“UNA PASSEGGIATA NELLA STORIA” E’ IL NUOVO LIBRO DELL’AVVOCATO LUCA SALINI – INTERVISTA

IMG-20190630-WA0021

Incontro con l’avvocato e scrittore Luca Salini, per parlare del suo quarto libro, intitolato “Una passeggiata nella storia – tra Eroi, Ricordi e Tradizioni” (Edizioni Il Viandante) e di tanto altro.

Ciao Luca, ben trovato sul mio Blog Liberi Libri e Non Solo, parliamo del tuo quarto libro, dal titolo “Una passeggiata nella storia – tra Eroi, Ricordi e Tradizioni, pubblicato da Edizioni Il Viandante: com’è nato questo tuo ambizioso progetto?

Innanzitutto mi preme ringraziarti per l’opportunità di far conoscere e promuovere la mia quarta pubblicazione. Durante una mia partecipazione come giurato ad un concorso letterario, tra i racconti proposti dai concorrenti sono rimasto particolarmente colpito dall’elaborato dal titolo “La passeggiata del silenzio”. In sintesi il racconto, classificatosi al secondo posto della graduatoria finale, ripercorreva a ritroso le passeggiate tra l’autrice e suo padre, reduce dalla scriteriata spedizione in Russia della Seconda guerra mondiale, da dove era ritornato con una parte del piede amputato a causa della infinita marcia nel gelo e “privo di forza e di giovinezza”. Sono tante le similitudini e le assonanze rispetto al ritratto della persona che ho proposto nel libro, Antonio Malascorta, che quotidianamente incontravo nel corso delle sue lunghe camminate.

Mi preme evidenziare che la spedizione dell’armata italiana in Russia, denominata ARMIR, aveva già catturato il mio interesse nel corso del raduno degli Alpini organizzato nel 2013 a Bisenti. Nell’ambito di una manifestazione collaterale venne proiettato un film toccante sulle vicende del corpo di armata mandato allo sbaraglio in Russia a combattere a fianco dei tedeschi.

Una passeggiata nella storia” è stato ideato con l’intento di proporre una ricostruzione fedele di fatti risalenti ad epoche diverse con il comune denominatore di aver rappresentato segmenti di vita capaci di cambiare radicalmente il corso della storia ed il futuro degli uomini.

IMG-20190630-WA0022

Un libro non strettamente storico, ma un viaggio tra episodi della nostra storia italiana e nella tradizione che da sempre ci caratterizza e che spesso dovrebbe trovare più risalto…

Il libro non ha carattere storico ma si propone esclusivamente di raccontare e ricordare episodi nefasti della recente storia ma anche momenti di vita spensierata e tradizioni forse dimenticate, con particolare riguardo ad una disamina sociale e di costume in merito a fenomeni che hanno cambiato radicalmente il modo di pensare degli italiani.

Nella prima parte vengono approfondite tematiche e vicende relative alla spedizione in Russia avvenuta durante la Seconda guerra mondiale: in particolare ci si sofferma sulla figura e sulle gesta del reduce Antonio Malascorta. Inoltre vengono riportati aneddoti interessanti sulla spedizione in Russia legati alle condizioni climatiche proibitive, ai rapporti tra i soldati italiani e la popolazione russa, alle criticità di equipaggiamento ed all’impreparazione logistica, alle battaglie decisive per il ritorno in patria dei pochi reduci italiani. Inoltre vengono fornite informazioni sui recenti ritrovamenti di corpi di soldati italiani nella fossa di Kirov: ma non anticipiamo altro in merito in quanto nel libro viene fornita una descrizione approfondita.

La seconda parte è dedicata agli anni ’90, rivisitati sulla base di eventi realmente accaduti e seguendo la logica del “come eravamo”, senza alcun intento nostalgico. Vengono toccati svariati argomenti anche in chiave un po’ romanzata; inoltre l’autore si sofferma anche sull’analisi di fenomeni televisivi che hanno rivoluzionato il mondo del tubo catodico, rappresentando gli antesignani degli attuali reality. Della terza parte parleremo di seguito…

IMG-20190630-WA0024

Un libro pieno di emozioni, sia tue che di chi legge…

Le emozioni rappresentano il sale della vita. Per me scrivere rappresenta uno strumento per trasmettere emozioni ai lettori, che si immedesimano pienamente nelle storie e nelle vicende raccontate. Si deve venire a creare una forte empatia tra chi scrive e chi legge. In caso contrario la lettura diventa distaccata e poco partecipata.

PASQUALONE

Un protagonista del tuo libro è Antonio Malascorta, eroe quanto uomo normale della tragica spedizione degli italiani in Russia, durante la Seconda Guerra Mondiale…

Anche la Vallata del Fino, la mia Terra, ha fornito il suo contributo in termini di partecipazione alla Campagna di Russia e ha pagato un dazio di notevole entità. Antonio Malascorta è stato uno dei protagonisti della spedizione in terra russa, fortemente voluta da Mussolini per dare sostegno all’alleato tedesco, un reduce che ha contribuito alla vittoria ed al trionfo della libertà sulla dittatura, un vero e proprio Eroe normale. Spesso ci dimentichiamo di fatti antecedenti che hanno sancito il trionfo della libertà e della democrazia e finiamo per accantonare i protagonisti del suddetto trionfo, ossia coloro che hanno sacrificato la vita al fine di garantire ai loro eredi un mondo pacificato e senza tragedie di portata planetaria. Ecco a mio avviso la figura di Antonio Malascorta andrebbe valorizzata in modo più intenso, evidenziando le virtù di un uomo mite e pragmatico, silenzioso e di poche parole ma dotato di saggezza esemplare, tipica degli uomini d’altri tempi. Antonio è deceduto l’8 dicembre 2012, alla vigilia del compimento del 92° anno di età, e non ho avuto il privilegio di poter parlare direttamente con lui prima dell’uscita del libro. Ma ho avuto l’opportunità di incontrare il suo primo figlio Enzo, che vive a Bisenti e il cui primogenito a sua volta si chiama Antonio Malascorta; l’altro figlio del reduce Antonio si chiama Lino e vive a Pescara. Enzo mi è stato di aiuto, fornendomi informazioni sulla persona e raccontandomi aneddoti interessanti, tutti riportati nel libro.

Nell’ultima parte del libro c’è ancora un accorato omaggio a Bisenti, la tua terra, con la descrizione accurata di un momento che potremmo definire sacro, quello della vendemmia…

La terza parte contiene un aggancio che mi tiene ancorato a Bisenti, il mio paese. Parlo del vino Montonico e della vendemmia intesa come momento di aggregazione, con un inevitabile richiamo al Revival dell’Uva e del Vino Montonico che si tiene ogni anno a Bisenti la prima domenica di ottobre. Il binomio tra il Revival e il paese è indissolubile e gli ideatori di questo evento eccezionale sono riusciti nell’intento di creare un appuntamento per palati fini, unico e singolare.

una passeggiata nella storia

In quale progetto sei attualmente impegnato?

Venerdì 28 giugno ho presentato il libro a Bisenti. Ora insieme ad Arturo Bernava, il deus ex machina della casa editrice IlViandante, stiamo predisponendo un calendario di presentazioni. Approfitto dello spazio per ringraziare le persone che hanno reso possibile la pubblicazione del libro: l’editore Arturo Bernava che sostiene con convinzione le mie iniziative non solo letterarie; la Consigliera di parità della Provincia di Teramo Monica Brandiferri che ha curato la prefazione ed ha svolto un ruolo fondamentale e decisivo durante tutto il percorso del libro con consigli e suggerimenti sempre preziosi; la giornalista Mila Cantagallo, presenza costante ed imprescindibile sempre pronta ad ascoltare e sostenere i miei progetti; il giornalista Simone Gambacorta, professionista eccellente e figura di primo piano nel panorama della comunicazione; il Presidente del CO.RE.COM. Abruzzo Filippo Lucci, amico fraterno fin dall’infanzia; il giornalista Lorenzo Valleriani, protagonista importante del panorama sportivo abruzzese”.

Siamo in chiusura, Luca: lascia un messaggio ai nostro lettori…

Ti ringrazio Ilaria per l’opportunità che mi hai concesso attraverso la presente intervista. Il messaggio è il seguente: la cultura deve essere incentivata e deve recuperare un ruolo di centralità nel panorama della conoscenza umana. Nel mio piccolo ho voluto fornire un umile contributo in tal senso.

ILARIA GRASSO

LA GIOIA DELLE PICCOLE COSE IN UNA GRANDE STORIA NE “IL PANE SOTTO LA NEVE” DI VANESSA NAVICELLI

Libro in 3D_formato leggero

Il pane sotto la neve è un romanzo bellissimo, scritto dall’autrice piacentina Vanessa Navicelli, opera che è stata finalista nel concorso letterario Rai La Giara, anno 2012, nella sua prima edizione.

Quasi cinquant’anni di storia italiana (dagli inizi del ‘900 al 1945) attraversano questo libro, con le gioie ed i dolori dei suoi appassionati protagonisti, attori di questo romanzo corale dove nessun uomo è un’isola, ma tutti sono perfettamente interfacciati nelle tre generazioni a cui appartengono: quella dei nonni, quella dei figli e dei nipoti.

Nel romanzo, che è il primo de La saga della Serenella, si raccontano le fatiche del lavoro ed i suoi frutti, di quel pane sotto la neve che sempre si ritrova, come se fosse custodito alla stregua di un tesoro, perché il lavoro duro porta sempre i suoi buoni risultati e, come un detto contadino popolare esprime, quei germogli di grano che di inverno riposano sotto la neve, in primavera daranno sempre il pane, quel pane da cui si ricaveranno sostentamento e vita.

E in questa storia c’è anche l’amore, in tutte le sue forme, dove è amore appunto anche quello per il lavoro e per la propria terra, la patria per la quale si combattono la prima come la seconda guerra mondiale, delle quali si narra attentamente in questa storia e quella stessa patria per cui si fa la Resistenza e si diventa partigiani.

C’è un pezzo di storia, in questo libro, che nessuno di noi dovrebbe mai dimenticare, per poter crescere e per potere migliorare la propria persona, un pezzo di storia popolata da varia umanità di personaggi che entrano nei nostri cuori con facilità, per rimanervi, come fotografie di un’epoca che non c’è più.

E la serenella, per intenderci il fiore di lillà, è poi sempre presente, come a voler incarnare la sottile speranza che aleggia sempre nelle vicende umane che l’autrice ci racconta, una speranza che vince anche in mezzo alle difficoltà maggiori.

L’ambientazione è in Emilia Romagna, un’Emilia quasi senza tempo, nella sua zona ai confini con la Lombardia, eternamente cristallizzata come ci appare nell’amore per quei figli a cui ha dato i natali, laddove anche quando hai il cuore a pezzi trovi la forza ed il coraggio necessari a continuare.

Ne Il pane sotto la neve si celebrano la semplicità e la gioia che si ricava dalle piccole cose, oltre all’amore, la bontà d’animo e la sincerità di valori validi in eterno e che oggi dovrebbero tornare e che oggi, ci auguriamo, possano tornare.

ILARIA GRASSO

LINK PER L’ACQUISTO:

LA PASSIONE PER L’AVVENTURA: INCONTRO CON LO SCRITTORE ANTONIO RISPOLI

L'anonima M

Il mio incontro con lo scrittore Antonio Rispoli, per parlare della sua passione per la scrittura, delle sue opere attuali e future.

Ciao Antonio, ben trovato sul mio blog LIBERI LIBRI E NON SOLO: giovanissimo, da sempre appassionato di scrittura e, dalle cose che ho letto, scritte appunto da te, mi sembra di capire che il tuo genere preferito sia il racconto/romanzo, storico: come mai questa scelta?

Ciao, Ilaria. Innanzitutto grazie per la possibilità che mi stai dando. Tornando alla tua domanda: in realtà non è stata una vera e propria scelta. Mi spiego meglio. Di solito immaginando una storia, mi faccio trasportare dalla fantasia e, quindi; è solo un caso se da lì, nascono romanzi del genere. Infatti, di per sé non so mai cosa potrò scrivere la prossima volta. Lo scopro solo scrivendo e, devo ammettere che alla fine è una bella sorpresa anche per me.

Cosa rappresenta la scrittura per te, alla quale decidesti di dedicarti completamente, dopo essere stato ampiamente spronato dalla tua famiglia e dalla tua ex fidanzata?

La scrittura per me rappresenta una possibilità di dare libero sfogo alla mia immaginazione. Di trasmettere o, almeno di provarci, delle sensazioni a chi legge i miei libri e, in un certo senso, far dimenticare al lettore i suoi problemi anche solo per 5 minuti.

I tuoi racconti/romanzi sono sempre particolarmente ricchi di colpa di scena e di avventure: sei molto legato, ad esempio, alla figura, da sempre molto affascinante, del pirata, come mai?

Diciamo che sono legato per lo più alla figura del pirata, perché è stato il mio primo libro, da cui ho preso fiducia nelle mie capacità, e ho continuato a scrivere. Diciamo che senza “Dominic Brave” non ci sarebbero stati gli altri libri.

Quello del viaggio è un altro tema che ami…

Sì. Mi piace immaginare i miei personaggi vagare per il Mondo, per affrontare nuove avventure che facciano accrescere la loro consapevolezza. In fondo chi viaggia tanto, lo fa anche per questo. Per crescere.

copertina Cartaceo

Che cosa rappresenta, per te, indirizzare i tuoi scritti, in modo più specifico, a un pubblico di ragazzi?

In realtà io ho un modo di scrivere molto semplice e comprensibile da tutti. In generale mi rivolgo ai ragazzi, perché data la mia giovane età, mi sento più vicino a loro. Ciò non toglie, però, che i miei libri possono essere letti anche da adulti. Infatti come dico sempre, i miei libri sono rivolti a tutti dal più piccolo al più grande, basta che siano disposti a lasciarsi trascinare dalla fantasia.

Il Regno di Aslom

La famiglia, con le sue dinamiche, a volte decisamente intricate, è un’altra protagonista ricorrente delle tue storie…

Siccome la famiglia per me è un punto di riferimento, tendo a trasportare questo mio pensiero anche nei miei libri, attraverso i miei protagonisti.

Seconda Stella

Come facciamo a seguirti?

Su Facebook ho una pagina dedicata ai miei libri che si chiama “Libri & Ebook” lo trovate anche scrivendo @ARispoliAutore.
Su Twitter: @ARispoliAutore
Su Instagram: @ARispoliAutore
E in fine, il mio Sito Web: https://rispoliantonio91.weebly.com

A quale progetto scrittorio sei impegnato, adesso?

Attualmente ho in cantiere un libro un po’ diverso dai precedenti, con trama futuristica e diversi colpi di scena. Non posso aggiungere altro, perché ho il brutto vizio di cambiare la trama in corso; infatti, tendo a lasciarmi trascinare dal immaginazione.

Siamo in chiusura, lascia un messaggio ai nostri lettori…

E’ stata dura! (Ride n.b.) Scherzo! Comunque… Innanzitutto, saluto tutti e vi ringrazio per lo spazio che mi avete dato. Spero che il mio lavoro vi piaccia e, che sappiate coglierne il senso.
Buona lettura!

ILARIA GRASSO

Intervista alla scrittrice Stefania Chiappalupi

lusignolo-e-occhi-di-cielo

Il mio incontro con la scrittrice Stefania Chiappalupi, per parlare del suo nuovo romanzo, dal titolo “L’usignolo e occhi di cielo” e di tanto altro ancora…

Ciao Stefania, benvenuta sul mio blog…. Scrivere, cosa rappresenta per te?

Ciao Ilaria ,innanzitutto grazie per la tua intervista, è un vero onore per me.

Scrivere per me è come partire per un viaggio verso l’infinito. E’ il modo migliore di sentirmi viva e in pace con me stessa.

Hai incontrato la scrittura giovanissima: hai scritto le tue prime poesie a dodici anni…

Il mio primo incontro con la poesia è avvenuto proprio intorno ai miei dodici anni. Dopo un concerto di Renato Zero, che mi regalò grandi emozioni, ho avvertito il bisogno di scrivere i mei primi versi ed ho capito che solo attraverso la scrittura ero in grado di spiegare i miei sentimenti. Così è nata, quella che sarà la mia prima poesia “Uomo” dedicata al cantautore romano di cui sono una grande fan.

Il tuo primo romanzo è del 2014, e si intitola “Un’occasione unica”: parliamo un po’ di questa tua prima opera, pubblicata da MR editori…

Un’occasione unica” racconta la storia storia d’amore di una giovane donna europea e un medico di fede islamica, impegnato nella lotto contro la sclerosi multipla. In questo romanzo ho cercato di affievolire le differenze che nascono da culture ed identità diverse.

Sempre per MR editori hai appena dato alle stampe la tua nuova opera, “L’usignolo e occhi di cielo”, un romanzo storico e d’amore, al tempo stesso, dalla trama avvincente: com’è nata quest’idea?

Come prima cosa vorrei dire che questo romanzo è un omaggio a tutte le vittime della seconda guerra mondiale. Mia mamma è orfana di guerra e dalla sua storia ho tratto informazioni ed ispirazioni, inoltre ero a conoscenza di avvenimenti realmente accaduti in quell’epoca e mi sembrava giusto portarli alla luce, con la speranza di donare al lettore pagine di storia inedite.

Le tue eroine sono sempre donne con grande coraggio, spesso controcorrente…

Credo fermamente che la donna sia la colonna portante della nostra sociètà. Noi donne abbiamo la capacità di metterci in gioco in qualsiasi momento della nostra vita, un pò come hanno saputo fare le mie protagoniste: Lavina e Caterina due donne caratterialmente diverse, vissute in epoche diverse, ma legate da un filo impercettibile chiamato “Coraggio”.

Tu e il sociale, un connubio profondo da sempre….

Credo che scrivere sia un dono ed è per questo motivo che mi piace utilizzarlo come strumento per aiutare il prossimo e ogni qualvolta mi viene offerta l’occasione di scrivere qualcosa a scopo benefico lo faccio senza esitazioni.

C’è un momento particolare della giornata nel quale preferisci scrivere?

Solitamente scrivo al mattino, ma solo di notte, quando il silenzio è assordante riesco ad avere l’ispirazione e non a caso tengo carta e penna sul comodino per appuntare i mei pensieri.

Progetti letterari per il futuro prossimo…

Nella mia mente si sta facendo spazio l’idea di un nuovo romanzo, ma al momento è ancora nascosto nei miei pensieri.

Come facciamo a seguirti?

Ho un profilo facebook con una pagina per ogni mio libro. Il tutto è pubblico e accetto volentieri tutte le richieste di amicizia .

Lascia un messaggio ai nostri lettori….

Volentieri, ma sarà Caterina, la protagonista di “Usignolo e occhi di cielo” a farlo: “Qualsiasi cosa succeda nella vosta vita, Non perdete mai la speranza!”

Grazie Ilaria per questa bellissima intervista. Un abbraccio a te e un caloroso saluto a tutti i lettori del tuo blog.

ILARIA GRASSO

La mostra itinerante dedicata a Cesare Andrea Bixio e alla storia della canzone italiana

c-a-bixio

Con Cesare Andrea Bixio nasce la canzone italiana del ‘900

La mostra “C.A. Bixio – Musica e Cinema nel ‘900 italiano” dopo il successo ottenuto a Ravello, Spoleto, Napoli e Firenze, giunge al MAM, Museo di Arte Moderna “Vittoria Colonna” di Pescara. In mostra le celebri canzoni del compositore, le musiche da lui realizzate per il cinema e le più belle immagini delle copertine degli spartiti dei suoi successi. La storia, le immagini e le musiche di una straordinaria carriera che ha influenzato la cultura popolare italiana del ‘900. Canzoni come Mamma, Parlami d’amore Mariù, Vivere sono delle vere e proprie pietre miliari, e sono cantate e conosciute in tutto il mondo.

Dal 7 ottobre al 13 novembre 2016 la mostra verrà ospitata al MAM, il luogo certamente più idoneo a valorizzare i valori artistici sia visivi che sonori di C.A. Bixio.

Inaugurazione alle ore 12.00 del 7 ottobre con la partecipazione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Pescara Giovanni Di Iacovo, Franco e Andrea Bixio curatori della mostra insieme a Giuseppe Pasquali, il giornalista Renato Marengo coordinatore della mostra, lo scrittore e regista Italo Moscati, Maria Letizia Bixio curatrice del libro/catalogo della mostra e Federico Giangrandi presidente dell’associazione curatrice degli eventi collaterali.

La mostra gode del patrocinio e della collaborazione di importanti enti istituzionali e privati come SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), A.F.I. (Associazione dei Fonografici Italiani), Università “Sapienza” di Roma e RaiTeche.

Durante la permanenza della mostra verrà organizzata l’iniziativa Tactus Fugit OPEN MAT. Questa prevede una serie di eventi collaterali alla mostra stessa: incontri, workshop, concerti e dj-set, oltre a un’esposizione di vinili di case di produzione abruzzesi che operano nel settore delle colonne sonore.

Mio padre – dichiara Franco Bixio, figlio del compositore – è stato, tra l’altro, l’autore delle musiche del primo film sonoro italiano. Molti dei suoi successi nascevano come musiche da film. Il cinema, infatti, è stato motivo di incontro tra lui scrittori, registi e musicisti. Uno dei più grandi compositori dell’epoca fu proprio il “pescarese doc” Alessandro Cicognini, autore, tra l’altro, delle musiche della saga di Don Camillo e di un film, del giovane regista Vittorio De Sica, come “Umberto D”. In questa occasione però mi piace ricordare il Cicognini amico di mio padre. Veniva spesso da noi in campagna, a Rocca di Papa, a trovare mio padre che per lui aveva addirittura allestito un appartamento in un villino, che noi ragazzi chiamavamo la “casa di Cicognini”. Mio padre era molto orgoglioso di essere stato l’editore di tante sue composizioni.

L’obiettivo della mostra è quello di presentare l’origine della canzone italiana e celebrare Cesare Andrea Bixio, uomo dalla spiccata sensibilità creativa e figura chiave del suo tempo: artista e innovatore della cultura e dello spettacolo e, al tempo stesso, uomo dalle grandi intuizioni commerciali e imprenditoriali in campo editoriale. Nel 1920 ha fondato la prima casa editrice musicale tenuta a battesimo nel luogo che diventerà il polo della musica leggera (Galleria del Corso a Milano). Ha collaborato con artisti del futurismo, ed è stato il primo autore italiano a produrre canzoni per alcune tra le maggiori interpreti francesi del varietà, così alimentando il legame tra le città di Napoli e Parigi, a quel tempo, capitali della cultura. Ha, inoltre, composto le musiche per il primo film sonoro italiano La Canzone dell’Amore (1930) e l’amore per il cinema lo ha portato negli anni ‘60 a fondare la Cinevox Record, prima casa discografica dedicata alle colonne sonore, che nel corso degli anni ha prodotto grandi artisti come Morricone, Piovani, Goblin e tanti altri.

Come recita il sottotitolo, la mostra racconta un bel pezzo di storia del cinema e della musica italiana del ‘900. Le note di Bixio accompagnano il visitatore in un viaggio fatto d’immagini storiche, focus su avvenimenti scientifici e contributi artistici da ogni campo, strizzando l’occhio a innovazioni particolari e curiosità del secolo scorso.

Il nucleo centrale è sviluppato intorno alle copertine degli spartiti dei primi cinquant’anni del ‘900, veri e propri capolavori di grafica che rappresentano le varie epoche e tendenze artistiche dell’arte visiva. Non mancano le immagini dei film musicati da Bixio e le sequenze delle canzoni interpretate sia da attori famosi come Vittorio De Sica, Totò, Anna Magnani, Elsa Merlini, Macario, sia dalle grandi voci dell’epoca come Beniamino Gigli.

Il progetto è frutto della collaborazione del Gruppo Editoriale Bixio e dell’Associazione Musikstrasse con il Master in “Allestimento e Progettazione di Componenti” della Facoltà di Architettura dell’Università “Sapienza” di Roma, ed è stato firmato dal giovane architetto Massimo Burlina.

Raccontare di Cesare Andrea Bixio, significa anche raccontare la Storia del Novecento, secolo controverso, caratterizzato da forti divergenze ideologiche e sociali e segnato da due guerre che hanno profondamente inciso sulla vita e sui comportamenti di un intero popolo.