L’EMOZIONE DI SCRIVERE: INCONTRO CON LA POETESSA MARA TRITAPEPE

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Il mio incontro con la scrittrice e poetessa abruzzese Mara Tritapepe, per parlare della sua passione per la scrittura e della sua opera prima, dal titolo Momenti… Emozioni, pubblicata da Lupi Editore.

Ciao Mara, ben trovata su LIBERI LIBRI E NON SOLO: quando hai iniziato a scrivere poesie?

Ho iniziato a scrivere all’età di 18 anni ( quella che apre la silloge è la mia prima poesia).

Cosa rappresenta la poesia per te e che ruolo preciso occupa nella tua esistenza: è evasione o attaccamento al mondo?

Per me la poesia rappresenta la maniera più immediata per esprimermi e la sua azione catartica mi è sempre stata di aiuto per superare momenti difficili.

L’amore è il protagonista incontrastato di questa tua silloge poetica, dal titolo Momenti… Emozioni, pubblicata da Lupi Editore: questo perché personalmente ritieni che il poetare possa essere solo d’amore?

Credo che la poesia attenga sempre o quasi a sentimenti di amore: per l’altro, per gli altri, per ciò che mi circonda.

L’amore da un lato, la caducità della vita e la solitudine dall’altra: sono questi, a tuo avviso, elementi inscindibili?

Amore, caducità e solitudine difficilmente possono scindersi. Per me i versi nascono quasi sempre da situazioni che provocano dolore.

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La tua prima pubblicazione, come ho detto prima, è avvenuta con Lupi Editore, di Sulmona: come definiresti l’incontro con il tuo editore, è stato, per così dire, un trovarsi reciproco?

L’ incontro con Lupi è stato casuale ma piacevole . sul trovarsi forse dobbiamo ancora lavorarci un po’.

Quali sono i tuoi prossimi progetti letterari?

Ho in progetto la pubblicazione di un racconto, del quale sto ampliando la stesura, e la pubblicazione di un’ altra silloge poetica quando termineranno gli esiti di diversi concorsi cui le ho inviate quali inedite.

Indicaci qui il componimento al quale sei maggiormente legata e per quali ragioni…

Non ho preferenze, le sento tutte come mie creature ed ognuna mi evoca le emozioni dei momenti in cui sono nate.

Siamo in chiusura: perché il mondo ha bisogno di poesia secondo te?

Il mondo ha bisogno di poesia perché, come ogni altra forma d’arte, la poesia racchiude tutto quello che di nobile l’animo può esprimere. 

ILARIA GRASSO

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SEI VITE, UN UNICO TAXI: “IL TAXI DEI DESTINI INCOMPIUTI” DI ALESSANDRA CAPIO (LUPI EDITORE) – SEGNALAZIONE

TAXI DEI DESTINI INCOMPIUTI

Titolo: Il taxi dei destini incompiuti

Autore: Alessandra Capio

Editore: Lupi editore

Genere: romanzo

Formato: Ebook

Prezzo: euro 4,99

Formato: Cartaceo

Prezzo: euro 15,00

Pagine: 306

LA TRAMA

Un misterioso taxi, in grado di superare le barriere del tempo, attraversa le esistenze di sei personaggi: un chirurgo avviato ad una carriera prestigiosa, una pianista alle prese con la malattia del padre, un sacerdote il fuga da un passato doloroso, un impiegato comunale afflitto dalla passività della propria coscienza, un padre segnato da una perdita terribile ed un ragazzino scappato di casa. L’incontro con il tassista fornirà ad ognuno l’occasione di rielaborare il proprio destino. Su tutti la voce di Mattia, unico personaggio a parlare in prima persona, si leva a celebrare un percorso d’amore lungo quarant’anni per preservarne la memoria dalla malattia.

L’AUTRICE

Alessandra Capio insegna nella scuola dell’Infanzia e Primaria dal 1987. Si è occupata di progetti cinema con un team di colleghi producendo cortometraggi scolastici che hanno vinto prestigiosi premi (Sottodiciotto film festival di Torino, Girocorto Festival di Guidonia, Fano Film Festival). Ha frequentato corsi di sceneggiatura presso la Scuola del Fumetto di Pescara e di scrittura creativa.

Nel 2009 ha vinto il concorso letterario “Il pontile” di Francavilla (Ch) e nel 2017 è stata seconda classificata del premio letterario “Come maestri” indetto da Cepagatti Arte.

SEGNALAZIONE: “GIPSY” (LUPI EDITORE) DI ANDREAS CAVACCINI

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È uscito il 18 aprile 2018 per Lupi Editore GIPSY, l’opera prima di Andreas Cavaccini, la cui copertina e la cui prefazione vedono due prestigiose firme: rispettivamente quella di Vauro e quella dello scrittore Marco Proietti Mancini.

* “Gipsy” è un romanzo tratto da una storia vera. Nomi di personaggi e luoghi sono puramente fantasiosi.

Io e Irene ci scambiammo uno sguardo, un cenno d’intesa, dopo di che anche lei annuì.

Tra noi due, quella notte, nacque una strana complicità.

Mi scrivo perché sono solo. Non so chi leggerà quello che scriverò, per questo che scrivo a me stesso.

Probabilmente non lo leggerà nessuno, perché brucerò tutto.

Ora scriverò solo per me, mi fa stare bene.

Sento la solitudine, la vedo qui intorno, là, di fuori: posso uscire e toccarla, farmici il bagno, affogarci dentro se voglio. Ma ne sono già troppo intriso ne ho umide le ossa da tempo ed i dolori che mi provoca talvolta mi impediscono di andare avanti come vorrei.

Ed è così che oggi ho cominciato a scrivere in funzione di non so cosa, per lasciare una traccia di me.

Ma se poi brucerò tutto?”

L’AUTORE:

Andreas Cavaccini

Andreas Cavaccini è nato a Roma il 1966 e collabora con diverse riviste turistiche, italiane e tedesche. Con “Gipsy” è al suo primo romanzo in assoluto.

La sua carriera letteraria si racchiude in diversi scritti di genere poetico e brevi racconti mai pubblicati attraverso i consueti canali editoriali. Nel 1995 ha scritto “Il mistero della tris perduta”, auto stampata in un’unica copia regalata al suo amico Cesare.

Se non fosse successo quello che è successo a suo padre, probabilmente non avrebbe mai scritto su di lui. Non avrebbe, forse, mai scritto nulla.

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EBOOK

CARTACEO

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SEGNALAZIONE: “IL GRANDE BUIO” (LUPI EDITORE) DI ANDREA PALAZZUOLO

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E’ uscito il 18 aprile 2018, per Lupi Editore, il libro (cartaceo e formato ebook) di Andrea Palazzuolo dal titolo IL GRANDE BUIO.

La prefazione è a cura di Ilaria Grasso.

IL GRANDE BUIO racconta la storia di Abraham, che è ancora giovanissimo quando decide di lasciare il Senegal per raggiungere quello che è il posto più bello al mondo, almeno per lui: l’Italia.

Raccolto quel poco che ha, una sera qualunque Abraham parte lasciandosi dietro i suoi familiari, che hanno appena subito una disgrazia tremenda, oltre alla quotidiana disgrazia di una vita fatta di stenti e di un padre-padrone sempre ubriaco e violento.

Quello che è costretto ad affrontare è un viaggio da incubo, una vera e propria Odissea attraverso il deserto e per mare. Malgrado si tratti di un percorso condiviso con tanti altri disperati in cerca di un avvenire migliore, Abraham gode soltanto della compagnia della sua solitudine, una compagna che non lo lascerà mai, no a quando sarà a Marsiglia, Nizza e, naturalmente, in Italia.

Il Grande Buio, opera prima di Andrea Palazzuolo, è l’odissea di un giovane uomo, di un moderno Ulisse che impavido segue l’illusorio canto delle proprie sirene.

ANDREA PALAZZUOLO

L’AUTORE:

Andrea Palazzuolo, nasce nel 1974 in una piccola e oscura città di provincia. Laureatosi in Lingue e letterature Francese e Inglese presso l’Università di Perugia, ha vissuto a Parigi, Amsterdam e Barcellona facendo lavori assai eterogenei fra loro, senza però mai tralasciare le sue più grandi passioni, ovvero la musica, il cinema d’autore e i buoni libri.

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INCONTRO CON LA SCRITTRICE BARBARA S. SANLEY, IN PROSSIMA USCITA CON LA TRILOGIA “ANGELS”, CON LUPI EDITORE

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Il mio incontro con la scrittrice Barbara S. Sanley, per parlare della sua trilogia fantasy dal titolo Angels, che uscirà, prossimamente, con Lupi Editore.

Ciao Barbara, ben trovata sul mio blog LIBERI LIBRI E NON SOLO: come è nata l’idea della tua trilogia dal titolo Angels?

Grazie a te, Ilaria. È un piacere ed un onore essere qui. Angels nasce per caso oltre 10 anni fa. Ovvio all’inizio non era minimamente contemplata l’idea di ottenerne un libro. L’idea originale nasce da un gioco. Io soffro di una lieve forma di dislessia che non mi ha mai dato grossi problemi nella vita di tutti i giorni, ma solo nel caso dovevo scrivere. Per migliorare questa mia condizione mi sono iscritta ad un gioco on line play by chat, praticamente un sito dove ognuno si crea un personaggio, un background ed inizia a dare vita al proprio personaggio in maniera coerente e logica. Ma non credere che Angels nasca da un semplice copia ed incolla delle giocate. Anche a livello pratico non sarebbe stato possibile. Il filo logico del gioco su una land non è assolutamente trasportabile in una trama organizzata per un romanzo. Il romanzo è solo ispirato al gioco, infatti molti personaggi sono diversi, alcuni mancano completamente mentre altri sono molto diversi da come erano nel gioco. Ma soprattutto la storia è differente. Costruire un filo logico che coinvolgesse in maniera razionale ogni singolo personaggio è stato un lavoro per cui ho impiegato due anni prima di poter essere in grado di iniziare a scrivere veramente. Ma sono felice di averlo fatto. I miei figli di carta stanno vedendo la luce finalmente.

Lacrime di sale, Lacrime di sangue e Lacrime di fuoco, sono i tre grandi capitoli in cui è suddivisa la tua opera completa: quanto studio e quante ricerche ha comportato, da parte sua, la sua stesura?

Sì, i tre titoli rispecchiano i tre gradi di maturazione personale della protagonista. Come ho scritto sopra ci sono voluti davvero mesi e mesi di lavoro. Ammetto che per il primo libro il lavoro di ricerca è stato minimo, più che altro è stato complicato riordinare le idee e le situazioni. Nel secondo già la ricerca è stata necessaria. Angels non è solo un urban fantasy, sto cercando di fare un lavoro molto più profondo e ponderato. Non vi aspettate il classico fantasy con gli angioletti pennuti innamorati. Non ci saranno cuoricini rosa e sospiri. Almeno non solo. Ci sono risvolti psicologici e spirituali molto profondi che obbligheranno il lettore ad un’introspezione ed ad una riconsiderazione di tutta una serie di dogmi che ci sono stati inculcati fin da bambini.

Shanya, la protagonista, è debole e forte, come ogni umano: ti sei ispirata a qualcuno in particolare per questo personaggio?

Shanya…vorrei dire che mi sono ispirata a me stessa, ma non è così. Io non sono Shanya anche se in effetti mi sarebbe piaciuto. La sua forza, la sua determinazione, la sua fragilità che la rendono a volte antipatica, a volte irresistibile, a volte assolutamente adorabile. Come ogni essere umano. Ma in corso d’opera ci sarà un personaggio a cui darò molto di me, un personaggio che avrà decisamente molto del mio carattere. Ma dovrete aspettare la seconda serie di libri. Sì perché Angels non si esaurisce in una trilogia. È in programma un seguito, di cui sto già parlando con Jac Lupi, che andrà a scavare ancora di più nel profondo dell’animo umano e nella spiritualità, fino a scoprirne i nervi tesi e vibranti.

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Angels è una trilogia appartenente al genere fantasy, ma non senza numerosi risvolti psicologici e incentrati sull’introspezione: come hai pensato di mettere insieme tutto questo?

Bellissima domanda. Ormai si è scritto e letto di tutto. Oltretutto il fantasy è un genere che è visto con molta diffidenza. Per molti è solo fatine ed elfi, o vampiri ed angioletti innamorati. Onestamente se avessi dovuto scrivere una cosa praticamente uguale ad altre opere che sono già state pubblicate e con successo non avrei mai neanche iniziato. Io volevo fare qualcosa di diverso. Non ho la presunzione di affermare che ho scritto qualcosa di migliore, ma sicuramente di diverso. Mi sono ispirata a quello che per me è un Dio della scrittura, Dan Brown, ma ovviamente senza la minima presunzione di somigliargli minimamente, ed ho cercato di carpire dai suoi capolavori lo stile e l’inimitabile tecnica di coinvolgimento del lettore. Mettere insieme tutti questi elementi e renderli fluidi non è stato facile, ed a dire il vero non sono neanche convinta di esserci riuscita del tutto. Non volevo riempire pagine e pagine con paroloni e termini astrusi. Volevo cercare di spiegare i miei concetti con termini alla portata di tutti, e con un linguaggio pulito, in modo che fosse fruibile da lettori di tutte le età. Però se ci sono riuscita dovete dirmelo voi.

Il tuo incontro con Jacopo Lupi, il tuo editore…

Purtroppo non ho ancora avuto il piacere di incontrarlo di persona ma conto di farlo al più presto. La nostra conoscenza è virtuale ma è stata decisamente un punto di svolta per me. Dopo un’esperienza non del tutto soddisfacente ero un po’ sfiduciata dal mondo dell’editoria finché una mia cara amica…forse la conosci sai? Si chiama Ilaria…mi dice che questa nuova casa editrice, giovane dinamica e sopratutto SERIA, è in cerca di talenti. Mando il mio manoscritto senza la minima fiducia, non perché non sia certa di aver fatto un buon lavoro, ma semplicemente perché sono un’insicura cronica, e sono sempre sicura che nonostante io mi impegni ci siano tantissimi autori con idee migliori delle mie e sopratutto con capacità superiori. Dopo poche settimane mi arriva la conferma, il mio manoscritto rispondeva alle direttive aziendali ed era stato accettato…e credetemi quando vi dico che ancora oggi a volte faccio fatica a crederci.

In cosa sei impegnata, allo stato attuale?

In tante cose. La mia priorità ora è finire Lacrime di Fuoco, il terzo ed ultimo capitolo della prima trilogia. Poi prenderò una pausa per studiare e fare ricerche per il seguito, Angels – Ali di…e non sarà breve. Ali sarà la saga di svolta. Lascerò quasi completamente il fantasy per tentare la strada del thriller religioso, ed in questi miei studi sono fortunatamente accompagnata da mio marito e da un mio amico ecclesiastico che mi sta aiutando davvero tanto. Non sarà una pausa breve perché le cose da studiare sono tante e sopratutto molto delicate ed affrontarle in modo semplice romanzandole non è certo un lavoro da poco. Mi auguro solo di essere all’altezza.

Il rapporto con i lettori: quanto è importante, in epoca di social, interagire direttamente con gli stessi?

Importante ma credo che non bisogni eccedere. Il lettore è giusto venga coinvolto e coccolato, visto che è solo grazie a loro se noi autori possiamo aspirare ad avere successo, ma ci vuole rispetto reciproco.

Noi dobbiamo offrire un prodotto al meglio delle nostre possibilità, senza risparmiarci in nulla, d’altro canto il lettore deve rispettare il nostro lavoro, facendo critiche costruttive che ci aiutano a migliorare e facendoci complimenti se ce li meritiamo.

Come facciamo a seguirti?

Sul mio profilo Facebook, Istagram, sulla mia pagine Angels – La Saga e sul mio gruppo Angels – La Saga. Sul sito ufficiale di Lupi Editore e tra poco in tutte le librerie.

Lascia un messaggio ai lettori del blog…

Non è facile essere come siamo, La maggior parte della gente esiste e nulla più. Spiega le Ali e vola. Apri la mente e sii libero. Sii santa o puttana ma vivi.

Grazie a te Ilaria a Jac ed a tutto lo staff della Lupi Edizioni. E vi aspetto tutti a Torino 2018!!!

ILARIA GRASSO

IL DESIDERIO INFINITO DI CONOSCERE, IN “THOMAS VUOLE SAPERE”, DI EDOARDO DE LUCA – RECENSIONE

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“Thomas Vuole Sapere”, di Edoardo De Luca (Lupi Editore) è un libro bellissimo, lasciatemelo dire: in esso, due generazioni apparentemente lontanissime (anagraficamente e mentalmente) si incontrano armoniosamente, come se il loro trovarsi fosse la cosa più spontanea, in questo mondo.

Thomas che ha desiderio di sapere e di conoscere pone i suoi interrogativi al nonno, che gli risponde, in modo puntuale, ma non con l’ambizione di insegnare, ma più semplicemente con l’intento di guidarne i passi, di orientare il suo cammino, perché è solamente quando si è bambini che si gode del privilegio di essere guidati: successivamente è troppo tardi.

Vari sono i temi affrontati in questo libro: dalla paura della vita e della morte alle dipendenze, dall’amore alla drammatica piaga del bullismo, dalla povertà a Dio.

Niente è lasciato a caso, in questo libro, che è appunto il frutto di attente ricerche e studi da parte del suo autore che è giovane, ma già sa fare bene il suo mestiere di scrittore.

“Thomas Vuole Sapere” è un libro che consiglio, ai più giovani allo stesso modo che agli adulti, perché ad ogni età abbiamo i nostri interrogativi e quelle domande interiori che potrebbero essere per noi un assillo, se noi non le affrontassimo con il coraggio e con la calma necessari.

ILARIA GRASSO

LINK PER L’ACQUISTO:

https://www.amazon.it/Thomas-vuole-sapere-Edoardo-Luca/dp/8899663289/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1518951434&sr=8-1&keywords=thomas+vuole+sapere

L’AUTORE:

Edoardo De Luca (Popoli, 24 marzo 1993) è uno scrittore italiano. Scrive le sue prime poesie nell’adolescenza e, nel 2014, inizia la sua esperienza come articolista presso il settimanale zac7. Nel 2015 pubblica il suo primo libro, un saggio su ansia e depressione dal titolo “Sentirsi Sé – AUTENTICITA’ DELLA VITA” (Amaltea Edizioni).

Thomas Vuole Sapere” (Lupi Editore) è il suo secondo libro.

Pagina Facebook dell’Autore:

https://www.facebook.com/edoardodelucapaginaufficiale/?timeline_context_item_type=intro_card_work&timeline_context_item_source=100007227248952&pnref=lhc

 

INCONTRO CON SAVINO CARONE, POETA E SCRITTORE

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Il mio incontro con lo scrittore e poeta Savino Carone, per parlare del suo amore per la poesia e, in particolare, di “Sator”, il libro che pubblicherà con Lupi Editore.

Ciao Savino, bentrovato sul mio blog, LIBERI LIBRI E NON SOLO: come è nata la tua passione per la scrittura e, nello specifico, per la poesia?

Frequentavo il ginnasio, durante le lezioni noiose si leggeva; avevamo organizzato una piccola libreria circolante all’ultimo banco. Dunque uno di quei giorni, allo stremo della sopportazione, scivolai con non curanza a l’ultimo banco ed affondai la mano: trovai i “Fiori del Male” di Baudelaire…leggere i primi versi e rimanerne folgorato, fu tutt’uno.

Il ruolo della poesia oggi, nel mondo e nella società in cui viviamo…

La linea evolutiva della poesia che a tutt’oggi si stampa, sembra probabile che abbia come meta finale il silenzio più assoluto; difficile poter ricreare sulle sue mute macerie ARTE, tra questa babele di suoni dissonanti e fini a se stessi, banalizzazione e non sense , quasi un nominalismo sciatto privo di un significato più profondo, suono senza significante….

Il Logos, “la parola creatrice” si è smarrita nello snaturamento linguistico e nella banalizzazione lessicale, darle quindi la forza della forma e del colore serva, credo, a ricollocarla, in un insieme armonico, come complessità di una rappresentazione creativa o ri-creativa del reale, una forza evocativa che sembra ormai perduta, un simbolismo che non sia solo verbale ma anche materiale, cromatico, architettonico (nel senso di auto-complementarietà della visione).

Quali sono le maggiori cause di incomunicabilità, oggi, secondo te? Le parole sono più terapeutiche per chi le scrive o per chi le legge?

Le parole non sono terapia anche se sembra dimostrato che la psicanalisi ne faccia largo uso nei casi di “terapia clinica”. Questo uso è secondo me un abuso ma in che senso: nel senso che le parole, direi meglio i fonemi sono usati per raggiungere risultati impropri, feticci lessicali che abilmente introdotti nella conversazione terapeutica svelano le fonti da cui dovrebbe dipendere la patologia, dunque snaturando sovrastrutturalmente la parola, cioè caricandola di significati “allogeni” che non sono suoi propri, riducendola ad un codice iniziatico apparentemente, solo apparentemente, banale.

In quali progetti letterari sei impegnato, attualmente?

C’è qualcosa che bolle in pentola; mentre procedevo alla stesura di questo mio lavoro, “Sator”, avevo intrapreso la lettura dell’Antigone di Sofocle interessato ed allo stesso tempo infastidito dal suo dilemma centrale: la dicotomia tra etica laica (o politica) e l’etica legata alla tradizione ai “mos maiorum” alla religione ed alle credenze ancestrali. È un dilemma di non poco conto in una società così diciamo, secolarizzata come la nostra e con modelli non più legati alla tradizione ma, per lo più di importazione. Molto importante, oltre alla lettura della tragedia originale (ahimè in traduzione), sono state anche le reinterpretazioni di Jean Anouilh e Bertold Brecht, ciascuno con il suo punto di vista ben definito. Sto, nel frattempo dedicando una serie di racconti a fatti di cronaca nera, soprattutto “femminicidi” per asserire con esempi e fatti accaduti la assoluta banalità del male, come già constatava la Arendth.

Come facciamo a seguirti?

Spero che la nuova collaborazione con la Casa Editrice Lupi porterà quei frutti di visibilità che mi attendo, poiché il contratto quinquennale mi obbligherà a pubblicare, se vorrò o potrò, solo con questa per me nuova e presumo eccellente Casa Editrice.

A chi sono indirizzati i tuoi scritti?

A chiunque abbia interesse alla buona letteratura, sia curioso di indagare le sfaccettature del nostro presente e della vita che sembra ci scorra addosso ma di cui ci si voglia riappropriare. Infine, “last but no lost” per coloro che seguiranno; penso che nessuno che scriva con qualche ambizione non abbia l’ambizione di lasciare qualcosa per i lettori di domani.

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

L’unico messaggio che mi viene in mente non è granché ma sicuramente descrittivo di una professione. “carmina non dant panem”.

ILARIA GRASSO