LA VERA FORZA APPARTIENE SOLO AL CUORE: RECENSIONE A “MI BASTA AVERTI ACCANTO” (EDIZIONI IL VIANDANTE), ROMANZO DI FILOMENA GRASSO

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“Mi basta averti accanto”, romanzo di Filomena Grasso, pubblicato da edizioni Il Viandante, è il quarto libro della giovane autrice partenopea, teatina di adozione, che, nonostante appunto la giovane età, ha già saputo incantarci ampiamente con le sue opere, caratterizzate da uno stile unico e scorrevole, per merito del quale è difficile abbandonare la lettura, prima di aver terminato la storia.

Angelica, giovane cioccolataia, e Stefano, winemaker, fedele alla tradizione di famiglia, si incontrano nel negozio della ragazza, in quel di Scanno, una terra magica di cui e dove innamorarsi.

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Sullo sfondo sta un amore mai finito, quello tra la stessa Angelica ed Andrea, scomparso un giorno dalla vita della donna, senza una ragione che fosse spiegabile.

Angelica è giovane ma sa leggere nei cuori, di chi a lei si avvicina, e sa leggere nel cuore stesso di Stefano e, in qualche modo, riesce a ripararlo, con il cioccolato e i suoi infiniti gusti e con la sua delicatezza d’animo e dei modi.

Filò

La storia scorre, delicata e ricca di particolari, dalla prima fino all’ultima pagina, con due piccole grandi sorprese letterarie che ci aspettano, poi, dopo la storia stessa, in forma di originali appendici che sono altri due generosi regali dell’autrice.

Angelica è un personaggio che conosce molte cose, mostrando appunto una cultura che spazia dalla scienza all’arte e alla poesia, all’umanesimo, e ne rende partecipe chi incontra, senza mostrare mai altezzosità o saccenza, ma lo fa con il candore e con la semplicità che sono la forza della sua apparente fragile persona.

Il protagonista assoluto di questa storia che Filomena Grasso narra è ancora una volta il cuore, il cuore, fiero e impavido, l’unico che può condurci lontano, prendendoci per mano, il solo che può renderci liberi da ogni paura, il cuore, il solo che anche quando erra per il mondo conosce la vera strada per tornare.

ILARIA GRASSO

“UNA PASSEGGIATA NELLA STORIA” E’ IL NUOVO LIBRO DELL’AVVOCATO LUCA SALINI – INTERVISTA

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Incontro con l’avvocato e scrittore Luca Salini, per parlare del suo quarto libro, intitolato “Una passeggiata nella storia – tra Eroi, Ricordi e Tradizioni” (Edizioni Il Viandante) e di tanto altro.

Ciao Luca, ben trovato sul mio Blog Liberi Libri e Non Solo, parliamo del tuo quarto libro, dal titolo “Una passeggiata nella storia – tra Eroi, Ricordi e Tradizioni, pubblicato da Edizioni Il Viandante: com’è nato questo tuo ambizioso progetto?

Innanzitutto mi preme ringraziarti per l’opportunità di far conoscere e promuovere la mia quarta pubblicazione. Durante una mia partecipazione come giurato ad un concorso letterario, tra i racconti proposti dai concorrenti sono rimasto particolarmente colpito dall’elaborato dal titolo “La passeggiata del silenzio”. In sintesi il racconto, classificatosi al secondo posto della graduatoria finale, ripercorreva a ritroso le passeggiate tra l’autrice e suo padre, reduce dalla scriteriata spedizione in Russia della Seconda guerra mondiale, da dove era ritornato con una parte del piede amputato a causa della infinita marcia nel gelo e “privo di forza e di giovinezza”. Sono tante le similitudini e le assonanze rispetto al ritratto della persona che ho proposto nel libro, Antonio Malascorta, che quotidianamente incontravo nel corso delle sue lunghe camminate.

Mi preme evidenziare che la spedizione dell’armata italiana in Russia, denominata ARMIR, aveva già catturato il mio interesse nel corso del raduno degli Alpini organizzato nel 2013 a Bisenti. Nell’ambito di una manifestazione collaterale venne proiettato un film toccante sulle vicende del corpo di armata mandato allo sbaraglio in Russia a combattere a fianco dei tedeschi.

Una passeggiata nella storia” è stato ideato con l’intento di proporre una ricostruzione fedele di fatti risalenti ad epoche diverse con il comune denominatore di aver rappresentato segmenti di vita capaci di cambiare radicalmente il corso della storia ed il futuro degli uomini.

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Un libro non strettamente storico, ma un viaggio tra episodi della nostra storia italiana e nella tradizione che da sempre ci caratterizza e che spesso dovrebbe trovare più risalto…

Il libro non ha carattere storico ma si propone esclusivamente di raccontare e ricordare episodi nefasti della recente storia ma anche momenti di vita spensierata e tradizioni forse dimenticate, con particolare riguardo ad una disamina sociale e di costume in merito a fenomeni che hanno cambiato radicalmente il modo di pensare degli italiani.

Nella prima parte vengono approfondite tematiche e vicende relative alla spedizione in Russia avvenuta durante la Seconda guerra mondiale: in particolare ci si sofferma sulla figura e sulle gesta del reduce Antonio Malascorta. Inoltre vengono riportati aneddoti interessanti sulla spedizione in Russia legati alle condizioni climatiche proibitive, ai rapporti tra i soldati italiani e la popolazione russa, alle criticità di equipaggiamento ed all’impreparazione logistica, alle battaglie decisive per il ritorno in patria dei pochi reduci italiani. Inoltre vengono fornite informazioni sui recenti ritrovamenti di corpi di soldati italiani nella fossa di Kirov: ma non anticipiamo altro in merito in quanto nel libro viene fornita una descrizione approfondita.

La seconda parte è dedicata agli anni ’90, rivisitati sulla base di eventi realmente accaduti e seguendo la logica del “come eravamo”, senza alcun intento nostalgico. Vengono toccati svariati argomenti anche in chiave un po’ romanzata; inoltre l’autore si sofferma anche sull’analisi di fenomeni televisivi che hanno rivoluzionato il mondo del tubo catodico, rappresentando gli antesignani degli attuali reality. Della terza parte parleremo di seguito…

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Un libro pieno di emozioni, sia tue che di chi legge…

Le emozioni rappresentano il sale della vita. Per me scrivere rappresenta uno strumento per trasmettere emozioni ai lettori, che si immedesimano pienamente nelle storie e nelle vicende raccontate. Si deve venire a creare una forte empatia tra chi scrive e chi legge. In caso contrario la lettura diventa distaccata e poco partecipata.

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Un protagonista del tuo libro è Antonio Malascorta, eroe quanto uomo normale della tragica spedizione degli italiani in Russia, durante la Seconda Guerra Mondiale…

Anche la Vallata del Fino, la mia Terra, ha fornito il suo contributo in termini di partecipazione alla Campagna di Russia e ha pagato un dazio di notevole entità. Antonio Malascorta è stato uno dei protagonisti della spedizione in terra russa, fortemente voluta da Mussolini per dare sostegno all’alleato tedesco, un reduce che ha contribuito alla vittoria ed al trionfo della libertà sulla dittatura, un vero e proprio Eroe normale. Spesso ci dimentichiamo di fatti antecedenti che hanno sancito il trionfo della libertà e della democrazia e finiamo per accantonare i protagonisti del suddetto trionfo, ossia coloro che hanno sacrificato la vita al fine di garantire ai loro eredi un mondo pacificato e senza tragedie di portata planetaria. Ecco a mio avviso la figura di Antonio Malascorta andrebbe valorizzata in modo più intenso, evidenziando le virtù di un uomo mite e pragmatico, silenzioso e di poche parole ma dotato di saggezza esemplare, tipica degli uomini d’altri tempi. Antonio è deceduto l’8 dicembre 2012, alla vigilia del compimento del 92° anno di età, e non ho avuto il privilegio di poter parlare direttamente con lui prima dell’uscita del libro. Ma ho avuto l’opportunità di incontrare il suo primo figlio Enzo, che vive a Bisenti e il cui primogenito a sua volta si chiama Antonio Malascorta; l’altro figlio del reduce Antonio si chiama Lino e vive a Pescara. Enzo mi è stato di aiuto, fornendomi informazioni sulla persona e raccontandomi aneddoti interessanti, tutti riportati nel libro.

Nell’ultima parte del libro c’è ancora un accorato omaggio a Bisenti, la tua terra, con la descrizione accurata di un momento che potremmo definire sacro, quello della vendemmia…

La terza parte contiene un aggancio che mi tiene ancorato a Bisenti, il mio paese. Parlo del vino Montonico e della vendemmia intesa come momento di aggregazione, con un inevitabile richiamo al Revival dell’Uva e del Vino Montonico che si tiene ogni anno a Bisenti la prima domenica di ottobre. Il binomio tra il Revival e il paese è indissolubile e gli ideatori di questo evento eccezionale sono riusciti nell’intento di creare un appuntamento per palati fini, unico e singolare.

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In quale progetto sei attualmente impegnato?

Venerdì 28 giugno ho presentato il libro a Bisenti. Ora insieme ad Arturo Bernava, il deus ex machina della casa editrice IlViandante, stiamo predisponendo un calendario di presentazioni. Approfitto dello spazio per ringraziare le persone che hanno reso possibile la pubblicazione del libro: l’editore Arturo Bernava che sostiene con convinzione le mie iniziative non solo letterarie; la Consigliera di parità della Provincia di Teramo Monica Brandiferri che ha curato la prefazione ed ha svolto un ruolo fondamentale e decisivo durante tutto il percorso del libro con consigli e suggerimenti sempre preziosi; la giornalista Mila Cantagallo, presenza costante ed imprescindibile sempre pronta ad ascoltare e sostenere i miei progetti; il giornalista Simone Gambacorta, professionista eccellente e figura di primo piano nel panorama della comunicazione; il Presidente del CO.RE.COM. Abruzzo Filippo Lucci, amico fraterno fin dall’infanzia; il giornalista Lorenzo Valleriani, protagonista importante del panorama sportivo abruzzese”.

Siamo in chiusura, Luca: lascia un messaggio ai nostro lettori…

Ti ringrazio Ilaria per l’opportunità che mi hai concesso attraverso la presente intervista. Il messaggio è il seguente: la cultura deve essere incentivata e deve recuperare un ruolo di centralità nel panorama della conoscenza umana. Nel mio piccolo ho voluto fornire un umile contributo in tal senso.

ILARIA GRASSO

INTERVISTA ALLO SCRITTORE VINCENZO LUCA SALINI, PER PARLARE DI UN’OPERA FAVOLOSA

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Il mio incontro con Vincenzo Luca Salini, per parlare del suo libro, dal titolo “Il teatro di una favolosa opera”, pubblicata da Edizioni Il Viandante.

Vincenzo Luca Salini nasce ad Atri (TE) il 13 agosto 1979. Attualmente risiede a Bisenti, paese nel teramano. Consegue la licenza liceale presso il Liceo Ginnasio Statale “L. Illuminati” di Atri.

Si laurea in Giurisprudenza presso “Università degli Studi di Teramo”.

Successivamente si specializza in diritto Amministrativo e Scienza dell’Amministrazione, frequentando il corso biennale presso l’ateneo di Teramo.

Nel mese di maggio 2011 l’autore pubblica il primo libro dal titolo “Born To Run Always. Nato per correre sempre”.

Nel mese di settembre 2013 viene pubblicato il secondo volume dal titolo “Autobiografia di un sogno: la vita” (Editpress Edizioni).

Tra le altre cose, l’autore ha fondato nel dicembre 2009, insieme ad altri amici, il bimestrale «Vallata Oggi» e dal mese di gennaio 2016 è diventato direttore responsabile del suddetto periodico della Vallata del Fino.

Ecco la mia intervista a Vincenzo Luca Salini:

Ciao carissimo, ben trovato sul mio Blog Liberi Libri e Non Solo: come è nato “Il teatro di una favolosa opera” e soprattutto cosa si intende per opera favolosa?

Per prima cosa voglio ringraziare te per la disponibilità dimostrata nel concedere questo spazio per parlare del mio ultimo libro.

Il tema centrale de “Il teatro di una favolosa opera” ruota attorno al legame profondo e passionale che mi lega al territorio di riferimento, al paese nativo nonché teatro della formazione dell’uomo Luca Salini, ossia Bisenti. A Bisenti, teatro dell’opera, si vive come in una favola o meglio si vive da favola; e poi ogni favola termina con un lieto fine e ciò potrebbe anche rappresentare un allegorico auspicio affinché il paese, un tempo Regina della Vallata, torni a splendere e a recitare un ruolo di primo piano e di peso a tutti i livelli. Già, perché Bisenti nel bene o nel male è fonte di sorprese in grado di lasciare il segno in modo indelebile, racchiude in sé una sorta di incantesimo magico capace di ammaliare e di trasmettere influssi benevoli, rievoca già dal nome vicende storiche appassionanti e misteriose, rappresenta la cornice di una raffigurazione artistica dal contenuto aureo. Bisenti è il paese sorto tra due fiumi e questo dualismo si riverbera anche tenendo conto del “trionfo” della teoria degli opposti: bene-male, positivo-negativo, bontà-cattiveria, sincerità-falsità, schiettezza-ipocrisia: caratteristiche che si alternano ad intermittenza e, proprio questo affermarsi ondivago di virtù e nei, rende Bisenti metafisico e straordinariamente originale e lo alloca quasi ad una dimensione di “perfezione” secondo la logica degli opposti che si attraggono.

Qual è il messaggio che volevi trasmettere con questo tuo nuovo libro?

Bisenti è il palcoscenico della mia vita, la cornice dei mie sogni, delle mie aspettative e delle mie azioni quotidiane; è il teatro dove viene inscenata una fantastica opera, composta da eventi, fatti, vicende che contengono significati specifici e assumono una rilevanza notevole. E l’intento è di trasferire un simile coinvolgimento emotivo nel lettore che deve immedesimarsi nella realtà di riferimento e imparare a conoscere le meraviglie di un paese poco considerato, ma capace di emozionare e di regalare una quotidianità mai banale e monotona; un paese ricco di tradizioni e di storia. Mi preme sottolineare un aspetto. In occasione del tour di presentazione del mio libro, che ha toccato svariate realtà del territorio regionale, sono rimasto particolarmente colpito e sbalordito dall’attenzione del pubblico, o meglio dall’entusiasmo con cui gli intervenuti ascoltavano le tematiche e gli argomenti alla base del volume. Ciò ha catturato la mia curiosità in quanto fondamentalmente “Il teatro di una favolosa opera” contiene la narrazione di eventi ed esperienze strettamente collegate a Bisenti: come può un libro di carattere localistico-territoriale catturare l’interesse di un lettore di Spoltore o di Chieti, oppure di Cappelle sul Tavo o di Civitella del Tronto? La risposte è questa: ho percepito una sorprendente voglia di scoprire Bisenti e le sue peculiarità, che si è manifestata in maniera costante sfociando in continue sollecitazioni ad approfondire gli aspetti e le caratteristiche del paese; si potrebbe parlare di una palese “sete” di conoscere Bisenti anche in considerazione del fatto che ben poco si conosce, scusate il gioco di parole, del paese chiamato così in quanto circondato da due fiumi.

Il tuo incontro con Arturo Bernava, de Il Viandante Edizioni: come è iniziata questa vostra collaborazione?

L’incontro con Arturo Bernava, deus ex machina della casa editrice IlViandante, che ha pubblicato il mio libro, ha rappresentato una svolta sotto tutti i punti di vista. Ovviamente non finirò mai di ringraziare Arturo per la fiducia nei miei confronti e per le tante opportunità che mi ha concesso. Preciso che Arturo ha presenziato personalmente a tutte le presentazioni del libro e lo ha fatto con entusiasmo e trasporto reali e tangibili. Ha dato vita ad una struttura moderna, fluida, dinamica e molto efficiente e, in virtù delle sue intuizioni e della sua competenza, riesce sempre a organizzare eventi ed iniziative interessanti e originali. Aggiungo che con Arturo si è instaurato un rapporto di collaborazione proficua e di condivisione di numerosi progetti. Abbiamo già in cantiere alcuni progetti che stiamo portando avanti e che troveranno concretizzazione nei prossimi mesi.

Ma soprattutto che è nata tra di noi una stupenda amicizia basata su un legame personale intenso e disinteressato.

Bisenti e tu: un rapporto imprescindibile, nella vita, nel lavoro e nella scrittura, un amore lungo tutta una vita…

Nel rispondere a questa domanda entra in ballo il tema dell’identità e della fierezza di appartenere ad un territorio, seppure controverso e a volte incapace di “sapersi promuovere” con efficacia e astuzia. Il paese di origine conferisce una connotazione genuina e verace all’individuo, che viene influenzato giustamente nel pensiero e nell’agire quotidiani dall’appartenenza ad una comunità: il paese natale ci tende sempre la mano e, anche in caso di assenza o di lontananza, resta ad attendere l’esule fino al suo definitivo ritorno. Si crea un legame che non si spezzerà mai anche di fronte a fatti imprevedibili ed imponderabili, che spesso influenzano la vita e spingono l’individuo ad allontanarsi, solo geograficamente, dal paese natale.

Il tema dell’identità territoriale assume una connotazione universale in quanto è valido in ogni dove e si manifesta sempre con i medesimi effetti e con le stesse implicazioni sul lato umano dell’individuo: per semplificare il rapporto tra il paese natale e l’individuo è identico ad ogni latitudine: presenta le stesse regole a nord come a sud, a Bisenti come a Spoltore.

Questo libro non appartiene a Luca Salini” scrive Simone Gambacorta nella prefazione “poiché appartiene alla collettività a cui Luca Salini appartiene, vale a dire Bisenti”…

Simone Gambacorta è un Maestro di giornalismo ed è riuscito a cogliere il vero senso del libro. Apro una parentesi: in determinate occasioni, come la scrittura di un libro e/o le sue presentazioni al pubblico, vengono a crearsi complicità e sinergie straordinarie, che con il tempo confluiscono in rapporti di amicizia duraturi e solidi. Parlo per esperienza personale in quanto durante il percorso di promozione del libro ho avuto modo di conoscere ed apprezzare tante persone con cui ora condivido esperienze ed idee. Simone Gambacorta per me rappresenta un punto di riferimento insostituibile, un amico prezioso sempre disponibile e corretto. Detto questo la sua prefazione è stata obiettiva e non condizionata dalla nostra amicizia, in linea con la statura morale e professionale di un giornalista impeccabile.

Sono molto contento dei riscontri positivi ottenuti dal libro, che rappresenta uno spaccato degli eventi accaduti a Bisenti in un determinato momento storico. Un libro che appartiene agli altri, ai miei concittadini, al mio mondo, anche a coloro che non mi apprezzano. Già perché i fatti ivi narrati, legati al territorio, appartengono alla memoria storica di ciascuno, che potrà tra qualche anno riaprire il mio libro, magari impolverato, e rievocare attimi, vicende e successi di un paese a volte dimenticato, ma capace di regalare sensazioni indescrivibili.

In cosa sei impegnato attualmente?

Attualmente sto scrivendo un nuovo libro, il quarto, e mi sto dedicando a tematiche nuove e ad argomenti mai sperimentati. E’ difficile conciliare il tempo per scrivere con la professione di avvocato, ma gradualmente il libro sta prendendo forma. Tuttavia, in omaggio al fatidico “effetto suspense”, non posso fornire anticipazioni in merito…

Siamo in chiusura, vorrei che lasciassi un messaggio ai tuoi lettori…

Rispondo al tuo invito riportando un breve stralcio della mia introduzione al libro: “Questo libro è dedicato a quanti da sempre mi sostengono e mi apprezzano, a coloro che mi appoggiano e mi manifestano sempre vicinanza e fiducia. A coloro che anche quando cado in errore non cambiano opinione sul mio conto, anzi mi aiutano a comprendere i motivi alla base dello sbaglio e mi indicano la via per non reiterare simili comportamenti in futuro. Ma pure a coloro che pensano: “Ma c’ha da fa’ Luca Salini?!” oppure muovono critiche nei miei confronti: chissà, magari leggendo il nuovo volume potrebbero ravvedersi e cambiare idea”.

ILARIA GRASSO

AMA, SCRIVE E VIVE FILOMENA GRASSO IN “VOGLIO ESSERE ECCEZIONE” (IL VIANDANTE EDIZIONI) – RECENSIONE

 

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Questa raccolta di liriche di Filomena Grasso dal titolo “Voglio essere eccezione” (Il Viandante Edizioni, collana La Forma Delle Nuvole) è un autentico inno al coraggio, all’amore e alla vita e in un mondo come il nostro voglio essere eccezione significa mantenere alta la speranza, nonostante tutto.

Coraggio è la parola chiave di queste liriche accorate, e il coraggio è il vero filo conduttore, un monito, da parte dell’autrice, non solo a se stessa ma soprattutto a noi, affinché sia proprio sul coraggio che fondiamo l’esistenza.

La speranza è la somma di tutti i colori: e Filomena questo concetto non avrebbe potuto esprimerlo meglio di così!

E poi, ancora, la passione dell’autrice per l’arte culinaria, in particolare per l’utilizzo del cioccolato, il cibo degli dei, la chiamata necessaria, la memoria dell’infanzia e simbolo culinario, appunto, per antonomasia della versatilità e duttilità, camaleontico, come l’autrice stessa che brilla e assume forma nuova in ogni lirica, spaziando da un argomento all’altro, istruita dalla scuola del dolore – come ognuno di noi del resto e per ragioni differenti – a celebrare la vita, in modo universale, senza maledirla mai, ma scegliendola comunque ed ogni giorno come suprema musa del proprio poetare.

Filomena Grasso

E poi, ancora, l’inno a quella fanciullesca illusione a cui ognuno di noi, qualunque sia l’età, si aggrappa ancora, custodendola orgoglioso e in gran segreto nello scrigno del proprio cuore.

Poi, ancora, l’inno al cibo prelibato, con la brochure di delizie che giunge quasi alla fine del libro, dove ogni dolce descritto diviene poesia, poesia d’amore, amore per la vita, anche attraverso le lodi per le cose buone, per poi chiudere con l’inno alla scrittura, compagna fidata, complice a volte non compresa, ma indispensabile per continuare a vivere, la sola àncora che possa salvare, in mezzo al dolore e in mezzo ai pericoli stessi della vita: Filomena, Filò, scrive, e scrivendo non può starsene in disparte perché scrivere è partecipazioneprendere parte, provare sentimenti assieme ad altri, portando alto il miracolo dell’empatia e se scrivendo Filò sente di vivere, allo stesso modo, amando, sa di essere, Filomena, amata, come l’origine greca del suo nome suggerisce, è una creatura fortemente amata che fortemente ama, facendolo giorno dopo giorno.

ILARIA GRASSO

LINK PER L’ACQUISTO:

https://www.edizioniilviandante.it/prodotto/voglio-essere-eccezione/

“Pappe fatate per principi e principesse” (Edizioni Il Viandante): intervista all’autrice Marina Nunziato

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Oggi ho incontrato la scrittrice Marina Nunziato, e, nella nostra bella chiacchierata, abbiamo parlato del suo nuovo libro, “Pappe fatate per principi e principesse”, pubblicato da Edizioni Il Viandante. 

Com’è nata l’idea di questo libro?

L’idea di questo libro è nata da una necessità. Ho lavorato per più di 16 anni come assistente in un ambulatorio pediatrico e tra le tante cose mi occupavo dello svezzamento e dell’alimentazione dei bambini. Ho risposto a migliaia di mamme e le ho indirizzate verso un’alimentazione semplice e sana, da qui l’idea del libro che serviva per avere sempre a portata di mano qualcosa che potesse rendere più facile il momento della pappa, ma il libro non è solo un ricettario ci sono favole consigli e interviste fatte ai bambini.

A quale pubblico è rivolto?

‘Pappe fatate per principi e principesse’ è un libro rivolto a tutti, piccoli e grandi proprio perché un’alimentazione giusta è il primo passo verso una vita sana.

Quali sono le finalità?

Le finalità sono molteplici: aiutare le mamme ad affrontare un periodo importante con serenità, fare dell’ora della pappa un momento di condivisione e soprattutto insegnare a rispettare e amare il cibo.

Il ricavato sarà devoluto ai bambini bisognosi: come mai questa scelta?

Il ricavato dei diritti d’autore, come quello di tutti i miei libri, servirà a fornire un pasto completo ai bambini bisognosi e questo perché sono stata a mia volta una bambina con poche risorse e so cosa significa non potersi permettere le cose necessarie.

Cosa significa essere madre, oggi, in un mondo spesso così negativo?

Essere madre oggi spaventa perché si è più consapevoli di qualche tempo fa. Oggi sappiamo tutti di cosa ha bisogno un bambino per crescere e in questo mondo così egoista e frettoloso, serve un tantino di coraggio e un pizzico di incoscienza per mettere al mondo un altro essere umano che avrà bisogno non solo d’amore, ma anche di cose molto materiali. Quindi essere madri oggi significa fare i conti con una realtà che tende a disumanizzarci.

I tuoi prossimi impegni letterari…

All’inizio del 2018 uscirà il mio terzo romanzo e naturalmente parlerà di quell’amore che non si spegne neppure con la morte.

Lascia un messaggio a chi ci legge…

Il messaggio che voglio lasciare ai lettori è questo: “Non bisogna andare lontano per trovare i poveri, spesso essi vivono nell’appartamento accanto al nostro quindi… Teniamo bene gli occhi aperti”. Grazie a tutti!

ILARIA GRASSO

Presentazione di “Pappe fatate per principi e principesse” di Marina Nunziato, a Francavilla al Mare (CH)

FRANCAVILLA – Venerdì 21 luglio alle ore 21 il Museo Michetti ospiterà la presentazione del nuovo libro di Marina Nunziato, “Pappe fatate per principi e principesse” (Edizioni IlViandante). Durante la presentazione interverranno, oltre all’autrice, l’editore Arturo Bernava, il prof. Massimo Pasqualone e il dott. Luigi Malandra, pediatra.

Pappe fatate per principi e principesse” è un libro pensato per le mamme e per i loro cuccioli, poiché un sano rapporto con il cibo inizia proprio dallo svezzamento. Le ricette semplici e gli ingredienti gustosi sono un binomio eccellente per fare dell’ora della pappa un momento di gioia. Le favole, i consigli e le interviste fatte ai bambini contenute nel libro accompagnano il lettore e chi ascolta in un mondo fantastico. Questo piccolo manuale vuole essere un aiuto prezioso per le neo mamme e per tutta la famiglia. Ricordiamoci che mangiamo per vivere, non viviamo per mangiare. E allora prendiamo i cucchiai e andiamo alla scoperta del mondo infinito dei sapori.

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Marina Nunziato è nata nel 1959 e vive in Abruzzo. Nel 2009 ha lasciato il suo lavoro di assistente in un ambulatorio pediatrico per dedicarsi interamente alla scrittura. Ha scritto due romanzi dal titolo “Con tutto il cuore che mi è rimasto” e “Nel mio cuore un milione di stelle” accolti con grande interesse dal pubblico e dalla critica.

L’amore conta: recensione di “L’amore è per noi” (Edizioni Il Viandante), di Francesca D’Isidoro

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E’ una gioia per me recensire, in questo giorno di festa, una delle mie autrici preferite, Francesca D’Isidoro, per quel che riguarda il suo ultimo romanzo, dal titolo “L’amore è per noi”, sequel di “L’amore non è per tutti” , scritto, questa volta, a differenza del primo episodio, secondo il punto di vista di Alessio, il protagonista maschile della storia.

Quello mio per Francesca è stato amore a prima vista/letta, nato ormai quasi un anno fa, e devo dire che con gioia mi sono accostata anche alla lettura di questo suo secondo lavoro scrittorio, pubblicato da Il Viandante Edizioni, nella persona di Arturo Bernava.

La storia,, apparentemente semplice, è in realtà basata su una gamma assai variegata di sentimenti e di sensazioni che tutti noi abbiamo provato, per una qualche ragione, almeno per una volta nella vita: e in questo caso, guardiamo la vita attraverso gli occhi di un uomo, un giovane uomo, Alessio, appunto, con tutti i pregi e i difetti di un uomo qualunque, senza che l’autrice vada alla ricerca disperata, come spesso avviene in altri romance che mi è capitato di leggere, dell’eroe e del superuomo a tutti i costi: in questa storia, troviamo infatti solo personaggi umani (cosa che ho apprezzato moltissimo), personaggi con cui ci capita di confrontarci ogni giorno, nelle nostre esistenze, e ognuno di loro, esattamente come noi, è fatto di bello quanto di brutto, di buono quanto di cattivo, di scelte giuste quanto di scelte che potremmo definir sbagliate.

La morale del libro, se così possiamo definirla, è contenuta già nel titolo e poi abilmente sviluppata in tutto il dispiegarsi, in modo scorrevole e piacevole, della storia: l’amore conta, tanto per citare il titolo di un famoso pezzo di Ligabue.

Solo l’amore conta, perché solo l’amore ci fortifica e ci nobilita e il più delle volte l’amore ci riabilita, soprattutto agli occhi di chi è con noi da sempre, ma che, purtroppo, spesso non vediamo, in quanto siamo obnubilati dai facili interessi, come possono essere la smania di far carriera e aver successo: è quel che accade al protagonista, Alessio, accade di ritrovar sé stesso, grazie ad un sentimento sincero e genuino, che non conosce calcolo o interesse, il suo sentimento mai sopito per Francesca.

Solo l’amore conta, dal momento che è l’unico sentimento che ci riconsegna a noi, e a quello che siamo realmente, e ne “L’amore è per noi” è esattamente quello che troviamo, percorrendo un viaggio nella varia umanità descritta dall’autrice in questa storia, un’umanità straordinariamente vicina ad ognuno di noi.

ILARIA GRASSO

 

Incontro con lo scrittore ed editore Alessio Masciulli

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Oggi ho ospitato sul mio blog il mio amico, scrittore ed editore, Alessio Masciulli, che si è raccontato in una piacevolissima chiacchierata e ci ha parlato della sua nuova avventura che prende inizio proprio in questi giorni: l’avvio della attività della sua neo-nata Casa Editrice, che porta il suo nome, appunto, Masciulli Edizioni.

Ciao Alessio, ben venuto sul mio blog LIBERI LIBRI E NON SOLO, parliamo di “Credi in me”, il tuo nuovo romanzo, pubblicato da Edizioni Il Viandante, libro che sta riscuotendo un grande successo: com’è nata questa tua nuova storia, in cui amicizia e musica si uniscono, come scudo da innalzare alle insidie del mondo e della vita? Quanto c’è in te, dei due ragazzi protagonisti?

Come tutti quelli che scrivono libri rispondo che non c’è nulla di me però poi credo che nessun autore si privi del piacere di inserire qualche sua caratteristica in un personaggio, forse io assomiglio alla segretaria del protagonista Stefano che ha un grande coraggio e voglia di aiutare qualcuno che… beh dovete leggere il libro.

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La musica e l’amicizia, realmente possono salvarci, secondo te?

Le emozioni belle possono salvarci sempre e sia la musica che l’amicizia lo sono. L’unica differenza è che la musica non ci potrà mai fare del male, mentre gli amici, se poi si rivelano falsi, si.

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Ho letto che a marzo uscirà un tuo nuovo romanzo: vuoi darci qualche anticipazione?

In realtà uscirà a Maggio perché lo voglio far coincidere con il mio compleanno e ho spostato la data. Sarà un saggio poetico sui rapporti umani. Poesie e brevi racconti di vita che mescolandosi danno spunti di riflessioni.

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In questi giorni hai mosso i tuoi primi passi per una nuova, fantastica, avventura, creando la tua casa editrice non a pagamento, che porta appunto il tuo nome, Masciulli Edizioni: come ti senti?

Mi sento carico come ogni mia nuova iniziativa. Guai a perdere l’entusiasmo nel fare le cose, diventeremmo tutti automi comandati e siccome già ce ne, sono tanti meglio evitare. Aprire una casa editrice è un grande impegno ma sento che non sono solo.

Chi volesse pubblicare con te, cosa deve fare?

Semplice, mi contatta, mi propone il suo lavoro editoriale, lo leggo e insieme all’autore decidiamo le strategie per iniziare il cammino al meglio, se ci troviamo in linea e il testo si presenta buono si parte. Chi mi conosce sa l’energia che metto nelle cose che amo e promuovere libri è il mio secondo amore. Il primo… bhe immagina tu qual è.

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Come facciamo a seguirti?

Potrei lasciare delle briciole ma se ci sono dei passeri affamati in giro resto solo… dai scherzo, sono sui social un po’ ovunque con il mio nome e cognome e tra poco lancerò il nuovo sito. In ogni caso chi volesse proporre un manoscritto può contattarmi a questa mail masciulliedizioni@gmail.com, grazie a tutti.

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Siamo in chiusura, carissimo Alessio, grazie per essere stato con noi: lascia un messaggio ai nostri lettori…

Ragazzi non fatevi fregare da nessuno, siate buoni e onesti perché così vi vorranno bene in tanti che tanto la cattiveria colpisce solo a chi la lancia per prima, e poi mi raccomando, sempre positivi!

ILARIA GRASSO

Note: Nella foto in alto, Alessio Masciulli è con la pittrice Alessia Pignatelli, che ha realizzato la copertina del romanzo “Credi in me”

“Il teatro di una favolosa opera” (Edizioni Il Viandante) è il nuovo libro di Luca Salini

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Il teatro di una favolosa opera”, edizioni Il Viandante, 2017

La Sinossi:

Bisenti è il palcoscenico della vita dell’autore, la cornice dei suoi sogni, delle sue aspettative e delle sue azioni quotidiane; è il teatro dove viene inscenata una fantastica opera, composta da eventi, fatti, vicende che contengono significati specifici e assumono una rilevanza notevole. E l’intento è di trasferire un simile coinvolgimento emotivo nel lettore che deve immedesimarsi nella realtà di riferimento e imparare a conoscere le meraviglie di un paese poco considerato, ma capace di emozionare e di regalare una quotidianità mai banale e monotona; un paese ricco di tradizioni e di storia.

Bisenti è il teatro dove viene proiettata un’opera che presenta elementi che captano l’attenzione dello spettatore e aspetti che suscitano meno interesse. Allo stesso modo Bisenti è un paese con pregi e difetti, che suscita delle polemiche e delle perplessità soprattutto per la sussistenza atavica di una mentalità poco incline al cambiamento e spesso troppo critica verso coloro che promuovono eventi, manifestazioni e situazioni innovative ed originali. Di contro Bisenti è un paese che ha dato i natali a tanti illustri personaggi, molto dinamico da un punto di vista artistico-culturale, come testimoniato anche dalla folta schiera di scrittori che anima l’agorà locale.

Già nei suoi due precedenti volumi l’autore ha riportato quadretti suggestivi ed esaurienti di Bisenti: come non citare l’aria incontaminata, i paesaggi mozzafiato, il fatto di trovarsi a distanza eguale dal mare e dalla montagna, la capacità di regalare sensazioni idilliache e momenti favolosi. Ecco che ritorna il tema dominante del libro: opera e favola potrebbero anche apparire come un ossimoro ma rappresentano due facce della stessa medaglia.

A Bisenti, teatro dell’opera, si vive come in una favola o meglio si vive da favola; e poi ogni favola termina con un lieto fine e ciò potrebbe anche rappresentare un allegorico auspicio affinchè il paese, un tempo Regina della Vallata, torni a splendere e a recitare un ruolo di primo piano e di peso a tutti i livelli. Soprattutto tenendo conto dei danni e dei disagi provocati dal maltempo e dal terremoto nel corso degli ultimi mesi, che hanno davvero messo in ginocchio Bisenti e l’area interna della provincia di Teramo.

Il libro presenta un prologo d’eccezione con un ricorso commosso del compianto Rocco Salini, zio dell’autore scomparso di recente ed a cui viene dedicato il volume.

Si passa alla prefazione composta da Simone Gambacorta, responsabile del settore cultura del quotidiano “La città”, un giornalista competente e sensibile alle iniziative letterarie del territorio.

Per il resto? Vi invitiamo a leggere il libro, a trascorrere momenti spensierati in compagnia dell’autore e della sua “penna facile”: leggere rinfresca la mente e aguzza l’ingegno… Sempre…

Dopo “Nato per correre sempre” e “Autobiografia di un sogno: la vita”, Luca Salini “sforna” la sua terza opera letteraria. “Il teatro di una favolosa opera”, edizioni IlViandante, si sofferma su temi afferenti la realtà locale e tocca svariati aspetti del tessuto sociale di un territorio un tempo “isola felice”, oggi lacerato da una profonda crisi economica acuita dalle recenti calamità naturali che hanno sfiancato e fiaccato tutta la popolazione. Si va dalla locale squadra di calcio, di cui vengono ripercorsi dettagliatamente gli ultimi 4 anni vissuti con l’adrenalina a mille da un paese intero, entusiasta per i successi sportivi dei suoi beniamini sportivi: così troviamo i riassunti e la storia delle partite più importanti e determinanti, con retroscena inediti relativi ad una fantastica avventura che ha presentato anche, se non soprattutto, risvolti socio-aggregativi.

Si ripercorre, tornando indietro di 10 anni, la indimenticabile estate 2006 che vide la nazionale di calcio italiana trionfare ai mondiali di Germania e viene presentata una descrizione fedele ed aderente alla realtà dell’Italia dell’epoca.

Inoltre l’autore tratta anche il tema della solidarietà e della vicinanza alle persone indigenti, il tutto traendo spunto dai viaggi in Burundi dell’amico fraterno Filippo Lucci, che racconta in una interessante intervista riportata nel libro esperienze e vicende della sua permanenza nel poverissimo paese africano.

Non poteva mancare qualche richiamo all’ambito politico, questa volta inserito sotto forma di esortazione e di auspicio: esortazione a dare sempre maggior spazio ai giovani, ovviamente capaci e meritevoli; ed auspicio con riferimento al raggiungimento della tanto agognata e desiderata fusione dei comuni della Vallata del Fino, analizzando i pregi ed i vantaggi che potrebbero derivare da un provvedimento teso all’aggregazione politica, geografica e culturale degli attuali 5 paesi.

La presentazione del libro “Il teatro di una favolosa opera” si terrà sabato 4 marzo ore 17.30 presso il ristorante “La Pantera Rosa” in località Piane di Appignano.

Autobiografia di un sogno: la vita. Intervista all’avvocato/scrittore Luca Salini

Il mio incontro con l’avvocato e scrittore Luca Salini, per parlare del suo libro, dal titolo “Autobiografia di un sogno: la vita” (Editpress Edizioni), dei suoi progetti letterari per il futuro prossimo e di molto altro ancora.

Ciao Luca, grazie per aver accettato quest’intervista, parliamo del tuo libro, “Autobiografia di un sogno: la vita”: com’è nata l’esigenza di raccontare la tua vita in un libro?

Innanzitutto mi preme ringraziarti per la tua cortesia e per aver dato spazio alla mia passione per la scrittura. Apprezzo tantissimo la tua professionalità e la tua immensa competenza.

Il mio nuovo libro viene concepito il 22 maggio 2011, il giorno dopo la presentazione del primo libro. Viene concepito come idea, come pensiero in quanto gli episodi e i fatti raccontati risalgono in gran parte all’ultimo anno. Quella giornata fu davvero memorabile e ne ho raccontato i risvolti tragicomici nel primo paragrafo del primo capitolo “Quel giorno a Fontevetica”. Quel giorno capii e mi resi conto che dovevo continuare a scrivere. Anche perché la vena creativa non mi ha mai abbandonato per fortuna. Ecco spiegato il retroterra di riferimento al nuovo libro, la scintilla da cui si è sviluppata l’idea di dare un seguito al precedente volume.

Il titolo è venuto fuori in maniera forse un po’ casuale. Ho pensato a tantissime ipotesi. Alcune mi sembravano banali e poco comunicative, altre troppo eloquenti mentre io preferivo dare un titolo che andasse al di là dei temi trattati, un titolo tipo una parentesi graffa che potesse racchiudere metaforicamente il libro, un titolo “borderline” che in un certo senso potesse invogliare a leggere senza dare per scontato nulla. Incuriosire chi legge. Ecco il mio obiettivo. Di sicuro è presto per realizzare una autobiografia e mi auguro che se un giorno accadrà, sarà un giorno lontanissimo… E’ pur vero che nel libro ci sono spunti realmente accaduti e sono riportate situazioni vere, verificatesi e che mi hanno coinvolto direttamente. Questo in minima parte e quando si verifica è perché il libro contiene un invito a analizzare la vita dal particolare al generale, dal personale all’universale. E questo invito deve indurre a elaborare delle opinioni, dei pensieri, delle considerazioni sulla base di quanto scritto. Ma si tratta dell’autobiografia non di Luca Salini, ma di un sogno, un sogno che si chiama vita con tutte le sfaccettature e le varie interpretazioni. D’altronde quando si racconta un sogno parliamo sempre di frammenti di vita, di eventi vissuti dalla mente che vaga ma sempre attinenti la vita. Sogno e vita viaggiano parallelamente o forse rappresentano due facce della stessa medaglia. E il sogno della vita non si interrompe mai: per questo è bello raccontare il sogno di una vita vissuta a mille, con l’adrenalina a mille per cose naturali, senza mai fermarsi anche di fronte a montagne insormontabili e impossibili da scalare. Il titolo racchiude tutta questa commistione di elementi, basata su una serie di riflessioni su diversi aspetti della vita: si passa dallo sport alla politica, dalla cultura alla vita sociale, dall’amicizia all’amore per il proprio paese. E il salto è sempre collegato in maniera chiara e senza forzature.

Quanto, per chi scrive, è possibile distinguere la propria vita dalla scrittura, o meglio, è possibile scrivere senza mettere qualcosa di sé?

Per quanto concerne la mia esperienza devo premettere che l’attività di scrittura è una pura passione e non è fonte di guadagno. Svolgo l’attività professionale di avvocato e da qui discende la mia unica fonte di sostentamento. Nei miei primi due libri ho voluto raccontare eventi della mia vita che hanno rappresentato tappe significative e che in un certo senso hanno stimolato delle riflessioni su temi di rilevanza generale. Il secondo libro rappresenta per me qualcosa di profondamente sentito, uno spaccato di quello che la vita rappresenta da sempre: un grande dono a volte scartato troppo velocemente ed altre volte invece buttato via inopinatamente e senza riflettere. La vita va intesa anche come un patrimonio inestimabile e senza valore. Patrimonio umano ed emozionale, viscerale e spirituale, da vivere intensamente e da tramandare ai protagonisti successivi; e un patrimonio da tirare fuori all’occorrenza di fronte ad ogni situazione. Il patrimonio appunto. In tal senso il mio libro può essere inteso come un diario, un agenda piena di eventi significativi vissuti dalla comunità bisentina o da un gruppo di persone.

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Il libro è suddiviso in sei parti, ed ognuna è una parte di te: ad esempio, il sentimento, quanto conta per vivere, saper sentire?

La diatriba ragione-sentimento da sempre ingombra le menti di grossi scrittori, pensatori, filosofi e via discorrendo. La domanda che ci si pone con maggior frequenza è la seguente: di fronte a certe situazioni deve prevalere la ragione oppure il sentimento? E soprattutto certe scelte vanno fatte tenendo conto di ciò che proviene dalla mente, quindi il ragionamento ponderato e vagliato, ovvero di ciò che promana dalle sensazioni interiori dettate dal cuore? Il dilemma non è di facile soluzione e a mio avviso non troverà mai una soluzione univoca e definitiva. Ragione e sentimento vanno dosati nella giusta misura senza eccedere in un senso o nell’altro, e vanno combinati tra di loro ed utilizzati in base all’evolversi delle circostanze e tenendo conto dei casi della vita.

Se proprio devo scegliere non esito a dire che sono un convinto sostenitore della prevalenza dell’aspetto emozionale e sentimentale. E lo sarò fino a quando sarà accesa la fiammella nel mio subconscio, la fiammella che mi porta a sperare di poter raggiungere ideali, aspettative ed obiettivi di vita che a volte paiono utopia ma i realtà rappresentano gli unici motivi significativi insiti in ciascuno di noi.

Il sentimento ha ispirato ogni singola pagina della mia vita in quanto credo che “è dolce agire con sentimento e sentire i sentimenti che spingono verso certe mete”.

Tu e lo sport….

Lo sport da sempre rappresenta una componente fondamentale della mia vita. Mi riferisco in modo particolare al calcio e di seguito argomenterò questa mia predilezione. Sono un tifoso della Juventus da sempre ma, a differenza di quanto riportato nel primo libro, questa volta sono a celebrare successi e vittorie della Juventus. E’ stata dura e difficile da digerire l’addio ad Alessandro Del Piero, trattato forse con poca eleganza e rispetto pari a zero dalla società. A differenza di Totti a cui la Roma ha rinnovato il contratto a vita.

Nel capitolo dello sport troverete una parte dedicata alla Juventus più forte. L’UEFA, non Luca Salini, attraverso il magazine Champions, ha stabilito che la Juventus di Lippi è stata la più forte del mondo. E ha vinto poco rispetto alle sue potenzialità effettive. Meglio non pensare alle tre finali di Champions League perse durante l’epopea Lippi. Paulo Sousa, Dechamps. Conte e Di Livio. Il centrocampo delle meraviglie a cui si aggiungerà nel 1995 il mio giocatore preferito: Vladimir Jugovic. Secondo me il centrocampista più forte che ho mai visto giocare. Non a caso la Juventus 1996/97 vince la coppa del mondo per club con Jugovic in campo, grazie ad un fantastico gol di Del Piero.

Negli ultimi quattro anni sono stato dirigente di una società dilettantistica, la squadra del mio amato paese: il Bisenti calcio. Scrissi il capitolo relativo al Bisenti calcio dopo la barbara aggressione dei tifosi laziali ai tifosi del Tottenham che avvenne nel novembre 2012 . Proprio per mettere in evidenza che il calcio può e deve creare delle isole felici dove si gioca per divertirsi e far divertire i tifosi, avendo sempre al centro di ogni comportamento sportività e correttezza. Dentro e fuori il campo. Bisenti è un isola felice, una piccola oasi in un deserto di interessi e quattrini come il mondo del calcio di oggi.

Far parte della società sportiva per me ha rappresentato una grandissima esperienza a livello emotivo. Quando vado al campo e vedo i ragazzi allenarsi, devo dire che provo sensazioni stupende e mi assale un impeto di orgoglio. Sono stato molto legato a tutti i giocatori, che sono dei bravissimi ragazzi e sempre rispettosi nei miei confronti.

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Tu e la politica….

Per rispondere a questa domanda potrei scrivere un altro libro…

Non possono non evidenziarsi le difficoltà e le problematiche del nostro territorio. Ossia della Vallata del Fino, zona a ridosso tra le province di Teramo e Pescara. Un territorio dalle notevoli potenzialità ma obiettivamente isolato e poco considerato dalla politica che conta. Chiediamo a voce un maggior coinvolgimento della Vallata del Fino, un maggior interessamento per la Vallata del Fino. Forse nel corso degli anni siamo stati abituati troppo bene e adesso ci sentiamo un po’ decontestualizzati e abbandonati a noi stessi. Ma personalmente sono convinto che ci sono gli interpreti, i politici che sono in grado di invertire la rotta e dare veramente una mano alla nostra Vallata.

Il capitolo si apre con l’intervista realizzata all’allora Assessore Regionale Gatti nell’ambito di una rubrica dal titolo “I giovani e la politica”.

Ancora in tanti oggi mi chiedono perché alle elezioni amministrative del 2012 scorso i giovani non hanno fatto la lista e non hanno partecipato attivamente. Nel libro potete trovare la risposta nel paragrafo I giovani pronti a collaborare per progetti concreti. I giovani troppo spesso vengono accantonati dal sistema politico e avvertono sempre maggiore sfiducia nei confronti di un mondo distante e distaccato. Io credo che sarebbe opportuno dare maggiore spazio ai giovani e nel libro ho spiegato i motivi alla base del mio pensiero.

Poi un altro tema ho voluto toccare in questo capitolo. Castiglione è la regina della Vallata? Ha assunto il ruolo che un tempo, nemmeno troppo lontano, apparteneva a Bisenti? Il dibattito è aperto. E’ facile dire: Castiglione ha le Piane, una frazione ben posizionata anche geograficamente e più vicina a Pescara, e per questo è avvantaggiata. Le Piane esistevano anche 40 anni fa, ma nessuno era riuscito a creare uno sviluppo commerciale ed industriale così importante. Io credo che il politico debba saper interpretare il cambiamento determinato dal tempo e dalle modifiche socio culturali. E debba saper cavalcare l’onda prodotta da queste esigenze di cambiamento. Le Piane esistevano anche prima, ma i registi ed i fautori dello slancio economico sono stati politici lungimiranti, concreti e aperti al progresso, che negli ultimi 15 anni hanno trasformato la frazione Piane in un’ area in cui pullulano attività commerciali e industriali e vi è ricchezza. Mi riferisco ai sindaci Di Michele e Crescia.

Sempre per quanto riguarda la politica da sempre insisto, insieme a tanti altri, per la creazione di un Comune unico della Vallata che potrebbe garantire mantenimento dei costi e notevole risparmio di risorse da destinare verso altri obiettivi. Si tratta, tuttavia, di una situazione di unione a cui prima o poi si dovrà pervenire per forza anche perché i cinque paesi della Vallata non raggiungono nemmeno i 10.000 abitanti. E lo testimonia il paragrafo “L’unione fa la forza” in cui riporto il parere degli amministratori locali in merito alla proposta di unire i cinque comuni, amministratori che si sono mostrati tutti favorevoli all’idea, convinti che unire i comuni potrebbe sconfiggere una volta per tutte il campanilismo imperante.

Parliamo dell’Associazione Progetto Sviluppo Valfino, a cui dedichi un’intera sezione del libro….

Progetto Sviluppo Valfino, associazione culturale nata nel 2009 e di cui sono presidente, rappresenta un esempio di concretezza, efficacia e solidarietà. L’Associazione Progetto Sviluppo Valfino nasce con l’intento di contribuire alla crescita dell’individuo in tutte le manifestazioni della vita quotidiana. Siamo consapevoli del fatto che senza l’apporto di altri soggetti istituzionali la strada maestra sarebbe impossibile da percorrere. Pertanto da sempre intendiamo coinvolgere anche le istituzioni e le associazioni locali e non, con l’intento appunto di propagare e far giungere ad un pubblico sempre crescente la nostra passione per tutto ciò che è cultura e per tutto ciò che consente all’individuo di evolversi di pari passo con il progresso della scienza e della tecnologia.

Nel corso di questi anni abbiamo realizzato tanti eventi: convegni, manifestazioni culturali, serate dance il cui ricavato è andato in beneficenza, presentazioni di libri, dibattiti tesi a sensibilizzare su importanti tematiche sociali e tante altre iniziative. Forse la creatura più importante partorita dall’associazione è costituita dalla nascita del periodico della Vallata del Fino: mi riferisco al bimestrale Vallata Oggi, di cui Progetto Sviluppo Valfino è fondatore e editore. Il giornale esce ininterrottamente da sette anni e rappresenta un importante strumento di comunicazione per i cittadini della Vallata del Fino. A tal uopo faccio presente che la rivista è stata insignita del Premio Città Valfino nel dicembre 2015.

In questo libro spazi da un aspetto all’altro della vita, con estrema naturalezza e scorrevolezza, rendendo, pur preservando un certo stile ed una scrittura accurati, il libro accessibile a tutti: quanto lavoro e quanta ricerca hanno comportato la sua stesura…

Scrivere un libro comporta anche un notevole sacrificio, compensato solo dalla passione e dal forte desiderio di raggiungere il risultato finale. Sacrificio che mi spinge a fare delle considerazioni: innanzitutto ci vuole tantissimo tempo. Io scrivo per puro diletto, non per lavoro, e pensare di dover realizzare un libro di 200 pagine mi sembrava relativamente facile. Niente affatto, soprattutto se si prende in considerazione il tempo necessario. Io da libero professionista pesavo i miei budget sulle ore stimate di lavoro: se avessi dovuto farlo per questo, avrei strutturato una proposta davvero importante. Per realizzare la bozza ho lavorato 8 mesi, di notte e nel tempo libero, con uno sforzo di concentrazione e costanza davvero notevoli. Non è affatto uno scherzo. E io sono abituato a scrivere tanto e velocemente per lavoro. Altro aspetto è il seguente: pensare alla soddisfazione, non ai guadagni: “ah, scrivi un libro! Quanto ti pagano?” è la domanda che mi sono sentito porre da chiunque. La risposta: “nulla perché me lo pubblico io e non sarà in vendita”. Lo si fa per passione, per soddisfazione, per essere utili a qualcuno. Mica mi pagano. Inoltre bisogna chiedere una mano: all’inizio pensi di potercela fare tutto da solo e non ti spieghi tutti quei ringraziamenti che trovi negli altri libri, per correzione di bozze, consigli e altro. Quando sei a pagina 50, ti accorgi che i tuoi occhi non vedono più refusi, ripetizioni, errori di sintassi, e in un attimo realizzi: hai bisogno di una mano, anzi dieci mani. Io ho la fortuna di avere vicino persone che mi danno una mano, che mi danno consigli. In più, ho chiesto aiuto anche ad altre persone e lo continuerò a fare. Tutto questo per dire che dietro la scrittura di un libro vi è un notevole lavoro necessario anche per rendere il volume comprensibile per i lettori e fruibile da tutte le persone indistintamente.

Come e con che modalità hai incontrato la tua vita nella scrittura?

A questa domanda ho già risposto nel corso delle precedenti risposte.

C’è un momento della giornata in cui scrivere ti è più gradito?

Senza ombra di dubbio la notte, anche perché sono quasi costretto a farlo in virtù del poco tempo a disposizione durante il giorno. Il lavoro mi assorbe gran parte del tempo nelle ore diurne e, così, non mi resta che la notte per portare avanti la mia passione per la scrittura.

A quale/i progetto/i stai lavorando attualmente?

Ho ultimato di scrivere il mio terzo libro che verrà pubblicato all’anno nuovo dalla casa editrice IlViandante, che ringrazio per la fiducia accordatami. Non posso anticipare il titolo del volume, ma posso dire che gli argomenti trattati sono tutti interessanti e coinvolgenti… Per il resto dovete attendere la pubblicazione e l’uscita… Come si dice: viva l’effetto sorpresa…

Il sostegno degli amici quanto è stato importante, per Luca scrittore?

Il sostegno degli amici e delle persone care è fondamentale. E nei miei libri ho voluto rendere omaggio alle persone che da sempre mi manifestano affetto e vicinanza, dedicando dei capitolo a ciascuna di loro. Si tratta di piccoli riconoscimenti che, però, resteranno scolpiti nel cuore e nell’anima.

Siamo in chiusura, Luca: a questo punto ti chiedo di lasciare un messaggio a chi ci legge e a chi ci leggerà….

Mi rivolgo soprattutto ai più giovani e consiglio loro di agire con entusiasmo, freschezza, passione e convinzione nei propri mezzi.

ILARIA GRASSO