INTERVISTA ALLO SCRITTORE VINCENZO LUCA SALINI, PER PARLARE DI UN’OPERA FAVOLOSA

copertina libro Luca

Il mio incontro con Vincenzo Luca Salini, per parlare del suo libro, dal titolo “Il teatro di una favolosa opera”, pubblicata da Edizioni Il Viandante.

Vincenzo Luca Salini nasce ad Atri (TE) il 13 agosto 1979. Attualmente risiede a Bisenti, paese nel teramano. Consegue la licenza liceale presso il Liceo Ginnasio Statale “L. Illuminati” di Atri.

Si laurea in Giurisprudenza presso “Università degli Studi di Teramo”.

Successivamente si specializza in diritto Amministrativo e Scienza dell’Amministrazione, frequentando il corso biennale presso l’ateneo di Teramo.

Nel mese di maggio 2011 l’autore pubblica il primo libro dal titolo “Born To Run Always. Nato per correre sempre”.

Nel mese di settembre 2013 viene pubblicato il secondo volume dal titolo “Autobiografia di un sogno: la vita” (Editpress Edizioni).

Tra le altre cose, l’autore ha fondato nel dicembre 2009, insieme ad altri amici, il bimestrale «Vallata Oggi» e dal mese di gennaio 2016 è diventato direttore responsabile del suddetto periodico della Vallata del Fino.

Ecco la mia intervista a Vincenzo Luca Salini:

Ciao carissimo, ben trovato sul mio Blog Liberi Libri e Non Solo: come è nato “Il teatro di una favolosa opera” e soprattutto cosa si intende per opera favolosa?

Per prima cosa voglio ringraziare te per la disponibilità dimostrata nel concedere questo spazio per parlare del mio ultimo libro.

Il tema centrale de “Il teatro di una favolosa opera” ruota attorno al legame profondo e passionale che mi lega al territorio di riferimento, al paese nativo nonché teatro della formazione dell’uomo Luca Salini, ossia Bisenti. A Bisenti, teatro dell’opera, si vive come in una favola o meglio si vive da favola; e poi ogni favola termina con un lieto fine e ciò potrebbe anche rappresentare un allegorico auspicio affinché il paese, un tempo Regina della Vallata, torni a splendere e a recitare un ruolo di primo piano e di peso a tutti i livelli. Già, perché Bisenti nel bene o nel male è fonte di sorprese in grado di lasciare il segno in modo indelebile, racchiude in sé una sorta di incantesimo magico capace di ammaliare e di trasmettere influssi benevoli, rievoca già dal nome vicende storiche appassionanti e misteriose, rappresenta la cornice di una raffigurazione artistica dal contenuto aureo. Bisenti è il paese sorto tra due fiumi e questo dualismo si riverbera anche tenendo conto del “trionfo” della teoria degli opposti: bene-male, positivo-negativo, bontà-cattiveria, sincerità-falsità, schiettezza-ipocrisia: caratteristiche che si alternano ad intermittenza e, proprio questo affermarsi ondivago di virtù e nei, rende Bisenti metafisico e straordinariamente originale e lo alloca quasi ad una dimensione di “perfezione” secondo la logica degli opposti che si attraggono.

Qual è il messaggio che volevi trasmettere con questo tuo nuovo libro?

Bisenti è il palcoscenico della mia vita, la cornice dei mie sogni, delle mie aspettative e delle mie azioni quotidiane; è il teatro dove viene inscenata una fantastica opera, composta da eventi, fatti, vicende che contengono significati specifici e assumono una rilevanza notevole. E l’intento è di trasferire un simile coinvolgimento emotivo nel lettore che deve immedesimarsi nella realtà di riferimento e imparare a conoscere le meraviglie di un paese poco considerato, ma capace di emozionare e di regalare una quotidianità mai banale e monotona; un paese ricco di tradizioni e di storia. Mi preme sottolineare un aspetto. In occasione del tour di presentazione del mio libro, che ha toccato svariate realtà del territorio regionale, sono rimasto particolarmente colpito e sbalordito dall’attenzione del pubblico, o meglio dall’entusiasmo con cui gli intervenuti ascoltavano le tematiche e gli argomenti alla base del volume. Ciò ha catturato la mia curiosità in quanto fondamentalmente “Il teatro di una favolosa opera” contiene la narrazione di eventi ed esperienze strettamente collegate a Bisenti: come può un libro di carattere localistico-territoriale catturare l’interesse di un lettore di Spoltore o di Chieti, oppure di Cappelle sul Tavo o di Civitella del Tronto? La risposte è questa: ho percepito una sorprendente voglia di scoprire Bisenti e le sue peculiarità, che si è manifestata in maniera costante sfociando in continue sollecitazioni ad approfondire gli aspetti e le caratteristiche del paese; si potrebbe parlare di una palese “sete” di conoscere Bisenti anche in considerazione del fatto che ben poco si conosce, scusate il gioco di parole, del paese chiamato così in quanto circondato da due fiumi.

Il tuo incontro con Arturo Bernava, de Il Viandante Edizioni: come è iniziata questa vostra collaborazione?

L’incontro con Arturo Bernava, deus ex machina della casa editrice IlViandante, che ha pubblicato il mio libro, ha rappresentato una svolta sotto tutti i punti di vista. Ovviamente non finirò mai di ringraziare Arturo per la fiducia nei miei confronti e per le tante opportunità che mi ha concesso. Preciso che Arturo ha presenziato personalmente a tutte le presentazioni del libro e lo ha fatto con entusiasmo e trasporto reali e tangibili. Ha dato vita ad una struttura moderna, fluida, dinamica e molto efficiente e, in virtù delle sue intuizioni e della sua competenza, riesce sempre a organizzare eventi ed iniziative interessanti e originali. Aggiungo che con Arturo si è instaurato un rapporto di collaborazione proficua e di condivisione di numerosi progetti. Abbiamo già in cantiere alcuni progetti che stiamo portando avanti e che troveranno concretizzazione nei prossimi mesi.

Ma soprattutto che è nata tra di noi una stupenda amicizia basata su un legame personale intenso e disinteressato.

Bisenti e tu: un rapporto imprescindibile, nella vita, nel lavoro e nella scrittura, un amore lungo tutta una vita…

Nel rispondere a questa domanda entra in ballo il tema dell’identità e della fierezza di appartenere ad un territorio, seppure controverso e a volte incapace di “sapersi promuovere” con efficacia e astuzia. Il paese di origine conferisce una connotazione genuina e verace all’individuo, che viene influenzato giustamente nel pensiero e nell’agire quotidiani dall’appartenenza ad una comunità: il paese natale ci tende sempre la mano e, anche in caso di assenza o di lontananza, resta ad attendere l’esule fino al suo definitivo ritorno. Si crea un legame che non si spezzerà mai anche di fronte a fatti imprevedibili ed imponderabili, che spesso influenzano la vita e spingono l’individuo ad allontanarsi, solo geograficamente, dal paese natale.

Il tema dell’identità territoriale assume una connotazione universale in quanto è valido in ogni dove e si manifesta sempre con i medesimi effetti e con le stesse implicazioni sul lato umano dell’individuo: per semplificare il rapporto tra il paese natale e l’individuo è identico ad ogni latitudine: presenta le stesse regole a nord come a sud, a Bisenti come a Spoltore.

Questo libro non appartiene a Luca Salini” scrive Simone Gambacorta nella prefazione “poiché appartiene alla collettività a cui Luca Salini appartiene, vale a dire Bisenti”…

Simone Gambacorta è un Maestro di giornalismo ed è riuscito a cogliere il vero senso del libro. Apro una parentesi: in determinate occasioni, come la scrittura di un libro e/o le sue presentazioni al pubblico, vengono a crearsi complicità e sinergie straordinarie, che con il tempo confluiscono in rapporti di amicizia duraturi e solidi. Parlo per esperienza personale in quanto durante il percorso di promozione del libro ho avuto modo di conoscere ed apprezzare tante persone con cui ora condivido esperienze ed idee. Simone Gambacorta per me rappresenta un punto di riferimento insostituibile, un amico prezioso sempre disponibile e corretto. Detto questo la sua prefazione è stata obiettiva e non condizionata dalla nostra amicizia, in linea con la statura morale e professionale di un giornalista impeccabile.

Sono molto contento dei riscontri positivi ottenuti dal libro, che rappresenta uno spaccato degli eventi accaduti a Bisenti in un determinato momento storico. Un libro che appartiene agli altri, ai miei concittadini, al mio mondo, anche a coloro che non mi apprezzano. Già perché i fatti ivi narrati, legati al territorio, appartengono alla memoria storica di ciascuno, che potrà tra qualche anno riaprire il mio libro, magari impolverato, e rievocare attimi, vicende e successi di un paese a volte dimenticato, ma capace di regalare sensazioni indescrivibili.

In cosa sei impegnato attualmente?

Attualmente sto scrivendo un nuovo libro, il quarto, e mi sto dedicando a tematiche nuove e ad argomenti mai sperimentati. E’ difficile conciliare il tempo per scrivere con la professione di avvocato, ma gradualmente il libro sta prendendo forma. Tuttavia, in omaggio al fatidico “effetto suspense”, non posso fornire anticipazioni in merito…

Siamo in chiusura, vorrei che lasciassi un messaggio ai tuoi lettori…

Rispondo al tuo invito riportando un breve stralcio della mia introduzione al libro: “Questo libro è dedicato a quanti da sempre mi sostengono e mi apprezzano, a coloro che mi appoggiano e mi manifestano sempre vicinanza e fiducia. A coloro che anche quando cado in errore non cambiano opinione sul mio conto, anzi mi aiutano a comprendere i motivi alla base dello sbaglio e mi indicano la via per non reiterare simili comportamenti in futuro. Ma pure a coloro che pensano: “Ma c’ha da fa’ Luca Salini?!” oppure muovono critiche nei miei confronti: chissà, magari leggendo il nuovo volume potrebbero ravvedersi e cambiare idea”.

ILARIA GRASSO

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AMA, SCRIVE E VIVE FILOMENA GRASSO IN “VOGLIO ESSERE ECCEZIONE” (IL VIANDANTE EDIZIONI) – RECENSIONE

 

COPERTINA Voglio essere Eccezione

Questa raccolta di liriche di Filomena Grasso dal titolo “Voglio essere eccezione” (Il Viandante Edizioni, collana La Forma Delle Nuvole) è un autentico inno al coraggio, all’amore e alla vita e in un mondo come il nostro voglio essere eccezione significa mantenere alta la speranza, nonostante tutto.

Coraggio è la parola chiave di queste liriche accorate, e il coraggio è il vero filo conduttore, un monito, da parte dell’autrice, non solo a se stessa ma soprattutto a noi, affinché sia proprio sul coraggio che fondiamo l’esistenza.

La speranza è la somma di tutti i colori: e Filomena questo concetto non avrebbe potuto esprimerlo meglio di così!

E poi, ancora, la passione dell’autrice per l’arte culinaria, in particolare per l’utilizzo del cioccolato, il cibo degli dei, la chiamata necessaria, la memoria dell’infanzia e simbolo culinario, appunto, per antonomasia della versatilità e duttilità, camaleontico, come l’autrice stessa che brilla e assume forma nuova in ogni lirica, spaziando da un argomento all’altro, istruita dalla scuola del dolore – come ognuno di noi del resto e per ragioni differenti – a celebrare la vita, in modo universale, senza maledirla mai, ma scegliendola comunque ed ogni giorno come suprema musa del proprio poetare.

Filomena Grasso

E poi, ancora, l’inno a quella fanciullesca illusione a cui ognuno di noi, qualunque sia l’età, si aggrappa ancora, custodendola orgoglioso e in gran segreto nello scrigno del proprio cuore.

Poi, ancora, l’inno al cibo prelibato, con la brochure di delizie che giunge quasi alla fine del libro, dove ogni dolce descritto diviene poesia, poesia d’amore, amore per la vita, anche attraverso le lodi per le cose buone, per poi chiudere con l’inno alla scrittura, compagna fidata, complice a volte non compresa, ma indispensabile per continuare a vivere, la sola àncora che possa salvare, in mezzo al dolore e in mezzo ai pericoli stessi della vita: Filomena, Filò, scrive, e scrivendo non può starsene in disparte perché scrivere è partecipazioneprendere parte, provare sentimenti assieme ad altri, portando alto il miracolo dell’empatia e se scrivendo Filò sente di vivere, allo stesso modo, amando, sa di essere, Filomena, amata, come l’origine greca del suo nome suggerisce, è una creatura fortemente amata che fortemente ama, facendolo giorno dopo giorno.

ILARIA GRASSO

LINK PER L’ACQUISTO:

https://www.edizioniilviandante.it/prodotto/voglio-essere-eccezione/

“Pappe fatate per principi e principesse” (Edizioni Il Viandante): intervista all’autrice Marina Nunziato

Marina Nunziato 2

Oggi ho incontrato la scrittrice Marina Nunziato, e, nella nostra bella chiacchierata, abbiamo parlato del suo nuovo libro, “Pappe fatate per principi e principesse”, pubblicato da Edizioni Il Viandante. 

Com’è nata l’idea di questo libro?

L’idea di questo libro è nata da una necessità. Ho lavorato per più di 16 anni come assistente in un ambulatorio pediatrico e tra le tante cose mi occupavo dello svezzamento e dell’alimentazione dei bambini. Ho risposto a migliaia di mamme e le ho indirizzate verso un’alimentazione semplice e sana, da qui l’idea del libro che serviva per avere sempre a portata di mano qualcosa che potesse rendere più facile il momento della pappa, ma il libro non è solo un ricettario ci sono favole consigli e interviste fatte ai bambini.

A quale pubblico è rivolto?

‘Pappe fatate per principi e principesse’ è un libro rivolto a tutti, piccoli e grandi proprio perché un’alimentazione giusta è il primo passo verso una vita sana.

Quali sono le finalità?

Le finalità sono molteplici: aiutare le mamme ad affrontare un periodo importante con serenità, fare dell’ora della pappa un momento di condivisione e soprattutto insegnare a rispettare e amare il cibo.

Il ricavato sarà devoluto ai bambini bisognosi: come mai questa scelta?

Il ricavato dei diritti d’autore, come quello di tutti i miei libri, servirà a fornire un pasto completo ai bambini bisognosi e questo perché sono stata a mia volta una bambina con poche risorse e so cosa significa non potersi permettere le cose necessarie.

Cosa significa essere madre, oggi, in un mondo spesso così negativo?

Essere madre oggi spaventa perché si è più consapevoli di qualche tempo fa. Oggi sappiamo tutti di cosa ha bisogno un bambino per crescere e in questo mondo così egoista e frettoloso, serve un tantino di coraggio e un pizzico di incoscienza per mettere al mondo un altro essere umano che avrà bisogno non solo d’amore, ma anche di cose molto materiali. Quindi essere madri oggi significa fare i conti con una realtà che tende a disumanizzarci.

I tuoi prossimi impegni letterari…

All’inizio del 2018 uscirà il mio terzo romanzo e naturalmente parlerà di quell’amore che non si spegne neppure con la morte.

Lascia un messaggio a chi ci legge…

Il messaggio che voglio lasciare ai lettori è questo: “Non bisogna andare lontano per trovare i poveri, spesso essi vivono nell’appartamento accanto al nostro quindi… Teniamo bene gli occhi aperti”. Grazie a tutti!

ILARIA GRASSO

Presentazione di “Pappe fatate per principi e principesse” di Marina Nunziato, a Francavilla al Mare (CH)

FRANCAVILLA – Venerdì 21 luglio alle ore 21 il Museo Michetti ospiterà la presentazione del nuovo libro di Marina Nunziato, “Pappe fatate per principi e principesse” (Edizioni IlViandante). Durante la presentazione interverranno, oltre all’autrice, l’editore Arturo Bernava, il prof. Massimo Pasqualone e il dott. Luigi Malandra, pediatra.

Pappe fatate per principi e principesse” è un libro pensato per le mamme e per i loro cuccioli, poiché un sano rapporto con il cibo inizia proprio dallo svezzamento. Le ricette semplici e gli ingredienti gustosi sono un binomio eccellente per fare dell’ora della pappa un momento di gioia. Le favole, i consigli e le interviste fatte ai bambini contenute nel libro accompagnano il lettore e chi ascolta in un mondo fantastico. Questo piccolo manuale vuole essere un aiuto prezioso per le neo mamme e per tutta la famiglia. Ricordiamoci che mangiamo per vivere, non viviamo per mangiare. E allora prendiamo i cucchiai e andiamo alla scoperta del mondo infinito dei sapori.

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Marina Nunziato è nata nel 1959 e vive in Abruzzo. Nel 2009 ha lasciato il suo lavoro di assistente in un ambulatorio pediatrico per dedicarsi interamente alla scrittura. Ha scritto due romanzi dal titolo “Con tutto il cuore che mi è rimasto” e “Nel mio cuore un milione di stelle” accolti con grande interesse dal pubblico e dalla critica.

L’amore conta: recensione di “L’amore è per noi” (Edizioni Il Viandante), di Francesca D’Isidoro

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E’ una gioia per me recensire, in questo giorno di festa, una delle mie autrici preferite, Francesca D’Isidoro, per quel che riguarda il suo ultimo romanzo, dal titolo “L’amore è per noi”, sequel di “L’amore non è per tutti” , scritto, questa volta, a differenza del primo episodio, secondo il punto di vista di Alessio, il protagonista maschile della storia.

Quello mio per Francesca è stato amore a prima vista/letta, nato ormai quasi un anno fa, e devo dire che con gioia mi sono accostata anche alla lettura di questo suo secondo lavoro scrittorio, pubblicato da Il Viandante Edizioni, nella persona di Arturo Bernava.

La storia,, apparentemente semplice, è in realtà basata su una gamma assai variegata di sentimenti e di sensazioni che tutti noi abbiamo provato, per una qualche ragione, almeno per una volta nella vita: e in questo caso, guardiamo la vita attraverso gli occhi di un uomo, un giovane uomo, Alessio, appunto, con tutti i pregi e i difetti di un uomo qualunque, senza che l’autrice vada alla ricerca disperata, come spesso avviene in altri romance che mi è capitato di leggere, dell’eroe e del superuomo a tutti i costi: in questa storia, troviamo infatti solo personaggi umani (cosa che ho apprezzato moltissimo), personaggi con cui ci capita di confrontarci ogni giorno, nelle nostre esistenze, e ognuno di loro, esattamente come noi, è fatto di bello quanto di brutto, di buono quanto di cattivo, di scelte giuste quanto di scelte che potremmo definir sbagliate.

La morale del libro, se così possiamo definirla, è contenuta già nel titolo e poi abilmente sviluppata in tutto il dispiegarsi, in modo scorrevole e piacevole, della storia: l’amore conta, tanto per citare il titolo di un famoso pezzo di Ligabue.

Solo l’amore conta, perché solo l’amore ci fortifica e ci nobilita e il più delle volte l’amore ci riabilita, soprattutto agli occhi di chi è con noi da sempre, ma che, purtroppo, spesso non vediamo, in quanto siamo obnubilati dai facili interessi, come possono essere la smania di far carriera e aver successo: è quel che accade al protagonista, Alessio, accade di ritrovar sé stesso, grazie ad un sentimento sincero e genuino, che non conosce calcolo o interesse, il suo sentimento mai sopito per Francesca.

Solo l’amore conta, dal momento che è l’unico sentimento che ci riconsegna a noi, e a quello che siamo realmente, e ne “L’amore è per noi” è esattamente quello che troviamo, percorrendo un viaggio nella varia umanità descritta dall’autrice in questa storia, un’umanità straordinariamente vicina ad ognuno di noi.

ILARIA GRASSO

 

Incontro con lo scrittore ed editore Alessio Masciulli

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Oggi ho ospitato sul mio blog il mio amico, scrittore ed editore, Alessio Masciulli, che si è raccontato in una piacevolissima chiacchierata e ci ha parlato della sua nuova avventura che prende inizio proprio in questi giorni: l’avvio della attività della sua neo-nata Casa Editrice, che porta il suo nome, appunto, Masciulli Edizioni.

Ciao Alessio, ben venuto sul mio blog LIBERI LIBRI E NON SOLO, parliamo di “Credi in me”, il tuo nuovo romanzo, pubblicato da Edizioni Il Viandante, libro che sta riscuotendo un grande successo: com’è nata questa tua nuova storia, in cui amicizia e musica si uniscono, come scudo da innalzare alle insidie del mondo e della vita? Quanto c’è in te, dei due ragazzi protagonisti?

Come tutti quelli che scrivono libri rispondo che non c’è nulla di me però poi credo che nessun autore si privi del piacere di inserire qualche sua caratteristica in un personaggio, forse io assomiglio alla segretaria del protagonista Stefano che ha un grande coraggio e voglia di aiutare qualcuno che… beh dovete leggere il libro.

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La musica e l’amicizia, realmente possono salvarci, secondo te?

Le emozioni belle possono salvarci sempre e sia la musica che l’amicizia lo sono. L’unica differenza è che la musica non ci potrà mai fare del male, mentre gli amici, se poi si rivelano falsi, si.

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Ho letto che a marzo uscirà un tuo nuovo romanzo: vuoi darci qualche anticipazione?

In realtà uscirà a Maggio perché lo voglio far coincidere con il mio compleanno e ho spostato la data. Sarà un saggio poetico sui rapporti umani. Poesie e brevi racconti di vita che mescolandosi danno spunti di riflessioni.

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In questi giorni hai mosso i tuoi primi passi per una nuova, fantastica, avventura, creando la tua casa editrice non a pagamento, che porta appunto il tuo nome, Masciulli Edizioni: come ti senti?

Mi sento carico come ogni mia nuova iniziativa. Guai a perdere l’entusiasmo nel fare le cose, diventeremmo tutti automi comandati e siccome già ce ne, sono tanti meglio evitare. Aprire una casa editrice è un grande impegno ma sento che non sono solo.

Chi volesse pubblicare con te, cosa deve fare?

Semplice, mi contatta, mi propone il suo lavoro editoriale, lo leggo e insieme all’autore decidiamo le strategie per iniziare il cammino al meglio, se ci troviamo in linea e il testo si presenta buono si parte. Chi mi conosce sa l’energia che metto nelle cose che amo e promuovere libri è il mio secondo amore. Il primo… bhe immagina tu qual è.

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Come facciamo a seguirti?

Potrei lasciare delle briciole ma se ci sono dei passeri affamati in giro resto solo… dai scherzo, sono sui social un po’ ovunque con il mio nome e cognome e tra poco lancerò il nuovo sito. In ogni caso chi volesse proporre un manoscritto può contattarmi a questa mail masciulliedizioni@gmail.com, grazie a tutti.

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Siamo in chiusura, carissimo Alessio, grazie per essere stato con noi: lascia un messaggio ai nostri lettori…

Ragazzi non fatevi fregare da nessuno, siate buoni e onesti perché così vi vorranno bene in tanti che tanto la cattiveria colpisce solo a chi la lancia per prima, e poi mi raccomando, sempre positivi!

ILARIA GRASSO

Note: Nella foto in alto, Alessio Masciulli è con la pittrice Alessia Pignatelli, che ha realizzato la copertina del romanzo “Credi in me”

“Il teatro di una favolosa opera” (Edizioni Il Viandante) è il nuovo libro di Luca Salini

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Il teatro di una favolosa opera”, edizioni Il Viandante, 2017

La Sinossi:

Bisenti è il palcoscenico della vita dell’autore, la cornice dei suoi sogni, delle sue aspettative e delle sue azioni quotidiane; è il teatro dove viene inscenata una fantastica opera, composta da eventi, fatti, vicende che contengono significati specifici e assumono una rilevanza notevole. E l’intento è di trasferire un simile coinvolgimento emotivo nel lettore che deve immedesimarsi nella realtà di riferimento e imparare a conoscere le meraviglie di un paese poco considerato, ma capace di emozionare e di regalare una quotidianità mai banale e monotona; un paese ricco di tradizioni e di storia.

Bisenti è il teatro dove viene proiettata un’opera che presenta elementi che captano l’attenzione dello spettatore e aspetti che suscitano meno interesse. Allo stesso modo Bisenti è un paese con pregi e difetti, che suscita delle polemiche e delle perplessità soprattutto per la sussistenza atavica di una mentalità poco incline al cambiamento e spesso troppo critica verso coloro che promuovono eventi, manifestazioni e situazioni innovative ed originali. Di contro Bisenti è un paese che ha dato i natali a tanti illustri personaggi, molto dinamico da un punto di vista artistico-culturale, come testimoniato anche dalla folta schiera di scrittori che anima l’agorà locale.

Già nei suoi due precedenti volumi l’autore ha riportato quadretti suggestivi ed esaurienti di Bisenti: come non citare l’aria incontaminata, i paesaggi mozzafiato, il fatto di trovarsi a distanza eguale dal mare e dalla montagna, la capacità di regalare sensazioni idilliache e momenti favolosi. Ecco che ritorna il tema dominante del libro: opera e favola potrebbero anche apparire come un ossimoro ma rappresentano due facce della stessa medaglia.

A Bisenti, teatro dell’opera, si vive come in una favola o meglio si vive da favola; e poi ogni favola termina con un lieto fine e ciò potrebbe anche rappresentare un allegorico auspicio affinchè il paese, un tempo Regina della Vallata, torni a splendere e a recitare un ruolo di primo piano e di peso a tutti i livelli. Soprattutto tenendo conto dei danni e dei disagi provocati dal maltempo e dal terremoto nel corso degli ultimi mesi, che hanno davvero messo in ginocchio Bisenti e l’area interna della provincia di Teramo.

Il libro presenta un prologo d’eccezione con un ricorso commosso del compianto Rocco Salini, zio dell’autore scomparso di recente ed a cui viene dedicato il volume.

Si passa alla prefazione composta da Simone Gambacorta, responsabile del settore cultura del quotidiano “La città”, un giornalista competente e sensibile alle iniziative letterarie del territorio.

Per il resto? Vi invitiamo a leggere il libro, a trascorrere momenti spensierati in compagnia dell’autore e della sua “penna facile”: leggere rinfresca la mente e aguzza l’ingegno… Sempre…

Dopo “Nato per correre sempre” e “Autobiografia di un sogno: la vita”, Luca Salini “sforna” la sua terza opera letteraria. “Il teatro di una favolosa opera”, edizioni IlViandante, si sofferma su temi afferenti la realtà locale e tocca svariati aspetti del tessuto sociale di un territorio un tempo “isola felice”, oggi lacerato da una profonda crisi economica acuita dalle recenti calamità naturali che hanno sfiancato e fiaccato tutta la popolazione. Si va dalla locale squadra di calcio, di cui vengono ripercorsi dettagliatamente gli ultimi 4 anni vissuti con l’adrenalina a mille da un paese intero, entusiasta per i successi sportivi dei suoi beniamini sportivi: così troviamo i riassunti e la storia delle partite più importanti e determinanti, con retroscena inediti relativi ad una fantastica avventura che ha presentato anche, se non soprattutto, risvolti socio-aggregativi.

Si ripercorre, tornando indietro di 10 anni, la indimenticabile estate 2006 che vide la nazionale di calcio italiana trionfare ai mondiali di Germania e viene presentata una descrizione fedele ed aderente alla realtà dell’Italia dell’epoca.

Inoltre l’autore tratta anche il tema della solidarietà e della vicinanza alle persone indigenti, il tutto traendo spunto dai viaggi in Burundi dell’amico fraterno Filippo Lucci, che racconta in una interessante intervista riportata nel libro esperienze e vicende della sua permanenza nel poverissimo paese africano.

Non poteva mancare qualche richiamo all’ambito politico, questa volta inserito sotto forma di esortazione e di auspicio: esortazione a dare sempre maggior spazio ai giovani, ovviamente capaci e meritevoli; ed auspicio con riferimento al raggiungimento della tanto agognata e desiderata fusione dei comuni della Vallata del Fino, analizzando i pregi ed i vantaggi che potrebbero derivare da un provvedimento teso all’aggregazione politica, geografica e culturale degli attuali 5 paesi.

La presentazione del libro “Il teatro di una favolosa opera” si terrà sabato 4 marzo ore 17.30 presso il ristorante “La Pantera Rosa” in località Piane di Appignano.