“Flora la pazza” (Amarganta Edizioni) di Roberta Andres – RECENSIONE

“Flora la pazza” di Roberta Andres (Amarganta Edizioni) è un libro bellissimo, trattando una storia bellissima, una storia di dolore, malattia e rinascita, attraverso un riscatto che, fino all’ultimo, sembra essere insperato.

La storia di Flora, donna di quarant’anni che tutto è, fuorché serena, come, ingannevolmente, potrebbe suggerirci il nome: Flora non è in armonia, prima di tutto, con sé stessa, e, di conseguenza, non può esserlo con gli altri.

E’ soltanto una bambina quando è in lotta aperta con il mondo, prima di tutto con chi le ha donato la vita, sua madre Lena, con la quale ha un rapporto di grande conflittualità, un relazionarci reciproco dove un atteggiamento astioso, quasi congenito, supera le leggi dell’amore, Flora, in perenne sudditanza verso quel padre, Romolo, a metà tra l’esserci e il non esserci, per lei, eppure così amato, dentro a quell’assenza, a discapito di una madre, concepita, invece, come una presenza scomoda e ingombrante.

Flora sin da bambina è preda dei suoi problemi psichici, che quasi la mantengono per mano, fino a che è adulta, preda inconsapevole di quelle voci interiori che le suggeriscono costantemente cosa fare, e che le suggeriscono, prima di tutto, di farsi del male, procurarsi delle lesioni sulla pelle, in forma di tagli che si infligge da sola, alla stregua di ornamenti che ne esaltino la diversità, tagli che non la facciano essere anonima, come sono gli altri.

Sullo sfondo sta una Napoli, madre e un po’ matrigna, con i suoi scorci, con i suoi quartieri e monumenti, una città che partecipa ai contrasti interiori della nostra protagonista, Flora, una città che vive ed impera, esattamente come fanno quelle voci interiori che si sono impadronite, ineluttabili, della vita di Flora, che, quarantenne, vive l’amore passionale con il suo Nino, cuoco prestante, vittima consapevole della propria scarsa autostima, per via di quel “problema” (la balbuzie) che ne segnò l’infanzia.

Con Nino Flora vive un rapporto d’amore contrastato, contrastato da quelle sue stesse voci interiori, voci che ne dettano il destino, ineluttabile, inevitabile che, leggendo il libro, coglierete, destino della storia che poi determina il ricovero coatto in psichiatria della protagonista, che alla fine di tutto riuscirà a trovare il suo riscatto, nel consapevole dominio della sua malattia.

Una storia vivida, un libro vivo, una vicenda che si articola tra balzi temporali, tra gli anni Duemila,  e poi, a ritroso, negli anni Settanta, nell’infanzia di Flora, fino al periodo della Seconda Guerra Mondiale, gli anni Quaranta, l’epoca nella quale si svolge la prima infanzia della madre Lena.

I personaggi di Roberta Andres sono molto ben delineati psicologicamente e ognuno di loro è vittima del proprio tormento interiore.

In questo romanzo c’è un’attenta analisi dei rapporti umani, ci sono l’amore, la passione, le dinamiche perverse che scattano anche nelle famiglie che si rispettino, il ricatto morale, l’amore ossessivo, le manipolazioni in nome dell’affetto.

“Flora la pazza” è un libro dal quale, una volta terminata la lettura, non possiamo discostarci senza trovarci, appunto, un po’ cambiati, come “scavati dentro”, dopo un viaggio compiuto, inevitabile, dentro l’universo umano e i suoi colori, il bianco e il nero, e, ancora, tutte le sfumature.

LINK PER L’ACQUISTO:

ILARIA GRASSO

 

SEGNALAZIONE DEL NUOVO ROMANZO DI ROBERTA ANDRES, “FLORA LA PAZZA” (AMARGANTA EDIZIONI)

TITOLO: Flora la pazza

EDIZIONE: Amarganta

Edizione in cartaceo e ebook

Pg 160

BREVE SINOSSI:

Flora vive a Napoli, ha quarant’anni e da sempre ha problemi psicologici dovuti ad una madre manipolatrice e un padre assente. In una Napoli degli anni Duemila che mostra ancora tracce della Seconda Guerra mondiale, intreccia una relazione asimmetrica con Nino, che nel suo lavoro di chef e nell’usare la donna secondo il suo piacere trova un riscatto ai problemi di balbuzie e e di scarsa autostima. La storia con lui porta Flora all’acuirsi dei suoi disturbi: tormentata sempre più spesso da una Voce che la spinge a comportamenti autolesionisti e aggressivi, ferisce Nino e viene ricoverata in un ospedale psichiatrico. Qui Flora troverà la via per la guarigione, liberandosi dalla Voce, dai condizionamenti materni e dall’amore malato per Nino, in un percorso accidentato e faticoso ma vincente, che scioglierà i nodi del passato: l’adolescenza di Flora negli anni Settanta, quando l’abbandono del padre la lascia “ostaggio” della madre; i traumi della guerra che hanno segnato la madre per sempre e l’hanno resa egoista e instabile.

BIOGRAFIA AUTORE:

Nata nel 1965, vive a Pescara; insegna Italiano nella Scuola secondaria e Scrittura creativa presso la Facoltà di Psicologia Clinica dell’Università “D’Annunzio” a Chieti (2009-2016). A partire dal 2007 tiene gruppi di scrittura creativa per l’Associazione Artis di Pescara; ha partecipato come relatrice a svariati Convegni sui temi della violenza di genere (congresso Sil, Bari 2007) e della scrittura autobiografica e terapeutica (Artelieu, Pescara 2009; Ewwa, Fermo 2016)

Parallelamente ha collaborato con riviste di letteratura e didattica (Culturiana, Italialibri.net), curato la rubrica “Letteratura e psicologia” su Pagineblu e pubblicato articoli sul sito di Ewwa (European Women Writers Association) di cui è socia dal 2014.

Ha iniziato a pubblicare raccolte di racconti per Bonacci (“Due estati a Siena” e “Margherita e gli altri”, Roma 1999). Ha vinto alcuni concorsi di narrativa, partecipato con suoi racconti ad alcune antologie e in particolare ad “Eva non è sola”, progetto per la raccolta di fondi contro la violenza di genere, presentato in varie manifestazioni e in alcune scuole. Readings dei suoi testi sono stati realizzati presso l’Associazione Lo Sbaraglio di Vimercate e la Scuola di teatro Artis di Pescara.

A settembre 2015 è uscito il suo primo romanzo in ebook, “Le foto di Tiffany” edito da EEE. A marzo del 2017 “Perfetto blu” per Rizzoli,collana Youfeel. A luglio 2017 “Flora la pazza” per Amarganta edizioni.

Da sempre, i suoi interessi primari sono la letteratura, la didattica e la psicologia; la sua attività professionale si muove tra l’insegnamento e la scrittura sia giornalistica che narrativa.

LINK ACQUISTO:

https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=FLORA+LA+PAZZA