S’INTITOLA “ANNABELLE” IL NUOVO SINGOLO DI TAVO: INCONTRO CON IL CANTAUTORE

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Il mio incontro con il giovane cantautore Tavo, per parlare del suo nuovo singolo, uscito nel dicembre 2019 ed intitolato “Annabelle”, e di tanto altro…

Francesco Taverna, in arte TAVO, è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dopo il suo primo concerto, al Circolo Ohibò di Milano, TAVO trova presto spazio su palchi come Rocket club (Linoleum), Spaghetti Unplugged, Le Mura, Tendenze Festival, Radical Sheep Festival, Arezzo Wave e molti altri ottenendo riconoscimenti come Miglior performance live e Roster artista rappresentante Soundreef. Viene definito su riviste di settore (Stormi, RUMORE, ExitWell) come “Uno dei profili più interessanti del panorama indie italiano” con il suo album d’esordio “Funambolo” (Noize Hills Records, 2018), una raccolta di melodie leggere e testi falsamente ironici che dipingono situazioni di vita dall’equilibrio instabile. Il suo ultimo singolo si intitola “Annabelle” (Noize Hills Records).

“Annabelle” è una canzone che parla d’amore, un amore senza tempo e senza età: ma è vero che per scriverla ti sei ispirato ad una lettera trovata in una casa in cui abitavi, addirittura del 1800?

Si! Per quanto questa cosa possa sembrare una trovata Manzoniana per avere una bella storia da raccontare dietro la canzone, è la verità.

Ti dirò di più, quando l’ho trovata ho creduto fosse un tesoro dal punto di vista monetario, ma ahimè non è stato così. Rimango povero…

In compenso ho trovato l’ispirazione per una canzone.

Quanta universalità hai colto nella storia raccontata in quella lettera e perché l’idea di scriverci un brano?

Nella lettera un certo Ennio scrive a Maddalena (divenuta poi Annabelle per una scelta metrica) elogiandola sotto ogni punto di vista. La cosa strana è che Maddalena è sposata, pertanto sono due amanti del 1800.

Per quanto tutto sia scritto con una forma “d’altri tempi”, a livello di contenuto è molto attuale.

L’amore, la paura e il desiderio sono i sentimenti attorno ai quali si sviluppa la canzone. Ho compreso che questi viaggiano nel tempo immutati ed immutabili.

Sai cosa c’è di estremamente diverso rispetto ad oggi? Il termine “amanti”.

Nell’800 ci si sposava ancora in matrimoni combinati, finendo poi per trovare l’amore VERO altrove.

Oggi l’amante è una trasgressione, il più delle volte, fine a stessa.

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Un pezzo che invita a riflettere sugli errori che purtroppo ognuno di noi compie nelle proprie relazioni…

L’errore è dietro l’angolo, nel momento in cui si sceglie di abbandonare un appiglio saldo e sicuro. Parlo di questa cosa in “Funambolo” il mio disco precedente.

Purtroppo scegliere di percorrere sentieri stretti come una fune ci espone a rischi.

Di fronte ad una scelta, sperimentiamo la paura di fallire, ma se restiamo immobili non proveremo mai la soddisfazione di aver compiuto un’impresa inizialmente impensabile.

“Annabelle” rappresenta la nostalgia per quello che poteva essere e non è stato, magari a causa proprio di un banale errore…

“Annabelle” in realtà parla di qualcosa che “è stato”, è finito, ed è tornato dopo più di duecento anni.

“Annabelle” vince sulla nostra paura più grande, quella di morire e di non lasciare nulla del nostro passaggio. Vince il tempo e lo spazio.

Cosa rappresenta la musica per te?

Per me la musica e la scrittura sono sempre state una valvola di sfogo.

Con il passare degli anni mi sono reso conto che fare musica è una grossa responsabilità.

Quello che dico attraverso i testi, veicola non solo il personaggio, ma anche la persona che sta dietro al mio progetto.

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Quali sono i tuoi progetti per il futuro prossimo?

Sicuramente suonare tanto. Nel tour “Funambolo” ho raggiunto le principali città d’Italia e cosi farò con questo.

Quest’anno ho alle spalle una produzione live molto bella, fatta da persone e tecnici che oltre a lavorare con me si occupano di artisti come Ermal Meta, Cristicchi, ecc.

Sarà uno show a 360 gradi. Non finirò mai di ringraziare queste persone e la mia etichetta, la Noize Hills Records.

Mi impegnerò a dare il massimo.

In più in cantiere c’è un disco, ma non posso ancora anticipare nulla. Manca poco comunque…

Come facciamo a seguirti?

Mi trovate su tutele piattaforme di streaming come Spotify, Apple Music, YouTube, e cosi via.

In più sono molto attivo sui social. Su Instagram come “tavo_ufficiale” e su Facebook semplicemente come “TAVO”.

Curo molto i social e grazie a Lorenzo Chiesa, un grafico che lavora anche per note multinazionali, vanto una pagina piuttosto singolare.

Lascia un messaggio a chi ci legge…

Signori, quando si fa qualcosa, artistico e non, è importante essere sempre sinceri perché l’arma più grande che tutti abbiamo, è la credibilità”.

ILARIA GRASSO