INTERVISTA ALLO SCRITTORE VINCENZO LUCA SALINI, PER PARLARE DI UN’OPERA FAVOLOSA

copertina libro Luca

Il mio incontro con Vincenzo Luca Salini, per parlare del suo libro, dal titolo “Il teatro di una favolosa opera”, pubblicata da Edizioni Il Viandante.

Vincenzo Luca Salini nasce ad Atri (TE) il 13 agosto 1979. Attualmente risiede a Bisenti, paese nel teramano. Consegue la licenza liceale presso il Liceo Ginnasio Statale “L. Illuminati” di Atri.

Si laurea in Giurisprudenza presso “Università degli Studi di Teramo”.

Successivamente si specializza in diritto Amministrativo e Scienza dell’Amministrazione, frequentando il corso biennale presso l’ateneo di Teramo.

Nel mese di maggio 2011 l’autore pubblica il primo libro dal titolo “Born To Run Always. Nato per correre sempre”.

Nel mese di settembre 2013 viene pubblicato il secondo volume dal titolo “Autobiografia di un sogno: la vita” (Editpress Edizioni).

Tra le altre cose, l’autore ha fondato nel dicembre 2009, insieme ad altri amici, il bimestrale «Vallata Oggi» e dal mese di gennaio 2016 è diventato direttore responsabile del suddetto periodico della Vallata del Fino.

Ecco la mia intervista a Vincenzo Luca Salini:

Ciao carissimo, ben trovato sul mio Blog Liberi Libri e Non Solo: come è nato “Il teatro di una favolosa opera” e soprattutto cosa si intende per opera favolosa?

Per prima cosa voglio ringraziare te per la disponibilità dimostrata nel concedere questo spazio per parlare del mio ultimo libro.

Il tema centrale de “Il teatro di una favolosa opera” ruota attorno al legame profondo e passionale che mi lega al territorio di riferimento, al paese nativo nonché teatro della formazione dell’uomo Luca Salini, ossia Bisenti. A Bisenti, teatro dell’opera, si vive come in una favola o meglio si vive da favola; e poi ogni favola termina con un lieto fine e ciò potrebbe anche rappresentare un allegorico auspicio affinché il paese, un tempo Regina della Vallata, torni a splendere e a recitare un ruolo di primo piano e di peso a tutti i livelli. Già, perché Bisenti nel bene o nel male è fonte di sorprese in grado di lasciare il segno in modo indelebile, racchiude in sé una sorta di incantesimo magico capace di ammaliare e di trasmettere influssi benevoli, rievoca già dal nome vicende storiche appassionanti e misteriose, rappresenta la cornice di una raffigurazione artistica dal contenuto aureo. Bisenti è il paese sorto tra due fiumi e questo dualismo si riverbera anche tenendo conto del “trionfo” della teoria degli opposti: bene-male, positivo-negativo, bontà-cattiveria, sincerità-falsità, schiettezza-ipocrisia: caratteristiche che si alternano ad intermittenza e, proprio questo affermarsi ondivago di virtù e nei, rende Bisenti metafisico e straordinariamente originale e lo alloca quasi ad una dimensione di “perfezione” secondo la logica degli opposti che si attraggono.

Qual è il messaggio che volevi trasmettere con questo tuo nuovo libro?

Bisenti è il palcoscenico della mia vita, la cornice dei mie sogni, delle mie aspettative e delle mie azioni quotidiane; è il teatro dove viene inscenata una fantastica opera, composta da eventi, fatti, vicende che contengono significati specifici e assumono una rilevanza notevole. E l’intento è di trasferire un simile coinvolgimento emotivo nel lettore che deve immedesimarsi nella realtà di riferimento e imparare a conoscere le meraviglie di un paese poco considerato, ma capace di emozionare e di regalare una quotidianità mai banale e monotona; un paese ricco di tradizioni e di storia. Mi preme sottolineare un aspetto. In occasione del tour di presentazione del mio libro, che ha toccato svariate realtà del territorio regionale, sono rimasto particolarmente colpito e sbalordito dall’attenzione del pubblico, o meglio dall’entusiasmo con cui gli intervenuti ascoltavano le tematiche e gli argomenti alla base del volume. Ciò ha catturato la mia curiosità in quanto fondamentalmente “Il teatro di una favolosa opera” contiene la narrazione di eventi ed esperienze strettamente collegate a Bisenti: come può un libro di carattere localistico-territoriale catturare l’interesse di un lettore di Spoltore o di Chieti, oppure di Cappelle sul Tavo o di Civitella del Tronto? La risposte è questa: ho percepito una sorprendente voglia di scoprire Bisenti e le sue peculiarità, che si è manifestata in maniera costante sfociando in continue sollecitazioni ad approfondire gli aspetti e le caratteristiche del paese; si potrebbe parlare di una palese “sete” di conoscere Bisenti anche in considerazione del fatto che ben poco si conosce, scusate il gioco di parole, del paese chiamato così in quanto circondato da due fiumi.

Il tuo incontro con Arturo Bernava, de Il Viandante Edizioni: come è iniziata questa vostra collaborazione?

L’incontro con Arturo Bernava, deus ex machina della casa editrice IlViandante, che ha pubblicato il mio libro, ha rappresentato una svolta sotto tutti i punti di vista. Ovviamente non finirò mai di ringraziare Arturo per la fiducia nei miei confronti e per le tante opportunità che mi ha concesso. Preciso che Arturo ha presenziato personalmente a tutte le presentazioni del libro e lo ha fatto con entusiasmo e trasporto reali e tangibili. Ha dato vita ad una struttura moderna, fluida, dinamica e molto efficiente e, in virtù delle sue intuizioni e della sua competenza, riesce sempre a organizzare eventi ed iniziative interessanti e originali. Aggiungo che con Arturo si è instaurato un rapporto di collaborazione proficua e di condivisione di numerosi progetti. Abbiamo già in cantiere alcuni progetti che stiamo portando avanti e che troveranno concretizzazione nei prossimi mesi.

Ma soprattutto che è nata tra di noi una stupenda amicizia basata su un legame personale intenso e disinteressato.

Bisenti e tu: un rapporto imprescindibile, nella vita, nel lavoro e nella scrittura, un amore lungo tutta una vita…

Nel rispondere a questa domanda entra in ballo il tema dell’identità e della fierezza di appartenere ad un territorio, seppure controverso e a volte incapace di “sapersi promuovere” con efficacia e astuzia. Il paese di origine conferisce una connotazione genuina e verace all’individuo, che viene influenzato giustamente nel pensiero e nell’agire quotidiani dall’appartenenza ad una comunità: il paese natale ci tende sempre la mano e, anche in caso di assenza o di lontananza, resta ad attendere l’esule fino al suo definitivo ritorno. Si crea un legame che non si spezzerà mai anche di fronte a fatti imprevedibili ed imponderabili, che spesso influenzano la vita e spingono l’individuo ad allontanarsi, solo geograficamente, dal paese natale.

Il tema dell’identità territoriale assume una connotazione universale in quanto è valido in ogni dove e si manifesta sempre con i medesimi effetti e con le stesse implicazioni sul lato umano dell’individuo: per semplificare il rapporto tra il paese natale e l’individuo è identico ad ogni latitudine: presenta le stesse regole a nord come a sud, a Bisenti come a Spoltore.

Questo libro non appartiene a Luca Salini” scrive Simone Gambacorta nella prefazione “poiché appartiene alla collettività a cui Luca Salini appartiene, vale a dire Bisenti”…

Simone Gambacorta è un Maestro di giornalismo ed è riuscito a cogliere il vero senso del libro. Apro una parentesi: in determinate occasioni, come la scrittura di un libro e/o le sue presentazioni al pubblico, vengono a crearsi complicità e sinergie straordinarie, che con il tempo confluiscono in rapporti di amicizia duraturi e solidi. Parlo per esperienza personale in quanto durante il percorso di promozione del libro ho avuto modo di conoscere ed apprezzare tante persone con cui ora condivido esperienze ed idee. Simone Gambacorta per me rappresenta un punto di riferimento insostituibile, un amico prezioso sempre disponibile e corretto. Detto questo la sua prefazione è stata obiettiva e non condizionata dalla nostra amicizia, in linea con la statura morale e professionale di un giornalista impeccabile.

Sono molto contento dei riscontri positivi ottenuti dal libro, che rappresenta uno spaccato degli eventi accaduti a Bisenti in un determinato momento storico. Un libro che appartiene agli altri, ai miei concittadini, al mio mondo, anche a coloro che non mi apprezzano. Già perché i fatti ivi narrati, legati al territorio, appartengono alla memoria storica di ciascuno, che potrà tra qualche anno riaprire il mio libro, magari impolverato, e rievocare attimi, vicende e successi di un paese a volte dimenticato, ma capace di regalare sensazioni indescrivibili.

In cosa sei impegnato attualmente?

Attualmente sto scrivendo un nuovo libro, il quarto, e mi sto dedicando a tematiche nuove e ad argomenti mai sperimentati. E’ difficile conciliare il tempo per scrivere con la professione di avvocato, ma gradualmente il libro sta prendendo forma. Tuttavia, in omaggio al fatidico “effetto suspense”, non posso fornire anticipazioni in merito…

Siamo in chiusura, vorrei che lasciassi un messaggio ai tuoi lettori…

Rispondo al tuo invito riportando un breve stralcio della mia introduzione al libro: “Questo libro è dedicato a quanti da sempre mi sostengono e mi apprezzano, a coloro che mi appoggiano e mi manifestano sempre vicinanza e fiducia. A coloro che anche quando cado in errore non cambiano opinione sul mio conto, anzi mi aiutano a comprendere i motivi alla base dello sbaglio e mi indicano la via per non reiterare simili comportamenti in futuro. Ma pure a coloro che pensano: “Ma c’ha da fa’ Luca Salini?!” oppure muovono critiche nei miei confronti: chissà, magari leggendo il nuovo volume potrebbero ravvedersi e cambiare idea”.

ILARIA GRASSO

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Presentazione di “Pappe fatate per principi e principesse” di Marina Nunziato, a Francavilla al Mare (CH)

FRANCAVILLA – Venerdì 21 luglio alle ore 21 il Museo Michetti ospiterà la presentazione del nuovo libro di Marina Nunziato, “Pappe fatate per principi e principesse” (Edizioni IlViandante). Durante la presentazione interverranno, oltre all’autrice, l’editore Arturo Bernava, il prof. Massimo Pasqualone e il dott. Luigi Malandra, pediatra.

Pappe fatate per principi e principesse” è un libro pensato per le mamme e per i loro cuccioli, poiché un sano rapporto con il cibo inizia proprio dallo svezzamento. Le ricette semplici e gli ingredienti gustosi sono un binomio eccellente per fare dell’ora della pappa un momento di gioia. Le favole, i consigli e le interviste fatte ai bambini contenute nel libro accompagnano il lettore e chi ascolta in un mondo fantastico. Questo piccolo manuale vuole essere un aiuto prezioso per le neo mamme e per tutta la famiglia. Ricordiamoci che mangiamo per vivere, non viviamo per mangiare. E allora prendiamo i cucchiai e andiamo alla scoperta del mondo infinito dei sapori.

Marina Nunziato 2

Marina Nunziato è nata nel 1959 e vive in Abruzzo. Nel 2009 ha lasciato il suo lavoro di assistente in un ambulatorio pediatrico per dedicarsi interamente alla scrittura. Ha scritto due romanzi dal titolo “Con tutto il cuore che mi è rimasto” e “Nel mio cuore un milione di stelle” accolti con grande interesse dal pubblico e dalla critica.