, infatti, “chi legge un libro, in realtà sta leggendo sé stesso”.

De Marco_Se la notte ti cerca

Pensi che nella protagonista, Laura Damiani, possa esistere qualcosa di te?

Robert Luis Stevenson disse che è impossibile creare un personaggio dal nulla. In ognuno dei nostri personaggi c’è qualcosa di noi e delle persone con le quali siamo entrati in contatto più profondo. Quindi sì, sicuramente in Laura c’è qualcosa di me.

Amore, sesso, misteri ed incontri in Se la notte ti cerca, una storia decisamente attuale, ma probabilmente è la solitudine dei tuoi personaggi l’asse attorno a cui ruota tutto…

Tutto il romanzo è un viaggio intorno alla solitudine, intesa come stato dell’anima, come condizione di estrema debolezza interiore. I personaggi, sia quelli femminili che quelli maschili, si misurano con questa dimensione fotografata da punti di vista diversi. La solitudine genera una insicurezza che porta tutti i personaggi del romanzo a cercare disperatamente un proprio status, un posto nel mondo. E il serial killer che agisce a Roma, sceglierà le sue vittime proprio pescando in questo mare di incertezza e solitudine.

Altra protagonista, accanto alla solitudine, è la paura: ognuno di noi possiede la sua paura segreta, quella a cui non riusciamo a fare a meno, pur raggiungendone la consapevolezza…

La paura è generata proprio da quella disperata ricerca di uno status, a sua volta figlia di una insicurezza scaturita dal non avere riscontri al nostro modo di essere, di vivere, di affrontare le cose della vita. Insomma, scaturita, ancora una volta, dalla solitudine.

In quale progetto letterario sei impegnato attualmente?

Hfinito di scrivere un romanzo che chiude la mia trilogia della serie “Nero a Milano” i cui primi due volumi sono stati pubblicati da Feltrinelli (IO LA TROVERO’ e CITTA’ DI POLVERE). È un romanzo molto drammatico di genere noir/poliziesco. Tratta tematiche spinose come la malattia, il disagio mentale, ma anche l’innamoramento a cinquant’anni. Non mancano, comunque, azione e colpi di scena, come in tutti i miei romanzi. Ora lavorerò ancora qualche mese all’editing per poi pensare a una collocazione editoriale adeguata.

Siamo in chiusura, Romano, grazie di essere stato con noi: lascia un messaggio a chi ci ha seguiti sin qui…

Grazie a tutti per la pazienza, spero di non avervi annoiati!

ILARIA GRASSO

LA VITA DI OGNUNO, TRA HORROR VACUI ED AMORE, NEL NUOVO LIBRO DI ROMANO DE MARCO “SE LA NOTTE TI CERCA” (PIEMME EDIZIONI)

De Marco_Se la notte ti cerca

Se la notte ti cerca, come a dire se il tuo lato oscuro ti chiama quando nemmeno te lo aspetti, allora la sola cosa che puoi fare è rispondere, a quella chiamata.

E ognuno di noi possiede il suo lato oscuro, il lato che anche a lui sfugge, per mancata consapevolezza o perché la consapevolezza del proprio lato oscuro è scomoda, genera fastidio.

Su questo concetto di fondo si basa il nuovo libro di Romano De Marco (Piemme Edizioni), Se la notte ti cerca, appunto, un thriller che ho letto in un solo pomeriggio, malgrado sia “fatto” di 318 pagine. Questo perché (almeno per me è stato così) una volta che inizi a leggere non puoi più staccarti, desideri che il mistero che avvolge la storia, assai complessa, finalmente si sveli, davanti ai tuoi occhi.

Ognuno dei personaggi di questo libro un po’ ci rappresenta, perlomeno per me è stato così: c’è la protagonista femminile, il commissario Laura Damiani, reduce da un passato prossimo, sentimentale quanto lavorativo non così bello, a Milano ed ora tornata a Roma, in cerca di un riscatto professionale e, implicitamente, anche sentimentale dato che ha sempre sacrificato la sfera privata in nome del lavoro, e c’è poi il protagonista maschile, l’alterego di Laura, il cantante Andy Lovato, cinquantenne col fisico da trentenne, famoso per la sua musica, nel mondo ma in Italia ancora troppo poco conosciuto, ingiustamente.

Attorno ai due protagonisti ruota un vasto universo umano, figure contrassegnate, ognuna, dalla propria ossessione che la tiene in vita, il proprio lato oscuro, a cominciare dall’altra protagonista della storia, Claudia Longo, la prima vittima di uno spietato killer senza cuore.

Claudia è l’emblema della donna che non si è rassegnata all’incedere del tempo ed è questa sua non rassegnazione che la porta a ricorrere in modo spasmodico alla chirurgia plastica, ad incarnare  il suo vero lato oscuro, il lato che finirà per consegnarla in pasto alla morte.

Sullo sfondo sta una Roma spettrale, una Roma sull’orlo del baratro, ma che implicitamente nutre velleità di riscatto.

L’autore Romano De Marco sembra voler sottolineare il vuoto esistenziale in cui ognuno fluttua in quella frase che fa pronunciare più volte ai suoi personaggi: il resto è recita. E il resto è recita fin troppo spesso, nella società in cui stiamo vivendo, come sui social network, su Facebook in primo luogo: l’emblema assoluto di quell’horror vacui in cui spesso i social ci confinano è la sedicente scrittrice e speaker radiofonica Angela Scala, che cela dietro a una vita che nemmeno esiste la propria solitudine profonda, vestendola di molti fotoscatti che poi pubblica sui social, appunto, consegnando al mondo un’ingannevole imagine di sé, l’immagine che la tradirà, il suo lato oscuro.

C’è, ancora, il poliziotto Leo Fragassi che si ostina a vivere a metà, dal momento che non accetta e non ammette a sé stesso quelle che siano le sue vere propensioni, c’è, poi, Paolo Silveri, vittima consapevole della sua ossessione d’amore.

E cos’è, l’amore, se non un’ossessione? E se tutti i sentimenti che provassimo, nel nome dell’amore, fossero solamente il sintomo di una malattia mentale, che non ci concede tregua?

Questo è sicuramente uno degli interrogativi più importanti, in questa storia, dove l’altra protagonista, assieme all’horror vacui di ogni personaggio, oltre alla solitudine, è la musica, la musica di Andy Lovato, creato da De Marco traendo ispirazione dall’artista Danny Losito, che personalmente apprezzo ed ho sempre apprezzato molto, e che ha raggiunto il successo prima oltreoceano che in Italia.

Invitandovi alla lettura di questo libro che giudico un capolavoro, concludo con un pensiero del filosofo francese Vladimir Jankélévitch, che ben si adatta alla storia che De Marco narra, dal momento che, nonostante il valzer della solitudine danzato dai suoi protagonisti, l’autore ci lancia, comunque, un messaggio positivo, un messaggio di riscatto per ognuno: “Si può vivere senza musica, senza gioia, senza amore e senza filosofia. Ma mica tanto bene”.

L’AUTORE:

Romano De Marco

ROMANO DE MARCO, classe 1965, esordisce nel 2009 nel Giallo Mondadori con Ferro e fuoco, ripubblicato in libreria nel 2012 da Pendragon. Nel 2011 esce il suo Milano a mano armata (Foschi, Premio Lomellina in Giallo, 2012). Con Fanucci pubblica, nel 2013, A casa del diavolo e con Feltrinelli Morte di Luna, Io la troverò (finalista Premio Scerbanenco 2014) e Città di polvere (finalista Premio Scerbanenco 2015). Per Piemme, nel 2017, esce L’uomo di casa, che ottiene un grande successo di pubblico, con cinque ristampe, e di critica, finalista del Premio Scerbanenco e vincitore del Premio dei Lettori. I suoi racconti sono apparsi su giornali e riviste, tra cui «Linus» e il «Corriere della sera», e sui periodici del Giallo Mondadori. Vive tra l’Abruzzo, Modena e Milano. 

ILARIA GRASSO

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“Dimmi di noi”, il romanzo di Rebecca Quasi: RECENSIONE

dimmi di noi cover

In “Dimmi di noi”, il romanzo di narrativa contemporanea che continua ad essere Best Seller su Amazon da parecchi mesi, l’autrice, Rebecca Quasi, affronta il delicato tema della maternità da sole, attraverso la fecondazione assistita, e lo fa senza retorica, senza emissione di facili giudizi e, soprattutto, con delicatezza.

In questo romanzo, che, personalmente, definisco avvincente, sono affrontate anche tematiche come l’adozione, la solidarietà tra i componenti di una famiglia allargata, la scelta della solitudine ritenuta come scudo contro la paura di soffrire, e la possibilità di lasciarsi andare nell’amare, accettando i propri umani limiti.

Joe, Miriam ed Esther sono gli assoluti protagonisti della vicenda e tutti intorno stanno gli altri personaggi, intrisi della loro varia umanità, forti, ognuno, delle proprie peculiari caratteristiche.

Un romanzo che non manca di stupire il lettore, un romanzo che reca in sé un messaggio positivo e di speranza, secondo il quale è ancora possibile credere ai buoni sentimenti e dedicarsi ad essi, ma soltanto a patto di riconoscere, con sincerità, i propri limiti e le proprie umane necessità.

Lo consiglio.

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ILARIA GRASSO