“PESTE E CORNA” (SPERLING & KUPFER): INCONTRO CON LO SCRITTORE MASSIMO ROSCIA

massimo roscia

Ciao Massimo, ben trovato su Liberi Libri e non solo: parliamo di “Peste e Corna” (Sperling & Kupfer), il tuo terzo libro dedicato alla lingua italiana, croce e delizia, e ai detti di uso comune… Come mai questa esigenza da parte tua?

Partendo dal presupposto – perché si parte sempre da un presupposto – che, volente o nolente, piaccia o non piaccia, la domanda sorge spontanea e, tutto sommato, qui lo dico e qui lo nego, è più che legittima, avverto l’esigenza di dire le cose come stanno. In parole povere e detto in soldoni: avrei potuto passare la mano, cullarmi sugli allori e godermi il meritato successo dei miei precedenti libri, “La strage dei congiuntivi” e “Di grammatica non si muore”, che sono stati a lungo sotto i riflettori e che a tutt’oggi vanno ancora a gonfie vele, continuano a ricevere elogi sperticati e vendere a palate e a fare faville. Ma, come mi insegni, non c’è due senza tre (e si sa che la matematica non è un’opinione). Ecco perché, arrivando al dunque e non tirandola troppo per le lunghe, ho unito l’utile al dilettevole e, senza troppi grilli per la testa, sono partito in quarta e mi sono gettato a capofitto su questo nuovo libro. Un libro da comprare a scatola chiusa, un libro da tenere sempre sul comodino, un libro da leggere e rileggere, un libro che potrà piacere o non piacere, ma che in ogni caso vi farà sorridere e riflettere. Di questo ne sono certo. Sono pronto a metterci una mano sul fuoco, senza se e senza ma.

Hai scelto la forma del romanzo, con Mario protagonista, per celebrare la lingua italiana e per fare il verso alle frasi stereotipate con cui spesso condiamo i nostri discorsi: come mai hai intrapreso questa strada?

Alcuni – più bravi di me – hanno individuato in questo mio nuovo lavoro, ancorché di difficile catalogazione tra i generi letterari, le caratteristiche proprie di un romanzo. Di norma rifuggo etichette e classificazioni, ma devo riconoscere che esistono una voce narrante, una trama, un protagonista, altri personaggi, diversi livelli narrativi, un senso logico e cronologico… Sebbene abbia usato circa ottomila espressioni idiomatiche più o meno cristallizzate e diffuse, “Peste e corna” non è infatti una mera elencazione di frasi fatte, luoghi comuni, cliché linguistici, metafore usurate, luoghi comuni e altri modi di dire; “Peste e corna” è un insieme di storie (‘storie di tutti i giorni’, per usare appunto un’espressione abusata), cose che succedono ‘spesso e volentieri’, episodi di vita vissuta, paradigmi dell’immaginario collettivo, vizi e virtù della nostra lingua ‘e quant’altro’.

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Mario, uno di noi, nel quale io mi sono rivista moltissimo, soprattutto per quanto riguarda il suo rapporto con la madre: mia madre, infatti, fa lo stesso con me, anche se ho “appena” 43 anni…

Per quanto riguarda il rapporto con la propria mamma, i suoi consigli amorevoli, le raccomandazioni e gli ammonimenti, tutti ci riconosciamo in Mario. A chi di noi non è stato detto «Stai attento, con tutto quello che si sente in giro», «Fai attenzione alle correnti d’aria» e «Mi raccomando, mangia»?

Senti, ma è vero che Sean Connery è più bello ora che da giovane?

Se fossi donna e non fossi felicemente coniugato, me lo sposerei ‘su due piedi’.

Caro Massimo, ma tu la vedi la TV? È vero che i film belli li danno solo di notte?

A quanto dicono… Mi spiace non poterti rispondere, cara Ilaria, ma a quell’ora dormo.

Cosa stai scrivendo adesso?

Un biglietto di minacce e altri coloritissimi epiteti che lascerò sul parabrezza di quell’idiota che ha parcheggiato in quarta – e dico quarta! – fila bloccando mezza Tiburtina. ‘cci sua!

ILARIA GRASSO

“PESTE E CORNA” (SPERLING & KUPFER) E’ IL NUOVO LIBRO DI MASSIMO ROSCIA

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PESTE E CORNA

di Massimo Roscia

Sperling & Kupfer

Uscita: marzo 2018

versione ebook disponibile

«Anche se ci mancano le parole, dobbiamo usarle lo stesso»

Samuel Beckett

«E allora vediamo di usarle bene»

Massimo Roscia

IL CONTENUTO

In fin dei conti, ognuno di noi le usa. Perché sono immediate, perché le sentiamo in ogni dove, perché chiunque le capisce (o almeno finge bene), perché quando non abbiamo altre parole fungono da salvifico pronto soccorso linguistico. Sono le frasi fatte: espressioni idiomatiche, modi di dire, metafore logore e formule preconfezionate che hanno invaso ogni ambito semantico. Il burocratese ne abbonda, il giornalese ne abusa, in cucina sono uno degli ingredienti principali e nel meteo poi mietono più vittime dei violenti nubifragi. A volte servono a dare colore al discorso o a rompere il ghiaccio, ma più spesso appiattiscono la comunicazione in un prevedibile ammasso verbale trito e ritrito, con il risultato di parlare molto senza dire niente. In questo libro, Massimo Roscia, il non-linguista, non-lessicografo e non-grammatico più innamorato dell’italiano, si diverte a prendere in giro la nostra inveterata tendenza a usare formule stereotipate a ogni piè sospinto. Lo fa tramite la storia di Mario, un mite impiegato romano che, ovunque si volti, si imbatte nella quintessenza della banalità espressiva, fino ad avere il sospetto che a essere trita e ritrita non sia la lingua, ma le idee. Giocando con le parole come Flaiano e Campanile, Roscia torna a farci sorridere e riflettere sull’uso, talvolta bizzarro, che facciamo dell’italiano e ci invita a cercare (almeno) un modo migliore per dire sempre le stesse cose.

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L’AUTORE

Massimo Roscia, nato a Roma nel 1970 circa, è un personaggio proteiforme e di difficile catalogazione. Critico enogastronomico, collaboratore del Gambero Rosso, già condirettore editoriale del periodico Il Turismo Culturale, pifferaio magico, mimo parlante, imbonitore, decente docente (insegna, tra l’altro, comunicazione, tecniche di scrittura, editing e marketing territoriale), esperto di «HTTP Error 404 ¿ File not found», incensurato, automunito, militassolto, collezionista di periodi ipotetici del terzo tipo e, non ultimo, scrittore. Autore di romanzi, racconti, saggi, guide turistiche, sceneggiature televisive e biglietti per biscotti della fortuna, vincitore di diversi premi letterari e partite a tressette, ha esordito con Uno strano morso ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo (Edizioni della Meridiana, 2006). Dopo il fortunatissimo romanzo La strage dei congiuntivi (Exòrma, 2014), è tornato a occuparsi della lingua italiana con il saggio Di grammatica non si muore (Sperling & Kupfer, 2016). Non pago, ha scritto anche Peste e corna.

In un ebook la scrittrice Elena Greggia ci svela come potenziare la nostra mente

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La scrittrice Elena Greggia è tornata a trovarmi sul mio blog per parlare del suo ebook, dal titolo “Potenzia la tua mente”, una lettura, che sicuramente, mi sento di consigliarvi.

Ciao carissima Elena, ben tornata sul mio blog LIBERI LIBRI E NON SOLO, questa volta per parlare del tuo ebook pubblicato dalla Sperling & Kupfer dal titolo “Potenzia la tua mente”: da quale esigenza è nato questo progetto?

Da un’esigenza pratica: tutti abbiamo molte cose da fare, impegni, ostacoli e ostacoli interiori…. cosa ci è miglior compagno, di una buona mente? L’ebook è scritto in modo semplice: si consulta l’indice e… voilà, si coglie l’esigenza adatta a sè in quel momento (saper pianificare…decidere senza ansie e dilemmi, non disperdersi, sviluppare la concentrazione, iniziare bene la giornata..). Indicazioni pratiche. Ma… non banali.

A chi è rivolto questo libro/guida?

Se c’è qualcuno che non vorrebbe una mente forte e limpida, ecco, questo ebook non è per lui. Per tutti gli altri, sì. Ci credi che spesso lo consulto anch’io? A volte scordiamo (o non sappiamo del tutto) le strade migliori, e rileggerle…d’un tratto ci illumina. E’ come fare il punto della situazione e partire col piede giusto.

Quali sono gli strumenti in nostro possesso per potenziare la nostra mente e, soprattutto, si tratta di strumenti ai quali possiamo accedere con facilità?

Yes, yes yes! Per me è un imperativo: offrire strumenti accessibili e davvero validi. Anche i maggiori traguardi si raggiungono con facilità…se la strada è quella giusta. E poi, ho un’innata inclinazione verso la semplicità: forse, è uno dei grandi doni dell’Oriente.

In che misura ritieni che, invece, noi, nella nostra società attuale, non attingiamo appieno alle risorse della nostra mente?

Appunto… Noi attingiamo a molte risorse, apparentemente. Ma non sempre usando le strade migliori. E’ come nuotare controcorrente. Una gran fatica. E così paghiamo un costo (in salute, o dispersioni di tempo, o ansia interiore…). Poi, sì, ci sono anche risorse che non usiamo proprio.

Il potenziamento delle nostre risorse mentali equivale, forse, alla felicità?


Secondo l’Occidente no: possiamo avere (o pensare di avere) alte doti mentali e non essere in salute o essere infelici o inquieti. Per l’Oriente non esiste vera illuminazione della mente che non sia anche illuminazione della vita. Qui, però, usciamo dai confini dell’ebook che vuole essere essenzialmente pratico.

Scorgo un nesso importante fra questo tuo lavoro e “Una mente luminosa”, il tuo libro di cui abbiamo parlato insieme la scorsa volta…

Tutto è legato: la cura del corpo, una mente serena, un senso di realizzazione piena nella nostra vita. Questo ebook, però, è espressamente dedicato al fare. Al come fare! Coi metodi concreti per la vita di tutti giorni… Che siamo su una spiaggia caraibica, nel mezzo di un ufficio, alle prese col partner, con lo sport o col lavoro…come faccio in questo momento?

Ci fai qualche esempio di metodo che suggerisci?

Tratto di situazioni quotidiane, applicabili alla vita e al lavoro: come decidere, come riprogrammare ciò che non funziona, non abbandonate i vostri sogni, sviluppare l’intuizione. Oppure: Studiate con il metodo P.A.S.S. (che significa: P. come Partire bene; A. come Alta voce; S. come Sottolineate; S. come Schemi). E poi spiego. Non mancano anche indicazioni sullo spuntino giusto per la mente. Oppure, ecco, vi offro ora questa: Evitate i cinque ostacoli organizzativi: 1. Iniziare puntualmente dalle attività piacevoli; 2. Non voler guardare in faccia la realtà; 3. Trascurare gli ostacoli; 4. Voler far troppo; 5. Essere eccessivamente ordinati (sì, quando ordine e precisione diventano una regola maniacale, possono limitare la capacità di risolvere i problemi e di raggiungere le mete; il successo richiede anche flessibilità, capacità di adattarsi o di riorientare idee o programmi). E per ogni punto spiego, indico di chi è tipico e come fare. Poi c’è anche: Evitate i 5 ostacoli mentali. A volte, infatti, succede che mentre siete intenti in un’attività difficile o poco gradevole, la vostra mente cerchi di distogliervi. Cioè inizia a sabotare la vostra concentrazione e il vostro buon impegno. Avete presente come fa Lucignolo con Pinocchio? E insomma così via. E’ un ebook molto ricco e pratico. Scritto per punti e semplice.

Quanto è importante pervenire alla consapevolezza delle nostre potenzialità, al fine di vivere in armonia con noi stessi e con gli altri?

(Sorrido) Non è importante “pervenire alla consapevolezza”, è importante realizzarle. Per questo vado sul pratico! Il resto, è filosofia…

Scriverai ancora a riguardo?

Certo, sto già lavorando al prossimo libro. Alterno aspetti più pratici e più interiori. E così procedo… Ma intanto, sul profilo facebook, farò questo: metterò un piccolo consiglio sulla mente, all’inizio di ogni settimana. La domenica sera. Per partire col piede giusto!

Grazie di essere stata con noi: come sempre ti chiedo un messaggio da lasciare ai nostri lettori…

Dal piccolo, nasce il grande… A proposito, conoscete il Metodo dell’affettatrice…?

ILARIA GRASSO

LIBRO: 25 GRAMMI DI FELICITA’ (SPERLING & KUPFER)

«MA PERCHÉ LO FAI? COSA TI RENDONO I RICCI?»

«MI RENDONO FELICE.»

COME L’INCONTRO CON UN ANIMALE INDIFESO PUÒ CAMBIARTI LA VITA. UNA STORIA VERA, RACCONTATA NEL LIBRO “25 GRAMMI DI FELICITA'”, EDITO DALLA SPERLING & KUPFER

IL CONTENUTO

Massimo si trova per caso a sostituire un collega veterinario. «Ah, ricordati di dare il latte anche a

lei.» È così che conosce Ninna, una riccetta orfana di appena 25 grammi, che si affeziona a lui come se fosse la mamma: gli lecca il viso, corre quando la chiama, lo segue ovunque e lo conquista con la sua dolcezza. Ma un animale selvatico deve tornare libero…

In questo libro Massimo Vacchetta racconta l’incontro straordinario che gli ha cambiato la vita, perché quella bestiolina indifesa ha infranto tutte le sue barriere e gli ha dato una nuova missione: prendersi cura dei ricci feriti e restituirli alla natura.

GLI AUTORI

Massimo Vacchetta è un veterinario specializzato in bovini, che ha scoperto per caso la passione per i ricci. Ha fondato a Novello, nelle Langhe, il centro di recupero La Ninna.

Antonella Tomaselli collabora con il settimanale Confidenze e con il blog letterario animalista Io leggo con Joy. Animali e natura sono da sempre le sue passioni.

Libro: Basta 1 giorno, di Marc Messèguè

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Awesome couple!

Dieta per un giorno e tutto il resto della settimana libero.

Non è una provocazione. È il metodo che Marc Mességué applica da anni con successo perché funziona: il dimagrimento è costante, sano e duraturo.

Tutto contenuto nel nuovo libro di Marc Messegue, dal titolo Basta 1 giorno, con prefazione di Elena Sofia Ricci, edito dalla Sperling&Kupfer.

L’AUTORE

Marc Mességué è nato a Parigi ma è italiano d’adozione. Per tradizione fami­gliare e per passione personale, da oltre trent’anni studia le erbe e il loro utilizzo terapeutico. Nel suo metodo educazione alimentare e fitoterapia si armonizzano per raggiungere la forma fisica e la salute. Lavora a Gubbio, l’unica sede in cui opera.

www.marcmessegue.it

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IL CONTENUTO

Marc Mességué, punto di riferimento del benessere naturale, da anni applica un metodo nutrizionale che ha un grande successo. Il segreto è che le persone non si sentono a dieta. Niente sofferenze, rinunce, privazioni e soprattutto nessun effetto yo-yo, tipico invece di moltissimi regimi alimentari. I chili persi non si riacquistano più. Merito di un approccio disintossicante e di un giusto abbinamento dei cibi che garantiscono uno stato di benessere completo senza stress e sacrifici, e un miglioramento del metabolismo. In questo libro Mességué spiega i semplici passi da seguire e fornisce anche una serie di gustose ricette, create da famosi chef per il giorno della dieta. Infine, grazie alla sua grande esperienza con le erbe e le piante officinali, illustra i benefici della fitoterapia, suggerendo preparazioni e tisane per mantenersi in forma e vivere meglio.

Non è colpa mia, di Roberta De Falco

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UN THRILLER DELL’ANIMA CHE SCANDAGLIA IL MONDO CONTROVERSO E IMPREVEDIBILE DALL’INSEMINAZIONE ARTIFICIALE, RIVELANDO DRAMMI SEGRETI E LATI OSCURI.

UNA LOTTA SENZA ESCLUSIONE DI COLPI TRA IL DESIDERIO DI POSSESSO E LA FORZA PROROMPENTE DELL’AMORE.

L’AUTRICE

ROBERTA DE FALCO è lo pseudonimo di Roberta Mazzoni, autrice e sceneggiatrice cinematografica. Per Sperling & Kupfer ha pubblicato le indagini di Ettore Benussi, commissario della mobile di Trieste.

LA TRAMA

Dopo aver risolto brillantemente quattro casi, il commissario Ettore Benussi della Mobile di Trieste deve sottoporsi a un intervento di bypass coronarico per cui è costretto a cedere le indagini ai suoi due giovani ispettori Elettra Morin e Valerio Gargiulo.

Saranno due i casi di cui si occuperanno. Il primo riguarderà una giovane donna ucraina, Julija Rostova, aggredita selvaggiamente e poi sparita dall’ospedale dove era stata ricoverata, e il secondo vedrà coinvolta un’anziana donna americana, Annabel Alexander trovata sgozzata in un parco cittadino. Due casi apparentemente lontani tra loro che spingono i due ispettori – legati sentimentalmente da un rapporto non sempre facile – a indagare a tutto campo per cercare di risolvere i misteri che si infittiscono ogni giorno di più. Chi ha aggredito la giovane ucraina? Cosa voleva da lei l’uomo che la perseguitava, arrivando anche a provocare la morte dei suoi datori di lavoro? E cosa l’ha spinta poi a fuggire di notte dalla casa in casa di montagna in cui si era nascosta, rischiando di morire assiderata nei boschi? Qual è il segreto che nasconde?

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E chi poteva volere la morte di un’anonima donna americana arrivata da appena due giorni a Trieste per incontrare il famoso professor Philip Hutchinson, fisico teorico in odore di Nobel? Cosa voleva da lui? Anche gli altri due ospiti americani del Bed&Breakfast dove la Alexander era scesa, Richard Noble e Hugo Newman, sembrano arrivati in città per tentare di incontrare l’innavicinabile Hutchinson. Perché? Cosa speravano di ottenere? I proprietari del Bed&Breakfast – il figlio e la nuora di Hutchinson, una coppia male assortita con una figlia di due anni -, interrogati dalla Morin e da Gargiulo, non sono di molto aiuto, impegnati come sono a litigare tra loro.

Più si addentrano nelle indagini, più le cose si complicano, i colpi di scena si susseguono, scompigliando continuamente le carte in mano agli ispettori, fino ad arrivare a un finale inaspettato che collegherà in modo sorprendente e del tutto imprevisto i due casi tra loro.