INCONTRO CON LO SCRITTORE CRISTIANO PEDRINI

Libri cristiano pedriniIl mio incontro con lo scrittore Cristiano Pedrini, per parlare del suo amore per la scrittura, dei suoi libri e di tanto altro.

Ciao Cristiano, innanzitutto ben trovato su LIBERI LIBRI E NON SOLO, come nasce la tua passione per la scrittura?

Ciao e grazie dell’ospitalità. Per rispondere alla tua prima domanda posso dirti che fin dalle elementari adoravo e attendevo con impazienza il momento del tema in classe… e al contrario detestavo la matematica!

Direi quindi che la mia passione nasce già da piccolo.

C’è un libro, fra i tuoi, al quale, per qualche ragione, ti senti più profondamente legato?

Ognuno nasce e cresce in un momento particolare che attraversa la mia quotidianità. Fare classifiche non è facile e onestamente non lo voglio ma sicuramente un posto di riguardo è per “La teoria del pettirosso”, il primo libro, scritto nell’estate del 2014 che ha rotto un blocco che durava da oltre vent’anni.

Ne La teoria del pettirosso affronti una storia molto intensa e delicata, una storia che potremmo definire di mutuo soccorso: com’è nata l’idea?

In questo romanzo c’è una parte del mio vissuto, forse l’averlo raccontato nel modo in cui tu hai descritto mi è risultato naturale.

Sulla tua definizione di mutuo soccorso, beh, direi che è una interessante chiave di lettura per comprenderne l’essenza.

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A settembre esce il tuo nuovo romanzo, dal titolo “Sulle rive dei nostri pensieri”, una storia d’amore e di avventura, particolarmente originale...

Questo romanzo, e il suo prosieguo, ormai concluso è un piccolo tributo ad un fiume che ho sempre amato, sebbene l’abbia conosciuto attraverso film e romanzi: il Mississippi.

La storia nasce e si evolve su un battello, l’American Queen che lo percorre, ricordandoci la storia e le curiosità, con tutte le sue infinite contraddizioni e alle memoria del grande fiume se ne aggiungerà presto un’altra che vedrà come protagonisti Lee e Nicholas, appartenenti a mondi all’apparenza inconciliabili.

sulle rive dei nostri pensieri

Le regole di Hibiki è un’altra tua storia molto intensa e, per certi versi, anche una storia dura…

Questo romanzo, e il suo prosieguo scaturiscono da una semplice domanda: cosa faremmo noi se, soli al mondo, circondati da un mondo a cui sembriamo invisibili, si trovassimo a sopravvivere?

Perderemmo la nostra umanità? Ci lasceremmo sopraffare dalla rabbia? Perderemmo di vista ciò che siamo? Tenteremmo lo stesso di costruirci un futuro?

Hibiki ha solo le sue regole per restare fedele a se stesso e alle sue idee e vi invito a conoscerlo attraverso di esse.

le regole di hibiki

Cosa significa trattate tematiche LGBT in Italia? Sembra che questo genere stia prendendo piede, finalmente, anche nel nostro paese…

Devo premettere che sebbene le mie storie trattino anche di rapporti tra persone dello stesso sesso ho sempre ritenuto che queste storie non mettessero al centro della vicenda l’omosessualità e i problemi che da essa scaturiscono a causa delle ostruzioni (ancora tante) che la società civile e religiosa pone di fronte ad essa. Per me l’amore tra due giovani non è il problema, la naturalezza dell’amore mi spinge a considerarlo naturale e genuino come qualsiasi altro rapporto.

Detto questo sebbene il mio genere di fondo è il romance, intreccio alcuni filoni: lo storico, con “Madras”, il drammatico con “Klein Blue”, il giallo con la trilogia “Opportunity-Rhapsody-Infinity”. Con essi propongo anche temi come la prostituzione, il commercio di organi, il problema dei senzatetto….

Come facciamo a seguirti?

Oltre alla mia pagina facebok cristiano pedrini autore potete seguirmi anche sul mio sito www.cristianopedrini.it.

Grazie Cristiano di essere stato con noi quest’oggi, prima di chiudere, ti inviterei a lasciare un messaggio ai nostri lettori…

Sono un perfetto imperfetto e le mie opere sono solo una breve e piccola visione del mondo che vorrei: un mondo di per sé né migliore né peggiore di quello di oggi… è semplicemente il mio ma è aperto a chiunque, senza pregiudizi, voglia conoscere me e i miei protagonisti.

ILARIA GRASSO

Intervista allo scrittore e musicista Mauro Ardenghi

Il mio incontro con lo scrittore e musicista Mauro Ardenghi.

Mauro Ardenghi è nato a Cremona il 12 Giugno del 1959. Dopo essersi laureato in Storia dell’Arte si è dedicato per qualche anno all’insegnamento prima d’intraprendere un percorso che l’ha portato in seguito ad operare nel sociale. Musicista e scrittore, si è occupato nel tempo di grafica, poesia (vincitore del premio Città di Cremona nel 1980), critica musicale, esoterismo e studio comparato delle Religioni. Attualmente vive a Cremona, dove svolge la sua attività di saggista.

Apostasia

Ben trovato su Liberi Libri e non solo, carissimo Mauro: per Apostasia (da cui il titolo del tuo libro, pubblicato da Bastogi Libri) si intende la consapevolezza del rifiuto della religione: come mai la scelta di parlarne in un libro?

Dalla Treccani Apostasia significa il rifiuto della propria religione; in senso traslato è un rifiuto delle tre religioni monoteistiche, patriarcali e semitiche per le quali Dio è Uno ed è Maschio: non c’è traccia alcuna di quel “femminino sacro” che invece grande importanza assume nelle diverse tradizioni iniziatiche di matrice esoterica. Le religioni sono essoteriche ed hanno in comune l’Antico Testamento, il cui protagonista è il Dio degli Eserciti e d’Israele Yahweh.

L’idea del libro parte dalle “dimissioni” di Papa Ratzinger e dal suo voler rimanere “nascosto” (copto egizio “AMUN” traslato in italiano con Amen, termine che segna la fine del rito. Il Cristianesimo è da sempre stato associato all’era quaternaria, ovvero al tempo impiegato dall’intero sistema solare per compiere un intero giro attorno al centro della nostra galassia (200 milioni di anni). Questa era starebbe volgendo al termine.

Tra Chiesa e Politica il confine spesso è sottile, anzi, sottilissimo, e già in precedenza la Chiesa ha mostrato di preoccuparsi più della Politica, che della salvezza delle anime…

Le tre chiese non solo fanno politica, essendo rivolte a tutto il genere umano (essoterismo), ma anche guerre e genocidi (dai catari agli albigesi dai dolciniani ai templari fino alle “streghe”). L’influenza etico-politica dello stato Vaticano sul nostro paese è sempre esistita. Per non parlare dello IOR…

Questo libro si articola come fosse un vero e proprio viaggio tra la religione, l’astronomia e l’esoterismo: quali difficoltà ha comportato, il compiere questo viaggio?

Il fine, nel considerare le teorie formulate da Stephen Hawking sui buchi neri e nel volerle applicare alla Qabballah oppure allo Gnosticismo o al Sufismo per concludere con le Filosofie indiane (tradizioni esoteriche, cioè riservate ai pochi in cerca d’illuminazione e di verità scomode) sta nel ricercare una sorta di parallelismo tra le scienze antiche, arcaiche e quelle moderne. Come mai, parlando di Cattolicesimo. la chiesa romana si è arrogata il diritto di ripudiare un apocrifo dell’A.T. (Il LIbro di Enoch, che significa proprio “iniziato”) e più di 50 Vangeli scritti anche da apostoli e seguaci del Cristo? Cosa vogliono tener segreto alle masse? Che tipo di “messaggi iniziatici” veicolano quegli scritti? V’è una frase del Cristo Vivente (il Cristo Gnostico) che recita, in risposta alla domanda: “come si entra nel regno dei cieli?”: quando l’uomo si farà donna e la donna uomo e l’uomo non sarà più solo uomo e la donna solo donna e i due diventeranno una cosa sola”. Cosa intendeva? La Chiesa ha la risposta? e se si perchè ce la vuol tener segreta, per impedirci l’accesso all’albero della vita? (vedi Genesi).

Musicista e scrittore: come convergono, nella tua anima, questi due aspetti? Hai mai pensato di unire in un libro la scrittura con la musica?

Come musicista ho letteralmente appeso la chitarra al chiodo ma ho stretti rapporti col mio vecchio gruppo (COBALTO): l’intenzione sarebbe di creare un fil rouge tra i testi e le musiche delle loro canzoni e ciò di cui parlano i miei libri (questo è il terzo)…è in fase embrionale…vedremo….

Torniamo al tuo libro, Apostasia: nello stesso tu illustri quello che è conosciuto con il nome di Decalogo, vogliamo spiegare di cosa si tratta?

Il Decalogo sono le 10 leggi che Yahweh ha dettato a Mosè sul Sinai, le quali corrispondono alle 10 sefira dell’albero cabalistico. Nell’Induismo esiste il termine MANVANTARA, nome composto di un ciclo cosmico pari a 4.320.000 anni; composto da Manu+Avatara, ovvero la “discesa (avatara) del legislatore Manu, un apportatore di leggi sulla scorta delle quali l’umanità verrà “giudicata” dal suo gemello oscuro Yama, il Giudice Infernale. Notare che le 10 sefira vengono percorse nei due sensi e vengono simboleggiate da due serpenti avvinghiati all’Asse Cosmico (caduceo di Hod). alla discesa avatarica fa seguito la salita. Ed alla legge fa seguito il giudizio.

A questo mondo non vi è altra legge che l’Amore e lo affermi proprio nel tuo libro: come si traduce o come dovrebbe, perlomeno, tradursi, questo principio nella nostra vita quotidiana?

Le tradizioni iniziatiche si occupano principalmente dell’asse, non dei due serpenti. L’asse cosmico passa attraverso i centri spirituali dei rispettivi mondi o dimensioni spaziotemporali ed il “centro” è il luogo sacro in cui i due opposti (o complementari) si uniscono: love is the law diceva Crowley e lo dicono anche i shivaiti che praticano il Tantra. La realtà è Maya, illusione, perchè fa sembrare due ciò che è uno, stabilendo una divisione tra l’uomo (duale) e dio (unitario). L’unione tra un uomo ed una donna che si amano è SACRA ed ha il potere non solo di procreare, ma anche d’illuminare.

La consapevolezza s’innalza lungo il sushumna (colonna vertebrale) e ad ogni stadio il pensiero s’illumina. Ed il sushumna altro non è che quell’Axis Mundi o asse cosmico lungo il quale sono dislocati i diversi mondi. Tale è l’INIZIAZIONE!!! Un’iniziazione che già i Cavalieri Templari praticavano e per la quale dapprima presero per le palle il Papa, finchè questi non trovò in Filippo il Bello Re di Francia, ingallato fino alla nausea col cavalierato, il braccio armato che gli serviva per vendicarsi. Cosa trovarono i Cavalieri sotto le rovine del Tempio di Salomone? Una tomba? E di chi? Forse di Gesù? Ipotesi affascinante; comunque sono ritornati con un qualcosa che li ha fatti divenire non solo ricchi, ma potentissimi agli occhi di Roma e del Papato.

Il messaggio che vorresti lanciare ai tuoi lettori e chi ha seguito questa nostra intervista…

Non ho alcun messaggio oltre a quello che scrivo, cmq ho in preparazione un nuovo testo già a buon punto di sviluppo. La verità rende liberi: io non penso di averla in tasca ma la sua ricerca mi affascina e così mi tengo informato leggo e scrivo.

ILARIA GRASSO

“L’onda lunga del Titanic” (Macchione Editore): incontro con la scrittrice Tiziana Viganò

..in un periodo in cui tante donne muoiono per malamore la storia di Mary Mullin ci fa pensare che la sua storia è struggente e malinconica ma lei almeno è morta PER amore,,,come tante eroine del passato storico e letterario

L'onda lunga del Titanic

Il mio incontro con la scrittrice Tiziana Viganò, per parlare del suo nuovo libro, “L’onda lunga del Titanic”, pubblicato da Macchione Editore.

Ciao Tiziana, ben trovata sul mio Blog Liberi Libri e non solo: come mai la scelta di scrivere un libro sul Titanic, ovvero, “L’onda lunga del Titanic”?

Ciao Ilaria, grazie per l’intervista! Come sai ho scritto due libri di argomento femminile,“Come le donne”, dodici racconti, storie vere di donne che hanno trovato grandi difficoltà nella vita ma hanno saputo combatterle e vincere; il secondo,“Sinfonia nera in quattro tempi” sotto la veste del romanzo giallo parlo di coppie malate che finiscono in omicidio e femminicidio.

Volevo concludere la trilogia con un libro sulla bellezza dell’amore, quello positivo che va oltre la morte – dopo molte storie di coppie male assortite ci voleva proprio! – mettendo a confronto una storia attuale con una del passato. Di qui la scelta di narrare la vicenda di due ragazzi irlandesi, veramente esistiti, che si imbarcarono sul Titanic per cercare una nuova vita in America. Giulietta e Romeo di cent’anni fa.

La prefazione è di uno dei più grandi esperti e conoscitori, a livello internazionale. della vicenda storica del Titanic, Claudio Bossi: com’è stata la vostra collaborazione? 

Siamo molto amici e mi è venuto spontaneo chiedergli se sul Titanic, in mezzo alla tragedia, ci fossero belle storie d’amore, e così ho scelto Mary Mullin e Denis Lennon, due migranti di terza classe, mi sono documentata sui suoi libri per cercare tutti i dettagli dell’ambiente e dei passeggeri, e ho dato vita e sentimenti ai protagonisti. Quando si vuole scrivere un romanzo storico la documentazione è fondamentale e posso dire che, leggendo la parte ambientata sulla nave, si può immaginare di essere proprio a bordo con i protagonisti.

Quali difficoltà e quale impegno ha comportato scrivere questo libro?

È stato interessante e divertente: conoscevo bene i libri di Bossi e ho solo selezionato tutto quello che poteva essermi utile.

Quanto, invece, è stata stimolante questa esperienza letteraria e scrittoria?

Scrivo da sempre e per me è un modo di comunicare naturale: nel mio passato c’è una lunga esperienza di redattrice alla Garzanti e questa è una base solida per costruire libri; la ricerca storica e sociologica fa parte della mia formazione. Una volta avuta l’idea ho scritto velocemente: la vicenda è serena e piacevole, fa sognare e anche riflettere perché c’è come sempre la parte psicologica che nei miei libri non manca mai.

L’onda lunga del Titanic” è una storia al femminile, concepita e vissuta tra passato e presente, attraverso le due protagoniste: come mai questa scelta, coraggiosa e, al tempo stesso, affascinante?

La protagonista attuale, Clara, è una donna di successo, in carriera, che dopo un fidanzamento fallito s’innamora nella splendida cornice del lago di Como, a Varenna, un luogo che sembra fatto apposta per creare bellezza intorno alla bellezza dell’amore. Dovrà presto prendere una decisione importante per la sua vita e sarà sommersa da dubbi e confusione: il ritrovamento di un diario di Mary, morta per amore sul Titanic, le darà molti spunti per riflettere e decidere per il meglio. Recuperare le memorie del passato, gli introietti e i valori della famiglia, è qualcosa che aiuta a connettersi con la propria identità profonda e a dirigere la vita verso obiettivi desiderati.

La parabola del Titanic è, essa stessa, una storia d’amore, per certi versi, dal momento che noi tutti abbiamo, in qualche modo, fantasticato riguardo ad essa e dirottato sulla nave più famosa del mondo tutti i nostri sogni: non è, dunque, solo una pagina drammatica della nostra storia…

Il Titanic è un mito e un simbolo: non solo quello dell’arroganza dell’uomo che crede di essere più potente della Natura solo perché padrone della tecnologia, ma è anche la rappresentazione dei vizi e delle virtù dell’essere umano che si è ben manifestata in quelle pochissime ore del naufragio. Coraggio e vigliaccheria, solidarietà, abnegazione ed egoismo, assurdi errori, stupidità, presunzione. Soprattutto è una storia di enigmi e di misteri, ancora oggi non rivelati appieno, trame losche della grande finanza internazionale che ha “voluto” l’affondamento della superba nave ritenuta “inaffondabile”.

Qual è il messaggio intrinseco del tuo libro, quello che tieni a trasmettere ai tuoi lettori?

Che l’amore, quando è condiviso e profondo, non solo può superare gli ostacoli, ma è l’unica cosa che ci fa sfiorare l’immortalità. Mi piace ricordare quell’immagine del film di Cameron che è vera icona dell’amore, nell’inconscio collettivo: Rose con le braccia aperte sulla prua della nave e Jack le sta dietro come a proteggerla ma non stringe le mani attorno a lei. L’amore non soffoca, ma fa volare, proprio perché dà libertà e sicurezza… difficile, ma non impossibile! Riguardo al mio libro, a tal proposito, aggiungo che in un periodo in cui tante donne muoiono per malamore la storia di Mary Mullin ci fa pensare che la sua storia è struggente e malinconica ma lei almeno è morta PER amore, come tante eroine del passato storico e letterario.

titanic film

Tiziana, quali sono i tuoi progetti letterari per il futuro prossimo?

Dopo la trilogia sulle donne ho già pronto un libro di viaggi che ho intitolato “Viaggi di nuvole e terra”, tre esperienze in Sud Sudan e Repubblica Dominicana dove sono partita per volontariato, ma ho goduto anche di bellezze e contrasti, e un’altra in Grecia, davanti alla Natura trionfante, accompagnata dalle liriche dei poeti dell’antichità.

Come facciamo a seguirti?

Scrivo su diversi blog, e ho il mio http://tizianavigano.blogspot.it dove, oltre le recensioni dei libri che preferisco, potete trovare articoli di psicologia e sociologia, sui diritti umani e sulla questione femminile. Per gli amanti della cucina, uno dei miei hobbies insieme ai viaggi, http://ilgustoeilgiusto.blogspot.it

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

Un invito a leggere i miei libri, che dietro a una forma piacevole e anche divertente fanno riflettere su alcuni temi attuali che riguardano tutti, donne e uomini. Buona lettura…e fatemi sapere la vostra opinione! Grazie Ilaria, un saluto a tutti i lettori!

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ILARIA GRASSO

Nella foto di copertina: Tiziana Viganò con Claudio Bossi

“L’Inferno”: intervista allo scrittore Marco Maria Orlandi

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Il mio incontro con lo scrittore Marco Maria Orlandi, per parlare della sua opera letteraria dal titolo “L’Inferno”, ispirata all’inferno di Dante, proiettato nei nostri tempi.

Ciao Marco, ben trovato sul mio Blog Liberi Libri e Non solo: parliamo della tua opera, intitolata “L’inferno”, una raccolta certosina di endecasillabi suddivisa in 34 canti: com’è nata questa tua esigenza e quanto studio ha comportato?

E’ nata per caso, prima di allora non mi sono mai occupato di poesia né di letteratura in genere. Sfogliando il dizionario di italiano mi sono reso conto di quanti vocaboli non si usano e, probabilmente, si ignorano. Ho cominciato ad approfondire le origini della lingua grazie anche al TLIO, database molto ben fatto. Quanto studio? Io studio poco, a parte la musica (per quanto attiene alla composizione e alla concertazione) e, per breve tempo, la neurobiologia molecolare.

Utilizzi un linguaggio in voga all’epoca di Dante: un omaggio straordinario al nostro più grande lustro letterario nel mondo…

Utilizzo vocaboli dell’italiano delle origini con intensità via via maggiore di pari passo con il procedere dei Canti, per accompagnare il graduale scollamento dei personaggi dal reale al fantastico.

Quanto tempo ha comportato la stesura di quest’opera intensa e originale, che rifugge, malgrado la sua meticolosità, da ogni intento serioso?

Sei mesi, da ottobre 2002 a marzo 2003, dedicandovi le serate dopo la giornata di lavoro.

Tu stesso hai dichiarato che il tuo intento principale, in questa opera, è far sì che il lettore dia importanza al “significante” e non al “significato” della stessa: vorrei che ci esprimessi meglio questo tuo importante concetto…

Il contenuto-significato in un componimento letterario è simile al ‘soggetto’ in un dipinto: se il soggetto dipinto è in sé ‘bello’ (una Madonna, fiori, un tramonto, dei bambini etc) non vuol dire che lo sia il dipinto. Dovrebbe essere ovvio.

Il tuo inferno, qui, è un viaggio, di memoria dantesca, appunto, di un malato all’interno di un nosocomio: come mai questa scelta?

Si è trattato di una scelta del tutto casuale…

L’autore, qui, non è da identificarsi con il protagonista: tu stesso ci tieni a precisarlo…

Nel novero di più personaggi l’inserimento di un io-narrante o io-poetante può credo contribuire a sottolineare meglio gli spazi conflittuali tra i vari personaggi. Metaforicamente parlando, è evidente che il personaggio che parla in prima persona è identificabile con il caso, il destino, fonte – nel comune pensare – di ogni evento sfortunato. Si parla del resto di ‘colpo di fortuna’, infatti che le cose vadano bene è un evento per sé eccezionale.

A quale pubblico di lettori è destinata questa tua opera?

A chi è interessato alla lingua italiana.

Cosa stai scrivendo, attualmente?

Le risposte alle tue domande…

Come facciamo a seguirti?

Devo ancora decidere se trasferirmi in Gran Canaria o in Catalogna…

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

Secoli fa non avevano giornali TV internet, nemmeno libri telefoni CD e via dicendo. Hanno lasciato capolavori in ogni campo: forse avevano il tempo di pensare.

ILARIA GRASSO

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Fantasy: incontro con la scrittrice Diana Mistera

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Il mio incontro con la scrittrice Diana Mistera, per parlare del suo amore per la scrittura, dei suoi progetti letterari futuri e di tanto altro.

Ciao Diana, ben trovata su LIBERI LIBRI E NON SOLO, scrittrice fantasy e amante della musica: com’è nato il tuo amore per la scrittura e per la musica?

Il mio amore per la scrittura nasce in concomitanza con quello per la musica. Avevo 12 anni ed ero a Fano al mare con la mia famiglia, in tv davano Discoring mi pare, o Hit Parade, non ricordo con precisione, e vidi gli Alphaville con la loro Big In Japan, e mi innamorai follemente di Marian , il cantante. A Natale dello stesso anno mio padre mi regalò il loro Lp dove era l’indirizzo del fan club a Berlino. Scrissi e venni a sapere che avevano una fanzine internazionale, dove Marian , il cantante, era molto attivo. Lui lanciava dei temi, di solito con un suo racconto o una sua poesia, ed i fan nei tre mesi successivi mandavano il loro materiale. Ci leggeva tutti. Io venni pubblicata nella fanzine diverse volte, quindi ero molto motivata ogni volta che dovevo creare qualcosa…lui mi avrebbe letto e vedere il mio lavoro nella fanzine significava che aveva anche approvato. Iniziò tutto così. Dapprima con la lingua inglese mi facevo aiutare da mia mamma, la fanzine, come ho detto era internazionale e la lingua comune era quella inglese, con il passare del tempo non ebbi più bisogno dell’aiuto di mia mamma.

Cosa ti affascina del mondo del fantasy?

Del fantasy mi affascina tutto. Mi sento libera di creare mondi e vivere delle vite parallele con i protagonisti dei miei libri. Mi parlano, mi raccontano storie ed io divento il loro strumento. Essendo mezza inglese ho trascorso molte estati a Londra ed ho avuto modo di conoscere il mondo dei goth, diventando a mia volta goth e quindi abbracciando la cultura gotica nella sua pienezza. Inoltre, amo l’esoterismo ed il paranormale, sono una Wicca quindi è ovvio che scrivendo fantasy mi sento a casa perché scrivo del mio mondo.

Sei anche una assidua lettrice…

Si. Sono anche una lettrice assidua. Io penso che ogni scrittore lo sia. Leggendo altri autori migliori il tuo stile, raccogli idee segui degli esempi, capisci quello che ti piace e che riesci a scrivere e quello che invece non fa proprio per te; per questo amo leggere. Leggendo trovi ispirazione. Scrivo anche recensioni, ma sono lenta; proprio perché quando leggo un libro mi immergo in esso completamente; e, lavorando come addetta alle colazioni e con la sveglia che suona alle 5 ogni mattina…ecco..mi dedico alla lettura nei miei giorni di festa ed a volte essere così limitata è frustrante; non solo per la lettura ma anche per la mia produzione.

Italo-inglese, hai scelto di vivere in Finlandia, dove sei una scrittrice molto conosciuta: come mai questa scelta?

La scelta è stata in un certo senso obbligata. Mio marito è finlandese e fra i due quella che era più libera di trasferirsi ero io, dato che lui ha anche un altro figlio da un matrimonio precedente e così nel 2003 ho lasciato la mia bella Toscana per venire nella terra di Babbo Natale.
Non pensavo che sarei arrivata dove sono quando mi sono trasferita qui. Non mi sarei mai immaginata di essere invitata a fare readings alle fiere del libro sia di Turku che di Helsinki, leggere le poesie davanti ad un pubblico, partecipare a pannelli di discussione. Soprattutto, non pensavo che i finlandesi sarebbero stati interessati alle mie poesie. E mi sbagliavo. I finlandesi sono un popolo che legge molto e la Finlandia supporta moltissimo progetti culturali e negli ultimi anni, ancor di più, quelli multiculturali. Sono stata fortunata ad incontrare persone giuste al momento giusto.

Sei scrittrice e poeta: le differenze che riscontri tra prosa e poesia, dal tuo punto di vista creativo…

Come poeta mi metto a nudo, nelle poesie c’è la mia anima, e non è facile mettersi a nudo perché abbassi tutte le barriere e sei alla mercé degli eventi. Le mie poesie parlano di amore eterno, di amori che esistono in una realtà parallela di un legame che la mia anima ha con un altra anima in particolare, quindi di un tormento che trasporta rimpianti ma anche gioie che non avrei mai creduto possibile provare. Un legame che è cresciuto a suon di versi ( non in rima) e che lentamente mi ha portato alla consapevolezza. Nei miei romanzi parlo di questa consapevolezza. Per me non ci sono poi così tante differenze. Io sono nelle mie poesie ed io sono nei miei romanzi.

Sono due cose che , nel mio caso, sono una il proseguire dell’altra. Nel momento in cui mi metto a nudo nelle poesie, slego anche dei nodi nei miei romanzi. Forse a volte è più facile scrivere un romanzo o un racconto fantasy, che una poesia, questo si.

Cosa significa, per uno scrittore, auto pubblicarsi, oggi?

Un gran lavoro e tanto tanto stress. Un passo avanti comporta sempre due passi indietro e quindi frustrazione e crisi. Se ad esempio, come era successo a me, non conosci i canali giusti è un percorso difficile. Non sai dove sbattere il capo per promuoverti, non sai come far sentire la tua voce. Certo ci sono i social che stanno diventando sempre più importanti nel campo , ma da soli non si va tanto lontano e non sempre si ha la costanza o la voglia di passare quelle 3 ore a fare lo spam sensato nei vari gruppi per farsi conoscere. Si hai letto bene, la voglia. Io spesso tutt’ora, non ho voglia di pubblicare link o estratti o cards, perché i risultati sono deprimenti, le vendite non aumentano.

Io ho impiegato molti anni a raggiungere il livello dove sono adesso. La mia pagina autore ha più di 400 lettori e per arrivare a questo mi ci sono voluti 5 anni e 400 non è un numero enorme se guardo le pagine di alcuni miei colleghi che hanno deciso di auto pubblicarsi; sono soddisfatta del risultato ed ogni settimana arrivano quei 2 o tre mi piace quindi è in crescita ma ancora c’è tanto da fare ed a volte manca proprio la voglia.

Le differenze che hai riscontrato tra autopubblicarti e pubblicare con una casa editrice?

Purtroppo davvero poche. Lettere Animate è piccola anche se in crescita e a parte le promozioni sui più importanti stores o il mandare il manoscritto ai bloggers non è che riesce a fare molto, per cui mi ritrovo a fare promozione da sola. Cerco da sola i blog per interviste, contatto i blogger per chiedere delle recensioni ed io proprio perché sto in Finlandia non devo pensare a fare presentazioni se non sul web. Vedo molti miei colleghi cercare i posti per le promozioni o per le anteprima, quando dovrebbe essere un lavoro che fa la CE, come la realizzazione di un booktrailer che al tempo dei social é di massima importanza, ma no, non lo fanno. Certo, quei colleghi che riescono ad organizzare presentazioni nei loro paesi o nelle città vicine, vendono più di me perché alle presentazioni hanno le copie del libro e quindi magari per una seconda pubblicazione vengono agevolati. Il secondo libro della mia saga Orpheus, ad esempio, lo faranno uscire, se tutto va bene a settembre, un anno dall’uscita del primo libro…troppo lungo…i nuovi lettori che sono riuscita ad acquisire con il primo non è detto che hanno voglia di aspettare così tanto per sapere come continua la storia fra Geena ed Orpheus. Quando guardo a questo, mi viene voglia di tornare self.

Che consiglio daresti ad uno scrittore che volesse autopubblicarsi?

Un consiglio che do a tutti gli autori, non solo a quelli che vogliono autopubblicarsi è di non arrendersi. La costanza alla fine premia. Essere attivi nei social é molto importante, creare una pagina autore o una pagina del libro anche, è un secondo lavoro per chi come me ha già il proprio lavoro, impegnativo tanto quanto il primo.

Geena è la protagonista assoluta dei tuoi fantasy: parlaci di questo tuo personaggio e se c’è qualcosa in lei che potrebbe essere attribuibile a te?

Geena sono io per molti versi. È un po’ la mia storia. È una strega potente e lei stessa non sa di esserlo , lo scoprirà nel procedere della storia e dopo l’incontro con il carismatico Orpheus, una rockstar alla quale è legata energicamente e spiritualmente ancor prima di conoscerlo davvero. Le loro anime si riconosceranno e nascerà un amore immenso fra i due, ma tormentato per diverse ragioni. Orpheus ha un passato oscuro da massone e Geena scoprirà le sue vere origini e dovrà proprio scendere all’inferno per salvare Orpheus e spezzare la maledizione che incombe sulla sua testa.

Geena è timida ed insicura perché non ha avuto una vita facile ed i genitori si sono separati quando lei aveva 21 anni. E allora? Direte voi…bé si a 21 anni sei già una persona adulta però hai sempre bisogno di tua madre, e la madre di Geena diventerà una figura assente che creerà non pochi problemi alla ragazza che è molto affezionata alla nonna materna la quale però, muore lasciandole in eredità un antico bracciale ed un diario, apparentemente composto da poesie, o almeno è quello che Geena vede fin quando non capirà che in realtà è un Grimori che la nonna, nonostante non sia più in in carne ed ossa continua a scrivere per prepararla, insieme al suo sposo immortale, ad una battaglia, perché sulla testa di Geena pende una profezia che abbatterà definitivamente la maledizione che pende su Orpheus. Ci riuscirà? Ed a quale prezzo?

Quanto ti affascina il mondo dei vampiri?

Mi affascina fin troppo. Come ti ho detto sono una goth quindi per molti versi mi ritengo io stessa una vampira. Amo l’età vittoriana, rinascimentale e decadente, dalla quale i goth prendono spunto. Amo passeggiare nei cimiteri, il suono della pioggia ed i temporali, ed amo la notte, la luna. Amo l’idea di una creatura immortale che attraversa i secoli magari cercando quell’amore che ha perduto da mortale, amo il lato oscuro dei vampiri perché si, hanno il loro lato romantico, ma sono comunque creature oscure che si nutrono di sangue ed il loro scopo primario è quello di sopravvivere e per farlo devono illuderti, devono ingannarti perché aspirano al tuo sangue alla fine, non all’amore immortale ed è questo il loro tormento più grande, perché alla fine vorrebbero davvero amare, ma è difficile amare, nel senso in cui lo intendiamo noi mortali, quando davanti a te hai l’eternità. Purtroppo i vampiri moderni hanno perso questo lato oscuro. Io amo Lestat, il vampiro creato da Anne Rice , un’autrice che io adoro, Oppure Carmilla, creata da Le Fanu ed ovviemante come non citare il padre di tutti i vampiri: Dracula di Bram Stocker. Questi sono i veri vampiri.

I tuoi progetti letterari per il futuro prossimo…

A Settembre esce con Lettere Animate, il secondo volume della saga Orpheus intitolato IL DEMONE DELLO SPECCHIO. Nel frattempo sto collaborando con siti e blog con dei racconti. Penso di autopubblicare una silloge poetica o magari due e riprendere a lavorare al terzo ed ultimo libro della saga. Avrei anche il mio primo racconto da riscrivere oltre alla traduzione in inglese di Orpheus, di modo che anche colui che lo ha ispirato possa leggerlo, e poi ho un progetto segreto del quale non posso ancora parlare perché è comunque un processo abbastanza lungo.

Come facciamo a seguirti?

Mi potere trovare su facebook qui:

https://www.facebook.com/diana.mistera/

e potete anche seguire l’evolversi della saga Orpheus qui:

https://www.facebook.com/Orpheusaga/

E su Twitter

@Mistera_d

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

Innanzitutto ti ringrazio Ilaria per questa intervista. Spero di non aver annoiato i tuoi lettori e spero che almeno uno di voi si sia incuriosito e voglia leggere Orpheus.Leggere libri ti fa vivere mille e più vite, ti arricchisce. Non smettete mai di leggere ed insegnatelo anche ai vostri figli perché la cultura è un tesoro immenso.

Se mi volete contattare mi trovate su facebook.

ILARIA GRASSO

La capienza infinita del cuore: incontro con la scrittrice Marina Nunziato

Marina Nunziato 2

Il mio incontro con la scrittrice Marina Nunziato.

Ciao carissima Marina, benvenuta sul mio blog, Liberi libri e non solo: parliamo del tuo incontro con la scrittura, giunto come una sorta di illuminazione lungo il cammino, per te…

Grazie a te e ai tuoi lettori. Sin da piccola per sfuggire a una vita troppo stretta per la mia indole leggevo. I libri, mi facevano sentire libera di varcare i confini che la mia condizione sociale delineava per me. E scrivevo poesie ogni volta che mi sentivo amareggiata o impotente di fronte alle tante ingiustizie a cui assistevo. La morte di mia figlia Laura ha modificato la mia vita e niente da allora è stato più lo stesso e ho scoperto che la scrittura è l’unico filo che mi lega a lei e che mi conduce fuori dall’ordinario. La penna è diventata il mio sesto senso tanto che tutto ciò che scrivo viene categoricamente scritto con una semplice Bic blu, come quella che usavo da bambina. Una penna blu che tra le mie mani diventa una bacchetta magica che illumina la mia vita e quella di chi sa ancora credere alle fiabe.

Il tuo rapporto con la lettura: quali sono i tuoi autori preferiti?

Il mio rapporto con la lettura pertanto è come quello che una innamorata riserva al suo amato. Leggo di tutto, non giudico mai gli scrittori in maniera negativa perché so che a volte basta una sola frase a rendere interessante un libro. I miei autori preferiti sono Charlotte Bronte,Dostoevskij, Pirandello, Kafka, Leopardi e Ungaretti.

Il tuo nuovo romanzo, dal titolo “Nel mio cuore un milione di stelle”  (Falzea Editore) rappresenta un vero e proprio viaggio che tu hai compiuto nella tua storia e nel tempo: com’è nata la sua stesura?

I miei due romanzi sono uniti dall’amore e racchiusi in un unico cuore. Essi parlano di un amore inossidabile, incorruttibile che può nascere solo dal cuore di una madre. Io l, sono madre fin nelle ossa e neppure la morte può vincere sui sentimenti che nascono dal mio cuore.

Con tutto il cuore che mi è rimasto” è il tuo precedente romanzo: il cuore e Laura unisce il primo romanzo al secondo…

Nel mio cassetto ci sono riposti tre romanzi da pubblicare, ma in questo momento sto preparando un progetto che sosterrà i bambini bisognosi.

Come facciamo a seguirti?

Potete seguirmi sulle pagine ‘ Con tutto il cuore che mi è rimasto ‘ e ‘Il salottino di Marina’ . Vi aspetto per scambiare idee e opinioni.

Siamo in chiusura, Marina, grazie di essere stata con noi: lascia un messaggio ai nostri lettori…

Grazie di cuore a tutti!

ILARIA GRASSO

Intervista alla scrittrice Daniela Frittella

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Incontro con la scrittrice Daniela Frittella, per parlare della sua raccolta di racconti dal titolo “Trentatré”, pubblicata da Lupi Editore, dei suoi progetti futuri e di molto altro.

Ciao Daniela, ben trovata sul mio blog, LIBERI LIBRI E NON SOLO: il tuo incontro con la scrittura ha radici lontanissime nel tempo, o forse non ne ha, perché questo amore è nato con te?

In realtà per me la scrittura è sempre stata una necessità, non ho “scelto” di scrivere ma ho bisogno di scrivere, a causa di una fantasia piuttosto galoppante e dell’esigenza di raccontarmi e raccontare, prima di tutto a me stessa. La mia scrittura è un raptus selvaggio, un furore che mi cattura e mi costringe a buttare giù delle righe, che poi spesso non ricordo, come se un’altra Daniela prendesse possesso delle mie mani, dei miei occhi e della mia mente e andasse avanti da sola per una strada fatta di istinto. Difficilmente modifico quello che scrivo di getto, salvo piccole imperfezioni, perché rappresenta un momento autentico vissuto da quell’altra Daniela lì, che poi se la vado a modificare si incazza!

Trentatré, trentatré racconti, in questo libro pubblicato da Lupi Editore, trentatré donne ma probabilmente trentatré facce della stessa donna, giusto?

Trentatré è il mio primo libro ed è nato dopo aver varcato il confine fra una età e un’altra, appunto superando i trentatré. Le donne personaggio del libro hanno tutte quell’età, e si barcamenano dentro un precarietà di vita e di sentimenti che è la mia, sicuramente. Generazione votata all’incostanza, che per certi versi genera una sete di novità come pure una sorta di perenne intristimento, mai lamentoso ma sottile e onnipresente. Trentatré sono indubbiamente io, le storie vissute e quelle sentite raccontare, quelle rubate alle infinite persone incontrate e a quelle solo immaginate. Trentatré è la capacità di osservazione di una donna che ama stare in silenzio a guardare, anche cazzate come le scarpe che qualcuno indossa, e su quei piedi può ricamare una infinità di vicende. Trentatré è una sola donna, ma ha dentro un po’ tutte le donne nelle loro unicità e nelle loro normalità. Trentatré è il coraggio delle debolezze, degli errori, delle sbandate, della libertà pretesa perché unica strada possibile verso la felicità, anche solo parziale, anche solo desiderata.

La donna che ami di più, tra tutte quelle che racconti…

E’ una domanda alla quale non sono molto in grado di rispondere. Le amo tutte, anche quelle che prenderei a schiaffi e anche quelle che mi somigliano meno. Ogni persona contiene in sé altre infinite persone che sono da scoprire e la scoperta è spesso dolorosa; in questo sicuramente la storia di Ilaria e Caterina (ventinove e trenta) racconta la sofferente, e liberatoria insieme, scoperta delle multiple persone, è un ballo dentro un ospedale psichiatrico, se letta almeno due volte fa decisamente vorticare ed è la sensazione che provavo mentre la scrivevo. Devo dire che in momenti diversi amo di volta in volta racconti diversi; ecco, questi sono i giorni del ventinove e trenta, di Ilaria e Caterina.

La scelta di scrivere racconti: come mai?

Personalmente è un genere che adoro, per la sua completezza raggiunta in poche pagine… ho scritto sempre poesie, ma questa volta l’istinto, quel gran bastardo del mio istinto, mi ha trascinato in una nuova forma perché pensava dovesse essere quella giusta a liberare le storie che affollavano la mia testa. Anche io adoro i racconti, leggerli, ascoltarli e scriverli, ma non è solo questo. Si tratta in realtà comunque di un bisogno, quello di assecondare il momento, l’ispirazione, il raptus che dicevamo prima; volere tutto e subito, volerlo scrivere subito perché non si può perdere un secondo, altrimenti il risveglio delle storie cambierà e non sarà mai più lo stesso racconto che invece forse meritava di essere scritto!

L’universo delle donne è un universo che a me anche affascina, quando leggo e quando scrivo: come mai, anche per te, questa grandiosa fonte di ispirazione scrittoria?

E’ perché sono una di loro, conosco le mie sfaccettature e conosco le loro. Proprio perché scrivere è necessario, è necessario scrivere di ciò che più possiamo capire. Di ciò che più ci assomiglia. Quando leggo non ho la stessa esigenza di legger di donne, ma gli autori li devo sentire dentro le viscere, devono colpirmi in pancia, devo sentire il loro rapimento nella scrittura. Non mi interessa una “trama” in quello che leggo, mi interessa sentire il trasporto e la violenza della penna sul foglio.

Progetti narrativi per il futuro prossimo…

Ce ne sono, come no. Ho iniziato due cose, però nell’ultimo periodo ho assoluto bisogno di scrivere poesie e infatti lo sto facendo. Diciamo che se volessi pubblicare raccolte di poesie potrei farne una enciclopedia visto quanti fogli scarabocchiati mi gironzolano in casa! Sicuramente niente di immediato, visto che Trentatré è uscito a dicembre dello scorso anno, quindi è ancora in tenera età. Continuerò a scrivere, aspetterò il tempo che servirà e poi usciranno anche altri figliuoli, di sicuro.

Come facciamo a seguirti?

Su Facebook, sul mio profilo personale e sulla pagina Trentatré di Daniela Frittella, in più sto usando anche uno spazio blog come una sorta di taccuino (danielafrittella.blogspot.com)

Siamo in chiusura, Daniela, grazie di essere stata con noi: lascia un messaggio ai nostri lettori…

Liberiamoci e godiamoci le meraviglie che ci circondano, questa è la prima cosa che mi viene in mente. Nel racconto uno e due, dove parlo del professore non vedente e del suo originale concetto di fortuna, lascio la storia con la frase “un uomo è fortunato quando riesce a pensare di esserlo già stato”, ecco, riteniamoci tutti fortunati se sappiamo “guardare” alla realtà con occhio critico e il più possibile libero da pregiudizi. Positivo sapersi incazzare e sapersi ribellare, saper accogliere e rifiutare discriminazioni e confini. Vivere la passionalità, l’emozione, l’autenticità. Vivere fuori dagli schemi il più possibile. Trentatré è anche questo, una liberazione da catene comprese, sentite, riflettute e tagliate.

ILARIA GRASSO