“BOTTEGHE DI CITTA'” DI RUGGERO RUGGIERO: SEGNALAZIONE

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Botteghe di città

Ruggero Ruggiero

Genere: narrativa con tinte action

130 pagine

2,99 euro digitale

15 euro cartaceo

Quarta di copertina

Per Mirko Frisco non ci sono grandi alternative: riprendersi la sua vecchia vita di sfarzi e tornare a essere il qualcuno che conta di prima. Difficile, quando la tua casa è un tetto di cartone e la tua sveglia quella maledetta musica della ruota panoramica. Per fortuna, oltre alle capsule della ruota, qualcosa d’altro inizia a girare: il conte Grumelli di Altamura gli ha promesso un accordo interessante che potrà riabilitarlo. Tra dire il fare, però, questa volta non c’è di mezzo il mare ma lunghi chilometri che lo separano dalla ricchezza agognata; chilometri affastellati e impervi, e la meta d’arrivo è un quadro che Mirko dovrà recuperare, se vuole evitare che l’accordo salti: Les choristes.

E quando sulla sua strada incontra la bella e ombrosa Maria, che gli ricorda un’altra bella e ombrosa che vorrebbe dimenticare, Mirko capisce che il gioco da ragazzi tutto è fuorché facile.

Un romanzo tinto di noir e azione, dove le apparenze ingannano e il denaro manovra i sentimenti… o forse no.

UNO SPACCATO DI VITA CON LE SUE GIOIE E DOLORI: RECENSIONE DI “ERA L’ANNO DEI MONDIALI”, IL SECONDO ROMANZO DI JIMMY MORRONE

ERA L'ANNO DEI MONDIALI

Era l’anno dei mondiali è il secondo romanzo di Jimmy Morrone, una nuova storia, dopo Love Hate Love, in cui i protagonisti erano tre uomini, qui, invece, la protagonista assoluta è una donna e tutti gli altri personaggi girano intorno, rivestendo un’importanza differente.

Eva Benebelt è una giovane donna con un lavoro ed una relazione/convivenza fissi da anni, con un’esistenza condotta senza infamia né lode, con i sogni chiusi ancora tutti nel cassetto, ossia il desiderio inconsapevole e profondo di affermarsi, un giorno, come pittrice di successo,

Il suo fidanzato Ivan è un uomo che invece non sembra desiderare più nulla dalla vita, dopo aver perso il suo lavoro da magazziniere.

Giorgio è un ragazzo brillante, pieno di entusiasmo: lavora nel bar Lola, abitualmente frequentato da Eva. Il loro incontro avviene, però, solo dopo, in occasione di un piccolo quanto imbarazzante incidente, un incontro che risulta essere devastante, in senso buono, dal momento che provocare un vero terremoto nell’esistenza di Eva, quasi un risveglio, e la induce a trovare il coraggio necessario per cambiare la sua vita, per prima cosa lasciando Ivan, e intessendo così una nuova relazione con colui che ha acceso una inaspettata luce in mezzo al buio.

Paolino è il miglior amico di Eva, l’amico storico, impenitente scapolo che, dopo essere stato profondamente deluso negli affetti, si rifugia, al di fuori del lavoro, in un mondo virtuale, conducendo una vita social molto attiva, e impegnandosi in relazioni d’amore che di reale hanno ben poco.

Sullo sfondo, Viareggio e Livorno, un’Italia che vive la sua estate senza la propria squadra di calcio coinvolta nei Mondiali: è l’anno 2018 e il calcio sembra non avere alcun ruolo della storia, mentre forse, al contrario, è tutto, probabilmente è addirittura l’asse centrale.

La storia narrata da Morrone inizia come un romanzo, un romanzo che ci appare d’amore ma che poi, durante il proseguimento della lettura, si capisce che d’amore non è, poiché assume tinte di noir, a causa del comportamento improvvisamente persecutorio adottato da Ivan nei riguardi di Eva, delle bugie di Giorgio che probabilmente ha qualcosa da nascondere, e a causa di Paolino, l’amico benevolo di Eva che poi alla fine tanto benevolo non è, e lo scopriremo.

Una girandola di emozioni è dunque quella che ci coglie nella lettura di quest’opera, suscitando in noi interesse sempre maggiore nel proeguire, con la curiosità crescente di scoprire come andrà a finire e soprattutto quale sarà il destino dei vari personaggi.

Il linguaggio e lo stile sono fluidi, privi di errori e di refusi, per cui il libro si lascia leggere senza intoppi, non si registrano attimi di noia, la descrizione attenta di uno spaccato di vita sicuramente necessaria in questo particolare momento storico che stiamo vivendo, ovvero l’Emergenza Covid, in un paese e in un mondo in cui tutto è fermo, ma ferme non sono le nostre anime che fremono di vivere e che vivono, seppur recluse dentro quattro mura.

Un libro da leggere soprattutto oggi, dunque,  ma al tempo stesso un libro da tenere a mente soprattutto domani, quando la vita cosiddetta normale riprenderà con le sue gioie ma anche con le sue tante insidie e con le trappole da cui bisognerà trovare il modo di salvarci, in quanto donne e non solo per noi.

ILARIA GRASSO

LA MILANO NERA DI ROMANO DE MARCO: INCONTRO CON LO SCRITTORE

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Il mio incontro con Romano De Marco, per parlare del suo nuovo libro dal titolo “Nero a Milano” (Piemme Edizioni), e anche dei suoi prossimi progetti letterari.

Ciao Romano, ben trovato sul mio blog Liberi Libri e Non Solo, parliamo  del tuo nuovo libro, “Nero a Milano”, uscito il 18 Giugno 2019 e che prima della sua pubblicazione era già al quinto posto delle prevendite nella categoria Thriller: che effetto ti ha fatto questa cosa?

Ciao Ilaria. La classifica di cui parli è solo quella di un sito di vendita online, non quella generale. Bisogna sempre andarci cauti con le classifiche, ce ne sono tante e sempre molto parziali, non sempre danno l’esatta dimensione del successo (o l’insuccesso) di un titolo. Il romanzo è partito bene con le prenotazioni presso le librerie e di questo sono felice, ma non mi piace di vantarmi per risultati fuori dalla mia portata.

Sembra che i tuoi lettori siano davvero affezionati a Marco Tanzi, già protagonista di “Io la troverò”, un’opera intorno alla quale girano delle importanti novità di cui non so se puoi darci già qualche anticipazione…

Marco Tanzi (insieme a Luca Betti) è stato protagonista di due miei romanzi e ha effettivamente toccato il cuore di qualche migliaio di miei lettori affezionati. C’è stato, di recente, l’interesse su questo personaggio, da parte di uno sceneggiatore televisivo molto noto che sta lavorando a una possibile trasposizione in serie TV. Sono molto lusingato ma non mi faccio illusioni perché questi progetti sono molto complicati e difficili da concretizzare. Solo uno su mille giunge effettivamente alla realizzazione.

Marco Tanzi in questo libro è diventato un investigatore privato anche piuttosto affermato, ma i suoi fantasmi interiori non lo hanno affatto abbandonato, anzi, si può dire che il lavoro lo aiuti proprio a tenerli a bada: anche qui si trova alle prese con una disperata ricerca, quella del giovanissimo figlio di una coppia dell’alta borghesia, affetto da disturbi mentali che lo hanno condotto ad una vita da clochard… In definitiva, Marco Tanzi è sempre alla ricerca di qualcosa o di qualcuno, come ognuno di noi, vittima dei propri tormenti…

Sia Marco che Luca sono uomini molto tormentati, sebbene in maniera diversa. Le loro crisi esistenziali, però, non gli impediscono di essere degli uomini d’azione che, nonostante tutto, continuano a cercare di fare la cosa giusta. Per Marco, in questo romanzo, l’impegno che lo distrae dai suoi tormenti è trovare un ragazzo con un disagio comportamentale, che ha scelto di andare a vivere fra i clochard. La ricerca assume le connotazioni di una corsa contro il tempo quando a Milano un serial killer inizia a far strage dei senzatetto.

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Il vero protagonista è il commissario Luca Betti, personaggio che abbiamo già incontrato in “Io la troverò” (Fetrinelli) e “Città di polvere” (Feltrinelli), il quale ha in comune con Tanzi un’esistenza travagliata, una recente quanto devastante separazione dalla moglie quanto un rapporto molto controverso con la figlia: insomma, ognuno vive la propria odissea personale, in questa tua nuova storia, come accade poi in ogni tuo libro, che io apprezzo proprio per questo…

Sì, i romanzi di questa serie hanno come principale obiettivo quello di raccontare i due personaggi di Betti e Tanzi, le loro ossessioni, la loro delusione, ma anche la loro forza e la loro bellezza. Betti, commissario di polizia, è alle prese con una figlia ormai grande che decide di vivere la sua vita staccandosi dal cordone ombelicale che la lega ai genitori separati da anni. E questa è una ulteriore frattura nell’idealizzazione di famiglia che Luca ha perseguito per tutta la vita. Mentre si trova alle prese con questo suo dramma personale, deve indagare su un complicato duplice omicidio legato a due suicidi molto strani.

Una vera e propria odissea è anche quella che certamente caratterizza, per ragioni oscure, l’esistenza dello spietato killer che miete vittime proprio tra i clochard…

Anche quando descrivo un assassino cerco di capirne le ragioni, i tormenti, e sottolineare che il male è qualcosa di comune a tutti noi, qualcosa che non è affatto estraneo alle nostre esistenze e che potrebbe affacciarsi alla porta della nostra quotidianità se non ci sforzassimo abbastanza di tenerlo fuori.

La figura del clochard è ricorrente nei tuoi libri: lo stesso Marco Tanzi lo è stato in “Io la troverò”, forse perché ognuno di noi coltiva l’intimo desiderio di scappare da tutto e da tutti, ma ancora prima di scappare da se stesso…

In questo romanzo ho voluto sottolineare quanto, per alcuni dei senza tetto, la scelta di una vita ai margini, estranea a ogni convenzione della società, sa volontaria. Mi sono documentato a fondo, ho citato tutte le associazioni che operano nel volontariato, a Milano, con queste persone. Ho raccontato storie vere (modificando i nomi per rispetto della privacy) e ho cercato di trattare questo tema con molto rispetto e senza pregiudizi.

In definitiva potremmo dire che ogni tuo personaggio da un lato cerca qualcosa e da un altro fugge da qualcosa: del resto credo che questa sia l’intima lotta di ogni esistenza…

Sì, in effetti sono personaggi che fuggono dai loro fantasmi e ricercano una propria idea di giustizia.

Cosa ti aspetti da questo tua nuova opera: quale messaggio vorresti che arrivasse ai tuoi lettori, in questa nostra epoca non proprio facile?

Sono uno scrittore di intrattenimento, non pretendo di lanciare messaggi. D’altra parte la narrativa “Crime” italiana, da Giorgio Scerbanenco in poi, ha avuto questo pregio di essere sempre portatrice, oltre che di evasione e divertimento, anche di realtà. In un romanzo Crime italiano possiamo trovare, spesso, una fotografia della nostra società, dei nostri tempi, del costume, della criminalità. Io aspiro a far parte di questa categoria di autori, che intrattengono con qualcosa in più.

Cosa seguirà a “Nero a Milano”: qual è il tuo prossimo progetto?

Sto lavorando a un Thriller ambientato in un paese della provincia di Pisa. Un paese molto particolare pieno di arte, bellezza, cultura, che si chiama Peccioli. Voglio che tutti prendano atto che esista questo posto magico e che vadano a visitarlo. La storia sarà ad alta tensione e vedrà un giovane capitano dei carabinieri collaborare con un vecchio ex cacciatore di serial killer per catturare un misterioso assassino che sta commettendo efferati delitti proprio nel tranquillo paese.

Siamo in chiusura, grazie Romano di essere stato ospite del mio blog: lascia un messaggio ai nostri lettori…

Grazie a voi per lo spazio che mi avete dedicato. Leggete tanto, qualsiasi genere, qualsiasi autore vi piaccia, purché leggiate e sosteniate sempre la lettura. Viviamo tempi bui e un libro può essere una valida risposta all’imbarbarimento che si sta impossessando della nostra società.

ILARIA GRASSO