UN ROMANZO SULLE RELAZIONI E SULLA VITA “CATARINA E LA PORTA DELLA VERITA'” DI MARIA GIOVANNA FARINA E MAX BONFANTI (RUPE MUTEVOLE EDIZIONI)

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Athos e Catarina sono due mondi apparentemente lontanissimi che un bel giorno, grazie al destino o alla fortuna o, più semplicemente, a quella buona occasione che tutti aspettiamo nella vita, si incontrano, perché è Catarina a bussare alla porta di Athos, proprio quando questo più niente s’aspetta.

Inizia così la loro strana avventura insieme, il loro relazionarsi reciproco, giorno per giorno, in mezzo a mille vicissitudini e peripezie dagli stessi nemmeno lontanamente immaginate prima del momento del loro inaspettato incontro.

Il romanzo Catarina e la porta della verità della filosofa e scrittrice Maria Giovanna Farina  e del filosofo Max Bonfanti (Rupe Mutevole Edizioni) è una storia sulle relazioni che sono così indispensabili per il nostro vivere quotidiano, quelle relazioni senza le quali non ci è concesso esistere, sebbene troppe volte, per la nostra passione smodata per la solitudine, ci convinciamo che stiamo bene senza, quando in realtà non è possibile neanche la sopravvivenza, senza che esista la condivisione.

E nel romanzo di Maria Giovanna Farina e Max Bonfanti la condivisione tra Athos e Catarina inizia subito e va al di là delle loro più profonde convinzioni, instaurandosi prepotentemente, come avviene solamente nelle relazioni vere: il non poter più fare a meno dell’altro perché l’altro incarna, in un certo modo, il nostro viaggio intimo dentro quella che rappresenta la nostra vera essenza, quell’essenza troppe volte nascosta al mondo, soltanto per paura.

Non mancano nemmeno i colpi di scena, in questa storia, che è un romanzo sulle relazioni, è vero, ma che è anche una storia d’azione, con un mistero profondo da chiarire, quello che ci trattiene nella lettura fino all’ultima pagina della vicenda stessa.

Non mancano di certo i respiri di sollievo, le boccate d’aria e l’ironia, i momenti di libertà, in questo romanzo di Maria Giovanna Farina e Max Bonfanti incentrato sulla vita, in tutte le sue sfumature, una storia di cui vi consiglio fortemente la lettura.

ILARIA GRASSO

COMUNICARE E’ APRIRE LE PORTE: INCONTRO CON LA SCRITTRICE E FILOSOFA MARIA GIOVANNA FARINA

Catarina verde

Il mio incontro con la scrittrice e filosofa Maria Giovanna Farina per parlare del suo nuovo libro dal titolo “Catarina e la porta della verità”, scritto a quattro mani con il filosofo Max Bonfanti, ed edito da Rupe Mutevole.

Catarina e la porta della verità, si intitola il tuo nuovo libro, pubblicato da Rupe Mutevole: cosa intendi per porta della verità?

Si tratta di una porta reale alla quale la protagonista suona e che le viene aperta da un uomo che sarà fondamentale per la scoperta della verità… ma è anche una metafora della comunicazione. Quando una porta si apre abbiamo la possibilità di confronto, viceversa una porta chiusa blocca l’incontro con l’altro.

Questo è un libro sulle relazioni, d’amore ma non solo: quanto conta essere in relazione, per il genere umano e in questa particolare epoca storica?

Noi esseri umani siamo una rete di relazioni, viviamo immersi nelle relazioni non solo con i nostri simili, ma anche con gli animali e gli oggetti. Le relazioni sono il mio oggetto di studio privilegiato e lo è stato con il collega filosofo Max Bonfanti coautore del romanzo. Per venire alla parte finale della domanda, ti dico che nell’epoca attuale le relazioni sono sempre meno naturali e sempre più mediate da mezzi digitali come pc e smartphone. Ciò rema contro le buone relazioni che hanno necessità di contatto, di sguardi ravvicinati e fisici… leggere un libro di carta aiuta il ritorno necessario alle relazioni naturali.

Athos e Catarina, due solitudini che si uniscono ed annullano la solitudine: un incontro che definirei necessario…

Certamente, è stato necessario per entrambi. Insieme hanno intrapreso un percorso reale per cercare la soluzione agli intrighi familiari di Catarina e ciò ha consentito ad entrambi di conoscersi reciprocamente, ma anche di scoprire nuove parti di sé. Nella vicenda narrata, l’amore, nelle sue diverse espressioni, si mostra come un’irrinunciabile esperienza del prendersi cura reciproco.

Athos e Catarina, appartenenti a generazioni e a contesti sociali diversi, eppure così vicini, l’uno all’altro: un incontro che sembra combinato dal destino, nel suo momento iniziale, ma che poi diventa per loro una scelta quotidiana. Credo che sia così per tutti noi…

Sì, certo, alle volte chiamiamo destino una concatenazione di eventi così ben inanellati in una serie di situazioni ai nostri occhi quasi perfette alle quali non sappiamo trovare una spiegazione razionale. Nel caso di Athos e Catarina, l’amore ha fatto da collante e propulsione tanto da spronarli senza tregua a ricercare la verità. Se c’è una spinta iniziale, quasi magica, che fa incontrare due persone, poi c’è il quotidiano e la scelta di continuare a stare inseme oppure no.

Nella tua storia Athos e Catarina viaggiano moltissimo, ma oserei dire che il loro viaggio è più interiore che geografico…

Sì, viaggiano molto, direi che esistono entrambe le situazioni. È un viaggio geografico che li porta dall’Italia alle Antille e in Grecia, ma anche a Milano, a Genova e dintorni; allo stesso tempo questo viaggiare simbolizza la ricerca di sé e la capacità di muovere il pensiero, un pensiero che cerca e trova soluzioni. Insieme diventano una squadra vincente: lui è meticoloso, lei ha un carattere determinato, ma durante il viaggio emergeranno altre caratteristiche di entrambi.

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Una storia d’amore, una storia di relazioni in generale, ma anche una vicenda misteriosa da chiarire, con colpi di scena non trascurabili: amore e azione, dunque, nel tuo romanzo…

Certo, i colpi di scena non mancano, c’è amore ed azione, ma come ho già detto non mancano altri sentimenti e situazioni imprevedibili. Leggerlo è entrare in un modo ricco di passione, solidarietà, amore, ironia, fratellanza, ricerca e tanto altro.

Qual è il messaggio che speri che i tuoi lettori traggano da questa storia?

Non bisogna arrendersi, mai! Desidero, inoltre, farli riflettere anche sulle relazioni familiari difficili, a volte paradossali, per scoprire quanto sappiano farci crescere come individui. E poi sull’amore di coppia per rendersi conto pienamente quanto sia importante per la nostra vita, ma non solo questo perché nel romanzo c’è anche l’amore amicale, per i figli, per gli animali… per la vita.

ILARIA GRASSO