Incontro con lo scrittore e poeta Vincenzo Calò

Vincenzo Calò

Il mio incontro con lo scrittore e poeta pugliese Vincenzo Calò.

Ciao Vincenzo, ben trovato sul mio blog, LIBERI LIBRI E NON SOLO, “Storia di un alito di puzzola” è la tua terza raccolta di liriche, liriche che tu stesso hai definito prose in versi: per quale ragione?

Perché, come dei cantastorie emarginati dalle dinamiche del contemporaneo e perciò aventi oramai nulla da perdere, dobbiamo ricominciare ad auspicare anche solo per gioco l’integrazione della poesia dinanzi a una condizione culturale totalmente sprovvista, a parer mio perlomeno, di maestri che fin dalle elementari abbiano della coscienza civile da masticare, cioè piacere di divulgare la meraviglia insita a delle emozioni nude e crude, che così si rivelano di certo soggettive, ma libere, lungi dagli schemi e dalle tecniche che le sovrastano oggettivamente, noiosamente… come a poter solo imporre tragicamente, ossia al basso e al medio ceto, di aderire a dei bisogni senza aver mai provato a conquistare qualcosa di speciale, tipo una vita propria, che specie oggi va colta all’istante per spiegarla d’istinto, senza quel terrore di risultare incompresi agli occhi di troppi buonisti che usufruiscono del culo degli “altri”.

Com’è nato questo progetto?

Come nei casi di quelli passati e di quelli che verranno: patteggiando amorevolmente col mio Pensiero e tenendo conto dell’attualità a tal punto da poetare anch’essa, nel tempo di un anno. Consapevole di come sia inutile perseguire il volere di una qualsivoglia casa editrice, allo stesso modo di come la gente è inconsapevole del fatto che ben 13 milioni d’italioti non dispongono del più classico dei luoghi di cultura nelle proprie città. Con un’autonomia “istituzionale”, derivabile da studi compiuti da autodidatta, curioso e intento a riportare, non solo per passatempo, una palla piena di diversità, un pianeta che si gonfia con l’Interesse se questi non viene percepito come una prigione a lungo andare, per farlo rimbalzare senza stabilire vincitori né perdenti… ma che si sgonfia con l’Indifferenza tipica delle persone chiuse nel dovere compiuto, magari premiate con medaglie al valore, aventi dunque, addirittura, licenza d’uccidere il Prossimo.

Le difficoltà di fare poesia, oggi…

Si legano con la derisione mostrata comunicando qualcosa malamente o esclusivamente per fare soldi, spesso proprio da chi piuttosto avrebbe modo di osare armonizzando l’epoca moderna per non dire le nuove generazioni, per costituire in positivo riferimenti grandi se le aspettative di vita sono in fondo piccole, perché i prodotti destinati unicamente al consumo stanno occupando anche il sentore letterario cosicché dalla difficoltà si passa inavvertitamente all’impossibilità di fare poesia, di conoscere il nuovo che avanza in tutta malinconia. Perciò consistono nella creatività che non viene rinfrescata attivamente, scolasticamente per davvero, pur sempre allo scopo d’istruire, di non chiudersi nella parola data dai populisti che sanno sintonizzarsi con la pancia e non col cuore della gente che piuttosto va osservata ego per ego (quando si sta in famiglia soprattutto) prima di riportarla a delle letture a tutto spiano, sorprendenti, da intraprendere occupando insoliti luoghi, organizzando eventi in movimento, per fare gruppo invece che la solita guerra tra poveri.

Qual è il nostro bisogno di poesia, oggi?

E’ quello stesso riguardante la riqualificazione della lingua italiana, di tantissime parole dense di significato, che a dirle ci rimani attratto anche solo dal suono. Roba che ti scatena la curiosità alla ricerca di sinonimi e contrari, la voglia di affrontare ragionamenti complicati come di solleticare del puro chiacchiericcio. Ciò che conta è il legame fiduciario, istintivo e primordiale che un poeta, una persona qualunque, deve riuscire a instaurare senza perdere tempo a presentare innumerevoli volte un libro guardando in faccia a nessuno e magari nello scantinato polveroso di una libreria ch’è tutto fuorché una libreria o nei caffè letterari improvvisati, aldilà delle capriole come dei capitomboli che si verificano in ogni apparente, disastroso successo popolare.

Cosa significa essere un autore indipendente: quali sono, a tuo avviso, i punti di forza e quali le difficoltà, invece?

Significa avere la libertà di sapere a chi devo arrivare ma senza sentirmi mai arrivato, facendo festa con le mie doti nella solitudine di ogni mia decisione d’intervenire per evitare l’ingovernabilità delle percezioni d’incerti annientamenti, e non morire nel bel mezzo di certe relazioni sociali o tendenze commerciali che dirsi voglia. Nel mio campo essere autonomi vuol dire risultare perennemente emergenti, garantirsi una passione essendo manager di se stessi, stando dietro a conoscenze determinanti per la propria carriera ma che devono mutare in sentimenti, ispirandole così oltre all’indole di tanti manoscritti in eterna attesa di giudizio peraltro.

In quale progetto sei attualmente impegnato?

Intendo lasciare il segno a ogni Comune d’Italia, specie a quelli invisibili, con un lavoro che mi sono inventato, quello della guida poetica, per divulgare versi nient’affatto classici, che possono tornare cari non solo a me, carichi di riflessioni che si riferiscono ai legami senza tempo tra un dato paesaggio e chi lo abita, camminando con un seguito di cittadini e turisti culturalmente inappagabili, capaci di riprendere fiato ascoltando un essere umano, pervaso dall’anonimato civile… m’impegno affinché una poesia e per giunta originale insegua dei potenziali lettori, intercettandoli con una forma impensabile, senza dare adito a della passività, con l’augurio che rivolgo a me stesso, di fare parte così di una contaminazione artistica se non addirittura professionale, tale da favorire sempre chi ha piacere di mettersi in discussione, di esprimersi con una sensibilità da cui si possa attingere, comunque rimediabile per il bene… comune! Per il resto, provo a non distaccarmi dal mio personaggio, dal mio modo di comporre per le successive pubblicazioni che presenterò spettacolarizzando alla maniera di un cabarettista filosofeggiante. Non smetto di collaborare giornalisticamente e di fare l’editorialista, il saggista e il promotore letterario tra testate, siti, blog e web radio altrettanto attivi. Come se non bastasse ci sarebbero da sviluppare dei monologhi contenenti l’analisi dei testi di cantautori indimenticabili a mio avviso, con un supporto musicale appropriato per dare visibilità quantomeno a più talenti possibili, che scontano suppergiù la mia stessa condizione economica, una scelta di vita: morire di fame facendo ciò che mi piace. Ah, e continuerò a intrattenere i bambini nelle piazze e nelle festicciole private con bolle di sapone, burattini e pagliacciate affini, invitandoli alla fine a fare parte di un selfie… indimenticabile, forse!

Come facciamo a seguirti?

Semplicemente richiedendomi l’amicizia su Facebook, digitando Vincenzo Calo’ noterete che aggiorno di frequente la bacheca del mio profilo tra il serio e il faceto. O iscrivendovi al gruppo fb che amministro, Reading Mania, purché mi aiutiate a segnalare se non a organizzare rimpatriate, persino in privato (e perché no nei cimiteri?), tra autori capaci di leggere quello che scrivono, sentendosi piccoli giustappunto per fare grandi amicizie e stare uniti a risolvere l’eterna, culturale inconcludenza sancita dalle istituzioni.

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

Non siate prevenuti con davanti tante pagine da leggere, perché è aprendo un tomo che si ricomincia a vivere e a fare come minimo la storia di una persona nuova, che si rende esaustiva rileggendola infinite volte, senza porvi delle scadenze, bensì attribuendovi della fantasia, mettendovi nei panni di uno scrittore preda del suo intimo, di parole a primo gettito senza senso, ma che alla seconda stesura legarle equivale a un orgasmo irraggiungibile… dunque anche se l’inizio non vi prende, disciplinatevi “sapendo” leggere un testo, e per intero, che ne va della forza d’animo a fronte di tante finte sentenze che voi stessi in generale emettete troppo semplicemente. Non siate peggio ancora razzisti aspettando le nuove uscite di un unico genere di libri, l’esposizione di codesti deve essere universale, e se manca richiedetela a chi di dovere e protestando come si deve o fate una ricerca condivisibile senza perdere tempo a verificare la serietà o meno di una piccola casa editrice (oltre a quel tragico errore di dare per scontata l’efficienza delle major!) che tanto in 8 casi su 10 essa è costretta a ridimensionarsi assumendo le sembianze di una grande stampante a gettoni… perciò non date dello sfigato all’autore che preferisce di gran lunga auto pubblicarsi, investendo su se stesso o elemosinando con una vanità come a dire “Altrimenti c’è un Dio in meno a cui pregare”.

ILARIA GRASSO

Tra realtà e illusione, la vita in “Poesie e dintorni”, di Stefania Tatone

 

Dal 17 marzo 2017 è disponibile su Amazon una raccolta di liriche che spaziano tra la realtà e l’illusione, tra la vita e l’amore, tra lo struggimento interiore e l’incontenibile desiderio di rinascere, nonostante il dolore, nonostante la solitudine e l’attaccamento nostalgico a luoghi, persone e situazioni che non appartengono più alla nostra vita: vi sto parlando di “Poesie E Dintorni”, opera prima di Stefania Tatone che scrive, in realtà, da tutta una vita, ma questa è, di fatto, la sua prima pubblicazione, la prima raccolta poetica che dona al suo pubblico.

Il filo conduttore che unisce i componimenti poetici di questa raccolta è, senza ombra di dubbio, il continuo dondolare dell’autrice, come anche di ognuno di noi, tra la realtà e il sogno, tra la vita quotidiana e il bisogno di illusioni, di qualcosa che ci renda la quotidianità, appunto, più fruibile, più leggera e, per certi versi, più sopportabile.

In quest’opera prima – che opera prima non è, in quanto raccoglie le liriche scritte dall’autrice nel corso di quasi dieci anni, ma pubblicate solo ora, come risposta ad un’esigenza, improvvisamente sentita, di condividere le stesse con il prossimo – la poesia rappresenta il rimedio al male di vivere a cui saremmo costretti se l’illusione ed il sogno non fossero una parte integrante della stessa esistenza, lo scoglio al quale appigliarci, con passione e con forza, in ogni singolo giorno.

Una lettura che consiglio.

Link per acquistare l’ebook:

 

 

“L’amore non citofona”, di Fabio Pinna – Recensione

 

Fabio Pinna

“L’amore non citofona”, una raccolta di liriche sull’amore, pubblicato, a fine 2016, da Letteratura Alternativa Edizioni, è un libro scritto da uno dei miei autori preferiti, che seguo già da qualche anno, per quanto concerne la sua produzione artistica letteraria: parlo di Fabio Pinna, sicuramente una delle personalità più attente e più sensibili al linguaggio poetico, del panorama letterario italiano.

L’amore è, da sempre, un tema molto caro al nostro autore, che ha il pregio indubbio di affrontarlo con delicatezza ed eleganza, senza mai sfociare nella retorica e nella banalità, nel già detto e nel già scritto, come in questa sua più recente raccolta di liriche, dal titolo fortemente significativo, “L’amore non citofona”.

Fabio Pinna 2

Ma perchè non citofona, l’amore? Perchè l’amore trova la sua stessa forza nel coglierci, ogni volta, all’improvviso, ogni volta in cui noi non ce lo aspettiamo: per l’amore non dobbiamo essere pronti, perchè è l’amore che deve essere pronto, è l’amore il vero protagonista e, come tale, a lui non è richiesto di chiedere il permesso per poter esistere, quindi l’amore non suona, l’amore, appunto, non citofona.

Non siamo mai pronti per l’amore, ma l’amore, al contrario, è sempre pronto per noi: basta saperlo riconoscere e trovare il coraggio necessario per dedicarsi a lui, perchè amare ci rende più nobili dell’essere amati.

Con questa sua nuova opera, Fabio Pinna mostra, ancora una volta, la sua grande perizia nello scrivere, la sua ricercatezza, che arrivano laddove devono arrivare, nel cuore del lettore, che fortemente si identifica, in ogni verso.

L'amore non citofona

Fabio, con il suo poetare, ci fa intendere che l’amore infelice non esiste, ma possono esistere, al contrario, storie di amore che si interrompono ma che, poi, possono riprendere, in altre forme, in altri luoghi, e in altri tempi, perchè l’amore viene lui, l’amore viene a prenderci per mano, e, soprattutto, l’amore “lascia annotazioni a margine”.

Un libro da leggere, “L’amore non citofona”, da leggere soprattutto per scoprire che il nostro essere imperfetti non ci preclude affatto all’incontro con l’amore autentico.

ILARIA GRASSO

 

 

Premio Letterario “VERSUS Sulmona 2016/2017”

La Libreria PUNTO E A CAPO in collaborazione con la casa editrice LUPI EDITORE e IL FESTIVAL DELLE NARRAZIONI indice la Seconda edizione del Premio Letterario “VERSUS Sulmona 2016/2017”

REGOLAMENTO

Art. 1 – Partecipanti Il concorso è a tema libero ed è aperto a tutti.

Art. 2 – Sezioni Il concorso si articola in 3 sezioni: A) Poesia VERSUS (per autori maggiorenni da 18 anni in su) – Ammessa una sola lirica, senza limiti di lunghezza.

B) Narrativa VERSUS (per autori maggiorenni da 18 anni in su) – Ammesso un solo racconto che non deve superare le 5.000 battute, spazi inclusi ( 3 pagine in word – Times new roman carattere 12).

C) Narrativa VERSUS YOUNG (per autori minorenni fino a 17 anni) – Ammesso un solo racconto che non deve superare le 2.500 battute, spazi inclusi ( 3 pagine in word – Times new roman carattere 12).

Art. 3 – Opere Le opere inviate devono essere inedite e mai premiate prima in altri concorsi letterari. Le poesie e i racconti devono pervenire per email all’indirizzo versusulmona@gmail.com in un file word con SOLO il titolo e l’opera, mentre in un altro file word inserire i dati anagrafici e una foto dell’autore, per la narrativa anche il numero totale dei caratteri spazi inclusi. Non devono essere presenti dati anagrafici o qualsiasi altro elemento atto ad identificare l’autore dell’opera nel file contenente la stessa.

Art. 4 – Caratteristiche del testo L’elaborato deve essere presentato su foglio formato A4, dimensione del carattere (preferibilmente times new roman) 12.

Art. 5 – Invio delle opere Entro la mezzanotte del 31 DICEMBRE 2016 le opere dovranno essere spedite tramite email all’indirizzo versusulmona@gmail.com, L’elenco delle opere che via via perverranno si potrà consultare nel sito http://www.lupieditore.it all’interno della sezione dedicata al concorso.

Art. 7 – Quota spese L’iscrizione alle 3 sezioni è completamente GRATUITA

Art. 8 – Premi Poesia VERSUS (per autori maggiorenni da 18 anni in su)

1. Primo classificato: CONTRATTO EDITORIALE personale di Pubblicazione con la LUPI EDITORE + Pubblicazione in Antologia con 30 copie omaggio + 100 EURO in buono libri

2. Secondo classificato: Pubblicazione in Antologia con 20 copie omaggio + 50 EURO in buono libri

3. Terzo classificato: Pubblicazione in Antologia con 10 copie omaggio + 30 EURO in buono libri

B) Narrativa VERSUS (per autori maggiorenni da 18 anni in su)

1. Primo classificato: CONTRATTO EDITORIALE personale di Pubblicazione con la LUPI EDITORE + Pubblicazione in Antologia con 30 copie omaggio + 100 EURO in buono libri

2. Secondo classificato: Pubblicazione in Antologia con 20 copie omaggio + 50 EURO in buono libri

3. Terzo classificato: Pubblicazione in Antologia con 10 copie omaggio + 30 EURO in buono libri

C) Narrativa VERSUS YOUNG (per autori minorenni fino a 17 anni) 1. Primo classificato: CONTRATTO EDITORIALE personale di Pubblicazione con la LUPI EDITORE + Pubblicazione in Antologia con 30 copie omaggio + 100 EURO in buono libri

2. Secondo classificato: Pubblicazione in Antologia con 20 copie omaggio + 50 EURO in buono libri

3. Terzo classificato: Pubblicazione in Antologia con 10 copie omaggio + 30 EURO in buono libri

Art. 9 – Scelta dei finalisti Alla scadenza del bando una giuria tecnica selezionerà le 10 poesie VERSUS, i 10 racconti VERSUS e i 5 racconti VERSUS YOUNG che parteciperanno alla finale.

Art.10 – Serata conclusiva La serata finale sarà aperta al pubblico e si terrà GIOVEDI 26 GENNAIO 2017 presso le sedi del FESTIVAL DELLE NARRAZIONI DI SULMONA AQ. In tale circostanza avverranno le premiazione degli autori.

Art. 11 – Votazione finale delle opere La serata finale uno o più attori leggeranno le poesie e i racconti finalisti per permettere agli intervenuti di esprimere un giudizio sulle opere selezionate. La votazione finale sarà effettuata da una giuria popolare formata da tutte le persone maggiorenni presenti alla serata conclusiva. Ogni persona presente sarà tenuta ad esprimere 3 preferenze per ogni categoria. I voti così raccolti si sommeranno ai voti già espressi dalla giuria tecnica.

Art. 12 – Consegna dei premi I premi saranno consegnati durante la serata finale esclusivamente agli autori presenti o ai loro delegati. Gli autori finalisti impossibilitati ad intervenire potranno delegare altra persona previa comunicazione scritta. Le antologie saranno spedite in un secondo momento.

Art. 13 – Preavviso Gli autori finalisti saranno avvisati in tempo utile telefonicamente o tramite e-mail.

Art. 14 – Autorizzazione I finalisti dovranno fornire una dichiarazione con la quale autorizzano gli organizzatori a pubblicare le loro opere.

Art. 15 – Pubblicazione La casa editrice LUPI EDITORE oltre a stipulare un contratto editoriale gratuito ai vincitori si riserva di pubblicare un libro antologico contenente le liriche e i racconti selezionati e menzionati. Il testo sarà reperibile su tutto il territorio nazionale tramite i consueti canali distributivi e presso i siti di vendita on-line. Art. 16 – Accoglienza e pernottamento dei finalisti L’organizzazione indicherà ai finalisti le strutture convenzionate con il Premio per pernottamento pranzi e cene, che però restano a carico degli invitati.

Art. 17 – Insindacabilità Il giudizio delle due giurie è insindacabile.

Art. 18 – Manoscritti I manoscritti non saranno in alcun modo restituiti, neppure a spese degli autori.

Art. 19 – Legge sulla privacy In relazione alla normativa di cui al Dlgs n. 196/2003 sulla privacy i partecipanti devono acconsentire esplicitamente al trattamento dei loro dati personali per le sole finalità legate al concorso in oggetto.

Art. 20 – Esclusione La mancata osservanza di uno qualsiasi degli articoli sopra citati comporta l’esclusione dal concorso.

Incontro con la scrittrice Michela Di Gregorio Zitella

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Il mio incontro con la giovane autrice abruzzese Michela Di Gregorio Zitella, per parlare del suo brillantissimo esordio letterario rappresentato da Ossa Cave, pubblicato da Punto e a Capo Lab.

Ossa Cave, l’opera prima di Michela rappresenta, a mio avviso. un’opera già pienamente matura, dove l’ amore è il filo conduttore delle poesie che che la compongono, un amore sempre profondamente sentito, ma anche altrettanto sofferto, un amore che non si compie mai interamente, un amore incompiuto che trova nel suo essere incompiuto la sua perfezione… E non solo amore, in quest’opera, ma anche temi sociali, temi forti e di grande attualità, quali il razzismo, l’omofobia, la comune tendenza a giudicare superficialmente tutto e tutti: una poesia, quella di Michela, che non trascende dalla realtà nemmeno un attimo.

Ossa cave, il titolo, è particolarmente evocativo: le ossa cave, tipiche degli uccelli, consentono agli stessi di volare, esattamente come fa la poesia con le anime.

Ciao Michela, grazie innanzitutto per aver accettato quest’intervista, nella quale è mia intenzione parlare di questa tua opera molto interessante, che ho avuto modo di leggere e apprezzare, emozionandomi: si intitola Ossa Cave…

Grazie a te, è un piacere parlare con te, Ilaria!

Precisiamo che questa tua opera non è una raccolta unicamente di poesie, dal momento che contiene anche dei racconti brevi: quali sono, secondo te, le difficoltà nell’esprimere tutto in un racconto breve?

Le difficoltà di esprimersi nei racconti brevi sono diverse, per questo ho da subito deciso di adottare uno stile giornalistico: tengo molto all’ essenzialità, nelle poesie come nei racconti. Il mio obiettivo è infatti esprimere tutto in pochissime righe, ma soprattutto dare degli “spunti” ai lettori, ovvero dare loro la possibilità di trasformare le mie storie in storie personali, modificandone i toni, i finali,focalizzandosi in un punto,quasi respirandoli. Ed è proprio questo che mi piace del racconto breve, questa possibilità di essere plasmato, di non essere del tutto definito e di lasciare spazio ad un pensiero intimo, privato.

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Bellissima la copertina del tuo libro, realizzata dall’artista Yoselin Giovani: come nasce questa vostra collaborazione?

L’ artista Yoselin Giovani, per cui nutro estrema stima ed affetto, è stata un punto fermo in questi ventidue anni. Un’ amica sincera ma soprattutto un’ artista sensibile e talentuosa. Ho pensato subito a lei per la mia copertina non solo perchè siamo parte di un collettivo artistico “Velvet Flies” insieme ad un’ altra artista Gessica Di Nino, ma soprattutto perchè sapevo che avrebbe colto il senso delle mie parole, è bastato un solo bozzetto per innamorarmi del grande senso di libertà e rivalsa che quest’ opera evoca. Inoltre ci tenevo particolarmente ad avere un disegno astratto in copertina, perchè rispecchia perfettamente la mia idea di poesia libera da qualsiasi restrizione.

L’Abruzzo è molto presente, in questa tua opera: quanto la nostra meravigliosa terra è stata la tua fonte di ispirazione?

Il rapporto con l’ Abruzzo nel mio libro è estremamente conflittuale. Ci sono stati momenti della mia vita in cui ho avuto bisogno di scappare (vedi Bologna, vedi Venezia…) ma, appena poggiavo il piede su suolo raianese, mi sentivo veramente a casa. L’ Abruzzo vive in me, e gli dovevo questo libro quasi interamente, perchè vorrei vederlo rialzarsi, crescere, aprire le sue ali, appunto “L’ aquila ferita che cade fra le fronde” nella mia poesia “S’ alzerà in volo”, vero fulcro di “Ossa Cave”. C’ è da dire che questo libro è il frutto di dieci anni di lavoro, e in dieci anni sono cambiata molto: la mia idea di evasione, inizialmente “fisica” si è trasformata in una sorta di energia positiva, ovvero il mio lavoro serrato con la scrittura.

Michela, come facciamo a seguirti? 

Potete seguirmi su facebook alla pagina di Ossa Cave https://www.facebook.com/ossacave/?fref=ts

Sul mio blog personale http://micheladigregoriozitella.blogspot.it/

Su instagram @michelaossacave

I tuoi progetti letterari per il futuro prossimo…

I progetti sono tanti! Per il momento mi sto concentrando al cento per cento su “Ossa Cave” ma continuo a scrivere e a sperimentare. Anche il mio impegno con la musica e con il collettivo artistico “Velvet Flies” va avanti. Ho vari obiettivi da raggiungere e mi impegnerò al massimo.

Siamo in chiusura, Michela, lascia un messaggio a chi ci legge e a chi ci leggerà…

Il messaggio è: liberate l’ arte che c’ è in voi, sempre e comunque. Ognuno di noi è un universo sopito, nutritelo. Grazie infinite Ilaria!

ILARIA GRASSO

Foto di Irene Marotta

 

Tutti i colori della vita nelle liriche di Debora Cappa – INTERVISTA

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Incontro con la poetessa pescarese Debora Cappa che ho avuto, ancora una volta, il piacere di intervistare, per parlare della sua passione per la poesia e delle sue opere.

 

Carissima, ben ritrovata per questa nostra nuova chiacchierata, il mondo della poesia, quando ha aperto le sue porte a te?

 

Bentrovata Ilaria, è un vero piacere. Per me far poesia è sempre stato un bisogno ancestrale, un misto d’incoscienza e d’amore.L’incontro con gli studi classici poi, facendomi orientare verso la letteratura greca e latina, italiana e straniera, ha ancor più rafforzato la mia inclinazione per il gusto del bello e dell’arte in genere. Scrivere versi, a mio avviso, è come tentare di fermare in quell’attimo l’indefinito che fa brillare d’eterno il finito e lambire così il ponte dell’ irraggiungibile.

La vita e i suoi colori sono il filo conduttore di tutte le tue opere….

Certamente, poiché la vita, con la sua alternanza costante, ma al contempo imprevedibile, di luci ed ombre, è una fonte inesauribile di ispirazione. A suffragio di ciò, per avvalorare la mia tesi, mi fa piacere riportare quanto afferma una parte dei critici letterari. Essi mi hanno definita quasi una pittrice impressionista, non solo per gli innumerevoli colori e sfumature che pigmentano le mie opere dal punto di vista naturalistico, ma soprattutto per gli imperscrutabili e mutevoli moti interiori minuziosamente descritti.

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Il mare, quanto ti assomiglia?

Mi affascina immensamente il mare, tanto che da esso ho tratto riflessioni e spunti, racchiusi anche in alcune delle liriche che compongono la mia terza pubblicazione, “L’Anima e Il Mare”. In particolare nella poesia, che dà il titolo al libro, descrivo la mia idea di somiglianza tra esso e l’animo umano. Per quanto riguarda me invece, mi somiglia solo nella misura in cui rispecchia i miei stati d’animo.

La terra, il cielo e il mare, oltre alla vita, sono nelle tue opere: quanto è importante l’eterno rapporto col creato, per un poeta?

E’ fondamentale, a mio parere, tanto che tutte e quattro le mie opere ne sono permeate, anche se in misura diversa. Cerco inoltre di mettere in luce sia gli aspetti idilliaci sia quelli talvolta catastrofici del creato. Spazio dall’ ammirazione dell’imponenza e della maestosità della natura, che nella sua incommensurabile bellezza spesso lascia senza fiato, (“Amore, l’ incompiuto” ), all’intervento dell’uomo su di essa, quasi a domarla a proprio vantaggio, col desiderio di soggiogarla e di manipolarla (seconda sezione de “Il Carnevale della Vita”, intitolata “A briglia sciolta”). Passo poi da una focalizzazione di una mia personale visione della spiritualità, in cui la natura, nella sua aurea di potenza ed estasi, assurge a consolatrice dell’anima e protettrice dell’esistenza, poiché in essa è fortemente ravvisabile l’elemento divino (“L’Anima e il Mare”), a tracciarne la sua inevitabile caducità, che ricomprende aspetti più umani (“Il Corpo e la Terra”).

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Il mondo attuale quanto ha bisogno, a tuo avviso, di poesia?

La società odierna, superficiale, frivola, distratta da mille fatui interessi ci ha assuefatti al culto dell’apparenza, all’ostentazione dell’esteriorità, alla ricerca della fama immediata, alla mortificazione dell’essenza, in nome di una mercificazione totalizzante, una sorta di consumismo, che investe perfino i sentimenti e sembra favorire un livellamento culturale, un’ atrofia del pensiero. Ritengo pertanto che il mondo attuale, così globalizzato e stereotipato, in cui l’interiorità è quasi una zavorra, abbia un bisogno estremo di poesia, in quanto essa potrebbe svolgere una funzione etica, restituendo la giusta dignità alle nostre esistenze.

Ti definisci una persona semplice, ma le tue liriche denotano una certa complessità d’animo, infinite sfumature, e uno sguardo sempre attento all’introspezione….

Di primo acchito posso sembrare una persona semplice, ma ciò che mi attira maggiormente è l’auscultazione dei moti intimi, l’analisi dell’animo umano, talvolta impietosa, la denuncia etica, l’indagare i segreti della vita, lo smascheramento, il disincanto dell’apparenza. Mi appassiona cogliere le infinite sfumature dell’esistere , per cui la mia poetica trae linfa vitale da tutto ciò che colpisce la mia sfera emotiva, specie se induce all’ introspezione e dunque favorisce il dibattito interiore, volto a rivelare aspetti sconosciuti della propria personalità anche a noi stessi, generando così una conoscenza più approfondita del soggetto collocato nel contesto universale.

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Dovendo scegliere, se te lo chiedessi, c’è forse un’opera tua alla quale ti senti, per qualche ragione e quale, più legata?

Il Carnevale della Vita” è l’opera a cui mi sento più legata, sia perché è la prima sia perché in essa tratto alcune delle tematiche a me care, come il vago presagire dell’irrefrenabilità del tempo, la strenua difesa della libertà personale e di pensiero, questioni di solidarietà sociale. La sua pubblicazione segna il passaggio dalla fase compositiva, in cui custodivo gelosamente in un percorso volutamente introspettivo sensazioni e riflessioni, sentimenti e considerazioni, senza condividerli con nessuno, a quella in cui, dopo alcuni anni, mi sono lasciata convincere ad aprire uno spiraglio sul mio mondo interiore. Ne sono particolarmente orgogliosa anche perché questa nutrita antologia poetica è stata premiata con un secondo posto assoluto in un concorso nazionale per libri editi e con alcune menzioni d’onore, pur essendo il mio primo tentativo di scrittura.

E l’autore o il poeta a cui ti senti, per certi versi, affine?

Non c’è un autore o un poeta in particolare a cui possa ritenermi affine perché li considero inarrivabili sotto vari aspetti ed il mio intento oltretutto è sempre stato solo quello di comunicare liberamente, esprimendo la mia essenza. Riconosco tuttavia con grande orgoglio che la critica ha rilevato nella mia poetica e nello stile paralleli con miei predecessori illustri, quali Pindaro, Saba, Ungaretti, Montale, Calvino.

Debora, i tuoi progetti per il futuro prossimo….

Ho in mente di far pubblicare qualche silloge tra le mie numerose raccolte ancora inedite e di divulgare le mie opere anche attraverso forme di collaborazioni artistiche con professionisti di altri settori, come già avvenuto in passato. Ritengo infatti che la commistione e la contaminazione delle arti sia il mezzo ideale per valorizzare talento e creatività di ciascuno, arricchendo inoltre l’effetto comunicativo ed emozionale nei confronti degli astanti affinché tutti possano beneficiarne al meglio.

Come possiamo fare per seguirti? Hai un sito internet o una pagina su facebook?

Chi lo desidera può seguire tutto ciò che concerne la mia attività letteraria sul web. Ho ideato e realizzato anni fa il sito dei miei libri all’indirizzo http://www.webalice.it/occhiblu_oltremare/ in cui, distinti in sezioni, ci sono varie informazioni, articoli di giornali cartacei e non, recensioni su ciascuna opera, pareri dei critici, premi conseguiti, copertine dei quattro libri e retro con descrizioni di contenuto e stile, alcune poesie, foto, interviste web, audio e video, partecipazioni a trasmissioni radiofoniche e televisive nonché a manifestazioni culturali, importanti collaborazioni artistiche, dettagli sui punti vendita, anche online e collegamenti per ulteriori approfondimenti, tra cui spiccano il biglietto da visita virtuale https://about.me/debora.cappa , il canale Youtube http://www.youtube.com/user/OcchiBluOltremare, specialmente per alcuni filmati di qualche reading, la mia pagina https://www.facebook.com/DeboraCappaOfficial/ ed il mio profilo Facebook

https://www.facebook.com/OcchiBluOltremare per un contatto diretto e notiziesu futuri incontri con il pubblico.

Concludi con una tua poesia….

Concludo con una poesia inclusa nella mia seconda silloge, premiata con menzione speciale dalla Commissione Tecnica dell’Accademia d’Abruzzo ed inserita nel sito della stessa.

ANACRONISMO DI MERLETTI

“Con mani rugose e stanche del peso di anni, che invecchiano la vita, ricami, in mezzo a volti coetanei, con la grazia di lame di luce, impalpabili e polverose, quando filtrano fra fessure di persiane socchiuse, china di passione, sull’uscio di casa, tra viuzze lastricate, l’orgogliosa tradizione, tramandati da tua madre, con negli occhi l’impotente tristezza di chi conosce il riso beffardo dell’asettico consumismo”. – DEBORA CAPPA

 

ILARIA GRASSO