INTERVISTA ALLA SCRITTRICE ALESSANDRA HROPICH

vittima di mille ingiustizie

Il mio incontro con la scrittrice Alessandra Hropich, per parlare del suo libro Vittima di mille ingiustizie e del drammatico fenomeno del bullismo.

Ciao Alessandra, ben trovata su LIBERI LIBRI E NON SOLO: dicci com’è nata l’idea di questo libro?

Quando, come nel mio caso, vedi e vivi mille episodi di grave sopraffazione e violenza sin da piccola e poi in età adulta, non hai bisogno di idee ma solo di mettere nero su bianco mille soprusi subiti da me e da molti altri, come me.

Vittima di mille ingiustizie: quali sono, a tuo avviso, le ingiustizie peggiori di cui una donna può essere oggetto?

Le peggiori ingiustizie che subiscono molte donne sono le discriminazioni degli uomini nei loro confronti.

La donna è spesso discriminata e la discriminazione è sempre una violenza psicologica.

Il bullismo, un fenomeno sempre più dilagante, soprattutto sul web: qual è il ruolo educazionale della famiglia, nel prevenire certi comportamenti da parte dei propri figli e come può, invece, la famiglia, proteggere i propri figli da questo fenomeno?

Il bullismo sul web non è altro che il fratello gemello del bullismo che si vede nelle scuole, nelle comitive, nei gruppi.

Le famiglie potrebbero educare i figli a non essere prepotenti ma bisognerebbe indagare su chi sono i genitori, se sono prepotenti anche loro o meno. Se i genitori sono prepotenti anche loro, difficilmente tenderanno ad educare un figlio a non essere prepotente.

La famiglia può proteggere ed aiutare invece un figlio a difendersi dai bulli ma il figlio deve raccontare subito l’ accaduto. Gli episodi di bullismo ripetuti nel tempo, generano la convinzione nel bullo che il suo comportamento sia normale e quindi continuerà a comportarsi nello stesso modo.

La tempestività è fondamentale per bloccare episodi di bullismo.

Il bullo non accetta di essere smascherato quando è tardi, non lo comprende e, per questo, serve bloccarlo subito.

Qual è, invece, il ruolo della scuola, nella tutela dei giovanissimi?

La scuola potrebbe fare molto ma è necessario anche l’ aiuto dei genitori, cosa molto rara ma, se succede, è un perfetto sistema educativo.

Quanto è importante, per i giovanissimi, comunicare il proprio disagio, quando è presente?

I giovanissimi, se comunicano il loro disagio in tempo, possono fare moltissimo e mettere in seria difficoltà i bulli.

A chi è rivolto questo libro e quali sono le sue finalità?

Questo libro è rivolto a tutti: ragazzi giovanissimi ed adulti perché racconto e spiego come si verificano e come prevenire episodi di bullismo ma anche di prepotenza in età adulta.

Per bloccare immediatamente il marcio che è in ogni persona prepotente.

Seguiranno altri libri simili?

Non so se seguiranno libri simili perché già questo é un libro che mi é costato il dover fare a pugni con me stessa per scriverlo perché provavo molta vergogna ed imbarazzo a raccontare mille oscenità che ho visto.

Come facciamo a seguirti?

Sono reperibile sulla pagina Facebook a mio nome oppure sulla pagina dal titolo: “Vittima di mille ingiustizie! ” o nel gruppo ” Vittima di mille ingiustizie! ” Sempre su Facebook.

Poi basta cercarmi online ed appare quello che scrivo io anche se vengo associata a mia sorella Alessandra che è coautrice di questo libro.

Lascia un messaggio ai lettori di LIBERI LIBRI E NON SOLO…

Un messaggio che vorrei dare ai lettura di ” Liberi libri e non solo” é: Uomini, Donne e Bambini, non permettete mai a nessuno di calpestarvi, per nessuna ragione. Ricordatevi che un semplice insulto, un’ ironia pesante diventa poi una mano addosso e si prosegue.

Io ho conosciuto la violenza psicologica che purtroppo si è poi trasformata talvolta in violenza fisica. Ribellatevi subito perché solo la ribellione iniziale sarà tollerata!

ILARIA GRASSO

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INCONTRO CON LO SCRITTORE ANDREA FERRARI

Ti faranno del male

Il mio incontro con lo scrittore Andrea Ferrari, per parlare del suo libro dal titolo Ti faranno del male (Leucotea Edizioni) e di tanto altro.

Ciao Andrea, benvenuto su  LIBERI LIBRI E NON SOLO: chi sono quelli che faranno del male ad Andrea, il protagonista, appunto, del tuo libro dal titolo Ti faranno del male?

Ciao, grazie per l’ospitalità. Il male è il dolore che la vita e i rapporti umani possono provocare alla psiche di un essere umano un po’ fragile. Nel romanzo, in particolar modo, si assiste a come quest’individuo sia in vari modi vessato. Penserà d’aver trovato il suo riscatto ma, poi tutto degenererà.

Una vera e propria odissea, quella vissuta da Andrea, tra ricoveri psichiatrici e case di accoglienza: è un po’ come un vagare, in cerca di se stesso, quello di Andrea…

Il protagonista vive la sua vita ai margini, mediocre ma complessa, con punte di anormalità in positivo, raggiunte grazie alla sua costanza nel fronteggiare le avversità. Alla fine è solo, in balia degli eventi.

Andrea e l’amore s’incontrano, ma solo e unicamente per sfiorarsi, come se non esista possibilità alternativa a questo…

Sì, l’amore perduto è uno dei temi centrali del libro. Del resto anche nella mia vita ho abbandonato tutte le donne che ho frequentato (quando non è stato il contrario).

Il rapporto di Andrea con le donne è di odio e amore…

Fa parte della psicologia complessa del protagonista. Quando subisci a lungo, fatichi a trovare la serenità nei rapporti con gli altri, in questo caso con le donne. A volte, ti saboti da solo. Oppure più semplicemente va tutto male e basta.

Il finale del tuo libro è aperto: lascia forse la possibilità ad un eventuale seguito?

Ti faranno del male (Edizioni Leucotea, 2017) sarebbe potuto essere il seguito di Odio ( 96, rue de la Fontaine, Edizioni, 2016), ma ho preferito far ricorrere alcuni elementi (come la psichiatria, l’astio e la disillusione) senza però dichiararlo come seguito. Adesso sto scrivendo un terzo romanzo, sempre in parte inventato ma a tratti introspettivo. Però il protagonista ha un nome diverso.

ILARIA GRASSO

L’ODISSEA DI UN GIOVANE UOMO, IN “TI FARANNO DEL MALE”, DI ANDREA FERRARI

Andrea Ferrari

Ti faranno del male è il titolo, per certi versi provocatori, per certi altri, invece, tremendamente realistico, del nuovo romanzo dell’autore Andrea Ferrari, pubblicato da Leucotea Edizioni.

Il protagonista della storia si chiama Andrea, proprio come lo scrittore, anche se non si tratta di un romanzo autobiografico, e, seppur molto giovane, inizia da subito la sua infinita odissea presso i reparti di psichiatria e le residenze protette, e tra una “reclusione coatta” e l’altra tocca la vita, sfiorandola, senza riuscire mai a coglierla, nella sua totale pienezza.

E’ un po’ il destino di ognuno, che sia psichicamente turbato o che non lo sia, vagare dentro la vita, senza mai conoscerla a fondo, senza mai avere la fortuna di coglierne, veramente, l’essenza: l’odissea del giovane Andrea è un po’ la metafora di chi guarda sempre la vita, come dietro ad un vetro, per la paura di viverla, per la paura di cadere, come vittima inerme, dentro ad una inaspettata emozione che possa sconvolgere quel sottile equilibrio col quale, quotidianamente, si conviva, seppure anche a stento.

E’ la vita, in effetti, la vera pazzia di Andrea, è la vita quella follia che Andrea, il protagonista del libro di Andrea Ferrari, non ha il coraggio di cogliere: una follia che Andrea forse ama, ma che ignora completamente di amare.

E Andrea ci trascina nella mente e nell’anima del protagonista del proprio romanzo, come un vortice, già dalle prime pagine: già dall’inizio, lettori, siamo coinvolti nella mutevolezza dell’umore di Andrea, e siamo, noi stessi, le vittime della sua fragilità che non è solo la sua, ma è la nostra, stabilendo da subito una misteriosa empatia con un personaggio che abbandona la carta e diventa persona, al di fuori del libro, così simile a noi.

Il finale della storia è un finale che lascia aperte infinite possibilità, e tra queste, chissà, la possibilità stessa di un seguito per questa vicenda, un seguito dove Andrea finalmente deciderà di abbracciare la vita.

ILARIA GRASSO

 

 

L’AMORE E IL DOLORE IN “PICCIRIDDA”, IL ROMANZO DI CATENA FIORELLO

PICCIRIDDA 2

Picciridda è l’opera prima di Catena Fiorello, il romanzo completamente rivisitato dalla scrittrice e pubblicato, nuovamente, da Giunti Editore.

Picciridda è un viaggio nell’Italia del secondo dopoguerra e degli anni Sessanta, compiuti attraverso gli occhi di una bambina e dopo di una donna, Lucia, la picciridda, la figlia de “la gallina nera”, ma non di una gallina nera qualunque, bensì della gallina più nera in assoluto, come lei stessa si reputa di essere.

Lucia, fragile e forte, conosce, appena undicenne, il dramma dell’abbandono (seppur perpetrato per un nobile scopo: fare fortuna altrove, per assicurare a lei il benessere economico): i suoi genitori e il fratellino minore lasciano la loro amata Sicilia per andare a cercare la fortuna altrove, precisamente in Germania, una terra così lontana quanto così diversa dalla loro.

Il romanzo è un autentico viaggio temporale attraverso un’Italia che è uscita da pochi anni dalla guerra e che tenta di risorgere, a suo modo, rilanciando ogni sua speranza.

Lucia, questo è il nome della picciridda, vive il distacco dai suoi come se fosse un tradimento, come una sorta di espressione del non amore da parte di chi l’ha messa al mondo: se l’avessero veramente amata, in effetti, i suoi cari, l’avrebbero portata con loro certamente, oppure, meglio ancora, nemmeno sarebbero partiti, è ferma convinzione, questa, dentro al cuore della piccola.

E in questa storia, Lucia apprenderà le cose della vita, nel bene e nel suo male, lontano dalla sua famiglia, illuminata dall’unico, incontrastato, sole di sua nonna, l’energica Maria, la generala, donna orgogliosa e forte, che non conosce debolezza, almeno all’apparenza.

Picciridda è un’epopea straordinaria di donne che hanno avuto la meglio su una vita per natura ostile: Lucia e Maria, nipote e nonna, rinchiuse in un mondo senza tempo, di un’Italia mai dimenticata, nipote e nonna unite dall’amore, quanto siano, allo stesso modo, unite dal dolore.

Picciridda, un libro sulle donne, non solo per le donne.

ILARIA GRASSO

 

IL TATUAGGIO DEL SAMURAI (LUPI EDITORE): INTERVISTA A TONI GUGLIELMINO

toni guglielmino 1

Gaetano Guglielmino, da tutti i suoi amici da sempre chiamato Toni, nasce a Genova nel 1953.

Nella sua città conclude il ciclo di studi che lo porta a laurearsi in giurisprudenza.

Inizia il suo cammino nel mondo del lavoro come broker marittimo.

Dopo quattro anni il suo ingresso in una società di assicurazioni, sempre in ambito marittimo.

Nel 1985 una battuta di arresto causata da un grave incidente automobilistico.

Sposato e con un figlio decide di staccare dalla realtà della sua città e vive per un anno in Sud America.

In Cile, nel paese di La Serena, comincia a coltivare il suo interesse per la scrittura.

Tornato in Italia prende a collaborare con il Tribunale di Genova quale curatore di eredità.

Di lì a pochi mesi gli viene attribuito l’incarico onorario di Vice Procuratore.

Lo svolge per due trienni.

Al termine si orienta verso il mondo del sociale ed entra in una cooperativa quale semplice operaio.

In pochi anni arriva ad essere membro del consiglio di amministrazione della sua cooperativa. Questo fino al raggiungimento dell’età pensionistica.

toni guglielmino 2

Vive attualmente a Genova dove alterna la sua passione per la scrittura alla pratica ed all’insegnamento del Tai Chi.

Io ho incontrato Toni Guglielmino, in occasione dell’uscita del suo nuovo libro, dal titolo “Il tatuaggio del Samurai”, pubblicato da Lupi Editore.

Ciao Toni, ben trovato sul mio Blog Liberi Libri e Non Solo: la tua passione per la scrittura ha radici antiche e decisamente originali…

Qual è stata la prima storia che hai scritto, in assoluto?

Ciao Ilaria. La prima storia? Un romanzo giallo. Era il 1990 ed a quel tempo vivevo in Cile in un paese a nord della capitale. Tutto è iniziato quasi per gioco. Ero in un bar fumoso dove facevo sempre colazione. Ho preso in mano uno dei tovagliolini ed ho iniziato a scrivere. E’ nato così un giallo ambientato nella lontana Genova, la mia città. Quella dove sono nato e vivo attualmente.

Hai una produzione scrittoria molto ampia, potremmo dire che sei continuamente ispirato: il tuo genere preferito è il racconto…

Il racconto è uno sfogo naturale e non ho perso le antiche abitudini. Scrivo racconti brevi sui fogli di carta che fanno da tovagliette nella trattoria dove mangio a mezzogiorno. Sono un mezzo per staccare tra un romanzo e l’altro. Anche se ti confesso che la mia vera passione è la poesia. Quella moderna, il mio maestro è Bukowski, e quella tradizionale giapponese in forma di haiku, quelle poesie brevissime dalle quali vari autori contemporanei hanno tratto ispirazione.

Per molto tempo sei stato self publisher, mentre da poco hai pubblicato una tua opera con Lupi Editore: si tratta de Il tatuaggio del Samurai, il romanzo che è, da pochi giorni, uscito in questa nuovissima edizione, in formato ebook, dopo essere già stato pubblicato in self, da te, precedentemente: parlaci di questa tua collaborazione…

Non posso rispondere se non ringraziando te, Ilaria. Solo grazie a te sono arrivato alla casa editrice di Jacopo Lupi. Finalmente un uomo aperto anche agli autori emergenti. Sì, è vero quello che dici. Ho riversato molte delle mie opere nella autopubblicazione. Non trovo però che questo mezzo possa mai sostituire ne dare le stesse soddisfazioni della pubblicazione da parte di un vero editore.

toni guglielmino 3

Quali sono i tuoi progetti scrittori per il futuro?

Sono in pensione ed ora tutto il mio tempo è dedicato alle mie grandi passioni. La scrittura e la pratica del Tai Chi. Per il futuro voglio concentrarmi sempre più sul genere romanzesco. Lasciare una piccola traccia di me.

Come possiamo essere aggiornati sulle tue opere?

Frequentando il tuo blog e quello di Jacopo Lupi, il mio Editore. Anche se non voglio abbandonare il mondo dell’autopubblicazione sul quale concentrerò solo i miei racconti brevi.

Siamo in chiusura, lascia un messaggio ai nostri lettori…

Tenete d’occhio Koghen, il samurai protagonista del Tatuaggio di un samurai. Penso che avrà ancora molte cose da raccontarvi.

ILARIA GRASSO

SULMONA: DAL 17 AL 22 OTTOBRE IL FESTIVAL DELLE NARRAZIONI

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Torna a Sulmona, per il secondo anno, il Festival delle NarrAzioni!

Dal 17 al 22 ottobre, cinque pomeriggi di incontri dedicati alla letteratura, al giornalismo e alla musica d’autore.

Gli eventi si terranno ogni giorno nei locali del Soulkitchen di Sulmona, in via Alessandro Volta 8 (ad eccezione di sabato 22 ottobre, durante il quale ci sposteremo al Gran Caffè Letterario di Piazza XX Settembre).

Vi aspettiamo! 🙂

Ecco il programma!

17 ottobre – Soulkitchen

ore 17:00

Andrea Del Castello ” Come si scrive un thriller di successo” – Lupi editore

Ore 18:00 Incontro dibattito “Narrare il Morrone”

con

Collettivo AltreMenti Valle Peligna

Giampiero Ciaschetti, biologo

Simona Pace e Savino Monterisi, giornalisti de Il Germe

Gabriele Miconi, Coordinamento Nazionale USB Vigili del Fuoco

Modera Riccardo Verrocchi

18 ottobre – Soulkitchen

ore 18

Anteprima Festival

Narrare l’Abruzzo

con

Antimo Amore (Giornalista TG3 Abruzzo)

Evelina Frisa (Giornalista di Radio Studio 5 e Radio 24)

Alessandra Angelucci ( scrittrice e giornalista culturale di Tg Abruzzo 24)

19 ottobre – Soulkitchen

17 Paolo Di Paolo- Una storia quasi solo d’amore, Feltrinelli

18 Sandro Ruotolo, Intervista al giornalista a cura di Giuseppe Fuggetta

19 Pietruccio Montalbetti – Io e Lucio Battisti, Salani Editore, intervista a cura di Andrea Del Castello

Ore 21 e 30 Proiezione del docufilm “I giardini di marzo”

Evento in collaborazione con Sulmonacinema

20 ottobre – Soulkitchen

17 Cristiana Alicata- Ho dormito con te tutta la notte, Hacca edizioni,

presentazione a cura di Chiara Buccini

18 Federica D’Amato – Un anno e a capo, Galaad Edizioni e A imitazione dell’acqua, Edizioni Nottetempo.

19 Claudio Morandini – “Neve, cane, piede” e “Le pietre”, Exorma Edizioni, presentazione a cura di Angelo Di Liberto

h 22 Diego Mancino -intervista concerto a cura di Andrea Del Castello

21 ottobre – Gran Caffè Letterario

16:30 Camillo Chiarieri – Storia delle Storie d’Abruzzo, presentazione a cura di Simona Pace

17:15 Alessio Romano – Gli stonati, Neo Edizioni- Presentazione a cura di Andrea Del Castello

18:00 Andrea Carraro – Sacrificio, Castelvecchi editore, presentazione a cura di Simone Gambacorta

19: 00 Angelo Di Liberto – Il bambino Giovanni Falcone. Un ricordo d’infanzia, Mondadori presentazione a cura di Francesca Di Giulio

22 ottobre – Soulkitchen

16 e 30 Riccardo Verrocchi – Le Madres di Plaza de Mayo nell’Argentina di ieri oggi e domani, Sensibili alle foglie Edizioni – presentazione a cura di Andrea Del Castello

17 e 30 Paolo Zardi – La passione secondo Matteo , Neo Edizioni- presentazione a cura di Liana Moca

18 e 30 Premiazione Concorso Nazionale “Le metamorfosi”

LA PASSIONE PER L’AVVENTURA: INCONTRO CON LO SCRITTORE ANTONIO RISPOLI

L'anonima M

Il mio incontro con lo scrittore Antonio Rispoli, per parlare della sua passione per la scrittura, delle sue opere attuali e future.

Ciao Antonio, ben trovato sul mio blog LIBERI LIBRI E NON SOLO: giovanissimo, da sempre appassionato di scrittura e, dalle cose che ho letto, scritte appunto da te, mi sembra di capire che il tuo genere preferito sia il racconto/romanzo, storico: come mai questa scelta?

Ciao, Ilaria. Innanzitutto grazie per la possibilità che mi stai dando. Tornando alla tua domanda: in realtà non è stata una vera e propria scelta. Mi spiego meglio. Di solito immaginando una storia, mi faccio trasportare dalla fantasia e, quindi; è solo un caso se da lì, nascono romanzi del genere. Infatti, di per sé non so mai cosa potrò scrivere la prossima volta. Lo scopro solo scrivendo e, devo ammettere che alla fine è una bella sorpresa anche per me.

Cosa rappresenta la scrittura per te, alla quale decidesti di dedicarti completamente, dopo essere stato ampiamente spronato dalla tua famiglia e dalla tua ex fidanzata?

La scrittura per me rappresenta una possibilità di dare libero sfogo alla mia immaginazione. Di trasmettere o, almeno di provarci, delle sensazioni a chi legge i miei libri e, in un certo senso, far dimenticare al lettore i suoi problemi anche solo per 5 minuti.

I tuoi racconti/romanzi sono sempre particolarmente ricchi di colpa di scena e di avventure: sei molto legato, ad esempio, alla figura, da sempre molto affascinante, del pirata, come mai?

Diciamo che sono legato per lo più alla figura del pirata, perché è stato il mio primo libro, da cui ho preso fiducia nelle mie capacità, e ho continuato a scrivere. Diciamo che senza “Dominic Brave” non ci sarebbero stati gli altri libri.

Quello del viaggio è un altro tema che ami…

Sì. Mi piace immaginare i miei personaggi vagare per il Mondo, per affrontare nuove avventure che facciano accrescere la loro consapevolezza. In fondo chi viaggia tanto, lo fa anche per questo. Per crescere.

copertina Cartaceo

Che cosa rappresenta, per te, indirizzare i tuoi scritti, in modo più specifico, a un pubblico di ragazzi?

In realtà io ho un modo di scrivere molto semplice e comprensibile da tutti. In generale mi rivolgo ai ragazzi, perché data la mia giovane età, mi sento più vicino a loro. Ciò non toglie, però, che i miei libri possono essere letti anche da adulti. Infatti come dico sempre, i miei libri sono rivolti a tutti dal più piccolo al più grande, basta che siano disposti a lasciarsi trascinare dalla fantasia.

Il Regno di Aslom

La famiglia, con le sue dinamiche, a volte decisamente intricate, è un’altra protagonista ricorrente delle tue storie…

Siccome la famiglia per me è un punto di riferimento, tendo a trasportare questo mio pensiero anche nei miei libri, attraverso i miei protagonisti.

Seconda Stella

Come facciamo a seguirti?

Su Facebook ho una pagina dedicata ai miei libri che si chiama “Libri & Ebook” lo trovate anche scrivendo @ARispoliAutore.
Su Twitter: @ARispoliAutore
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E in fine, il mio Sito Web: https://rispoliantonio91.weebly.com

A quale progetto scrittorio sei impegnato, adesso?

Attualmente ho in cantiere un libro un po’ diverso dai precedenti, con trama futuristica e diversi colpi di scena. Non posso aggiungere altro, perché ho il brutto vizio di cambiare la trama in corso; infatti, tendo a lasciarmi trascinare dal immaginazione.

Siamo in chiusura, lascia un messaggio ai nostri lettori…

E’ stata dura! (Ride n.b.) Scherzo! Comunque… Innanzitutto, saluto tutti e vi ringrazio per lo spazio che mi avete dato. Spero che il mio lavoro vi piaccia e, che sappiate coglierne il senso.
Buona lettura!

ILARIA GRASSO