IL DESIDERIO INFINITO DI CONOSCERE, IN “THOMAS VUOLE SAPERE”, DI EDOARDO DE LUCA – RECENSIONE

TEASER THOMAS

“Thomas Vuole Sapere”, di Edoardo De Luca (Lupi Editore) è un libro bellissimo, lasciatemelo dire: in esso, due generazioni apparentemente lontanissime (anagraficamente e mentalmente) si incontrano armoniosamente, come se il loro trovarsi fosse la cosa più spontanea, in questo mondo.

Thomas che ha desiderio di sapere e di conoscere pone i suoi interrogativi al nonno, che gli risponde, in modo puntuale, ma non con l’ambizione di insegnare, ma più semplicemente con l’intento di guidarne i passi, di orientare il suo cammino, perché è solamente quando si è bambini che si gode del privilegio di essere guidati: successivamente è troppo tardi.

Vari sono i temi affrontati in questo libro: dalla paura della vita e della morte alle dipendenze, dall’amore alla drammatica piaga del bullismo, dalla povertà a Dio.

Niente è lasciato a caso, in questo libro, che è appunto il frutto di attente ricerche e studi da parte del suo autore che è giovane, ma già sa fare bene il suo mestiere di scrittore.

“Thomas Vuole Sapere” è un libro che consiglio, ai più giovani allo stesso modo che agli adulti, perché ad ogni età abbiamo i nostri interrogativi e quelle domande interiori che potrebbero essere per noi un assillo, se noi non le affrontassimo con il coraggio e con la calma necessari.

ILARIA GRASSO

LINK PER L’ACQUISTO:

https://www.amazon.it/Thomas-vuole-sapere-Edoardo-Luca/dp/8899663289/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1518951434&sr=8-1&keywords=thomas+vuole+sapere

L’AUTORE:

Edoardo De Luca (Popoli, 24 marzo 1993) è uno scrittore italiano. Scrive le sue prime poesie nell’adolescenza e, nel 2014, inizia la sua esperienza come articolista presso il settimanale zac7. Nel 2015 pubblica il suo primo libro, un saggio su ansia e depressione dal titolo “Sentirsi Sé – AUTENTICITA’ DELLA VITA” (Amaltea Edizioni).

Thomas Vuole Sapere” (Lupi Editore) è il suo secondo libro.

Pagina Facebook dell’Autore:

https://www.facebook.com/edoardodelucapaginaufficiale/?timeline_context_item_type=intro_card_work&timeline_context_item_source=100007227248952&pnref=lhc

 

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INCONTRO CON SAVINO CARONE, POETA E SCRITTORE

Savino-Carone

Il mio incontro con lo scrittore e poeta Savino Carone, per parlare del suo amore per la poesia e, in particolare, di “Sator”, il libro che pubblicherà con Lupi Editore.

Ciao Savino, bentrovato sul mio blog, LIBERI LIBRI E NON SOLO: come è nata la tua passione per la scrittura e, nello specifico, per la poesia?

Frequentavo il ginnasio, durante le lezioni noiose si leggeva; avevamo organizzato una piccola libreria circolante all’ultimo banco. Dunque uno di quei giorni, allo stremo della sopportazione, scivolai con non curanza a l’ultimo banco ed affondai la mano: trovai i “Fiori del Male” di Baudelaire…leggere i primi versi e rimanerne folgorato, fu tutt’uno.

Il ruolo della poesia oggi, nel mondo e nella società in cui viviamo…

La linea evolutiva della poesia che a tutt’oggi si stampa, sembra probabile che abbia come meta finale il silenzio più assoluto; difficile poter ricreare sulle sue mute macerie ARTE, tra questa babele di suoni dissonanti e fini a se stessi, banalizzazione e non sense , quasi un nominalismo sciatto privo di un significato più profondo, suono senza significante….

Il Logos, “la parola creatrice” si è smarrita nello snaturamento linguistico e nella banalizzazione lessicale, darle quindi la forza della forma e del colore serva, credo, a ricollocarla, in un insieme armonico, come complessità di una rappresentazione creativa o ri-creativa del reale, una forza evocativa che sembra ormai perduta, un simbolismo che non sia solo verbale ma anche materiale, cromatico, architettonico (nel senso di auto-complementarietà della visione).

Quali sono le maggiori cause di incomunicabilità, oggi, secondo te? Le parole sono più terapeutiche per chi le scrive o per chi le legge?

Le parole non sono terapia anche se sembra dimostrato che la psicanalisi ne faccia largo uso nei casi di “terapia clinica”. Questo uso è secondo me un abuso ma in che senso: nel senso che le parole, direi meglio i fonemi sono usati per raggiungere risultati impropri, feticci lessicali che abilmente introdotti nella conversazione terapeutica svelano le fonti da cui dovrebbe dipendere la patologia, dunque snaturando sovrastrutturalmente la parola, cioè caricandola di significati “allogeni” che non sono suoi propri, riducendola ad un codice iniziatico apparentemente, solo apparentemente, banale.

In quali progetti letterari sei impegnato, attualmente?

C’è qualcosa che bolle in pentola; mentre procedevo alla stesura di questo mio lavoro, “Sator”, avevo intrapreso la lettura dell’Antigone di Sofocle interessato ed allo stesso tempo infastidito dal suo dilemma centrale: la dicotomia tra etica laica (o politica) e l’etica legata alla tradizione ai “mos maiorum” alla religione ed alle credenze ancestrali. È un dilemma di non poco conto in una società così diciamo, secolarizzata come la nostra e con modelli non più legati alla tradizione ma, per lo più di importazione. Molto importante, oltre alla lettura della tragedia originale (ahimè in traduzione), sono state anche le reinterpretazioni di Jean Anouilh e Bertold Brecht, ciascuno con il suo punto di vista ben definito. Sto, nel frattempo dedicando una serie di racconti a fatti di cronaca nera, soprattutto “femminicidi” per asserire con esempi e fatti accaduti la assoluta banalità del male, come già constatava la Arendth.

Come facciamo a seguirti?

Spero che la nuova collaborazione con la Casa Editrice Lupi porterà quei frutti di visibilità che mi attendo, poiché il contratto quinquennale mi obbligherà a pubblicare, se vorrò o potrò, solo con questa per me nuova e presumo eccellente Casa Editrice.

A chi sono indirizzati i tuoi scritti?

A chiunque abbia interesse alla buona letteratura, sia curioso di indagare le sfaccettature del nostro presente e della vita che sembra ci scorra addosso ma di cui ci si voglia riappropriare. Infine, “last but no lost” per coloro che seguiranno; penso che nessuno che scriva con qualche ambizione non abbia l’ambizione di lasciare qualcosa per i lettori di domani.

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

L’unico messaggio che mi viene in mente non è granché ma sicuramente descrittivo di una professione. “carmina non dant panem”.

ILARIA GRASSO

“ROSE BIANCHE PER COLAZIONE” (LUPI EDITORE): INTERVISTA ALL’AUTORE MARCO ISONE

rose bianche per colazione cover

Il mio incontro con lo scrittore e poeta Marco Isone, per parlare della sua scrittura e della sua nuova opera, la silloge poetica pubblicata da Lupi Editore, dal titolo “Rose bianche per colazione”.

Ciao Marco, bentrovato sul mio blog: com’è nata la passione per la poesia?

Dalla curiosità. Dalla fortuna di poter accedere, da ragazzino, ad una biblioteca molto fornita e la fortuna di incontrare professori competenti, come il mio ex professore di italiano, al quale rivolgo un pensiero, si chiamava Andrea Bonini.

Quale conforto può offrire la poesia a chi la legge e a chi la scrive?

Oggi si vive in un mondo mediocre, fatto di egoismi, arrivismo, pragmatismo..tutte aride facce dello stesso problema. Una goccia di romanticismo non guasta.

“Rose bianche per colazione” è la prima opera che pubblichi con Lupi Editore: si tratta di una raccolta di liriche molto delicate e profonde. Com’è nata quest’opera?

Mi permetta una precisazione. Le mie opere non nascono, sono lì semplicemente. Debbo solamente decidermi a spolverare un po’ di polvere di ricordi e tirarle fuori dai cassetti della mente e del cuore.

In quale progetto sei impegnato attualmente?

E’ un romanzo dal titolo provvisorio: “Angela Daniela …il sempre, il mai, il forse, l’ansia e la speranza,..l’amore.” , una storia d’amore, con risvolti noir e spy, ed un pizzico di sana follia.

Come facciamo a seguirti?

Sulle mie due pagine Facebook: “ Marco Lieto Isone “ e “ isone “, avevo aperto anche un sito web, ma non riesco a seguirlo più. Preferisco quindi concentrarmi sulle mie due pagine.

La poesia e i social: quanto sono importanti, questi ultimi, per far conoscere il proprio modo di scrivere?

Se mi consente di fare ancora una volta una precisazione, le dirò che, ribaltando il problema è l’editoria che dovrebbe farsi carico di scovare le nuove proposte e di portarle alla ribalta, spesso, anzi quasi sempre non è così. Quindi, sì. Utilizzando il doppio del tempo che potrebbero utilizzare gli editori, sono molto importanti per portare alla luce nuovi scrittori e la loro scrittura. E se mi consente ancora, non tutti possono essere fortunati di incontrare sempre editori che non chiedono compensi in danaro per stampare.

Lascia un messaggio a chi ci ha letti sin qui…

Leggete. Leggete sempre. Tutto.

ILARIA GRASSO

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SEGNALAZIONE: “EVA NON PARLA CON DIO” (LUPI EDITORE), DI LUCA ALESSANDRO E ILARIA GRASSO

EVA NON PARLA CON DIO LUPI EDITORE

Autori: Luca Alessandro e Ilaria Grasso

Titolo: Eva Non Parla Con Dio

Editore: Lupi Editore

Genere: Racconto psicoanalitico

Data di uscita: dicembre 2017

Pagine: 23

Formato: ebook

Prezzo: 99 centesimi

SINOSSI:

Eva Lunari è una giovane ballerina di pole dance che ha fatto della danza la sua ragione di vita.

Giancarlo Innocenti è un attore avanti negli anni che ha vissuto la sua esistenza a cento allora e che, adesso, finalmente, vorrebbe fermarsi a cogliere la vera essenza delle cose.

Eva ha sulla pelle e dentro l’anima i segni di una vita travagliata, a cominciare dalla perdita prematura della madre, per poi passare per il bipolarismo che l’affligge, fino alla scoperta improvvisa della sua sclerosi multipla.

Anche Giancarlo ha un passato niente affatto facile, con la tragica perdita della prima moglie, Provvidence, ed una situazione sentimentale con Francesca che ormai non funziona più: solo l’affetto dei due figli dà a lui la forza per continuare a vivere.

Eva e Giancarlo si incontrano, per caso, una sera in cui nessuno dei due ha più niente da perdere.

Giancarlo è, da sempre, l’incontrastato idolo nell’immaginario della giovane Eva.

Inizierà tra loro una storia molto differente da quello che possa esser definito nella norma, fino al compimento dell’epilogo finale, durante il quale Eva chiederà a Giancarlo qualcosa di decisamente inaspettato.

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IL MIO INCONTRO CON LO SCRITTORE E POETA ROBERTO GABRIELE CUNEO

Il mio incontro con lo scrittore e poeta Roberto Gabriele Cuneo, per parlare delle sue recenti opere pubblicate da Lupi Editore, la raccolta di racconti dal titolo “UN VELO SOTTILE: RACCONTI IR-REALI SU CAGLIARI E DINTORNI” e la silloge poetica “SENTI MIO SOLE”.

Ciao Roberto, la domanda obbligatoria: come è nata la tua passione per la scrittura?

La mia passione per la poesia è nata sin da piccolo; la prima poesia, che ho ritrovato da poco in un’agendina di quando avevo otto anni, si intitolava “La primavera”.

Da piccolissimo ho sempre scritto solo poesie, poi l’anno scorso (grazie ad una Musa ispiratrice) ho provato a mettere la mia poesia in un racconto fantastico intitolato “Il Mondo Favoloso di Ognidove – Nanà ed il Bosco Serenoso” con cui ho partecipato ad un concorso nazionale arrivando secondo e come premio la pubblicazione da parte della Giovanelli Edizioni. Nell’entusiasmo, da allora, ho scritto più di 70 racconti brevi e 15 racconti.

Quali sono i momenti della giornata nei quali scrivere ti è più congeniale?

Sicuramente la mattina, accompagnato da musica in sottofondo come Robbie Williams oppure Jamiroquai sino agli antipodi passando al Fado dei Madredeus.

Due opere di recentissima pubblicazione, con Lupi Editore, una raccolta di racconti, dal titolo “Un velo sottile: racconti irreali su Cagliari e dintorni”, ed una silloge poetica, dal titolo “Senti mio sole”: passare da prosa a lirica è per te la cosa più naturale del mondo, mi sembra di capire…

Si, dopo tanto tempo di timore reverenziale nei confronti di una scrittura più lunga e complessa di una semplice poesia; adesso posso dire che il passaggio dalla Poesia alla Narrativa, mi viene naturale.

Un velo sottile

Come sono nate queste due opere e come mai la scelta di pubblicarle nello stesso momento?

In realtà la silloge “Senti Mio Sole” è nata quando c’erano ancora gli SMS (infatti tale sigla è l’acronimo del titolo) e risulta una raccolta dei miei tanti ^buongiorno^ che ho inviato via sms alle persone a me care; mentre la raccolta di racconti nasce nell’arco di quest’anno in corso. Pubblicarle nello stesso istante, è stata una opportunità che mi ha dato la Lupi Editore e la ringrazio.

senti mio sole cover

Cosa stai scrivendo, adesso?

Attualmente scrivo almeno una poesia tutti i giorni che conservo oramai da 6 anni come un diario e saltuariamente mi diverto a mettere racconti brevi sul mio profilo Facebook per gli amici.

Come facciamo a seguirti?

Non ho un blog ed uso solamente il mio profilo Facebook per mettere in evidenza le mie Poesie, i miei Racconti brevi e le foto scattate ed elaborate da me. Il mio profilo è sotto il nome: Roberto Gabriele Cuneo.

Lascia un messaggio ai lettori di LIBERI LIBRI E NON SOLO…

Un grande “Ciao” a tutti i lettori; Vi saluto con affetto e spero tanto che, se avrete per mano un mio libro oppure leggiate le mie poesie ed i miei racconti, adornati dalle mie foto su Facebook, possiate divertirvi!!!

ILARIA GRASSO

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SI INTITOLA “THOMAS VUOLE SAPERE” (LUPI EDITORE) IL NUOVO LIBRO DI EDOARDO DE LUCA – INTERVISTA

Edoardo De Luca

Il mio incontro con lo scrittore Edoardo De Luca, per parlare del suo nuovo libro dal titolo “Thomas vuole sapere”, uscito il 4 dicembre 2017, per Lupi Editore.

Ciao Edoardo, ben tornato su LIBERI LIBRI E NON SOLO: com’è nata l’idea di scrivere un libro che fosse per bambini ed adulti?

L’idea è nata dalla consapevolezza di dover agire sull’educazione dei bambini per migliorare il mondo, perché è nell’età dell’infanzia che si danno le basi alla persona per affrontare il resto della propria vita. Quindi, anche per indirizzarle verso i veri valori e il rispetto della collettività.

Quali difficoltà hai incontrato nello scrivere una serie di storie che potessero essere rivolte ad un pubblico ampio e trasversale?

Quella che potremmo definire “difficoltà”, è stata il rendere facile e fruibile – ed anche che sappia intrattenere – un testo ricco di idee e di spiegazioni.

“Thomas vuole sapere” è un libro sicuramente didattico che non nasce con la pretesa di insegnare: credo sia questo il suo principale punto di forza…

Dici bene, non si pretende di insegnare: si coinvolge il bambino nel voler apprendere, e l’adulto nel perseguire serenamente e senza forzature l’obiettivo di FAR CAPIRE.

Thomas e suo nonno, due figure così intimamente connesse tra di loro: quanto reputi sia importante, al giorno d’oggi, l’entusiasmo verso i giovani e la fiducia verso gli anziani, quanto reputi sia importante, ma anche difficile, per certi versi, mantenere un equilibrio intergenerazionale?

Nella società odierna, plasmata da infinite attrazioni di ogni genere, forse il dialogo tra adulti e bambini si è un po’ indebolito. “Thomas Vuole Sapere” è un incipit a tener sempre acceso il giusto dialogo tra genitori e figli, nonni e nipoti. Quindi, a mantener vivo, attraverso la magia della parola, l’entusiasmo che dà vita all’anima di ognuno di noi.

TEASER THOMAS

“Thomas vuole sapere” è il frutto di molte ricerche e di parecchio studio da parte tua, come del resto è anche la tua opera precedente, dal titolo “Sentirsi sé – Autenticità della vita” (Amaltea Edizioni): quanto è importante, a tuo avviso, la giusta conoscenza degli argomenti che precede il momento di trattarli, attraverso la scrittura?

La conoscenza degli argomenti che si trattano nei propri libri è fondamentale per dare le giuste indicazioni ai lettori e alle persone, in special modo se si offrono nozioni da applicare nella vita di tutti i giorni. Essere precisi in questo, a mio avviso è un dovere di onestà intellettuale. Personalmente, mi sono impegnato in questo sia nel mio primo libro Sentirsi Sé AUTENTICITA’ DELLA VITA, che in “Thomas Vuole Sapere”.

E’ un libro adatto anche alle scuole…

Sì, alcuni docenti mi hanno consigliato di proporre Thomas Vuole Sapere agli istituti scolastici, dato che le tematiche che affronto riguardano le domande dei bambini nel periodo tra l’infanzia e l’adolescenza.

“Thomas vuole sapere” è il primo libro che pubblichi con Lupi Editore, di Sulmona; come è avvenuto questo incontro?

Conosco la Lupieditore di Sulmona (AQ) dell’editore Jacopo Lupi da molto tempo. Da parte di Jacopo c’è stata nei miei confronti un’immediata stima professionale, tanto da indurlo a pubblicare e a promuovere con grandissima visibilità il mio lavoro.

Come facciamo a seguirti? Quanto conta, a tuo avviso, essere social, per fare conoscere la propria scrittura?

Ho un profilo Facebook, una pagina personale da Autore, una pagina del mio primo libro Sentirsi Sé AUTENTCITA’ DELLA VITA e del mio secondo libro: Thomas Vuole Sapere. Con l’occasione invito tutti a lasciare un like a ciascuna delle mie pagine e a recensirle perché, al giorno d’oggi, il web e i social sono quasi indispensabili per un autore e per il messaggio che egli vuole far arrivare a più persone possibili.

Siamo in chiusura: lascia un messaggio a chi ci ha letti sin qui…

Il mio obiettivo è quello di scrivere libri belli e di qualità, in grado di lasciare un segno positivo nella vita delle persone contribuendo anche a migliorarla. Grazie a tutti.

ILARIA GRASSO

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RECENSIONE: “SALTO NEL VUOTO” (LUPI EDITORE) DI ROSSANA LOZZIO

cover salto nel vuoto

“Salto nel vuoto”  (Lupi Editore) è il nuovo romanzo di Rossana Lozzio, autrice straordinariamente creativa, una vera e propria fonte inesauribile di storie coinvolgenti ed affascinanti.

La storia con cui ci delizia stavolta ha per protagonista la scrittrice Rebecca Ferri, donna coraggiosa ed indipendente, che ha fatto della scrittura, appunto, la sua ragione di vita, e che, grazie alla scrittura, trova un forte punto di convergenza con Ruben, autore alle prime armi, molto più giovane di lei.

I due scrittori si conoscono nel modo, oggi, più consueto di tutti: attraverso Facebook, dove condividono in chat le loro aspirazioni, sogni e desideri, intimamente connessi con la scrittura, quei desideri che arriveranno a condurli per mano dentro a una storia d’amore sospirata ed intensa.

teaser salto nel vuoto

Come sempre, Rossana Lozzio, anche in questa storia, ci rende protagonisti, in prima persona, dei sentimenti dei propri personaggi, ben delineati da un punto di vista psicologico e caratteriale, e anche in questa storia, ancora una volta, la scrittrice realizza un accostamento perfetto tra la narrazione e la musica che, come sempre, fa da sottofondo, da colonna sonora, come se Rossana, appunto, non riuscisse mai a fare a meno di scrivere senza la musica e questo è quello che, precisamente, ci ha fatto incontrare, qualche anno fa: la passione smodata, da parte di entrambe, per l’indimenticato ed indimenticabile cantautore italiano Mango, scomparso, purtroppo, prematuramente, all’improvviso, proprio in questo periodo dell’anno, a ridosso del Natale.

Le canzoni di Mango sono, infatti, la colonna sonora di “Interno sedici”, il romanzo che Rossana ha pubblicato, qualche anno fa.

E in “Salto nel vuoto” il protagonista musicale è Chris Isaak, di cui noi tutti certamente ricordiamo la stupenda “Wicked game”, e il gioco malvagio anche in questa storia narrata da Rossana  è l’amore, l’amore per cui ogni giorno viviamo, lo stesso per il quale, a volte, ci sentiamo morire, ma non esiste al mondo una storia d’amore che non veda la gioia abbracciata al dolore, fortemente: e lo stesso avviene, senza dover svelare troppo, per i nostri protagonisti, Ruben e Rebecca, dal momento che non esiste una gioia che non abbia avuto, con sè, le poprie lacrime.

Potrete seguire Rossana Lozzio sulla sua pagina ufficiale, su Facebook:

https://www.facebook.com/rossanalozzioscrittrice/?timeline_context_item_type=intro_card_work&timeline_context_item_source=1434155779&pnref=lhc

 

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ILARIA GRASSO