INCONTRO CON LO SCRITTORE E STORICO STEFANO CONTI

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Incontro con lo scrittore Stefano Conti, laureato in Lettere Classiche a Siena e dottore di ricerca in Storia e Filosofia antica all’Università di Jena – Germania.

Già docente di Didattica del Latino alla Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento, ha tenuto corsi di Epigrafia Romana al Master Europeo in Conservazione e Gestione dei beni archeologici e storico-artistici. È poi divenuto professore di Storia Romana ed Epigrafia Latina all’Università di Siena. Dopo aver scritto libri e numerosi saggi di storia romana ed epigrafia latina, ha pubblicato un giallo storico, Io sono l’imperatore. Il romanzo si è aggiudicato il Premio speciale della giuria al Rende Book Festival e la Menzione d’Onore al Premio Letterario Residenze Gregoriane.

Bentrovato sul mio blog, parliamo oggi della tua scrittura, nella quale prediligi il genere storico e quello giallo: nel tuo romanzo Io sono l’imperatore i due generi coesistono con naturalezza, com’è nato questo progetto?

Come docente universitario di Storia Romana, mi sono appassionato alla figura dell’imperatore Giuliano detto l’Apostata. Ho pubblicato così in passato due monografie storiche su di lui, ma Giuliano per me è una figura viva, che può affascinare anche i non addetti ai lavori, se presentata nel modo giusto, magari evidenziandone gli aspetti ignoti. Ecco, quindi, l’idea di un romanzo: il mistero, ancora irrisolto, alla base della trama è la scomparsa del corpo dell’imperatore e del tesoro sepolto con lui. Si segue il protagonista tra città d’arte e siti archeologici, nel tentativo di decifrare il motivo degli sposamenti nei secoli del cadavere imperiale. L’enigma parte dall’età romana per poi svilupparsi nel Medioevo fino a giungere al Rinascimento e all’epoca contemporanea.

Francesco e Chiara sono i protagonisti, lui bancario con la passione per la storia romana e lei amante della storia dell’arte, e si trovano a vivere una avventura inaspettata ricca di colpi di scena… Cosa ti ha ispirato in parte nella stesura di questa storia?

Il protagonista principale, Francesco Speri, ha un passato da ricercatore universitario, ma fa l’impiegato di banca. Nonostante la delusione per l’ambiente universitario che l’ha illuso e poi deluso, Francesco, spinto dalla passione mai sopita per l’imperatore filosofo, si dimostrerà in grado di superare ogni difficoltà per risolvere l’enigma del corpo scomparso. Verrà aiutato da Chiara Rigoni, esperta di opere d’arte: con lei intraprende una storia d’amore delicata e tormentata.

Nel protagonista inevitabilmente mi rispecchio: oltre che nella fissazione per Giuliano, i suoi pensieri e azioni sono i miei; anche gli episodi che racconto, per ironizzare e spezzare il ritmo, sono tutti realmente accaduti (anche quelli più curiosi, come ad es. la cena muta e al buio o la ragazza che ha paura delle farfalle).

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Lo stile è fluido e lineare e non induce nel lettore confusione: la storia si lascia leggere ed appassiona…

Nel mio romanzo sono mescolate storia e ironia, archeologia e mistero, arte e viaggi. Il lettore viene proiettato in una sorta di viaggio nel tempo. Può essere considerato una risposta italiana ai tanti romanzi stranieri di questo tipo, dai quali si differenzia per la fondatezza storica innanzitutto, e in secondo luogo, per il tono ironico e quotidiano della vicenda, pervasa da una sottile vena umoristica. Ecco perché alla ricerca del corpo scomparso dell’Apostata ho immaginato non un docente di iconologia religiosa o un archeologo all’Indiana Jones, ma un semplice cassiere di banca. La volontà è che il lettore si riveda nel protagonista, nelle sue debolezze e incertezze: Francesco non è un supereroe, ma uno di noi, che si trova invischiato in una ricerca più grande di lui.

Nei precedenti lavori letterari ti sei occupato molto di saggistica, sempre in ambito storico, in sintonia perfetta con il tuo primo lavoro, quello di docente universitario: come è nata, a un certo punto, l’esigenza di scrivere?

La passione per la lettura e la scrittura credo siano innate in me. Certo ci sono voluti molti anni per trasformare questo amore in un lavoro, coinvolgente e appassionante.

La storia antica ha sempre esercitato un grande fascino su di me. Negli anni ho approfondito gli studi e le ricerche, fino a decidere di dedicarmi completamente allo studio di uno specifico periodo storico, la storia romana, e a pubblicare saggi su argomenti di grande interesse relativi a quest’epoca.

Mi sono poi molto divertito a immaginare e scrivere la vicenda di “io sono l’imperatore”, dove alla mia passione per la storia ho potuto aggiungere alcuni ingredienti intriganti: una morte in circostanze misteriose, una setta pagana, i segreti della famiglia dei Medici, le vie misteriose di Istanbul e antichi codici da decifrare. La voglia era di comunicare questo piacere al lettore, trasmettendogli il mio interesse per l’archeologia, i gialli e i viaggi.

A quale progetto stai lavorando attualmente?

Fino a quando era possibile, ho girato biblioteche, licei e musei di tutta Italia per far conoscere il mio romanzo con un incontro-spettacolo interessante e coinvolgente, accompagnato da immagini, dall’interpretazione da parte di attori teatrali di letture, ma anche dall’ascolto di brani musicali e visione di spezzoni di film.

In questo periodo di sosta forzata mi sono dedicato alla stesura finale del mio nuovo romanzo, “Seguimi se vuoi”, un giallo che è una sorta di ideale seguito di “Io sono l’imperatore” e che sarà presto disponibile.

Come facciamo a seguirti?

Oltre alla mia pagina Facebook e Instagram “Stefano Conti Scrittore”, chi volesse maggiori informazioni sui miei libri (e nel caso acquistarli) l’invito è a dare un’occhiata al mio sito: http://www.stefanoconti.org.

Siamo in chiusura, grazie di essere stato con noi: lascia un messaggio ai nostri lettori…

Vi lascio con una citazione tratta da “Io sono l’imperatore”, che sia di buon auspicio per tutti:

Inseguendo questo sogno

ho ripreso a viaggiare, a fare ricerche:

ho ripreso a vivere!”.

ILARIA GRASSO

IL MIO INCONTRO SENZA FILTRI CON ENRICO NASCIMBENI, ARTISTA POLIEDRICO E UOMO CHE NON CONOSCE CONFINI

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Con somma gioia con quest’articolo/intervista dò il benvenuto ad un collaboratore d’eccezione, senza ombra di dubbio il migliore che potessi avere, in questo blog: lui è Enrico Nascimbeni, cantautore, scrittore, poeta e giornalista italiano che da adesso in poi prenderà, al mio fianco, le redini di LIBERI LIBRI E NON SOLO, scrivendo di musica, libri, attualità e tanto altro.

Ma a questo punto mi sembra doveroso soffermarmi sulla biografia di questo artista poliedrico.

Diplomatosi al liceo classico Beccaria, Enrico stringe un’amicizia con Roberto Vecchioni e collabora con lui in vari brani tra i quali Vincent e L’ultima notte di un vecchio sporcaccione interpretata con Vecchioni durante il Premio Tenco nell’edizione del 2003 che gli è valso il premio della critica assegnato da una giuria presieduta da Fernanda Pivano.

Dopo due lauree in Lettere Moderne e Filosofia, inizia la propria carriera come giornalista nel 1985 seguendo le orme del padre Giulio Nascimbeni. Ha collaborato con Corriere d’Informazione e il Corriere della Sera ed ha lavorato stabilmente per Il Giorno, L’Arena, L’Indipendente, Studio Aperto, Verissimo e Sette. Nel 2000 per La 7 Gold ha condotto una trasmissione sportiva e un programma di intrattenimento pomeridiano in diretta della durata di quattro ore. Si è occupato di cronaca nera, di cronaca giudiziaria e di guerre seguendo, in particolare, l’inchiesta di Mani Pulite, intervistando per l’occasione Bettino Craxi ad Hammamet. Su questa vicenda ha scritto per la Mondadori, con Andrea Pamparana, il libro Le mani pulite. È stato nominato inviato speciale durante la guerra dei Balcani a Sarajevo. Precedentemente aveva seguito in loco la guerra in Libano. È stato anche inviato di guerra a Kabul in Afghanistan. Collabora con La Stampa e All Music Italia. Nel 2015 ha curato per un anno la collana letteraria Le due anime per la casa editrice Rupe Mutevole.

Dal 2001 riprende a fare il cantautore e a scrivere canzoni per altri artisti. Nascimbeni ha scritto brani per e con Tom Waits, Leonard Cohen, Joaquin Sabina, Suzanne Vega, Roberto Vecchioni, Paola Turci, Mango, Francesco Baccini, Mietta, Marco Carta.

Tra i suoi concerti più famosi quello del 1979 con Peter Hammil dei Van der Graaf Generator al Palalido di Milano.

Nel 2003 vince il Premio della Critica al Club Tenco con Roberto Vecchioni e partecipa come autore al Festival di Sanremo con il testo di “Chiama di notte” degli Allunati.

Nel 2009 vince la classifica annuale iTunes Rewind come primo artista italiano con l’album “Uomini sbagliati” (Emi Penthar-Mizar) davanti a lui gli U2 e Michael Jackson. E per lui arrivano disco d’oro e disco di platino.

Nel 2010 compare nella classifica annuale di iTunes Rewind è nei primi dieci artisti che hanno venduto di più. E’ al secondo posto con l’album “Il serpente tonto” (Emi Penthar-Mizar) e al sesto posto con l’album “Hotel Costarica 1983” (Warner ). E arriva per lui il secondo disco d’oro.

Nel 2016 vince in Venezuela quello che viene definito “Il piccolo Nobel del Sudamerica” cioè il premio Simon Bolivar per il suo impegno artistico e sociale. Che Nascimbeni rifiuta in contrasto con la dittatura del presidente venezuelano Maduro e con la giuria formata da giornalisti e uomini di cultura seguaci e sostenitori dell’ex presidente Chavez e di Maduro, Viene poi insignito del Premio “Amico del Popolo Rom” per il suo impegno attivo contro tutti i razzismi e del “Premio Internazionale Phralipe”, destinato ad enti, organizzazioni o persone che esprimono disinteressatamente la loro solidarietà verso il popolo Rom. Dal novembre 2016 si occupa della comunicazione dell’Associazione laica Saman fondata da Mauro Rostagno per il recupero delle tossicodipendenze, reinserimento nel tessuto sociale degli ex carcerati e tutela e sostegno delle donne che hanno subito violenze.

Dal marzo 2017 Enrico Nascimbeni ha assunto la direzione della testata web “Border On Line” del gruppo Saman, un mese dopo cura la collana editoriale “L’uomo delle luci” per la casa editrice Il Leggio. Il 20 giugno 2017 riceve il Premio “Arte e spettacolo” e “Premio giornalismo e impegno civile”.

Enrico Nascimbeni è Ambasciatore dell’UNICEF.

Enrico Nascimbeni è’ stato nominato Commendatore della Repubblica dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante il governo Monti.

Di seguito l’intervista che mi ha rilasciato, a suggellare l’inizio di questa nostra proficua e mi auguro lunga collaborazione.

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Ecco cosa ci siamo detti io ed Enrico durante il nostro incontro.

Magliette rosse. Tu sei un “comunista col Rolex” come Gad Lerner? 

Certo come no. Ne ho trenta. Ovviamente viste le mie origini anche rom li rubo. Scherzi a parte, trovo indegno l’attacco dei fascisti a questa nobile e sacrosanta iniziativa partita da Don Ciotti. Sì, faccio parte di quel circa mezzo milione di italiani che ha messo una sua foto con la maglietta rossa in favore dell’apertura dei porti ai migranti e contro una ignobile e schifosa chiusura dei porti. Sono sempre stato laicamente dalla parte degli ultimi. E continuo ad esserlo. La risposta che i fascisti hanno dato a questa iniziativa è immorale. Sui social leggo odio e rancore da parte di chi segue un fascista che ha giurato sul Vangelo. Ovviamente senza averlo letto. Non faccio più distinzioni di partito o colore. Li chiamo fascisti. Punto.

Un artista che si occupa del sociale e prende posizioni anche politiche. Giusto o no farlo? 

Sì, personalmente lo ritengo un dovere per un artista. Per un uomo che fa il mio mestiere (i miei mestieri). Non amo chi fa arte e vive tra le fate e i gattini piccini piccini picciò. Ritengo anzi un dovere per un artista dire la sua. Senza pudore alcuno e senza problemi. Scendevo in piazza da ragazzo e continuo a scendere in piazza. Chi mi impedisce o mi impedirà di esprimere il mio libero pensiero lo considero e lo considererò il nemico. I nemici esistono è inutile che ce la raccontiamo. E vanno combattuti. Con il pensiero. La penna. La voce. Lo studio. Coi libri. Anche a calci nel culo se capita.

Cos’è la libertà per te? 

Poter dire quello che si pensa e agire di conseguenza senza che nessuno te lo impedisca.

Nei tuoi libri e nelle tue canzoni parli di politica? 

No. Non ne ho mai parlato e nemmeno cantato. Citando Erri De Luca “Considero valore” tutte le piccole grandi cose della vita. Dall’amore al pane. Dal dolore al sorriso. Dall’acqua alle montagne. Considero valore lo scrivere cose che tutti possono capire. Considero valore esprimere con chiarezza e semplicità concetti profondi. Considero valore mettersi a nudo senza vergogna. La cultura è politica. La politica dovrebbe essere cultura. In questa Italia ignorante e stracolma di livore canta al sole come una cicala il mio essere una piccola voce contro la dittatura mascherata che ci sta ammazzando.

ILARIA GRASSO

Incontro con lo scrittore ed editore Alessio Masciulli

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Oggi ho ospitato sul mio blog il mio amico, scrittore ed editore, Alessio Masciulli, che si è raccontato in una piacevolissima chiacchierata e ci ha parlato della sua nuova avventura che prende inizio proprio in questi giorni: l’avvio della attività della sua neo-nata Casa Editrice, che porta il suo nome, appunto, Masciulli Edizioni.

Ciao Alessio, ben venuto sul mio blog LIBERI LIBRI E NON SOLO, parliamo di “Credi in me”, il tuo nuovo romanzo, pubblicato da Edizioni Il Viandante, libro che sta riscuotendo un grande successo: com’è nata questa tua nuova storia, in cui amicizia e musica si uniscono, come scudo da innalzare alle insidie del mondo e della vita? Quanto c’è in te, dei due ragazzi protagonisti?

Come tutti quelli che scrivono libri rispondo che non c’è nulla di me però poi credo che nessun autore si privi del piacere di inserire qualche sua caratteristica in un personaggio, forse io assomiglio alla segretaria del protagonista Stefano che ha un grande coraggio e voglia di aiutare qualcuno che… beh dovete leggere il libro.

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La musica e l’amicizia, realmente possono salvarci, secondo te?

Le emozioni belle possono salvarci sempre e sia la musica che l’amicizia lo sono. L’unica differenza è che la musica non ci potrà mai fare del male, mentre gli amici, se poi si rivelano falsi, si.

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Ho letto che a marzo uscirà un tuo nuovo romanzo: vuoi darci qualche anticipazione?

In realtà uscirà a Maggio perché lo voglio far coincidere con il mio compleanno e ho spostato la data. Sarà un saggio poetico sui rapporti umani. Poesie e brevi racconti di vita che mescolandosi danno spunti di riflessioni.

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In questi giorni hai mosso i tuoi primi passi per una nuova, fantastica, avventura, creando la tua casa editrice non a pagamento, che porta appunto il tuo nome, Masciulli Edizioni: come ti senti?

Mi sento carico come ogni mia nuova iniziativa. Guai a perdere l’entusiasmo nel fare le cose, diventeremmo tutti automi comandati e siccome già ce ne, sono tanti meglio evitare. Aprire una casa editrice è un grande impegno ma sento che non sono solo.

Chi volesse pubblicare con te, cosa deve fare?

Semplice, mi contatta, mi propone il suo lavoro editoriale, lo leggo e insieme all’autore decidiamo le strategie per iniziare il cammino al meglio, se ci troviamo in linea e il testo si presenta buono si parte. Chi mi conosce sa l’energia che metto nelle cose che amo e promuovere libri è il mio secondo amore. Il primo… bhe immagina tu qual è.

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Come facciamo a seguirti?

Potrei lasciare delle briciole ma se ci sono dei passeri affamati in giro resto solo… dai scherzo, sono sui social un po’ ovunque con il mio nome e cognome e tra poco lancerò il nuovo sito. In ogni caso chi volesse proporre un manoscritto può contattarmi a questa mail masciulliedizioni@gmail.com, grazie a tutti.

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Siamo in chiusura, carissimo Alessio, grazie per essere stato con noi: lascia un messaggio ai nostri lettori…

Ragazzi non fatevi fregare da nessuno, siate buoni e onesti perché così vi vorranno bene in tanti che tanto la cattiveria colpisce solo a chi la lancia per prima, e poi mi raccomando, sempre positivi!

ILARIA GRASSO

Note: Nella foto in alto, Alessio Masciulli è con la pittrice Alessia Pignatelli, che ha realizzato la copertina del romanzo “Credi in me”

Intervista al poeta e scrittore Massimiliano Greco

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Il mio incontro con Massimiliano Greco, scrittore e poeta, presidente di Progetto Alfa.

Ciao Max, benvenuto sul mio Blog Liberi e Libri e Non Solo, parliamo di Progetto Alfa, l’associazione culturale di cui sei presidente, quando e da quali esigenze è nata?

Progetto Alfa nasce tre anni fa con l’esigenza di unire gli artisti sotto un’unica bandiera quella della condivisione, dell’unione della cooperazione.

Parliamo di un’iniziativa molto importante: il concorso di poesia… Che riscontro hai ottenuto, in termini di adesioni all’iniziativa?

Il concorso internazionale di poesia indetto dall’Associazione culturale progetto alfa è giunto, in questa sua terza edizione, alla sua fase finale. Il 5 novembre, infatti, avverrà preso l’auditorium Sant’Antonio di Morbegno alle 20.30 la premiazione di ciascun poeta vincitore per le differenti categorie ( ovvero quella di poesia libera, poesia a tema, poesia in vernacolo e poesia internazionale ).

Il bilancio è stato più che positivo soprattutto in considerazione del fatto che, pur essendo un evento di nicchia, ha riscosso numerosi apprezzamenti e l’adesione di poeti provenienti da tutte le parti del mondo che hanno inviato le proprie composizioni liriche.

Gli elaborati saranno valutati e premiati nel corso della serata da tre giurie, una nazionale, una internazionale ed una popolare, composta da persone di spicco del mondo letterario e non.

La finalissima presentata da Bruno Ligari vedrà come protagonisti anche altri artisti che si esibiranno e presenteranno le proprie opere. Interverranno, infatti, le cantanti Consuelo Orsingher ed Elenie, lo scrittore Antonio Derro e il giovane scultore Jago, molto apprezzato ed affermato a livello nazionale ed internazionale.

L’Associazione Progetto Alfa, con questo suo concorso, vuole stimolare le persone del nostro territorio a riavvicinarsi alla scrittura e lettura, e ritrovare tempo per noi stessi. L’arte è una espressione umana che ci rende sensibili, migliori e ci aiuta a comprendere la vita. Aprirsi al mondo dell’arte e della poesia significa riaprirsi a se stessi e riscoprirsi. Per questo motivo Progetto Alfa rivolge l’invito a tutti quanti a partecipare a questa serata che sicuramente lascerà lo spettatore più ricco. Si tratta di una occasione da non perdere, anche perché l’ingresso non costa nulla.

Vi attendiamo numerosi.

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Chi troveremo in giuria?

Massimiliano Greco, Antonio Derro, Mario De Rosa, Alessandro D’Agostini, Alfonso Vincenzo Mauro, Reniel Alí Ramírez Herrera.

 

 

La poesia ci salverà?

Credo che la poesia possa essere un’ottima forma d’espressione utile per trasmettere un messaggio.

In tre anni ne ho visti molti: chi scrive per portare avanti la tradizione, chi per trasmettere le proprie emozioni e chi per una denuncia sociale ma sopratutto mi colpiscono quelli che scrivono per se stessi, è impossibile capire perchè quest’ultimi lo facciano senza provarlo, spesso le persone agiscono senza pensare e trovo fantastico che la poesia abbia il potere di farti fermare e riflettere, assimilare ciò che hai fatto e ciò che stai facendo.

Si è talmente abituati spesso ad indossare delle maschere che a volte ci si dimentica quale sia il nostro vero modo d’essere.

La poesia distrugge le barriere e maschere e appari per ciò che sei, nudo di armi e difese.

Elogio i vincitori e i grandi poeti ma ammiro profondamente i poeti dell’ultimo giorno, quelli che ci provano anche se non scrivono bene, gli ultimi tra gli ultimi, quelli che ogni anno si mettono in gioco pur sapendo che la vittoria non ti rende vincitore.

 

ILARIA GRASSO

 

Autobiografia di un sogno: la vita. Intervista all’avvocato/scrittore Luca Salini

Il mio incontro con l’avvocato e scrittore Luca Salini, per parlare del suo libro, dal titolo “Autobiografia di un sogno: la vita” (Editpress Edizioni), dei suoi progetti letterari per il futuro prossimo e di molto altro ancora.

Ciao Luca, grazie per aver accettato quest’intervista, parliamo del tuo libro, “Autobiografia di un sogno: la vita”: com’è nata l’esigenza di raccontare la tua vita in un libro?

Innanzitutto mi preme ringraziarti per la tua cortesia e per aver dato spazio alla mia passione per la scrittura. Apprezzo tantissimo la tua professionalità e la tua immensa competenza.

Il mio nuovo libro viene concepito il 22 maggio 2011, il giorno dopo la presentazione del primo libro. Viene concepito come idea, come pensiero in quanto gli episodi e i fatti raccontati risalgono in gran parte all’ultimo anno. Quella giornata fu davvero memorabile e ne ho raccontato i risvolti tragicomici nel primo paragrafo del primo capitolo “Quel giorno a Fontevetica”. Quel giorno capii e mi resi conto che dovevo continuare a scrivere. Anche perché la vena creativa non mi ha mai abbandonato per fortuna. Ecco spiegato il retroterra di riferimento al nuovo libro, la scintilla da cui si è sviluppata l’idea di dare un seguito al precedente volume.

Il titolo è venuto fuori in maniera forse un po’ casuale. Ho pensato a tantissime ipotesi. Alcune mi sembravano banali e poco comunicative, altre troppo eloquenti mentre io preferivo dare un titolo che andasse al di là dei temi trattati, un titolo tipo una parentesi graffa che potesse racchiudere metaforicamente il libro, un titolo “borderline” che in un certo senso potesse invogliare a leggere senza dare per scontato nulla. Incuriosire chi legge. Ecco il mio obiettivo. Di sicuro è presto per realizzare una autobiografia e mi auguro che se un giorno accadrà, sarà un giorno lontanissimo… E’ pur vero che nel libro ci sono spunti realmente accaduti e sono riportate situazioni vere, verificatesi e che mi hanno coinvolto direttamente. Questo in minima parte e quando si verifica è perché il libro contiene un invito a analizzare la vita dal particolare al generale, dal personale all’universale. E questo invito deve indurre a elaborare delle opinioni, dei pensieri, delle considerazioni sulla base di quanto scritto. Ma si tratta dell’autobiografia non di Luca Salini, ma di un sogno, un sogno che si chiama vita con tutte le sfaccettature e le varie interpretazioni. D’altronde quando si racconta un sogno parliamo sempre di frammenti di vita, di eventi vissuti dalla mente che vaga ma sempre attinenti la vita. Sogno e vita viaggiano parallelamente o forse rappresentano due facce della stessa medaglia. E il sogno della vita non si interrompe mai: per questo è bello raccontare il sogno di una vita vissuta a mille, con l’adrenalina a mille per cose naturali, senza mai fermarsi anche di fronte a montagne insormontabili e impossibili da scalare. Il titolo racchiude tutta questa commistione di elementi, basata su una serie di riflessioni su diversi aspetti della vita: si passa dallo sport alla politica, dalla cultura alla vita sociale, dall’amicizia all’amore per il proprio paese. E il salto è sempre collegato in maniera chiara e senza forzature.

Quanto, per chi scrive, è possibile distinguere la propria vita dalla scrittura, o meglio, è possibile scrivere senza mettere qualcosa di sé?

Per quanto concerne la mia esperienza devo premettere che l’attività di scrittura è una pura passione e non è fonte di guadagno. Svolgo l’attività professionale di avvocato e da qui discende la mia unica fonte di sostentamento. Nei miei primi due libri ho voluto raccontare eventi della mia vita che hanno rappresentato tappe significative e che in un certo senso hanno stimolato delle riflessioni su temi di rilevanza generale. Il secondo libro rappresenta per me qualcosa di profondamente sentito, uno spaccato di quello che la vita rappresenta da sempre: un grande dono a volte scartato troppo velocemente ed altre volte invece buttato via inopinatamente e senza riflettere. La vita va intesa anche come un patrimonio inestimabile e senza valore. Patrimonio umano ed emozionale, viscerale e spirituale, da vivere intensamente e da tramandare ai protagonisti successivi; e un patrimonio da tirare fuori all’occorrenza di fronte ad ogni situazione. Il patrimonio appunto. In tal senso il mio libro può essere inteso come un diario, un agenda piena di eventi significativi vissuti dalla comunità bisentina o da un gruppo di persone.

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Il libro è suddiviso in sei parti, ed ognuna è una parte di te: ad esempio, il sentimento, quanto conta per vivere, saper sentire?

La diatriba ragione-sentimento da sempre ingombra le menti di grossi scrittori, pensatori, filosofi e via discorrendo. La domanda che ci si pone con maggior frequenza è la seguente: di fronte a certe situazioni deve prevalere la ragione oppure il sentimento? E soprattutto certe scelte vanno fatte tenendo conto di ciò che proviene dalla mente, quindi il ragionamento ponderato e vagliato, ovvero di ciò che promana dalle sensazioni interiori dettate dal cuore? Il dilemma non è di facile soluzione e a mio avviso non troverà mai una soluzione univoca e definitiva. Ragione e sentimento vanno dosati nella giusta misura senza eccedere in un senso o nell’altro, e vanno combinati tra di loro ed utilizzati in base all’evolversi delle circostanze e tenendo conto dei casi della vita.

Se proprio devo scegliere non esito a dire che sono un convinto sostenitore della prevalenza dell’aspetto emozionale e sentimentale. E lo sarò fino a quando sarà accesa la fiammella nel mio subconscio, la fiammella che mi porta a sperare di poter raggiungere ideali, aspettative ed obiettivi di vita che a volte paiono utopia ma i realtà rappresentano gli unici motivi significativi insiti in ciascuno di noi.

Il sentimento ha ispirato ogni singola pagina della mia vita in quanto credo che “è dolce agire con sentimento e sentire i sentimenti che spingono verso certe mete”.

Tu e lo sport….

Lo sport da sempre rappresenta una componente fondamentale della mia vita. Mi riferisco in modo particolare al calcio e di seguito argomenterò questa mia predilezione. Sono un tifoso della Juventus da sempre ma, a differenza di quanto riportato nel primo libro, questa volta sono a celebrare successi e vittorie della Juventus. E’ stata dura e difficile da digerire l’addio ad Alessandro Del Piero, trattato forse con poca eleganza e rispetto pari a zero dalla società. A differenza di Totti a cui la Roma ha rinnovato il contratto a vita.

Nel capitolo dello sport troverete una parte dedicata alla Juventus più forte. L’UEFA, non Luca Salini, attraverso il magazine Champions, ha stabilito che la Juventus di Lippi è stata la più forte del mondo. E ha vinto poco rispetto alle sue potenzialità effettive. Meglio non pensare alle tre finali di Champions League perse durante l’epopea Lippi. Paulo Sousa, Dechamps. Conte e Di Livio. Il centrocampo delle meraviglie a cui si aggiungerà nel 1995 il mio giocatore preferito: Vladimir Jugovic. Secondo me il centrocampista più forte che ho mai visto giocare. Non a caso la Juventus 1996/97 vince la coppa del mondo per club con Jugovic in campo, grazie ad un fantastico gol di Del Piero.

Negli ultimi quattro anni sono stato dirigente di una società dilettantistica, la squadra del mio amato paese: il Bisenti calcio. Scrissi il capitolo relativo al Bisenti calcio dopo la barbara aggressione dei tifosi laziali ai tifosi del Tottenham che avvenne nel novembre 2012 . Proprio per mettere in evidenza che il calcio può e deve creare delle isole felici dove si gioca per divertirsi e far divertire i tifosi, avendo sempre al centro di ogni comportamento sportività e correttezza. Dentro e fuori il campo. Bisenti è un isola felice, una piccola oasi in un deserto di interessi e quattrini come il mondo del calcio di oggi.

Far parte della società sportiva per me ha rappresentato una grandissima esperienza a livello emotivo. Quando vado al campo e vedo i ragazzi allenarsi, devo dire che provo sensazioni stupende e mi assale un impeto di orgoglio. Sono stato molto legato a tutti i giocatori, che sono dei bravissimi ragazzi e sempre rispettosi nei miei confronti.

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Tu e la politica….

Per rispondere a questa domanda potrei scrivere un altro libro…

Non possono non evidenziarsi le difficoltà e le problematiche del nostro territorio. Ossia della Vallata del Fino, zona a ridosso tra le province di Teramo e Pescara. Un territorio dalle notevoli potenzialità ma obiettivamente isolato e poco considerato dalla politica che conta. Chiediamo a voce un maggior coinvolgimento della Vallata del Fino, un maggior interessamento per la Vallata del Fino. Forse nel corso degli anni siamo stati abituati troppo bene e adesso ci sentiamo un po’ decontestualizzati e abbandonati a noi stessi. Ma personalmente sono convinto che ci sono gli interpreti, i politici che sono in grado di invertire la rotta e dare veramente una mano alla nostra Vallata.

Il capitolo si apre con l’intervista realizzata all’allora Assessore Regionale Gatti nell’ambito di una rubrica dal titolo “I giovani e la politica”.

Ancora in tanti oggi mi chiedono perché alle elezioni amministrative del 2012 scorso i giovani non hanno fatto la lista e non hanno partecipato attivamente. Nel libro potete trovare la risposta nel paragrafo I giovani pronti a collaborare per progetti concreti. I giovani troppo spesso vengono accantonati dal sistema politico e avvertono sempre maggiore sfiducia nei confronti di un mondo distante e distaccato. Io credo che sarebbe opportuno dare maggiore spazio ai giovani e nel libro ho spiegato i motivi alla base del mio pensiero.

Poi un altro tema ho voluto toccare in questo capitolo. Castiglione è la regina della Vallata? Ha assunto il ruolo che un tempo, nemmeno troppo lontano, apparteneva a Bisenti? Il dibattito è aperto. E’ facile dire: Castiglione ha le Piane, una frazione ben posizionata anche geograficamente e più vicina a Pescara, e per questo è avvantaggiata. Le Piane esistevano anche 40 anni fa, ma nessuno era riuscito a creare uno sviluppo commerciale ed industriale così importante. Io credo che il politico debba saper interpretare il cambiamento determinato dal tempo e dalle modifiche socio culturali. E debba saper cavalcare l’onda prodotta da queste esigenze di cambiamento. Le Piane esistevano anche prima, ma i registi ed i fautori dello slancio economico sono stati politici lungimiranti, concreti e aperti al progresso, che negli ultimi 15 anni hanno trasformato la frazione Piane in un’ area in cui pullulano attività commerciali e industriali e vi è ricchezza. Mi riferisco ai sindaci Di Michele e Crescia.

Sempre per quanto riguarda la politica da sempre insisto, insieme a tanti altri, per la creazione di un Comune unico della Vallata che potrebbe garantire mantenimento dei costi e notevole risparmio di risorse da destinare verso altri obiettivi. Si tratta, tuttavia, di una situazione di unione a cui prima o poi si dovrà pervenire per forza anche perché i cinque paesi della Vallata non raggiungono nemmeno i 10.000 abitanti. E lo testimonia il paragrafo “L’unione fa la forza” in cui riporto il parere degli amministratori locali in merito alla proposta di unire i cinque comuni, amministratori che si sono mostrati tutti favorevoli all’idea, convinti che unire i comuni potrebbe sconfiggere una volta per tutte il campanilismo imperante.

Parliamo dell’Associazione Progetto Sviluppo Valfino, a cui dedichi un’intera sezione del libro….

Progetto Sviluppo Valfino, associazione culturale nata nel 2009 e di cui sono presidente, rappresenta un esempio di concretezza, efficacia e solidarietà. L’Associazione Progetto Sviluppo Valfino nasce con l’intento di contribuire alla crescita dell’individuo in tutte le manifestazioni della vita quotidiana. Siamo consapevoli del fatto che senza l’apporto di altri soggetti istituzionali la strada maestra sarebbe impossibile da percorrere. Pertanto da sempre intendiamo coinvolgere anche le istituzioni e le associazioni locali e non, con l’intento appunto di propagare e far giungere ad un pubblico sempre crescente la nostra passione per tutto ciò che è cultura e per tutto ciò che consente all’individuo di evolversi di pari passo con il progresso della scienza e della tecnologia.

Nel corso di questi anni abbiamo realizzato tanti eventi: convegni, manifestazioni culturali, serate dance il cui ricavato è andato in beneficenza, presentazioni di libri, dibattiti tesi a sensibilizzare su importanti tematiche sociali e tante altre iniziative. Forse la creatura più importante partorita dall’associazione è costituita dalla nascita del periodico della Vallata del Fino: mi riferisco al bimestrale Vallata Oggi, di cui Progetto Sviluppo Valfino è fondatore e editore. Il giornale esce ininterrottamente da sette anni e rappresenta un importante strumento di comunicazione per i cittadini della Vallata del Fino. A tal uopo faccio presente che la rivista è stata insignita del Premio Città Valfino nel dicembre 2015.

In questo libro spazi da un aspetto all’altro della vita, con estrema naturalezza e scorrevolezza, rendendo, pur preservando un certo stile ed una scrittura accurati, il libro accessibile a tutti: quanto lavoro e quanta ricerca hanno comportato la sua stesura…

Scrivere un libro comporta anche un notevole sacrificio, compensato solo dalla passione e dal forte desiderio di raggiungere il risultato finale. Sacrificio che mi spinge a fare delle considerazioni: innanzitutto ci vuole tantissimo tempo. Io scrivo per puro diletto, non per lavoro, e pensare di dover realizzare un libro di 200 pagine mi sembrava relativamente facile. Niente affatto, soprattutto se si prende in considerazione il tempo necessario. Io da libero professionista pesavo i miei budget sulle ore stimate di lavoro: se avessi dovuto farlo per questo, avrei strutturato una proposta davvero importante. Per realizzare la bozza ho lavorato 8 mesi, di notte e nel tempo libero, con uno sforzo di concentrazione e costanza davvero notevoli. Non è affatto uno scherzo. E io sono abituato a scrivere tanto e velocemente per lavoro. Altro aspetto è il seguente: pensare alla soddisfazione, non ai guadagni: “ah, scrivi un libro! Quanto ti pagano?” è la domanda che mi sono sentito porre da chiunque. La risposta: “nulla perché me lo pubblico io e non sarà in vendita”. Lo si fa per passione, per soddisfazione, per essere utili a qualcuno. Mica mi pagano. Inoltre bisogna chiedere una mano: all’inizio pensi di potercela fare tutto da solo e non ti spieghi tutti quei ringraziamenti che trovi negli altri libri, per correzione di bozze, consigli e altro. Quando sei a pagina 50, ti accorgi che i tuoi occhi non vedono più refusi, ripetizioni, errori di sintassi, e in un attimo realizzi: hai bisogno di una mano, anzi dieci mani. Io ho la fortuna di avere vicino persone che mi danno una mano, che mi danno consigli. In più, ho chiesto aiuto anche ad altre persone e lo continuerò a fare. Tutto questo per dire che dietro la scrittura di un libro vi è un notevole lavoro necessario anche per rendere il volume comprensibile per i lettori e fruibile da tutte le persone indistintamente.

Come e con che modalità hai incontrato la tua vita nella scrittura?

A questa domanda ho già risposto nel corso delle precedenti risposte.

C’è un momento della giornata in cui scrivere ti è più gradito?

Senza ombra di dubbio la notte, anche perché sono quasi costretto a farlo in virtù del poco tempo a disposizione durante il giorno. Il lavoro mi assorbe gran parte del tempo nelle ore diurne e, così, non mi resta che la notte per portare avanti la mia passione per la scrittura.

A quale/i progetto/i stai lavorando attualmente?

Ho ultimato di scrivere il mio terzo libro che verrà pubblicato all’anno nuovo dalla casa editrice IlViandante, che ringrazio per la fiducia accordatami. Non posso anticipare il titolo del volume, ma posso dire che gli argomenti trattati sono tutti interessanti e coinvolgenti… Per il resto dovete attendere la pubblicazione e l’uscita… Come si dice: viva l’effetto sorpresa…

Il sostegno degli amici quanto è stato importante, per Luca scrittore?

Il sostegno degli amici e delle persone care è fondamentale. E nei miei libri ho voluto rendere omaggio alle persone che da sempre mi manifestano affetto e vicinanza, dedicando dei capitolo a ciascuna di loro. Si tratta di piccoli riconoscimenti che, però, resteranno scolpiti nel cuore e nell’anima.

Siamo in chiusura, Luca: a questo punto ti chiedo di lasciare un messaggio a chi ci legge e a chi ci leggerà….

Mi rivolgo soprattutto ai più giovani e consiglio loro di agire con entusiasmo, freschezza, passione e convinzione nei propri mezzi.

ILARIA GRASSO

IOSCRIVOPERVOI, l’ebook per la ricostruzione: incontro con il suo editore, Andrea Franco

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Incontro con l’editore e scrittore romano Andrea Franco, per parlare del suo straordinario progetto realizzato a sostegno delle popolazioni vittime del terremoto che il 24 agosto 2016 ha devastato il centro Italia: si tratta di IOSCRIVOPERVOI, ebook che raccoglie i racconti e le poesie di 285 scrittori provenienti da tutta Italia.

Ciao Andrea, grazie, innanzitutto, per avere accettato questa mia intervista, parliamo dell’ebook collettivo, 285 autori provenienti da tutta l’Italia, uniti per la ricostruzione, attraverso la vendita di IOSCRIVOPERVOI, l’opera di cui sei l’editore: com’è nato questo ambiziosissimo progetto?

Nasce da un senso di impotenza che mi coglie sempre davanti a certe catastrofi. Il terremoto atterrisce, ti fa capire quanto sei piccolo. E allora pensi: cosa posso fare io? La risposta nel mio caso è stata semplice: sono uno scrittore, posso promuovere qualcosa in questo contesto. E così ho sfruttato i numerosi contatti per creare un movimento senza precedenti!

Quest’opera è la testimonianza della forza delle parole, quando usate bene…

Be’, se non sappiamo farlo noi scrittori…

È vero che sulla pagina ufficiale dell’ebook abbiamo il resoconto in tempo reale delle vendite del libro, in modo che tutto avvenga nell’assoluta trasparenza?

Quasi in tempo reale, perché ogni giorno inserisco tutti i dati su un file excel (paypal, bonifici, contanti) e rendo noto a tutti a che punto siamo. Per la trasparenza ci ho messo la faccia. Tutti sanno chi c’è dietro, così nessuno può dire chissà chi e chissà. Sono io, Andrea Franco, se avete dubbi chiedete, certificherò tutto!

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Difficoltà e soddisfazioni nella realizzazione di questo progetto grandioso…

Difficoltà la gestione di tante persone, centinaia di mail, messaggi, richieste varie senza fine… ci vuole un po’ di pazienza e una buona organizzazione. E un po’ di aiuto, che non è mancato, per fortuna. Le soddisfazioni sono il lato economico, prima di tutto, vedere che siamo già a quasi 3000 euro. E vedere che tanta gente è disposta a mettersi in gioco.

Chi ti ha sostenuto nell’impresa?

Moltissime persone, impossibile elencarle tutte qui, ma se prendete l’ebook trovate l’elenco nell’introduzione, sperando che mi sia ricordato tutti! Comunque il lavoro attivo è stato fatto da un bel gruppo di persone, almeno 20-30. Da solo non avrei potuto farcela! Grazie soprattutto a “Destinazione Libri” (Alessandra e tutto lo staff), Luca Di Gialleonardo e Cristiano Iacoangeli per gli aspetti tecnici.

Ricordiamo come fare per acquistarlo…

Sulla nostra pagina Facebook c’è il link diretto, ma oggi proveremo ad approdare anche su Amazon. Comunque sulla pagina ufficiale trovate sempre tutte le informazioni necessarie!!

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Sei scrittore ed editore al tempo stesso: cosa significa essere editore oggi?

Editore solo in questo caso, ma ho una società di servizi editoriali e lavoro nel mondo dell’editoria con tante persone. Il mondo dei libri è complicato, soprattutto perché si legge poco e si scrive troppo (e male). Ma andiamo avanti con tenacia e passione, cercando di promuovere la narrativa italiana (anche) e la buona scrittura (minimo).

Che ruolo ricopre per te la scrittura?

È la mia passione di sempre e poter scrivere da Scrittore professionista è un sogno che si realizza. I libri sono una parte importante della mia vita, insieme alla musica, alla famiglia, all’amore (ordine causale). E alla Ferrari! Comunque non posso immaginare una vita senza libri, da scrivere o da leggere.

Ricordiamo come fare a seguire te e il progetto IOSCRIVOPERVOI…

Direttamente su Facebook, a questo link: https://www.facebook.com/ioscrivopervoi/

I tuoi prossimi progetti…

Sto lavorando a diverse cose. In fase di completamente una sceneggiatura per una web serie e un romanzo d’amore. E sto iniziando il terzo romanzo con protagonista monsignor Verzi, per Mondadori. E altre cose… c’è sempre qualcosa da scrivere.

Siamo in chiusura, lascia un messaggio a chi ci legge e a chi ci leggerà…

Io Scrivo Per Voi non è un libro. È un modo di aiutare chi è in difficoltà. Non chiudete questa pagina senza aver fatto la vostra donazione. Anche piccola, piccolissima. Ma fatela! Grazie

ILARIA GRASSO