“SIGISMONDO E ISOTTA” (PIEMME EDIZIONI): INTERVISTA ALLA SCRITTRICE ED AUTRICE TELEVISIVA MARIA CRISTINA MASELLI

Maselli_Sigismondo e Isotta

Il mio incontro con la scrittrice e autrice televisiva Maria Cristina Maselli: parliamo del suo romanzo storico di recente uscita, dal titolo Sigismondo e Isotta, pubblicato da Edizioni Piemme.

MARIA CRISTINA MASELLI Autrice televisiva, inizia a lavorare in Rai nell’edizione 2004 di Domenica in, condotta da Mara Venier. Da allora ha continuato a scrivere per la tv, collaborando fra gli altri con Massimo Giletti, Antonella Clerici, Pippo Baudo, Giancarlo Magalli e Bruno Vespa. Sigismondo e Isotta è il suo primo romanzo.

  1. Ciao Maria Cristina, ben trovata sul mio blog LIBERI LIBRI E NON SOLO: com’è nata l’idea di raccontare la storia di Sigismondo e Isotta?

Questo romanzo non è frutto di un’idea ma di un’emozione. Non era nei miei progetti scrivere un libro, tantomeno un romanzo storico. Sono sempre stata una lettrice vorace e attenta ma dopo la laurea in scienze della comunicazione ho iniziato a scrivere testi per la tv, svolgendo il mio lavoro con grande passione e soddisfazione. La mia storia dimostra che è la vita o chi per lei, a condurti su strade che mai avresti pensato di percorrere. Sono nata a Bologna, per cui fin da piccola la Romagna è stata la méta prediletta delle mie estati, trascorse allegramente fra il mare e le dolci colline dell’entroterra, dove qualche anno fa i miei genitori acquistarono una casa situata proprio al cospetto di una rocca malatestiana. Fu dunque il sindaco del piccolo borgo di Montefiore Conca a chiedermi se ero disposta a scrivere qualcosa su Costanza Malatesta, morta tragicamente nella rocca di Montefiore nel 1378. Accettai con gioia e iniziai a documentarmi, leggendo le biografie delle figure femminili malatestiane riunite in un pesante volume scritto da un gruppo di storici dell’università di Urbino. Fu su quel libro che per la prima volta venni a conoscenza dell’esistenza di Isotta degli Atti e di Sigismondo Pandolfo Malatesta, rimanendone oltremodo colpita. Continuai ad approfondire la loro storia unitamente a quella della dinastia malatestiana, fino a quando un giorno decisi di recarmi a Rimini per vedere il Tempio Malatestiano, testimone autorevole e silenzioso della loro storia. Provai un’emozione difficile da descrivere al cospetto di tanta meraviglia, cosciente che tutto in quel luogo era rimasto così come Sigismondo aveva dettato e voluto, compreso il sepolcro principesco che fece erigere per Isotta. Uscii dal Tempio frastornata e incredula nel constatare che una storia d’amore così bella fosse appannaggio esclusivo degli storici. Impiegai quasi un anno per arrendermi alle sensazioni che si erano sedimentate dentro di me fino a divenire ingovernabili. Fu così che nel giugno di quattro anni fa, senza sapere se possedevo gli strumenti necessari, iniziai a scrivere “Sigismondo e Isotta”.

  1. Croce e delizia nello scrivere un romanzo storico?

Scrivere un romanzo storico, ambientato in un’epoca tanto distante dalla nostra, ovvero il 400 comporta uno studio iniziale meticoloso e approfondito propedeutico alla scrittura stessa. Uno studio che comprende la storia particolare dei protagonisti, così come quella universale del tempo in cui hanno vissuto, fino a indagare sugli usi e costumi del tempo. Cosa mangiavano? Con quali tessuti erano realizzati i loro abiti? Quali mobili arredavano le loro case? Solo quando si è in grado di vedere nitidamente tutto questo, si può procedere a raccontare la storia così come si dipingerebbe un quadro. Per quanto mi riguarda la scoperta del quattrocento è stata una vera e propria delizia. Un’epoca di grande vigore politico, artistico e culturale che ha visto il passaggio fra il Medioevo e il Rinascimento.

Invece il serrato e ripetuto controllo dei fatti storici è stata una vera croce, poiché lavorando su svariati volumi spesso ho trovato errori e incongruenze dovuti a refusi o semplicemente al fatto che, a parte i fatti di grande rilevanza storica, per gli eventi di minor rilevanza e per i dati anagrafici, spesso è difficile attribuire date certe. Dunque in certi casi ho dovuto abbandonare i testi e affidarmi all’intuito e alla logica.

Maria Cristina Maselli

  1. La storia di Sigismondo e Isotta è una storia d’amore e di coraggio: del resto l’amore è coraggio, quando è vero…

Non a caso il proverbio recita che “In amore e in guerra tutto è lecito”. L’amore è il sentimento che permette alla vita di rinnovarsi, per cui va difeso con tutte le forze come il più importante dei tesori. Sigismondo era coraggioso in battaglia come nella vita, e nonostante fosse signore e condottiero, non ebbe mai paura di esibire e dimostrare i propri sentimenti. L’amore non è debolezza, è forza.

  1. I tuoi protagonisti troveranno la forza di rompere gli schemi, a un certo punto: un concetto di straordinaria attualità…

Non ci si può arrendere senza lottare per i propri ideali, per sovvertire le regole, per realizzare noi stessi. La rassegnazione è un veleno che uccide lentamente. Nella vita è importante avere obiettivi ambiziosi cercando di raggiungerli con determinazione avendo cura di non scadere nell’ostinazione. E’ una sfumatura che fa la differenza.

  1. La tenacia di un sentimento sincero porterà Isotta a sfidare ogni pericolo e quanto non socialmente accettabile…

Isotta era una rosa bianca, un terreno innevato mai calpestato, una pagina non scritta. Lei era puro slancio e sentimento. Non conosceva l’interesse. Il padre l’aveva educata ad amare. Isotta non sarebbe mai scesa a compromessi di nessun tipo. Ha lottato brandendo il suo amore come una spada per non tradire sé stessa, andando contro a regole e convenzioni con la forza e l’incoscienza dei sognatori.

  1. I sentimenti dei due protagonisti ci insegnano come si possa amare anche attraverso l’arte e la bellezza, quasi prescindendo dalla fisicità…

L’arte è l’unica creazione dell’uomo capace di trascendere l’uomo stesso. Dichiarare il proprio amore attraverso un’opera d’arte significa consegnare idealmente il proprio messaggio all’eterno, amplificandone la potenza. Con quest’artificio l’intento di Sigismondo è arrivato fino a noi senza filtri, riemergendo vivido sotto la polvere leggera e impalpabile dei secoli.

  1. A quale progetto letterario stai lavorando, attualmente?

In questo momento sono concentrata soltanto su “Sigismondo e Isotta”. È il mio primo romanzo e merita tutte le attenzioni possibili. Più avanti si vedrà.

  1. Siamo in chiusura, lascia un messaggio a chi ci ha seguite sin qui…

Lascio che siano le parole che nel romanzo pronuncia Sigismondo a chiudere il nostro piacevole incontro:

«Nei secoli che verranno rimarremo qui ad attendere, chi crede nell’amore e chi non ci crede affatto, invitando i primi a perseverare e convincendo i secondi a ricredersi. Il Tempio Malatestiano racconterà il nostro amore a chi saprà ascoltare»

Grazie!

ILARIA GRASSO

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UN AMORE IMPOSSIBILE E STRUGGENTE: “SIGISMONDO E ISOTTA” DI MARIA CRISTINA MASELLI (PIEMME EDIZIONI)

Maselli_Sigismondo e Isotta

«Nei secoli che verranno rimarremo qui ad attendere, chi crede nell’amore e chi non ci crede affatto, invitando i primi a perseverare e convincendo i secondi a ricredersi. Il Tempio Malatestiano racconterà il nostro amore a chi saprà ascoltare

È il 1437 quando per la prima volta Isotta degli Atti posa lo sguardo su Sigismondo Pandolfo Malatesta. Lui, ventenne, è il turbolento e ambizioso signore di Rimini e di Fano, lei, una bambina di soli cinque anni, figlia di un piccolo nobile della zona. Isotta cresce nel mito di Sigismondo e grazie alla carica del padre, consigliere economico del signore di Rimini, ha la possibilità di rivederlo. Dopo sette anni dal primo incontro comincia a nascere in loro un sentimento fortissimo. Ma Sigismondo è sposato con Polissena Sforza, e Isotta è stata cresciuta per essere moglie e non amante. Questo il conflitto che renderà tortuoso il percorso di due anime complementari, lei nella perenne ricerca di conferme, lui disposto a dimostrarle i propri sentimenti attraverso l’arte, la parola e l’idea. Quando, dopo la morte di Polissena Sforza, la ragion di Stato sembra volere una nuova nobile moglie accanto a Sigismondo, anche le ultime certezze dei due innamorati paiono vacillare. Inoltre, la vita e lo stesso ruolo del signore di Rimini sono ostacolati da intrighi, avidità, inganni, legami di sangue e di morte, a cui si aggiunge l’odio dei suoi due più acerrimi e potenti nemici: Federico da Montefeltro e papa Pio II, che usa lo splendore umanista del Tempio Malatestiano per condannare il signore di Rimini. Sarà proprio nel momento più difficile della vita di Sigismondo – abbandonato anche dai più fedeli alleati – che l’amore incondizionato di Isotta si rivelerà salvifico e porterà a cambiare il destino delle loro vite.

MARIA CRISTINA MASELLI Autrice televisiva, inizia a lavorare in Rai nell’edizione 2004 di Domenica in, condotta da Mara Venier. Da allora ha continuato a scrivere per la tv, collaborando fra gli altri con Massimo Giletti, Antonella Clerici, Pippo Baudo, Giancarlo Magalli e Bruno Vespa. Sigismondo e Isotta è il suo primo romanzo.