INTERVISTA ALLA SCRITTRICE ALESSANDRA HROPICH

vittima di mille ingiustizie

Il mio incontro con la scrittrice Alessandra Hropich, per parlare del suo libro Vittima di mille ingiustizie e del drammatico fenomeno del bullismo.

Ciao Alessandra, ben trovata su LIBERI LIBRI E NON SOLO: dicci com’è nata l’idea di questo libro?

Quando, come nel mio caso, vedi e vivi mille episodi di grave sopraffazione e violenza sin da piccola e poi in età adulta, non hai bisogno di idee ma solo di mettere nero su bianco mille soprusi subiti da me e da molti altri, come me.

Vittima di mille ingiustizie: quali sono, a tuo avviso, le ingiustizie peggiori di cui una donna può essere oggetto?

Le peggiori ingiustizie che subiscono molte donne sono le discriminazioni degli uomini nei loro confronti.

La donna è spesso discriminata e la discriminazione è sempre una violenza psicologica.

Il bullismo, un fenomeno sempre più dilagante, soprattutto sul web: qual è il ruolo educazionale della famiglia, nel prevenire certi comportamenti da parte dei propri figli e come può, invece, la famiglia, proteggere i propri figli da questo fenomeno?

Il bullismo sul web non è altro che il fratello gemello del bullismo che si vede nelle scuole, nelle comitive, nei gruppi.

Le famiglie potrebbero educare i figli a non essere prepotenti ma bisognerebbe indagare su chi sono i genitori, se sono prepotenti anche loro o meno. Se i genitori sono prepotenti anche loro, difficilmente tenderanno ad educare un figlio a non essere prepotente.

La famiglia può proteggere ed aiutare invece un figlio a difendersi dai bulli ma il figlio deve raccontare subito l’ accaduto. Gli episodi di bullismo ripetuti nel tempo, generano la convinzione nel bullo che il suo comportamento sia normale e quindi continuerà a comportarsi nello stesso modo.

La tempestività è fondamentale per bloccare episodi di bullismo.

Il bullo non accetta di essere smascherato quando è tardi, non lo comprende e, per questo, serve bloccarlo subito.

Qual è, invece, il ruolo della scuola, nella tutela dei giovanissimi?

La scuola potrebbe fare molto ma è necessario anche l’ aiuto dei genitori, cosa molto rara ma, se succede, è un perfetto sistema educativo.

Quanto è importante, per i giovanissimi, comunicare il proprio disagio, quando è presente?

I giovanissimi, se comunicano il loro disagio in tempo, possono fare moltissimo e mettere in seria difficoltà i bulli.

A chi è rivolto questo libro e quali sono le sue finalità?

Questo libro è rivolto a tutti: ragazzi giovanissimi ed adulti perché racconto e spiego come si verificano e come prevenire episodi di bullismo ma anche di prepotenza in età adulta.

Per bloccare immediatamente il marcio che è in ogni persona prepotente.

Seguiranno altri libri simili?

Non so se seguiranno libri simili perché già questo é un libro che mi é costato il dover fare a pugni con me stessa per scriverlo perché provavo molta vergogna ed imbarazzo a raccontare mille oscenità che ho visto.

Come facciamo a seguirti?

Sono reperibile sulla pagina Facebook a mio nome oppure sulla pagina dal titolo: “Vittima di mille ingiustizie! ” o nel gruppo ” Vittima di mille ingiustizie! ” Sempre su Facebook.

Poi basta cercarmi online ed appare quello che scrivo io anche se vengo associata a mia sorella Alessandra che è coautrice di questo libro.

Lascia un messaggio ai lettori di LIBERI LIBRI E NON SOLO…

Un messaggio che vorrei dare ai lettura di ” Liberi libri e non solo” é: Uomini, Donne e Bambini, non permettete mai a nessuno di calpestarvi, per nessuna ragione. Ricordatevi che un semplice insulto, un’ ironia pesante diventa poi una mano addosso e si prosegue.

Io ho conosciuto la violenza psicologica che purtroppo si è poi trasformata talvolta in violenza fisica. Ribellatevi subito perché solo la ribellione iniziale sarà tollerata!

ILARIA GRASSO

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INCONTRO CON LO SCRITTORE ANDREA FERRARI

Ti faranno del male

Il mio incontro con lo scrittore Andrea Ferrari, per parlare del suo libro dal titolo Ti faranno del male (Leucotea Edizioni) e di tanto altro.

Ciao Andrea, benvenuto su  LIBERI LIBRI E NON SOLO: chi sono quelli che faranno del male ad Andrea, il protagonista, appunto, del tuo libro dal titolo Ti faranno del male?

Ciao, grazie per l’ospitalità. Il male è il dolore che la vita e i rapporti umani possono provocare alla psiche di un essere umano un po’ fragile. Nel romanzo, in particolar modo, si assiste a come quest’individuo sia in vari modi vessato. Penserà d’aver trovato il suo riscatto ma, poi tutto degenererà.

Una vera e propria odissea, quella vissuta da Andrea, tra ricoveri psichiatrici e case di accoglienza: è un po’ come un vagare, in cerca di se stesso, quello di Andrea…

Il protagonista vive la sua vita ai margini, mediocre ma complessa, con punte di anormalità in positivo, raggiunte grazie alla sua costanza nel fronteggiare le avversità. Alla fine è solo, in balia degli eventi.

Andrea e l’amore s’incontrano, ma solo e unicamente per sfiorarsi, come se non esista possibilità alternativa a questo…

Sì, l’amore perduto è uno dei temi centrali del libro. Del resto anche nella mia vita ho abbandonato tutte le donne che ho frequentato (quando non è stato il contrario).

Il rapporto di Andrea con le donne è di odio e amore…

Fa parte della psicologia complessa del protagonista. Quando subisci a lungo, fatichi a trovare la serenità nei rapporti con gli altri, in questo caso con le donne. A volte, ti saboti da solo. Oppure più semplicemente va tutto male e basta.

Il finale del tuo libro è aperto: lascia forse la possibilità ad un eventuale seguito?

Ti faranno del male (Edizioni Leucotea, 2017) sarebbe potuto essere il seguito di Odio ( 96, rue de la Fontaine, Edizioni, 2016), ma ho preferito far ricorrere alcuni elementi (come la psichiatria, l’astio e la disillusione) senza però dichiararlo come seguito. Adesso sto scrivendo un terzo romanzo, sempre in parte inventato ma a tratti introspettivo. Però il protagonista ha un nome diverso.

ILARIA GRASSO

IL TATUAGGIO DEL SAMURAI (LUPI EDITORE): INTERVISTA A TONI GUGLIELMINO

toni guglielmino 1

Gaetano Guglielmino, da tutti i suoi amici da sempre chiamato Toni, nasce a Genova nel 1953.

Nella sua città conclude il ciclo di studi che lo porta a laurearsi in giurisprudenza.

Inizia il suo cammino nel mondo del lavoro come broker marittimo.

Dopo quattro anni il suo ingresso in una società di assicurazioni, sempre in ambito marittimo.

Nel 1985 una battuta di arresto causata da un grave incidente automobilistico.

Sposato e con un figlio decide di staccare dalla realtà della sua città e vive per un anno in Sud America.

In Cile, nel paese di La Serena, comincia a coltivare il suo interesse per la scrittura.

Tornato in Italia prende a collaborare con il Tribunale di Genova quale curatore di eredità.

Di lì a pochi mesi gli viene attribuito l’incarico onorario di Vice Procuratore.

Lo svolge per due trienni.

Al termine si orienta verso il mondo del sociale ed entra in una cooperativa quale semplice operaio.

In pochi anni arriva ad essere membro del consiglio di amministrazione della sua cooperativa. Questo fino al raggiungimento dell’età pensionistica.

toni guglielmino 2

Vive attualmente a Genova dove alterna la sua passione per la scrittura alla pratica ed all’insegnamento del Tai Chi.

Io ho incontrato Toni Guglielmino, in occasione dell’uscita del suo nuovo libro, dal titolo “Il tatuaggio del Samurai”, pubblicato da Lupi Editore.

Ciao Toni, ben trovato sul mio Blog Liberi Libri e Non Solo: la tua passione per la scrittura ha radici antiche e decisamente originali…

Qual è stata la prima storia che hai scritto, in assoluto?

Ciao Ilaria. La prima storia? Un romanzo giallo. Era il 1990 ed a quel tempo vivevo in Cile in un paese a nord della capitale. Tutto è iniziato quasi per gioco. Ero in un bar fumoso dove facevo sempre colazione. Ho preso in mano uno dei tovagliolini ed ho iniziato a scrivere. E’ nato così un giallo ambientato nella lontana Genova, la mia città. Quella dove sono nato e vivo attualmente.

Hai una produzione scrittoria molto ampia, potremmo dire che sei continuamente ispirato: il tuo genere preferito è il racconto…

Il racconto è uno sfogo naturale e non ho perso le antiche abitudini. Scrivo racconti brevi sui fogli di carta che fanno da tovagliette nella trattoria dove mangio a mezzogiorno. Sono un mezzo per staccare tra un romanzo e l’altro. Anche se ti confesso che la mia vera passione è la poesia. Quella moderna, il mio maestro è Bukowski, e quella tradizionale giapponese in forma di haiku, quelle poesie brevissime dalle quali vari autori contemporanei hanno tratto ispirazione.

Per molto tempo sei stato self publisher, mentre da poco hai pubblicato una tua opera con Lupi Editore: si tratta de Il tatuaggio del Samurai, il romanzo che è, da pochi giorni, uscito in questa nuovissima edizione, in formato ebook, dopo essere già stato pubblicato in self, da te, precedentemente: parlaci di questa tua collaborazione…

Non posso rispondere se non ringraziando te, Ilaria. Solo grazie a te sono arrivato alla casa editrice di Jacopo Lupi. Finalmente un uomo aperto anche agli autori emergenti. Sì, è vero quello che dici. Ho riversato molte delle mie opere nella autopubblicazione. Non trovo però che questo mezzo possa mai sostituire ne dare le stesse soddisfazioni della pubblicazione da parte di un vero editore.

toni guglielmino 3

Quali sono i tuoi progetti scrittori per il futuro?

Sono in pensione ed ora tutto il mio tempo è dedicato alle mie grandi passioni. La scrittura e la pratica del Tai Chi. Per il futuro voglio concentrarmi sempre più sul genere romanzesco. Lasciare una piccola traccia di me.

Come possiamo essere aggiornati sulle tue opere?

Frequentando il tuo blog e quello di Jacopo Lupi, il mio Editore. Anche se non voglio abbandonare il mondo dell’autopubblicazione sul quale concentrerò solo i miei racconti brevi.

Siamo in chiusura, lascia un messaggio ai nostri lettori…

Tenete d’occhio Koghen, il samurai protagonista del Tatuaggio di un samurai. Penso che avrà ancora molte cose da raccontarvi.

ILARIA GRASSO

LA PASSIONE PER L’AVVENTURA: INCONTRO CON LO SCRITTORE ANTONIO RISPOLI

L'anonima M

Il mio incontro con lo scrittore Antonio Rispoli, per parlare della sua passione per la scrittura, delle sue opere attuali e future.

Ciao Antonio, ben trovato sul mio blog LIBERI LIBRI E NON SOLO: giovanissimo, da sempre appassionato di scrittura e, dalle cose che ho letto, scritte appunto da te, mi sembra di capire che il tuo genere preferito sia il racconto/romanzo, storico: come mai questa scelta?

Ciao, Ilaria. Innanzitutto grazie per la possibilità che mi stai dando. Tornando alla tua domanda: in realtà non è stata una vera e propria scelta. Mi spiego meglio. Di solito immaginando una storia, mi faccio trasportare dalla fantasia e, quindi; è solo un caso se da lì, nascono romanzi del genere. Infatti, di per sé non so mai cosa potrò scrivere la prossima volta. Lo scopro solo scrivendo e, devo ammettere che alla fine è una bella sorpresa anche per me.

Cosa rappresenta la scrittura per te, alla quale decidesti di dedicarti completamente, dopo essere stato ampiamente spronato dalla tua famiglia e dalla tua ex fidanzata?

La scrittura per me rappresenta una possibilità di dare libero sfogo alla mia immaginazione. Di trasmettere o, almeno di provarci, delle sensazioni a chi legge i miei libri e, in un certo senso, far dimenticare al lettore i suoi problemi anche solo per 5 minuti.

I tuoi racconti/romanzi sono sempre particolarmente ricchi di colpa di scena e di avventure: sei molto legato, ad esempio, alla figura, da sempre molto affascinante, del pirata, come mai?

Diciamo che sono legato per lo più alla figura del pirata, perché è stato il mio primo libro, da cui ho preso fiducia nelle mie capacità, e ho continuato a scrivere. Diciamo che senza “Dominic Brave” non ci sarebbero stati gli altri libri.

Quello del viaggio è un altro tema che ami…

Sì. Mi piace immaginare i miei personaggi vagare per il Mondo, per affrontare nuove avventure che facciano accrescere la loro consapevolezza. In fondo chi viaggia tanto, lo fa anche per questo. Per crescere.

copertina Cartaceo

Che cosa rappresenta, per te, indirizzare i tuoi scritti, in modo più specifico, a un pubblico di ragazzi?

In realtà io ho un modo di scrivere molto semplice e comprensibile da tutti. In generale mi rivolgo ai ragazzi, perché data la mia giovane età, mi sento più vicino a loro. Ciò non toglie, però, che i miei libri possono essere letti anche da adulti. Infatti come dico sempre, i miei libri sono rivolti a tutti dal più piccolo al più grande, basta che siano disposti a lasciarsi trascinare dalla fantasia.

Il Regno di Aslom

La famiglia, con le sue dinamiche, a volte decisamente intricate, è un’altra protagonista ricorrente delle tue storie…

Siccome la famiglia per me è un punto di riferimento, tendo a trasportare questo mio pensiero anche nei miei libri, attraverso i miei protagonisti.

Seconda Stella

Come facciamo a seguirti?

Su Facebook ho una pagina dedicata ai miei libri che si chiama “Libri & Ebook” lo trovate anche scrivendo @ARispoliAutore.
Su Twitter: @ARispoliAutore
Su Instagram: @ARispoliAutore
E in fine, il mio Sito Web: https://rispoliantonio91.weebly.com

A quale progetto scrittorio sei impegnato, adesso?

Attualmente ho in cantiere un libro un po’ diverso dai precedenti, con trama futuristica e diversi colpi di scena. Non posso aggiungere altro, perché ho il brutto vizio di cambiare la trama in corso; infatti, tendo a lasciarmi trascinare dal immaginazione.

Siamo in chiusura, lascia un messaggio ai nostri lettori…

E’ stata dura! (Ride n.b.) Scherzo! Comunque… Innanzitutto, saluto tutti e vi ringrazio per lo spazio che mi avete dato. Spero che il mio lavoro vi piaccia e, che sappiate coglierne il senso.
Buona lettura!

ILARIA GRASSO

S’INTITOLA “SPORCA L’ANIMA”, IL NUOVO LIBRO DI LAURA GORINI

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Laura Gorini, classe 1982, è addetto stampa per personaggi del mondo dello spettacolo, aziende, marchi e fiere.

Diplomatasi al Liceo Classico Paritario “Cesare Arici” di Brescia, ha poi ottenuto il diploma di laurea in Scienze e Tecnologie delle Arti dello Spettacolo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Brescia.

Ha iniziato giovanissima il suo percorso nel mondo della scrittura e della comunicazione per poi approdare qualche anno fa a quello della promozione.

Gorini-facebook

Io ho incontrato Laura Gorini per LIBERI LIBRI E NON SOLO in occasione dell’uscita del suo nuovo libro, in formato ebook, dal titolo “Sporca l’anima”, pubblicato da Aloha Edizioni.

Ben trovata su LIBERI LIBRI E NON SOLO, carissima Laura: com’è nata l’idea di questo libro, dal titolo “Sporca l’anima”?

In realtà non esiste un’ idea puntuale e precisa in base e grazie alla quale è nato questo testo che è cresciuto dentro di me, come se fosse un figlio, giorno dopo giorno senza che io me ne fossi resa conto.

Da una frase, una parola, o meglio dal semplice ma nel contempo complesso titolo, decisamente a effetto (e anche qui non è stata una scelta voluta), ha iniziato a muovere i suoi primi passi. Ho cercato di non forzarmi durante la sua stesura perché – sebbene non sia un testo lungo – è certamente molto articolato, oltre che intimo e profondo.

Non è dunque qualcosa che potessi scrivere- come si suol dire – “alla leggera” perché Emily, questo è il nome della sua indiscussa protagonista, è una giovane donna che merita assolutamente la mia più totale e devota attenzione. Quando parlo di lei- o meglio- quando parlo con lei io non posso distrarmi: in quei momenti lei diventa “il mio tutto” e io un tutt’uno con lei, sebbene io sia in realtà molto diversa da lei sia fisicamente sia caratterialmente.

Perché “Sporca l’anima”?

Perché quando stiamo male e soffriamo tanto non è il cuore o la mente a sanguinare ma è l’ anima! Ella è qualcosa di intimo e di profondo che dobbiamo cercare di salvaguardare e di proteggere con rispetto, riverenza e amore. E quando la sentiamo sporca non riusciamo più a vivere la nostra vita, o forse ci illudiamo di farlo, quando invece stiamo sopravvivendo! Ma sopravvivere non è vivere!

Questo libro, pubblicato in formato ebook il 2 Ottobre 2017, da Aloha Edizioni, può rappresentare lo sfogo, una sorta di catarsi, per tutte le donne che hanno subito violenze, fisiche e/o psicologiche: sei la loro portavoce, qui…

Non credo che sia giusto che io mi elegga portavoce di qualcosa. Io sono semplicemente una donna che ha voluto narrare tramite un monologo dai tratti squisitamente teatrali il dolore lacerante di chi teme di avere- per l’ appunto- l’ anima sporca, quando in realtà non è così! Sono gli altri che le hanno fatto credere ciò!

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E’ vero che pensavi a questo libro da tanto tempo?

Diciamo che le sue prime bozze sono rimaste nel mio pc per molto tempo. Poi, pian piano, da bozze sono diventate qualcosa di più concreto fino ad arrivare alla creazione di un testo vero e proprio, o meglio di un e-book.

Progetti scrittorii per il futuro?

Sto lavorando sia da sola sia con il mio compagno Damiano Conchieri che ha tra l’ altro anche illustrato “Sporca l’ anima”, a molti progetti a carattere multimediale ed alcuni di essi metteranno al centro miei testi letterari.

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Come facciamo a seguirti?

Mi trovate con facilità su Facebook, Linkedin, Instagram e Twitter.

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

Credete sempre in voi stessi, amatevi e rispettatevi e soprattutto vivete le vostra vita!

 ILARIA GRASSO

La magia del Salento nel primo romanzo di Antonio Di Muzio

Antonio Muzio

Il mio incontro con lo scrittore Antonio Di Muzio, per parlare del suo nuovo libro, dal titolo Incantesimo Salentino.

Bentrovato, carissimo Antonio, la tua estate è stata contrassegnata dall’uscita del tuo nuovo libro, nonché il tuo primo romanzo, dal titolo Incantesimo Salentino: un atto d’amore che sentivi di dovere a una terra molto cara, per te…

Su quali elementi si basa il tuo legame d’amore con il Salento?

Il legame si basa su alcuni aspetti di questa terra magica: la luce, prima di tutto. In nessuna parte d’Italia c’è questo accecamento. Un accecamento che spiazza e che fa vedere tutte le cose che hai attorno in modo diverso. Tanto che alle volte quello che vedi in modo abbagliato lo puoi confondere con il sogno o l’immaginazione.

Questo tuo primo romanzo è un viaggio geografico, interiore e musicale: la musica è, assieme alla vicenda del giornalista Davide Tommasi, l’altra grande protagonista del tuo nuovo lavoro letterario…

Nel romanzo sono inseriti i testi di 18 classici di musica rock e pop italiano. Inoltre ho inserito prima del prologo una parte di un testo di una canzone, “Fantasie”, di un bravo cantautore brindisino, Stefano Ventruto, molto attivo anche in Abruzzo. I testi, tra cui quelli dei Led Zeppelin, Genesis, Queen, Patty Smith, Beatles, Pink Floyd, Santana…, si inseriscono nel romanzo per fornire dei “segnali” su ciò che è accaduto o su ciò che sta per accadere. Un po’ come il coro nella tragedia greca che faceva da collante tra le varie scene. Del resto il romanzo è anche un thriller con continui colpi di scena.

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Come mai la scelta di scrivere un thriller, dai forti connotati introspettivi e psicologici?

Il romanzo in realtà è un viaggio metaforico, anche se il lettore, volendo, può seguire le orme dei personaggi nei vari paesi del Salento per scoprire leggende, tradizioni, luoghi. Potrebbe essere una guida turistica sulle tracce dei misteri e leggende del Salento. Nelle prime pagine, infatti, c’è anche una mappa del Salento con tutti i luoghi che verranno toccati dai protagonisti. È comunque anche un viaggio introspettivo perché in un certo momento della vita abbiamo bisogno di fare un punto. Capire tutto quello che ci è accaduto. Sono un appassionato di psicanalisi e quindi volevo viaggiare a ritroso nella mia psiche per prendere coscienza e per riepilogare le tappe del mio viaggio in questo mondo

Il lettore sta col fiato sospeso, praticamente, fino all’ultima pagina…

Il romanzo è anche un giallo, anche se alla fine non viene scoperto nessun colpevole o assassino. Il protagonista Davide Tommasi, giornalista, si ritrova catapultato in Salento per preparare un reportage sulle leggende del Salento dopo la scoperta del busto della Minerva a Castro Marina. Fatto realmente avvenuto nel luglio del 2015. Da questo punto, insieme a una sua vecchia compagna dell’Università, la misteriosa Daria Brezzi, si ritroverà di fronte (e poi a scrivere per il giornale) a casi di cronaca nera che incredibilmente collimano con le leggende tramandate in chiave moderna. In tutto questo verrà aiutato anche dal terzo protagonista, Aurelio il sensitivo, una specie di Virgilio per Dante, che gli farà capire e compenetrare la magia del Salento. «Una terra che ti attrae e poi ti stritola in un abbraccio fatale».

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Le figure femminili del tuo romanzo, altri tasselli importanti della storia…

Sono basilari. Daria, prima di tutto, la Dea Minerva, e tante altre protagoniste di leggende: donne e bambine. Sono quasi tutte figure femminili quelle che si ritrovano nel percorso di Davide che alla fine viene “incatenato” al suo destino ineluttabile inseguendo una civetta incastonata in una medaglia.

Progetti letterari per il futuro…

Probabilmente il seguito di Incantesimo Salentino. In molti che lo hanno letto lo chiedono anche perché il finale è un po’ sospeso. Potrebbe essere il primo di una serie del giornalista detective, aiutato da personaggi che hanno doti straordinarie. Semmai ambientati in altre regioni d’Italia. Potrebbero nascere Incantesimo Etrusco, Incantesimo Siciliano, Incantesimo nei Laghi, Incantesimo Capitolino… Chissà, è tutto da vedere, ma mi piacerebbe.

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Come facciamo a seguirti?

Ho raggiunto ormai le venti presentazioni e altre sono in programma in Umbria, in Veneto, nelle Marche, chiaramente in Salento. Insomma continuo a viaggiare. Il libro può essere acquistato in alcune librerie ed edicole d’Abruzzo e Puglia. Comunque può essere ordinato via Internet su Ibs, Amazon, Mondaori Store e Libreria Universitaria oppure direttamente dall’editore Ricerche&Redazioni di Teramo.

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Grazie per essere stato mio ospite, Antonio: prima di chiudere, lascia un messaggio ai nostri lettori…

Se siete dei sognatori a occhi aperti e volete compiere un viaggio immaginario, ma allo stesso tempo reale e magico, potete tuffarvi nel vortice di Incantesimo Salentino. Resterete vittime di una “macaria”, un sortilegio che vi stritolerà magicamente.

ILARIA GRASSO

Incontro con lo scrittore e poeta Vincenzo Calò

Vincenzo Calò

Il mio incontro con lo scrittore e poeta pugliese Vincenzo Calò.

Ciao Vincenzo, ben trovato sul mio blog, LIBERI LIBRI E NON SOLO, “Storia di un alito di puzzola” è la tua terza raccolta di liriche, liriche che tu stesso hai definito prose in versi: per quale ragione?

Perché, come dei cantastorie emarginati dalle dinamiche del contemporaneo e perciò aventi oramai nulla da perdere, dobbiamo ricominciare ad auspicare anche solo per gioco l’integrazione della poesia dinanzi a una condizione culturale totalmente sprovvista, a parer mio perlomeno, di maestri che fin dalle elementari abbiano della coscienza civile da masticare, cioè piacere di divulgare la meraviglia insita a delle emozioni nude e crude, che così si rivelano di certo soggettive, ma libere, lungi dagli schemi e dalle tecniche che le sovrastano oggettivamente, noiosamente… come a poter solo imporre tragicamente, ossia al basso e al medio ceto, di aderire a dei bisogni senza aver mai provato a conquistare qualcosa di speciale, tipo una vita propria, che specie oggi va colta all’istante per spiegarla d’istinto, senza quel terrore di risultare incompresi agli occhi di troppi buonisti che usufruiscono del culo degli “altri”.

Com’è nato questo progetto?

Come nei casi di quelli passati e di quelli che verranno: patteggiando amorevolmente col mio Pensiero e tenendo conto dell’attualità a tal punto da poetare anch’essa, nel tempo di un anno. Consapevole di come sia inutile perseguire il volere di una qualsivoglia casa editrice, allo stesso modo di come la gente è inconsapevole del fatto che ben 13 milioni d’italioti non dispongono del più classico dei luoghi di cultura nelle proprie città. Con un’autonomia “istituzionale”, derivabile da studi compiuti da autodidatta, curioso e intento a riportare, non solo per passatempo, una palla piena di diversità, un pianeta che si gonfia con l’Interesse se questi non viene percepito come una prigione a lungo andare, per farlo rimbalzare senza stabilire vincitori né perdenti… ma che si sgonfia con l’Indifferenza tipica delle persone chiuse nel dovere compiuto, magari premiate con medaglie al valore, aventi dunque, addirittura, licenza d’uccidere il Prossimo.

Le difficoltà di fare poesia, oggi…

Si legano con la derisione mostrata comunicando qualcosa malamente o esclusivamente per fare soldi, spesso proprio da chi piuttosto avrebbe modo di osare armonizzando l’epoca moderna per non dire le nuove generazioni, per costituire in positivo riferimenti grandi se le aspettative di vita sono in fondo piccole, perché i prodotti destinati unicamente al consumo stanno occupando anche il sentore letterario cosicché dalla difficoltà si passa inavvertitamente all’impossibilità di fare poesia, di conoscere il nuovo che avanza in tutta malinconia. Perciò consistono nella creatività che non viene rinfrescata attivamente, scolasticamente per davvero, pur sempre allo scopo d’istruire, di non chiudersi nella parola data dai populisti che sanno sintonizzarsi con la pancia e non col cuore della gente che piuttosto va osservata ego per ego (quando si sta in famiglia soprattutto) prima di riportarla a delle letture a tutto spiano, sorprendenti, da intraprendere occupando insoliti luoghi, organizzando eventi in movimento, per fare gruppo invece che la solita guerra tra poveri.

Qual è il nostro bisogno di poesia, oggi?

E’ quello stesso riguardante la riqualificazione della lingua italiana, di tantissime parole dense di significato, che a dirle ci rimani attratto anche solo dal suono. Roba che ti scatena la curiosità alla ricerca di sinonimi e contrari, la voglia di affrontare ragionamenti complicati come di solleticare del puro chiacchiericcio. Ciò che conta è il legame fiduciario, istintivo e primordiale che un poeta, una persona qualunque, deve riuscire a instaurare senza perdere tempo a presentare innumerevoli volte un libro guardando in faccia a nessuno e magari nello scantinato polveroso di una libreria ch’è tutto fuorché una libreria o nei caffè letterari improvvisati, aldilà delle capriole come dei capitomboli che si verificano in ogni apparente, disastroso successo popolare.

Cosa significa essere un autore indipendente: quali sono, a tuo avviso, i punti di forza e quali le difficoltà, invece?

Significa avere la libertà di sapere a chi devo arrivare ma senza sentirmi mai arrivato, facendo festa con le mie doti nella solitudine di ogni mia decisione d’intervenire per evitare l’ingovernabilità delle percezioni d’incerti annientamenti, e non morire nel bel mezzo di certe relazioni sociali o tendenze commerciali che dirsi voglia. Nel mio campo essere autonomi vuol dire risultare perennemente emergenti, garantirsi una passione essendo manager di se stessi, stando dietro a conoscenze determinanti per la propria carriera ma che devono mutare in sentimenti, ispirandole così oltre all’indole di tanti manoscritti in eterna attesa di giudizio peraltro.

In quale progetto sei attualmente impegnato?

Intendo lasciare il segno a ogni Comune d’Italia, specie a quelli invisibili, con un lavoro che mi sono inventato, quello della guida poetica, per divulgare versi nient’affatto classici, che possono tornare cari non solo a me, carichi di riflessioni che si riferiscono ai legami senza tempo tra un dato paesaggio e chi lo abita, camminando con un seguito di cittadini e turisti culturalmente inappagabili, capaci di riprendere fiato ascoltando un essere umano, pervaso dall’anonimato civile… m’impegno affinché una poesia e per giunta originale insegua dei potenziali lettori, intercettandoli con una forma impensabile, senza dare adito a della passività, con l’augurio che rivolgo a me stesso, di fare parte così di una contaminazione artistica se non addirittura professionale, tale da favorire sempre chi ha piacere di mettersi in discussione, di esprimersi con una sensibilità da cui si possa attingere, comunque rimediabile per il bene… comune! Per il resto, provo a non distaccarmi dal mio personaggio, dal mio modo di comporre per le successive pubblicazioni che presenterò spettacolarizzando alla maniera di un cabarettista filosofeggiante. Non smetto di collaborare giornalisticamente e di fare l’editorialista, il saggista e il promotore letterario tra testate, siti, blog e web radio altrettanto attivi. Come se non bastasse ci sarebbero da sviluppare dei monologhi contenenti l’analisi dei testi di cantautori indimenticabili a mio avviso, con un supporto musicale appropriato per dare visibilità quantomeno a più talenti possibili, che scontano suppergiù la mia stessa condizione economica, una scelta di vita: morire di fame facendo ciò che mi piace. Ah, e continuerò a intrattenere i bambini nelle piazze e nelle festicciole private con bolle di sapone, burattini e pagliacciate affini, invitandoli alla fine a fare parte di un selfie… indimenticabile, forse!

Come facciamo a seguirti?

Semplicemente richiedendomi l’amicizia su Facebook, digitando Vincenzo Calo’ noterete che aggiorno di frequente la bacheca del mio profilo tra il serio e il faceto. O iscrivendovi al gruppo fb che amministro, Reading Mania, purché mi aiutiate a segnalare se non a organizzare rimpatriate, persino in privato (e perché no nei cimiteri?), tra autori capaci di leggere quello che scrivono, sentendosi piccoli giustappunto per fare grandi amicizie e stare uniti a risolvere l’eterna, culturale inconcludenza sancita dalle istituzioni.

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

Non siate prevenuti con davanti tante pagine da leggere, perché è aprendo un tomo che si ricomincia a vivere e a fare come minimo la storia di una persona nuova, che si rende esaustiva rileggendola infinite volte, senza porvi delle scadenze, bensì attribuendovi della fantasia, mettendovi nei panni di uno scrittore preda del suo intimo, di parole a primo gettito senza senso, ma che alla seconda stesura legarle equivale a un orgasmo irraggiungibile… dunque anche se l’inizio non vi prende, disciplinatevi “sapendo” leggere un testo, e per intero, che ne va della forza d’animo a fronte di tante finte sentenze che voi stessi in generale emettete troppo semplicemente. Non siate peggio ancora razzisti aspettando le nuove uscite di un unico genere di libri, l’esposizione di codesti deve essere universale, e se manca richiedetela a chi di dovere e protestando come si deve o fate una ricerca condivisibile senza perdere tempo a verificare la serietà o meno di una piccola casa editrice (oltre a quel tragico errore di dare per scontata l’efficienza delle major!) che tanto in 8 casi su 10 essa è costretta a ridimensionarsi assumendo le sembianze di una grande stampante a gettoni… perciò non date dello sfigato all’autore che preferisce di gran lunga auto pubblicarsi, investendo su se stesso o elemosinando con una vanità come a dire “Altrimenti c’è un Dio in meno a cui pregare”.

ILARIA GRASSO