IL MIO INCONTRO SENZA FILTRI CON ENRICO NASCIMBENI, ARTISTA POLIEDRICO E UOMO CHE NON CONOSCE CONFINI

enrico firma

Con somma gioia con quest’articolo/intervista dò il benvenuto ad un collaboratore d’eccezione, senza ombra di dubbio il migliore che potessi avere, in questo blog: lui è Enrico Nascimbeni, cantautore, scrittore, poeta e giornalista italiano che da adesso in poi prenderà, al mio fianco, le redini di LIBERI LIBRI E NON SOLO, scrivendo di musica, libri, attualità e tanto altro.

Ma a questo punto mi sembra doveroso soffermarmi sulla biografia di questo artista poliedrico.

Diplomatosi al liceo classico Beccaria, Enrico stringe un’amicizia con Roberto Vecchioni e collabora con lui in vari brani tra i quali Vincent e L’ultima notte di un vecchio sporcaccione interpretata con Vecchioni durante il Premio Tenco nell’edizione del 2003 che gli è valso il premio della critica assegnato da una giuria presieduta da Fernanda Pivano.

Dopo due lauree in Lettere Moderne e Filosofia, inizia la propria carriera come giornalista nel 1985 seguendo le orme del padre Giulio Nascimbeni. Ha collaborato con Corriere d’Informazione e il Corriere della Sera ed ha lavorato stabilmente per Il Giorno, L’Arena, L’Indipendente, Studio Aperto, Verissimo e Sette. Nel 2000 per La 7 Gold ha condotto una trasmissione sportiva e un programma di intrattenimento pomeridiano in diretta della durata di quattro ore. Si è occupato di cronaca nera, di cronaca giudiziaria e di guerre seguendo, in particolare, l’inchiesta di Mani Pulite, intervistando per l’occasione Bettino Craxi ad Hammamet. Su questa vicenda ha scritto per la Mondadori, con Andrea Pamparana, il libro Le mani pulite. È stato nominato inviato speciale durante la guerra dei Balcani a Sarajevo. Precedentemente aveva seguito in loco la guerra in Libano. È stato anche inviato di guerra a Kabul in Afghanistan. Collabora con La Stampa e All Music Italia. Nel 2015 ha curato per un anno la collana letteraria Le due anime per la casa editrice Rupe Mutevole.

Dal 2001 riprende a fare il cantautore e a scrivere canzoni per altri artisti. Nascimbeni ha scritto brani per e con Tom Waits, Leonard Cohen, Joaquin Sabina, Suzanne Vega, Roberto Vecchioni, Paola Turci, Mango, Francesco Baccini, Mietta, Marco Carta.

Tra i suoi concerti più famosi quello del 1979 con Peter Hammil dei Van der Graaf Generator al Palalido di Milano.

Nel 2003 vince il Premio della Critica al Club Tenco con Roberto Vecchioni e partecipa come autore al Festival di Sanremo con il testo di “Chiama di notte” degli Allunati.

Nel 2009 vince la classifica annuale iTunes Rewind come primo artista italiano con l’album “Uomini sbagliati” (Emi Penthar-Mizar) davanti a lui gli U2 e Michael Jackson. E per lui arrivano disco d’oro e disco di platino.

Nel 2010 compare nella classifica annuale di iTunes Rewind è nei primi dieci artisti che hanno venduto di più. E’ al secondo posto con l’album “Il serpente tonto” (Emi Penthar-Mizar) e al sesto posto con l’album “Hotel Costarica 1983” (Warner ). E arriva per lui il secondo disco d’oro.

Nel 2016 vince in Venezuela quello che viene definito “Il piccolo Nobel del Sudamerica” cioè il premio Simon Bolivar per il suo impegno artistico e sociale. Che Nascimbeni rifiuta in contrasto con la dittatura del presidente venezuelano Maduro e con la giuria formata da giornalisti e uomini di cultura seguaci e sostenitori dell’ex presidente Chavez e di Maduro, Viene poi insignito del Premio “Amico del Popolo Rom” per il suo impegno attivo contro tutti i razzismi e del “Premio Internazionale Phralipe”, destinato ad enti, organizzazioni o persone che esprimono disinteressatamente la loro solidarietà verso il popolo Rom. Dal novembre 2016 si occupa della comunicazione dell’Associazione laica Saman fondata da Mauro Rostagno per il recupero delle tossicodipendenze, reinserimento nel tessuto sociale degli ex carcerati e tutela e sostegno delle donne che hanno subito violenze.

Dal marzo 2017 Enrico Nascimbeni ha assunto la direzione della testata web “Border On Line” del gruppo Saman, un mese dopo cura la collana editoriale “L’uomo delle luci” per la casa editrice Il Leggio. Il 20 giugno 2017 riceve il Premio “Arte e spettacolo” e “Premio giornalismo e impegno civile”.

Enrico Nascimbeni è Ambasciatore dell’UNICEF.

Enrico Nascimbeni è’ stato nominato Commendatore della Repubblica dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante il governo Monti.

Di seguito l’intervista che mi ha rilasciato, a suggellare l’inizio di questa nostra proficua e mi auguro lunga collaborazione.

enrico canta

Ecco cosa ci siamo detti io ed Enrico durante il nostro incontro.

Magliette rosse. Tu sei un “comunista col Rolex” come Gad Lerner? 

Certo come no. Ne ho trenta. Ovviamente viste le mie origini anche rom li rubo. Scherzi a parte, trovo indegno l’attacco dei fascisti a questa nobile e sacrosanta iniziativa partita da Don Ciotti. Sì, faccio parte di quel circa mezzo milione di italiani che ha messo una sua foto con la maglietta rossa in favore dell’apertura dei porti ai migranti e contro una ignobile e schifosa chiusura dei porti. Sono sempre stato laicamente dalla parte degli ultimi. E continuo ad esserlo. La risposta che i fascisti hanno dato a questa iniziativa è immorale. Sui social leggo odio e rancore da parte di chi segue un fascista che ha giurato sul Vangelo. Ovviamente senza averlo letto. Non faccio più distinzioni di partito o colore. Li chiamo fascisti. Punto.

Un artista che si occupa del sociale e prende posizioni anche politiche. Giusto o no farlo? 

Sì, personalmente lo ritengo un dovere per un artista. Per un uomo che fa il mio mestiere (i miei mestieri). Non amo chi fa arte e vive tra le fate e i gattini piccini piccini picciò. Ritengo anzi un dovere per un artista dire la sua. Senza pudore alcuno e senza problemi. Scendevo in piazza da ragazzo e continuo a scendere in piazza. Chi mi impedisce o mi impedirà di esprimere il mio libero pensiero lo considero e lo considererò il nemico. I nemici esistono è inutile che ce la raccontiamo. E vanno combattuti. Con il pensiero. La penna. La voce. Lo studio. Coi libri. Anche a calci nel culo se capita.

Cos’è la libertà per te? 

Poter dire quello che si pensa e agire di conseguenza senza che nessuno te lo impedisca.

Nei tuoi libri e nelle tue canzoni parli di politica? 

No. Non ne ho mai parlato e nemmeno cantato. Citando Erri De Luca “Considero valore” tutte le piccole grandi cose della vita. Dall’amore al pane. Dal dolore al sorriso. Dall’acqua alle montagne. Considero valore lo scrivere cose che tutti possono capire. Considero valore esprimere con chiarezza e semplicità concetti profondi. Considero valore mettersi a nudo senza vergogna. La cultura è politica. La politica dovrebbe essere cultura. In questa Italia ignorante e stracolma di livore canta al sole come una cicala il mio essere una piccola voce contro la dittatura mascherata che ci sta ammazzando.

ILARIA GRASSO

Incontro con la scrittrice e giornalista Elisa Sartarelli

Incontro con la giornalista e scrittrice Mari Rosa Barbieri

mari-rosa-barbieri

Il mio incontro con la giornalista e scrittrice Mari Rosa Barbieri.

Ciao Mari Rosa, grazie per aver accettato questa intervista: parliamo del tuo incontro con la scrittura, come e quando è avvenuto?

Avevo otto anni quando fui rapita, per la prima volta, dalla Musa che si manifestò a me sotto forma di racconto. Cominciai a scrivere racconti di vario genere: alcuni fantasiosi, altri più realistici. Non ricordo bene che cosa scattò dentro me. Ricordo solo che io e la penna ci innamorammo e smettemmo di essere da soli per diventare, inspiegabilmente, l’una per l’altra.

Scrittrice e giornalista, quanto è importante per te comunicare, grazie al dono della parola?

Comunicare è molto importante; parlare poco, lo è di più. Trovo così tanta comunicazione nel silenzio verbale. Trovo comunicazione fatta di riflessione e conoscenza: la più intima conoscenza di se stessi.

Sei un’attenta osservatrice della cronaca e della realtà: ricordiamo il tuo libro dal titolo “L’ho amato: aveva 17 anni”, dedicato al noto e discusso personaggio, Paolini…

Il “diverso” mi ha sempre incuriosito. Ho sempre cercato nelle persone e nelle cose qualcosa che potesse parlare di più, comunicare di più. Intendo una comunicazione più profonda che va al di là delle apparenze e, al contempo, si veste di contestata apparenza: ci sono personaggi in apparenza bizzarri che nascondono, dietro la loro bizzarria, un’interiorità meravigliosa.

Parliamo di questo bellissimo progetto di cui sei ideatrice, ovvero, Penna Live, performance di scrittura dal vivo: vuoi spiegarci di cosa si tratta, e dirci quando e dove si terrà?

E’ un format molto semplice ma allo stesso tempo particolare. Il pubblico presente sceglierà un tema su cui, in max 15 minuti, svilupperò un componimento di prosa o poesia con videoproiezione del testo. Seguirà l’interpretazione del componimento con selezione musicale. Da una parola, un componimento. L’evento si terrà giovedì 13 Ottobre 2016 alle 22 in poi, presso il locale Anyma, sito in Corso Manthonè, a Pescara.

Come hai pensato ad un progetto così singolare, qual è stata la scintilla che ti ha illuminato, in questo senso?

La scrittura è una forma d’arte più bistrattata rispetto alla musica, ad esempio. Il suo limite consiste nel fatto che non è immediata ma richiede impegno, sforzo mentale per comprenderla. Rendere la scrittura uno spettacolo serve, forse, a conferirle quell’aspetto di immediatezza che le manca e che, invece, permea la musica.

In che rapporto esistono la musica e la lettura, per te?

Io amo scrivere accompagnandomi alla musica: come se quest’ultima dettasse, in un certo senso, il ritmo alle mie parole. La lettura è fiamma, alimento, esercizio per la mia scrittura.

Progetti letterari per il futuro prossimo, dopo questo evento…

Scrivere. Scrivere. Scrivere. Non so dirti come, quanto e quando. Mi importa soddisfare il bisogno.

Siamo in chiusura, lascia un messaggio ai nostri lettori…

Dico grazie alle persone. Senza le persone, non avrei la materia prima da plasmare. Le loro anime, le loro relazioni, contraddizioni, gioie, illusioni e sofferenze sono ciò a cui mi ispiro. E dico grazie a me che sono una persona e vivo drammi, contraddizioni ed illusioni.

Il mio messaggio è: GRAZIE.

ILARIA GRASSO

Da oggi in libreria: L’anno senza estate di Carlos Del Amor

Quando entri nella vita degli altri, anche la tua cambierà per sempre…

Secondo i meteorologi, l’estate sarà fredda e piovosa. E una Madrid silenziosa e soprattutto fresca è ciò che serve a un giornalista per concentrarsi sulla stesura del suo primo romanzo. Peccato, però, che i meteorologi si siano sbagliati e ad agosto la città diventi un deserto d’asfalto infuocato. Il giornalista è stremato dal caldo e completamente privo di idee. Ma tutto cambia quando, per caso, trova il mazzo di chiavi della custode del suo condominio, anche lei partita per le vacanze.

La tentazione è troppo forte e il giornalista lo usa per entrare negli appartamenti dei vicini. Comincia così uno strano vagabondaggio alla scoperta dei mondi celati dietro le porte chiuse: dall’attico spoglio di Juan, attore fallito che mente alla famiglia dicendo di essere diventato un divo, alla casa della signora Margherita, piena dei ricordi che l’Alzheimer le ha portato via.

Ma sono i segreti di Simón, l’inquilino del terzo piano, ad attrarre maggiormente l’attenzione del giornalista. Perché da trent’anni, ogni 20 settembre, Simón fa pubblicare sul giornale una lettera per Ana, la moglie morta troppo presto… e non per cause naturali. Ana è caduta dal balcone. È stato un incidente? O forse qualcuno l’ha spinta?

Una cosa è certa: per il giornalista, capire che cosa sia accaduto ad Ana diventa quasi una ragione di vita. Come se ricostruire la sua storia fosse l’unico modo per ritrovare l’ispirazione perduta. Inizia così a riannodare i fili di quel matrimonio celebrato nell’amore e minato dalla gelosia; di quella donna fragile e misteriosa; di quell’uomo devoto fino all’ossessione. Per poi rendersi conto che, spesso, la realtà è più sorprendente di un romanzo…

cover-lanno-senza-estate

Carlos del Amor è nato a Murcia nel 1974.

Laureato in Giornalismo all’università Carlos III di Madrid, ha iniziato subito a lavorare nel mondo della televisione, diventando in breve tempo uno dei volti più noti del telegiornale della TVE, la televisione pubblica spagnola, grazie ai suoi servizi dedicati alla cultura e al cinema. È anche presentatore del programma Tras la 2.

Carlos Del Amor è il nuovo protagonista del panorama letterario spagnolo

«Un romanzo sorprendente.»

Culturamas