Recensione: Nel mio cuore un milione di stelle, di Marina Nunziato

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Nel mio cuore un milione di stelle (Falzea Editore) di Marina Nunziato è un libro davvero speciale, fatto di tante storie in una storia, milioni di storie, dentro una storia sola: la protagonista, il vero filo conduttore, del romanzo/raccolta di racconti, da anima sensibile e da attenta osservatrice, raccoglie i volti e le espressioni in un susseguirsi in vortice di fotogrammi ed ogni personaggio ha dentro sé i suoi sogni, la propria storia, esattamente come i vecchi ospiti di Villa Letizia, oppure come la giovane parrucchiera ucraina, o ancora, la bulimica Alessandra, in conflitto eterno con i suoi che non hanno i mezzi opportuni per comprenderla: sullo sfondo sta un Natale eterno, come espressione dell’unica stagione che l’anima romantica conosce, un Natale fatto di palline e luminarie, tra la neve, le aspettative, il Natale dei figli e delle madri, quindi dei grandi come dei bambini, un Natale che è uguale ad ogni latitudine, perchè fatto dal cuore per il cuore.

E l’altra magia del libro è lo scorrere del tempo dall’indietro e in avanti e viceversa, tra i ricordi custoditi del passato e le aspettative stesse per il futuro dei suoi protagonisti, un coro d’anime.

E il cuore di Marina Nunziato autrice è casa albergo per queste numerose anime, anime che poi lei provvede a imprimere, eternamente, sulla carta, nei suoi libri, e in questo libro, poi, in particolare, messe insieme in un mosaico di visioni che empaticamente finiscono a legarla con ciascuna anima, di chi è descritto dentro al libro e di chi lo legge.

ILARIA GRASSO