DIRETTAMENTE DA AMICI DI MARIA DE FILIPPI INCONTRO CON IL GIOVANE CANTANTE MICHELANGELO

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Direttamente da Amici di Maria De Filippi, incontro con il giovane artista Michelangelo per parlare della sua musica e dei suoi progetti.

Michelangelo Vizzini, in arte Michelangelo, è un giovane artista di 20 anni nato ad Ostia (Roma) l’11 maggio 1999. Fin da bambino comincia a coltivare la sua grande passione per la musica: all’età di nove anni studia già pianoforte e inizia a prendere lezioni di canto. Nel 2015 è finalista Rai del Festival della Canzone di Castrocaro. Nel 2019 prende parte ad Amici di Maria de Filippi 19, dove ha modo di farsi conoscere fin da subito vincendo per cinque volte consecutive la sfida Tim, in quanto artista più votato della classe. Nonostante sembri timido e riservato, Michelangelo è in realtà un ragazzo estroverso e che fa della semplicità uno dei suoi punti di forza; è infatti molto apprezzato sui social network, soprattutto Tik Tok, dove è uno dei personaggi più ricercati dagli utenti. Il suo nuovo singolo “In due a lottare” sarà disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica a partire dal prossimo 13 marzo.

Com’è nata la tua passione per la musica e per il canto?

La musica è sempre stata parte di me, in casa si è sempre respirata quest’aria. Mia sorella in particolare quando io ero più piccolo cantava e io cercavo di emularla. Iniziai cosi a canticchiare, nel 2012 feci un provino, e partecipai al mio primo talent ‘io canto’. Lì ero a stretto contatto con la musica quotidianamente, dopo questa esperienza ho capito che quello che volevo fare nella vita era cantare.

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In due a lottare è il tuo nuovo singolo, una canzone sull’amore e non d amore nella quale sostieni l’importanza della condivisione e del restare fianco a fianco nei conflitti della vita…

In due a lottare parla di una relazione autentica che è quella poi raccontata nel videoclip. Questa canzone racconta in tutte le sfumature la mia storia d’amore e spero davvero che tutto questo possa essere compreso da parte dell’ascoltatore, il messaggio che voglio lasciare è quello di lottare, in tutte le situazioni ma soprattutto in amore, che la vita ha un senso se siamo in due a lottare e se le cose si vogliono in due si ottengono.

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Il video vede la regia di Falcioni: com’è nata la vostra collaborazione?

Diciamo che io avevo già una storia in mente da raccontare, Federico è stato capace di rendere reale tutto quello che pensavo. E’ stato davvero molto professionale e soprattutto ha rispecchiato perfettamente quello che volevo far trasparire della mia relazione con Emily.

Quali sono i tuoi progetti artistici per il futuro?

I progetti sono tanti ma ancora non sono concreti per via di questa brutta situazione ma ce ne saranno delle belle, non vi spoilero nulla. Per adesso spero che questo periodo passi in fretta e che si possa tornare presto alla vita di prima.

Come facciamo a seguirti?

Sono su diversi social, su Instagram mi chiamo michelangelo.vizzini su tik tok @michelangelovizz

Lascia un messaggio ai lettori di Liberi Libri e non solo…

Ciao a tutti i lettori!! Vi abbraccio forte virtualmente e speriamo di sentirci presto!

ILARIA GRASSO

LA VENEZIA OSCURA DI ANNA PIA FANTONI IN “IO SONO LA PREDA” – INTERVISTA

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Incontro con Anna Pia Fantoni, originaria di Parma, scrittrice, correttrice di bozze dal 1999 e quasi editor, ha tradotto libri dall’inglese e lavorato come interprete di inglese, francese e tedesco per oltre vent’anni. In quest’intervista ci parla del suo nuovo libro, dal titolo Io sono la preda: Venezia oscura, uscito l’8 Maggio 2019.

Ciao Anna Pia, ben trovata sul mio Blog Liberi Libri e Non Solo: com’è nato il tuo romanzo, Io sono la preda? In che modo è scattata la scintilla fra te e questa storia così intensa?

È nato al Lido di Venezia, di notte, in giardino. Ho immaginato una scena, quella del colloquio di lavoro a Castello. Ho visto Samuele, un ragazzo benestante, un po’ viziatello e piacione, che incontra questa ragazza che è esattamente il contrario di lui e di tutte le donne che ha frequentato fino a quel momento. E ti dirò che mi sono innamorata di Giuditta da subito, da quel momento, ed è stata lei a suggerirmi la sua storia.

Nel romanzo si parla di un fenomeno purtroppo molto diffuso, la manipolazione psicologica che poi conduce alla sottomissione fisica: come mai la scelta di un tema così delicato, drammaticamente attuale?

Questo libro è nato nella mia testa nel 2004, e come dici tu è ancora drammaticamente attuale. Immagina quanto è stato fatto, in quindici anni, per tamponare o risolvere questo problema… Te lo dico io: quasi niente. Ecco perché ho deciso di riprenderlo in mano, farlo rieditare da uno dei migliori editor italiani, Diego Di Dio, e ritornare alla carica per sensibilizzare su questa piaga che viene, ancora, spesso, sottovalutata o liquidata con un’alzata di spalle o con un “Sì, però, un po’ se l’è meritata”.

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Spesso i manipolatori sono uomini, spesso narcisisti patologici, ma è vero anche il contrario…

Qui si parla di due cose completamente diverse, però. Per quanto una donna possa essere manipolatrice e, diciamolo serenamente, stronza, a questo non puoi paragonare nemmeno lontanamente la tragedia di un rapporto a due in cui una donna è alla totale mercé del suo carnefice, spesso anche economicamente, e vittima di un rapporto in cui rischia la vita. Non stiamo parlando di gelosia, ma di un senso morboso e profondamente sbagliato di possesso che, se tradito, può portare alla morte di chi cerca di scappare. Stiamo parlando di donne picchiate che vanno al pronto soccorso con la mandibola spezzata o la milza spappolata e si rifiutano di sporgere denuncia perché ‘sono cadute dalle scale’. Perché sono state convinte, negli anni, di non meritare nulla, di non valere nulla. Perché, in fondo, sono convinte di essersi meritate i pugni, i calci, i ceffoni. Il primo insulto, un mazzo di fiori. Il primo schiaffone, una richiesta di perdono e tante coccole. Sai cosa mi ha spiegato un’operatrice di un centro antiviolenza? Che se un rapporto del genere dura per anni, poi è quasi impossibile salvare la vittima, perché è lei, per prima, a non avere la forza di salvarsi.

Giuditta, la protagonista femminile dell’opera, è fragile e forte nel contempo, apparentemente impulsiva, ma anche capacissima di riflettere e soffermarsi sulle cose, con grande sensibilità: quanto, a tuo avviso, la sensibilità di una persona rappresenta croce e delizia?

Ma cosa vuoi che ti dica, Ilaria, parli a una che si commuove a vedere i video dei cani…

Per me, personalmente, l’empatia è una croce. E ascoltare testimonianze di violenze, o vedere la frustrazione di chi non riesce ad aiutare le vittime per mancanza di finanziamenti e corsi specializzati per gli operatori, o sapere che c’è gente che sa e tace mi ferisce e mi fa imbestialire. Perché continuano a tagliare fondi, altro che le promesse roboanti che sentiamo da anni.

Samuele è la controparte maschile, anche lui con una personalità complessa, tanto razionale nella propria attività lavorativa quanto distaccato dalla realtà in taluni frangenti: una figura divisa esattamente a metà, potremmo dire…

Ma Samuele non è distaccato dalla realtà, lui è molto pragmatico, ed è esattamente quello che serve a Giuditta, che ‘vive in un mondo di nuvole’ (apparentemente). È solo un uomo profondamente innamorato di questa persona straordinaria e, spesso, indecifrabile.
Gabriele sì, invece, che è distaccato dalla realtà… ma con lui apriremmo un altro capitolo.

Come avviene l’incontro di questi due personaggi nella storia non è un caso, giusto?

No, sicuramente non è un caso (lei non trova nessuno che si presenti in agenzia, lui va a fare il colloquio decisamente scoglionato, ma…) e come ti dicevo è esattamente la prima scena che mi è venuta in mente e a cui è seguito tutto il resto. Se poi ci pensi, quel lavoro per lei è una rinascita, e chi può aiutarla se non quel veneziano tenero e forte allo stesso tempo?

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In quale lavoro letterario sei attualmente impegnata?

Sto per diventare editor, continuo con le mie ventennali correzioni di bozze, leggo tonnellate di pagine per lavoro e studio, e ogni tanto riesco anche a leggere per diletto se non mi addormento di colpo (l’età…) Ho in progetto di iniziare l’editing di un altro mio libro per settembre, sempre con Di Dio, e mi piacerebbe ripubblicare il libro grazie al quale io e te ci siamo conosciute, Parentele di cuore, scritto a quattro mani con Lorenza Caravelli. Insomma, non mi annoio, dai.

Siamo in chiusura, Anna Pia, grazie di essere stata con noi: lascia un messaggio ai nostri lettori…

Leggete Io sono la preda senza giudicare. Giuditta è un’iperbole, ma probabilmente ogni giorno, di fianco a voi, passano donne che nascondono dolore e vergogna dietro a un sorriso timido o una risata sfacciata.
Tenete presente, comunque, che è un libro impossibile da incasellare: vi farà ridere, commuovere, rabbrividire e arrabbiare. O, perlomeno, lo spero.
Fatemi sapere, anche in privato, cosa ne penserete.
Grazie a te, Ilaria, per avere avuto voglia di ascoltarmi.

ILARIA GRASSO

IL POTERE SALVIFICO DELLA SCRITTURA NEL TERZO ROMANZO DI GIOVANNA GUARDIANI – INTERVISTA

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Incontro con la scrittrice Giovanna Guardiani, per parlare del suo libro, dal titolo Come Salvarsi la Vita, e di tanto altro. Giovanna Guardiani è insegnante, è nata a Sanremo e vive a Silvi. Come Salvarsi la Vita è il suo terzo romanzo.

Ciao Giovanna, ben trovata sul mio blog Liberi Libri e Non Solo: com’è nata nella tua mente e nel tuo cuore la storia di Sofì, protagonista del tuo terzo romanzo dal titolo Come Salvarsi la Vita, pubblicato da Nulla Die?

Avevo bisogno di una protagonista che si trovasse in una situazione di dolore pungente, di sofferenza logorante e farle vivere una separazione sentimentale, ho pensato andasse bene. Il libro pur tratteggiando con cura il rapporto di coppia, cogliendone gli aspetti, a volte, malsani e mettendo in evidenza l’importanza dell’attrazione sessuale, ha un altro scopo; infatti, leggendo il romanzo, fino alla fine, si capisce che il rapporto uomo donna, non è l’elemento fondamentale di questo libro. La storia dei due piano piano, pagina dopo pagina, resta sullo sfondo; la storia dei due serve per trasmettere al lettore un messaggio importante: di fronte a momenti di sofferenza, di qualunque natura siano, è bene trovare soluzioni intelligenti, soluzioni che ci allontanano dalle situazioni catastrofiche e nello stesso tempo ci innalzano, ci proiettano verso qualcosa che prima non c’era. E’ la via è l’arte. “L’arte cura molti malanni” si legge, nel romanzo.

Sofi può essere ognuna di noi: la sua forza quanto le sue debolezze sono le nostre…

Vero, Sofì è donna. E, come molte donne, è forte perché capace di tuffarsi in imprese folli, e… potrebbe anche non uscirne viva ma dentro di lei, come in molte, c’è un sentire, c’è quel qualcosa che indica la via d’uscita. Sofì non sa, cosa l’attenderà fuori dal pozzo dove è scivolata, quasi di proposito, ma è forte, ha maturato saggezza, ha fede nella sua saggezza.

Come salvarsi la vita

L’amore di Sofi per Albert non è un amore finito, ma piuttosto un amore interrotto, per via di una decisione a lei imposta da parte del compagno, e questa rappresenta la vera tragedia per lei, dover smettere di amare, pur amando ancora…

Apparentemente sembrerebbe una decisione consensuale, infatti, insieme gridano “Basta”. Subito, si capisce, che lei non era molto consapevole del significato di questa parola. La decisione, comunque, è stata presa dal tarlo del “come deve essere un rapporto” ed entrambi, Sofì e Albert, fermi, sul come deve essere, dimenticano di osservare l’elemento propulsore di attrazione tra una donna e un uomo, l’eros, e il loro eros è potente, avvolgente, calamitoso. Capirà in seguito, Sofì, piano piano quanto sia importante l’attrazione, all’interno di una coppia e quanto sia deleterio voler avere sempre ragione con i propri discorsi. Sofi, come tutte le persone innamorate che si trovano a vivere il momento della separazione, soffre, si dispera e attraversa tutti gli stadi della sofferenza e nel mentre li attraversa tutti, fa una cosa molto importante vive, senza saperlo crea; crea un nuovo mondo e, mentre fa ciò, si allontana sempre più. Il romanzo finisce con una parola che trovo molto bella “forse”. Sofì rivolta, col pensiero, al suo uomo che non c’è più gli dice “ieri, ho visto che hai aperto il profilo su facebook, forse ti chiederò l’amicizia, forse”. E poco prima si legge : “Vorrei tanto dire ad Albert che non lo penso, da tanto tempo, tutti i giorni, e il dispiacere, il dolore che provavo, hanno lasciato il posto all’affetto.

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A questo punto della sua vita, alla soglia, appunto, dei quarant’anni, Sofi ha il preciso obbligo di reinventarsi, se vuole salvarsi la vita, come si ripete mentalmente nella quotidianità, come se fosse un mantra, e riesce a farlo…

Vero, scrive, scrive tanto, scrive la sua sofferenza, scrive il suo lavoro, scrive i modi in cui le persone attorno a sé si salvano. Ha la fortuna di incontrare persone creative, persone dedite in qualche modo all’arte. E alla fine si salva anche lei…Sofì è in possesso di qualcosa di importante, non è una sprovveduta, sa che ci sono molte strade per salvarsi e ognuno imbocca quella a lei più confacente. E’ con questo pensiero che comincia subito ad agire, inizia a fare il primo passo…il famoso primo passo.

Come salvarsi la vita è il tuo terzo romanzo: reputi che qualcosa, un filo sottile, lo unisca agli altri tuoi romanzi precedenti, ovvero Un dono per me e per te e Tachea?

Domanda interessante. Sì, c’è un bel filo colorato, si chiama “bellezza”. In Un dono per me e per te vi è l’invito a ripercorrere la propria vita soffermandosi sulle esperienze affascinanti. Si legge: “Ognuno di noi ha nella memoria esperienze vissute, emozioni provate stupefacenti e allora invito ognuno a posare lo sguardo più spesso di quanto fa sulle cose interessanti, belle della propria esistenza. Quante belle storie di vita vissuta verrebbero fuori! Da ogni storia emergerebbe che vivere è stupendo, è la cosa più bella che ci possa essere capitata…Tachea, la protagonista del secondo romanzo, è una vecchietta piena di vita, libera. Osserva il mondo e vi coglie la presenza dell’amore, della bellezza, ma, mano a mano che lo sguardo si allarga, ne percepisce, purtroppo, anche la loro assenza, la loro non presenza. Come salvarsi la vita, ultimo romanzo, la risposta è l’arte. L’arte ci avvicina al dio creatore…L’artista crea Bellezza.

Esiste già un quarto romanzo, in divenire oppure nella tua mente?

Sì, c’è. Ogni tanto ci torno, con calma.

Siamo in chiusura, Giovanna, grazie di essere stata con noi: lascia un messaggio ai lettori del blog…

 Leggete, leggete tanto. La lettura permette di penetrare nel mondo, di capirlo, di osservarlo, di amarlo e, tanto per rimanere in tema, di contribuire a costruire un mondo più bello, più sano. Un invito ai giovani: leggete i classici, i pilastri di molti valori, quelli solidi, quelli che fanno bene.

Grazie per l’intervista.

ILARIA GRASSO

UN’ANIMA DEDICATA ALLA SCRITTURA: INCONTRO CON PASQUALE DE FALCO

pasquale de falco

Incontro con lo scrittore Pasquale De Falco, nato a Napoli l’8 marzo del 1978, che attualmente vive in Lombardia. Pasquale ama leggere, scrivere e osservare la realtà oltre i suoi limiti e si definisce un giocoliere di parole e frasi.

Ha pubblicato un romanzo e due libri di poesie.

Ben trovato su Liberi e Libri e Non Solo, carissimo Pasquale, la tua passione per la poesia nasce molto presto, con la lettura di Rimbaud ed altrettanto presto nasce quella per la scrittura: in che modo, a un certo punto della tua vita, sei riuscito ad unirle?


Leggendo molto fin da adolescente sono cresciuto dando un immenso valore alla scrittura come espressione del proprio pensiero. Il mio amore per la scrittura nasce quindi per esprimere le mie idee, i miei pensieri e sopratutto i miei silenzi. I silenzi messi su carta, sono le mie miglior espressioni.

Un accenno a Rimbaud, il mio artista preferito, è grazie a lui che oggi amo la poesia.

Sei laureato in Farmacia, una facoltà dove la razionalità e la buona memoria la fanno da padrone: come vivi dunque la poesia, come un bisogno di riscatto per la volontà di dedicarsi al sogno e all’evasione dal reale?

Sai, anche la chimica (materia importante nel corso di studi in Farmacia) spesso è costruzione e fantasia, con ovviamente come dici anche tu una gran base razionale.

La poesia per me? Sono due i concetti fondamentali dei miei scritti: bellezza e libertà. Voglio andare oltre la bruttezza di cui a volte la realtà è piena e creare la bellezza con le mie parole, mi definisco un sognatore visionario.

Sono un poeta che non sarà e non vorrà mai essere il migliore ma vorrà essere sempre diverso, andare sempre oltre le convezioni e trasmettere sempre la libertà soprattutto di pensiero con le mie parole.

Due sillogi poetiche ed un romanzo, già all’attivo: adesso cosa stai scrivendo?

Sto lavorando ad un progetto poetico dedicato ai cosiddetti “ultimi”, agli emarginati della società e a coloro che subiscono violenza sia fisica che psicologica ( pedofilia, omosessualità, vittime di guerra, tossicodipendenza, senzatetto e etc).

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Il tuo impegno nella lotta contro la violenza sulle donne si esprime sia nei tuoi versi che nel concreto, in particolare con la raccolta di liriche Paesaggi Fantastici, di due anni fa: vuoi dirci come sono nati l’opera ed il tuo impegno a riguardo?


Fin da adolescente ho avuto a cuore il problema della violenza sulla donna, un atto che ho sempre ritenuto uno dei peggiori che l’uomo possa compiere. Con il tempo questo problema è diventato una parte molto importante del mio pensare e del mio essere uomo e qualche anno fa ho deciso di scrivere qualcosa sul tema, esprimere un mio pensiero e ti confesso che scrivere su questo tema per me è molto difficile, non sono una donna, non capirò mai fino in fondo la violenza, ma spesso la mia sensibilità mi porta ad immedesimarmi in una donna e sfiorare il suo dolore, sensazione che mi colpisce molto. Inoltre volevo scrivere qualcosa che raccontasse la violenza, qualcosa di reale e qualcosa che servisse a dare un contributo nella difficile battaglia contro la violenza sulle donne, quindi è nato l’idea di Paesaggi Liberi, un progetto letterario con il contributo di tante persone e non solo il mio, un progetto da portare il giro, usare la poesia per sensibilizzare le persone su questo problema. Ho sempre ritenuto che l’arte possa essere anche educativa.

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Profumo è un romanzo, una storia intima, tra sogno e realtà, tra il poetico e il prosaico: quanto ti lega ad esso?

Profumo è il mio libro che amo di più. Perché dentro a parole ci sono, la mia intimità intellettuale. In ogni parola di Profumo ritrovo i miei pensieri più nascosti e veri. Nel libro c’è il mio grande sogno:la libertà. “Profumo” per me è un libro poco ordinario, che non segue nessuna regola specifica se non quella di voler a tutti i costi dimostrare quanto sia difficile, ostica ed appassionante la ricerca della libertà interiore.

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Amore: anima e corpo è la tua seconda raccolta di poesie, in cui amore spirituale ed amore fisico risultano inscindibili, fratelli, appunto, indivisibili: pensi che tutti gli amori in fondo contemplino il terreno ed il trascendentale?

Passione e desiderio, dolcezza e carezze, sguardi che vanno oltre la pelle, mani che accarezzano delicati sentimenti, questo è amore.

Sguardi che vanno oltre la carne,

tu vai spogliata dentro

nudi i tuoi pensieri

si dirigono silenziosamente

verso la strada dei piaceri.

(Tratto da Carezze, poesia contenuta in Amore: anima e corpo)

Qual è il bisogno di poesia nel mondo oggi?

Oggi avremmo bisogno di tanta poesia per rendere meno cupa la nostra realtà.

Un poeta è un uomo che mette una scala su una stella e vi sale mentre suona un violino.(Edmond de Goncourt).

Ecco rendere tutto più bello, combattere le brutture del mondo.

La poesia è legame con la realtà o, piuttosto, un evadere da essa?

La poesia può essere entrambe le cose nello stesso momento. Può rappresentare la realtà dure e cruda ma può anche stravolgere la realtà.

Io personalmente uso la poesia in entrambe i modi.

Lascia un messaggio ai nostri lettori, in chiusura di intervista…
Non dovete mai aver mai paura di scrivere o di dire ciò che pensate, mai nascondere i propri pensieri avendo paura che essi non possono piacere. La prima regola della nostra vita deve essere libertà di pensiero e mai chiudersi dentro le convezioni sociali.

ILARIA GRASSO

RECENSIONE DI “MADRE NATURA”, DI BLOND PORN FERRET, A CURA DI THONY BRANDON

Madre natura

Ilaria Grasso, in arte Blond Porn Ferret, è una scrittrice e redattrice di talento, carismatica, dal fascino semplice e di grande flessibilità nel raccontare storie appassionanti e avvincenti come quelle di questo libro ovvero ” Madre Natura”, che ho avuto modo di leggere in anteprima, e che invita pagina dopo pagina a una lettura scorrevole e piacevole. Una carrellata di racconti che sottolineano il rapporto tra madre e figli, per figli non s’intende solo quelli propri ma anche di terzi. Figli voluti ma mai avuti davvero e che per amore universale arrivano riempiendoti la vita così, miracolosamente. Storie avvincenti, drammatiche, con lieto fine o che ti lasciano l’amaro in bocca. L’essere madre senza perfezione e senza riserva alcuna. L’amore incondizionato, che abbraccia le mille sfaccettature del rapporto genitori e figli. Le condizioni delle donne dei tempi moderni a quelli più lontani. Storie di figli legittimi o adottivi, ma pur sempre figli, figli di eterosessuali e figli di famiglie arcobaleno. Figli di donne forti e fragili allo stesso tempo, che mirano a una vita migliore perché la loro condizione è fatiscente, incongrua con la realtà. Figli nati dall’amore , figli nati tra la disperazione, figli nati dalla prostituzione. Madri gentili, madri crudeli. Questo libro racconta una serie di situazioni, madri giovani con forte personalità, pronte a tutto pur di vivere i propri figli in modi differenti. Ognuna esprime le emozioni in modo vero e ben dettagliato, con sfumature culturali, etnie e pensieri differenti. Donne forti, accomunate dal filo rosso del coraggio, animate dalla voglia di combattere e di restare in piedi sempre, nonostante le avverse condizioni della vita.

Di questo libro il racconto che mi ha segnato di più è quello di una ragazzina di 13 anni venduta dalla propria madre in un bordello di Dacca sito in Bangladesh. Dove il tasso di prostituzione giovanile è un business non indifferente e legale in quelle terre.

La protagonista è persa nell’ovvio di una vita costretta, di un non accettare la sconfitta della sua esistenza. Smarrita l’autostima, Maimoona si racconta con gran rancore e rammarico, colei che l’aveva messa al mondo, invece di proteggerla l’abbandonò tra le braccia dei carnefici, uomini che non vedevano in lei una bambina ma un oggetto sessuale, da usare, pagare e gettare via ogni giorno.

“Se non mi amò mia madre, chi mai dovrebbe farlo?”

Speranze assenti, la luce entra a fatica nella sua vita buia e incatenata a vizi carnali lussuriosi. Un continuo calvario, che la protagonista cerca di ricordare il meno possibile con la speranza di sopravvivere all’inferno, nonostante tutto. Dimenticare le mani, l’odore, il sesso violento e sporco, non fu per niente facile.

“Ho rimosso per continuare a vivere una vita che non mi appartiene e non mi è mai appartenuta e che mai sarà veramente mia, perché ho fatto un giuramento terribile. Ogni giorno sono in mostra, nella vetrina sporca del piacere ad ore, alla mercé di uomini di ogni età ed estrazione, di ogni luogo e da nessuno”.

Difficile trovare le giuste parole, difficile giudicare nel mondo il vivere di queste bellezze rubate e depredate della purezza della loro esistenza. Donne, ragazze, bambine. Bambine che dovrebbero giocare e ridere, ma che spesso vediamo nelle strade delle nostre città, nelle vetrine di città non solo indiane, ma europee, vendute come merce, tra gli affari loschi, sporchi di uomini disumani e ingordi di potere e lussurie. Quante volte queste donne vengono insultate pesantemente e senza sapere nulla del loro vissuto, del perché si ritrovano a fare una vita così ingiusta, c’è chi lo fa per scelta, c’è chi invece come Maimoona è costretta dalla propria madre mostro a vivere una vita sporca che ti macchia il velo dell’innocenza per l’intera vita. Una svolta davvero importante è la gravidanza che si trova a vivere, la speranza nel cuore di Maimoona quando dice “spero che sia maschio così da avere un destino differente dal mio e lo chiamerò Amir, perché Amir in persiano, significa RE. Lui è i mio Re e io lavorerò duro per lui, perché per una volta nell’ombra della sua esistenza ha trovato un’ancora di speranza e salvezza”.

THONY BRANDON, PITTORE E SCRITTORE

INCANTESIMI NARRATIVI: INCONTRO CON LO SCRITTORE GIUSEPPE GALLATO

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Il mio incontro con lo scrittore Giuseppe Gallato, per parlare della sua nuova raccolta di racconti, dal titolo “Incantesimi nelle vie della memoria” (Caravaggio Editore), un’opera fantasy, a tratti anche horror, che non disdegna di soffermarsi su un’attenta descrizione psicologica di personaggi.

Giuseppe Gallato è nato a Ragusa nel 1982. Laureato in Filosofia, docente, redattore e giornalista, ama liberare il suo estro creativo nella stesura di scritti di genere fantasy, sci-fi e horror. Vincitore di diversi concorsi, ha all’attivo oltre venti pubblicazioni in ambito letterario.

Master di giochi di ruolo, nel tempo libero si diletta a suonare il pianoforte e a comporre musica strumentale.

Ciao Giuseppe, ben trovato su LIBERI LIBRI E NON SOLO: come è nata la scelta di scrivere una raccolta di racconti, quale è di fatto la tua opera, dal titolo “Incantesimi nelle vie della memoria”?

Nel corso degli anni, da quando ho iniziato a condividere con il mondo esterno questa mia passione, i miei scritti, ho avuto la fortuna di essere stato insignito subito di diversi riconoscimenti: vincere concorsi legati al mondo del fantasy con questi racconti e, soprattutto, ricevere critiche positivo-costruttive, è stato più che motivante. Ma non è stata solo questa la ragione che mi ha portato a dare vita a “Incantesimi nelle vie della memoria”. Tutto nasce, per così dire, dai miei studi universitari: erano anni in cui oltre a studiare filosofia, mi ero avvicinato molto alle teorie sui sogni e a ciò che caratterizza l’uomo, ovvero la memoria. Da qui il desiderio di infondere alla mia scrittura, ai miei personaggi e alle mie trame significati legati al mondo onirico in tutte le sue molteplici accezioni.

Si tratta di racconti appartenenti al genere fantasy, a tratti anche horror, nei quali, però, non si disdegna di approfondire il profilo psicologico dei personaggi…

Le storie presentate in questo libro oscillano dal fantasy puro allo sci-fi, ricco di ambientazioni dark, in cui non manca una vena horror e una predilezione per temi inquietanti quali le incursioni dal mondo dell’aldilà e le lotte contro mostri emersi dallo stesso inconscio dei protagonisti. È un fantasy che io definisco “onirico”, dalle molte sfumature psicologiche e dalle tante contaminazioni filosofiche. Tuttavia, lo stile di “Incantesimi” – così come il mio stile in generale – è caratterizzato da trame intriganti, ritmi serrati e adrenalinici. L’azione, cioè, è preponderante nei miei scritti, detta legge e conduce inevitabilmente il lettore a tuffarsi in trame che si sviluppano in una terra di confine tra realtà e fantasia, sul margine sottile di quella linea astrale/onirica dove condizionamenti psicologici, esperienze di vita e paure si fondono a vari livelli. Un confine inscindibile tra due mondi, mai nettamente distinto, che spesso rischia di disorientarci, ingannarci e confonderci.

Il filo conduttore, quello che lega i racconti, l’uno all’altro, è la paura dell’ignoto, quella che del resto è la paura di ogni essere umano: non pensi di averla in qualche modo esorcizzata, grazie alla stesura di quest’opera?

Rispondo a questa domanda citando l’incipit del racconto “I Sigilli dell’Etere”: “Siamo anime in costante divenire, fatte di sangue e memoria”, una frase emblematica che getta luce su uno dei significati cardine del libro, ovvero quello relativo alla potenza della mente e al suo infinito espandersi oltre i confini imposti dalla realtà. Confini, tuttavia, che non troviamo nel sogno, dato che quando la notte spegne i riflettori della coscienza razionale, la mente è libera di condurci dove il nostro Sé più autentico, la nostra natura, può vagare per rigenerarsi. Successivamente, il passo recita: “Siamo un ineffabile viaggio, immerso nell’eterno Etere del tempo”. Già, ma questo viaggio introspettivo, questo viaggio dentro noi stessi, non è mai facile. È irto di pericoli e di insidie, in cui i protagonisti si trovano immersi nella loro stessa coscienza, nei loro desideri e nelle loro paure più profonde. E quindi… “Siamo il frutto delle passioni, dei desideri e delle volontà che al rintocco di ogni alba lottano contro un passato, un presente e un futuro che non ci appartengono.”

Incantesimi nelle vie della memoria”, insomma, offre una lettura ricca di spunti di riflessione, e tra le diverse tematiche affrontate ritroviamo la paura dell’ignoto, metaforicamente espressa dallo sconfinato orizzonte del sogno. Attraverso l’opera non cerco di esorcizzare tale paura, ma più che altro di “assimilarla”, di renderla sincrona al concetto assoluto d’identità. Una mente consapevole, proprio nei momenti di abbandono e di fragilità, è in grado di ritrovare la sua vera vocazione, e l’uomo così può sentirsi libero di essere pienamente se stesso.

Particolarmente attuale è il racconto “Rintocchi di tenebra” che evidenzia una sorta di schizofrenia dei personaggi, mettendo appunto a confronto l’immagine che ognuno ha di sé, con quella che, al contrario, è la natura autentica: una realtà che ci caratterizza un po’ tutti, oggi, soprattutto nel mondo dei social…

Le differenti dimensioni soggettive evidenziate in questo racconto si ricollegano alla natura conflittuale dei rapporti tra Io, Es e Super-Io. Da questi concetti di matrice psicologica, arrivo a trattare argomenti quali il disturbo dissociativo dell’identità, la repressione del proprio Io, il desiderio di assecondare e sfogare le proprie pulsioni inconsce, ecc.

Uno dei simboli maggiormente ricorrenti nel libro è quello dello specchio, una metafora che veicola significati ben precisi: svela l’identità a se stessa, accresce l’auto-riflessione, desta la coscienza. Ma mentre da una parte si parla di rinascita, dall’altra c’è il rischio dell’accecamento egoistico. Lo specchio ci mostra sia le passioni più pure che le pulsioni più buie. E sì, debolezze che ci caratterizzano sempre più, soprattutto nella sfera dei social. Realtà questa che abbiamo il dovere di cambiare, di migliorare… per noi stessi, per il mondo.

Realtà e illusione, combinati in una sorta di stato onirico, dominano tutta la tua opera, come metafora perfetta della vita umana: quanto ritrovi del tuo lavoro scrittorio in tale definizione?

Esatto, filo conduttore dell’opera è proprio il confine tra sogno e realtà, due sfere che non devono essere considerate come meramente appartenenti a dimensione diverse, antitetiche tra loro, ma in grado di riflettersi, di comunicare, di ricercarsi. Nella stessa introduzione del libro, infatti, scrivo che tali parabole dell’esistenza umana sono viste come due facce della stessa medaglia che si sfiorano, si sfidano senza sosta, ognuna perseguendo il proprio indipendente moto creativo. Forze che si imitano tra esaltazione e reticenza, dove l’attore umano si racconta, si plasma, si crea e si ricrea attraverso un incessante fluire di percezioni.

Quello dell’onirismo è un tema che ricorre spesso in tutta la mia produzione letteraria. Ma il sogno e i suoi infiniti meandri non fanno parte solo del mio stile… fanno proprio parte di me. D’altronde, la passione per la scrittura nasce in me contemporaneamente all’esigenza di voler studiare i fenomeni legati all’universo onirico e di comprendere quel filo sottile che lega il reale con l’irreale.

Questo principio è fortemente evidente ne “Il portatore d’anime”, forse il più drammatico tra i tuoi racconti…

Come già detto precedentemente, il fantasy descritto non è il solito fantasy. Per l’appunto, il genere è presente nelle sue molteplici declinazioni e sfumature, con storie diverse per tema trattato, ambientazione, tono della narrazione e profondità. Come nel caso del dark fantasy “Il Portatore di anime”, in cui il protagonista, Ron Grey Shar, possiede i tratti tipici dell’antieroe, un guerriero che uccide a sangue freddo per vendicare la piccola Aeryn… una storia amara sulla liberazione di un’anima intrappolata nel confine tra vita e morte, tanto simile a quello tra realtà e sogno.

In quale progetto scrittorio sei attualmente impegnato?

Sono diversi i progetti letterari in cantiere, alcuni conclusi e altri ancora in fase di stesura. Allo stato attuale sto lavorando a un romanzo di genere sci-fi/horror, che sto presentando attraverso degli episodi sulla piattaforma Edizioni Open. Tra i progetti conclusi, invece, ci sarebbe un libro epic fantasy di stampo ironico, basato sulle vicende di un gigante e un nano, due guerrieri tanto leggendari quanto rozzi e non molto inclini a prendere la vita con… saggezza. Storie che alla fine daranno vita a un’unica trama, in cui non mancheranno tanti colpi di scena.

Come facciamo a seguirti?

Attraverso la mia pagina Facebook “Giuseppe Gallato” e il mio profilo Instagram “@giuseppegallato”, in cui aggiorno costantemente i miei contatti e followers con delle stories, immagini e notizie inerenti la mia produzione letteraria. Inoltre, potete trovarmi anche su www.giuseppegallato.it, il mio personale sito web e blog dov’è possibile leggere articoli, recensioni e altre rubriche di genere.

Siamo in chiusura, Giuseppe, grazie di essere stato con noi: lascia un messaggio ai lettori di LIBERI LIBRI E NON SOLO…

Vi saluto citando le parole con cui lo scrittore Matthew Reilly conclude i ringraziamenti in ogni suo libro, una frase per me diventata emblematica: “Per chiunque conosca uno scrittore, non sottovalutate mai l’importanza del vostro incoraggiamento”.

ILARIA GRASSO

UN ROMANZO SULLE RELAZIONI E SULLA VITA “CATARINA E LA PORTA DELLA VERITA'” DI MARIA GIOVANNA FARINA E MAX BONFANTI (RUPE MUTEVOLE EDIZIONI)

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Athos e Catarina sono due mondi apparentemente lontanissimi che un bel giorno, grazie al destino o alla fortuna o, più semplicemente, a quella buona occasione che tutti aspettiamo nella vita, si incontrano, perché è Catarina a bussare alla porta di Athos, proprio quando questo più niente s’aspetta.

Inizia così la loro strana avventura insieme, il loro relazionarsi reciproco, giorno per giorno, in mezzo a mille vicissitudini e peripezie dagli stessi nemmeno lontanamente immaginate prima del momento del loro inaspettato incontro.

Il romanzo Catarina e la porta della verità della filosofa e scrittrice Maria Giovanna Farina  e del filosofo Max Bonfanti (Rupe Mutevole Edizioni) è una storia sulle relazioni che sono così indispensabili per il nostro vivere quotidiano, quelle relazioni senza le quali non ci è concesso esistere, sebbene troppe volte, per la nostra passione smodata per la solitudine, ci convinciamo che stiamo bene senza, quando in realtà non è possibile neanche la sopravvivenza, senza che esista la condivisione.

E nel romanzo di Maria Giovanna Farina e Max Bonfanti la condivisione tra Athos e Catarina inizia subito e va al di là delle loro più profonde convinzioni, instaurandosi prepotentemente, come avviene solamente nelle relazioni vere: il non poter più fare a meno dell’altro perché l’altro incarna, in un certo modo, il nostro viaggio intimo dentro quella che rappresenta la nostra vera essenza, quell’essenza troppe volte nascosta al mondo, soltanto per paura.

Non mancano nemmeno i colpi di scena, in questa storia, che è un romanzo sulle relazioni, è vero, ma che è anche una storia d’azione, con un mistero profondo da chiarire, quello che ci trattiene nella lettura fino all’ultima pagina della vicenda stessa.

Non mancano di certo i respiri di sollievo, le boccate d’aria e l’ironia, i momenti di libertà, in questo romanzo di Maria Giovanna Farina e Max Bonfanti incentrato sulla vita, in tutte le sue sfumature, una storia di cui vi consiglio fortemente la lettura.

ILARIA GRASSO

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA: INCONTRO CON LA POETESSA E SCRITTRICE AGNESE MONACO

SILENIO

Agnese Monaco con Silenio Lavorini, giudice di gara

Agnese Monaco nasce a Roma nel Luglio del 1979. Scrittrice, Poetessa, Commediografa, Pittrice e Musicista. Iscritta alla Siae, Dor ed Olaf. Laureata in Lettere h.c. Ha scritto raccolte di poesie, vari romanzi, una raccolta di favole, testi musicali collaborando con grandi nomi del panorama musicale italiano, due commedie teatrali ed un cortometraggio. Ricordiamo anche la sperimentazione negli Ossimori, Paradossi, Haiku, Aforismi,Saggi Brevi,Recensioni, tradotti anche in altre lingue con annesse pubblicazioni Italiane ed Estere. E’ presente nell’ambito letterario dal 1996 . Numerosi i concorsi vinti tra cui : Premio Alto Patrocinio Croce Rossa Italiana del Premio Internazionale di Poesia Coluccio Salutati. Editor’s Choice Award by poetry.com, The International Library of Poetry – 2007 -(USA), Primo Premio del Concorso Internazionale “Po & siA -Meltin’Books, riceve il Diploma di merito rilasciato dall’OPE (Osservatorio Parlamentare Europeo e del Consiglio d’Europa), per la professionalità e la preziosa collaborazione prestata.Vince la Sezione Contro la violenza alle donne al Premio Internazionale di Poesia La Leonessa di Brescia 2014 . Nel 2011 esce “ E’ solo l’inizio”, una raccolta di poesie giovanili. Nel 2013 esce “TriAde” una raccolta di poesie multilingua, tradotte in Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Giapponese, ecc, che raccoglie numerosi consensi grazie alla distribuzione mondiale . Nel 2014 Esce “Nel Nome del Padre, In onore di mio Padre Giovanni”, libro biografico in onore del Padre. Ha partecipato con i suoi quadri a numerose Mostre pittoriche in Italia ed all’Estero . Attualmente in Mostra in Australia. Con una nota marca di bevande ha esposto in quasi tutto il Mondo una sua opera. La sua poliedricità si snoda anche nella pittura e scultura , creando nuovi stili tra cui innovativi mosaici,bassorilievi in rame ed altre opere all’avanguardia. Attualmente le sue opere sono presenti in Mostre Itineranti e permanenti. Candidata nel 2013 per la salvaguardia della Fauna e Flora in due Municipi Capitolini. Scrive e parla fluentemente in Inglese, Francese, Spagnolo ed Italiano. Nel tempo libero ama dedicarsi allo studio di altre lingue. Sempre attenta alla tutela degli animali ed al volontariato ha donato i suoi contributi per queste cause.

Ho incontrato Agnese in occasione di questa piacevole intervista.

Il 29 settembre 2018 è la giornata mondiale della poesia: cosa significa per te organizzare ogni anno questo evento?

In realtà dovrebbe essere correttamente definita la giornata globale della poesia per distinguerla dalla festa annuale in marzo. Questo evento nasce dal 100 Thousand Poets for change americano e i referenti nel mondo svolgono liberamente, in contemporanea “Mondiale”, salvo il fuso orario, questa giornata a suon di versi, dove la pace, la solidarietà e la beneficenza sono alla base. Negli anni sotto la mia organizzazione ho raccolto numerosissimi consensi ed elogi. Basti pensare ai partecipanti della precedente edizione, ben 1387. Per me è il giorno in cui la poesia ha il diritto di vincere contro ogni “bruttura” che il mondo ci pone davanti. Una festa in armonia, dove con le nostre arti facciamo del bene. Infatti è tutto gratuito.

Quali soddisfazioni ma anche quali difficoltà presenta organizzare questo evento?

Organizzare qualcosa di grande porta sempre parecchie difficoltà. L’anno scorso ad esempio è stata richiesta ed ottenuta l’occupazione di suolo pubblico oltre all’evento svolto all’interno. La scelta della location è nata per una rivalutazione del VII Municipio di Roma di cui è stato ottenuto anche il gratuito patrocinio. L’intento era dare spazio a luoghi alternativi e periferici oltre mostrare due onlus animaliste con i loro banchetti . Una delle quali, Amici di Fido Roma, a cui sono stati donati i proventi escluse spese di stampa e pubblicazione, dell’antologia premio. Le soddisfazioni sono state le donazioni che hanno permesso ad Amici di Fido Roma di costruire una nuova area di scambamento per gli ospiti del canile di Valle Grande a Roma e lo studio della Stanford University dell’evento come processo comunicativo di gran rilevanza mediatica oltre ad essere giunti in finale per il Roma BPA (ossia gli award per le migliori pratiche di beneficenza del territorio). Ma soprattutto la voglia di far festa tra poeti di tutta Italia. L’attesa di declamare in diretta i propri versi, nel mentre nascevano nuove amicizie, dal Nord al sud d’Italia. Tutti insieme, vicini per un bene comune. Tutti i sacrifici svolti per organizzare sono stati ripagati dai volti dei partecipanti, dei premiati, da Amici di Fido Roma che ha potuto dare la possibilità a più cani di uscire in contemporanea nell’attesa di trovare una famiglia tutta per loro che li coccoli e perchè no, li vizi. Questa volta la location sarà totalmente diversa ed anche lo stile, per ritornare in “Auge” poetica. Non voglio svelare ancora nulla, ma essa sarà degna dei poeti finalisti!

VINCITRICE

Agnese Monaco con la vincitrice dell’edizione 2017 della Giornata Mondiale della Poesia, Alessandra Corsini

Qual è il tuo riscontro in termini di autori partecipanti e di pubblico?

Un riscontro sempre crescente nelle varie edizioni. L’anno scorso come ti dicevo siamo giunti a quota 1387 partecipanti di cui solo 147 sono entrati a far parte dell’antologia premio, la quale non aveva nessun obbligo d’acquisto. Questi i numeri dei finalisti che hanno potuto partecipare alla finale romana. Il pubblico anche non del settore ha assistito a questa novità, incuriosito, rimanendo per tutta la durata dell’evento.

PREMIO 2

Quanto è grande il bisogno di poesia, a tuo avviso, nella società attuale?

Da primo impatto la poesia sembra morente, in realtà il bisogno smodato di essa è costante e continua a crescere, è rinata dalle ceneri. Molti si sono avvicinati ad essa con i primi pensieri letti in pubblico nei locali, superando le loro paure, alcuni studiando stanno affinando la loro tecnica, altri si lasciano trasportare dal flusso di coscienza. Due anni fa tenni un corso di poesia gratuito proprio per far avvicinare le persone alla parte tecnica e strutturale della composizione. Fu un grande successo, ancora oggi ricevo ringraziamenti. Spero non sia perché decisi di farlo gratis! (Scherzo!)

PREMIO POESIA

Come sarà strutturato l’evento?

Come sempre sarà ad entrata libera fino ad esaurimento posti. Potranno declamare esclusivamente i finalisti ed esibirsi gli ospiti. Ci sarà poi la premiazione, in modo scorrevole e veloce. I premi saranno coppe, attestati, libri, opere artistiche ed altri forniti dagli sponsor. A tutti i partecipanti finalisti presenti, e non, sarà donato l’attestato di partecipazione e un ricordo della serata a prescindere che abbiano vinto un premio o meno. Per gli assenti senza delegati l’omaggio e l’attestato saranno inviati per posta con spese a carico del destinatario. Questo non varrà per i premi. In mancanza del vincitore e del delegato esso passerà d’ufficio al successivo in classifica presente. Gli esiti non verranno resi noti se non durante la premiazione. Il resto è una sorpresa che verrà svelata pian piano!

Cosa bisogna fare per partecipare?

Per partecipare occorre inviare a: mondialepoesia@gmail.com il modulo d’iscrizione (allegato qui, compilarlo e firmarlo in ogni sua parte)e una poesia a tema libero in italiano o in qualsiasi altra lingua, (se scegliete una lingua differente è obbligatoria la traduzione a fronte in italiano) di massimo trenta versi. Facoltativa una biografia di massimo tre righe.


Modulo Trattamento dei dati personali e del Consenso relativo alla pubblicazione
(DA COMPILARE INTERAMENTE E FIRMARE SENZA APPORTARE MODIFICHE, PENA L’ESCLUSIONE DAL CONCORSO).
Io sottoscritto/a …(Nome e Cognome)………………………………………., Nato/a (luogo)……………………., Il (giorno mese anno)………………………., Residente a (luogo)………………………………., acconsento ed autorizzo la scrittrice Agnese Monaco secondo i punti di seguito elencati a leggere, modificare e pubblicare il mio elaborato. L’eventuale pubblicazione potrà essere cartacea o nel web, senza nulla a che pretendere come profitti economici da essa e manlevando la scrittrice da ogni responsabilità civile o penale per i contenuti da me scritti.
Io sottoscritto/a (nome e Cognome) ……………………………. Sono totalmente responsabile dei miei contenuti scritti e mi assumo la totale e piena responsabilità civile e penale per quanto scritto nel mio testo.
1. Ai sensi dell’articolo 13 del D.lgs. n.196/2003 e successivo GDPR 679/2016 in vigore dal 25/05/2018 , I dati da Lei forniti verranno trattati per le seguenti finalità: eventuale pubblicazione di un libro inerente all’ambito della poesia, come ricordo della Giornata Mondiale della Poesia a Roma del 29 settembre.
2. Il trattamento sarà effettuato con le seguenti modalità: manuale
3. Il conferimento dei dati è obbligatorio, i dati richiesti sono minimi, ma obbligatori per l’adesione del soggetto interessato ad acconsentire alla pubblicazione ed a dare così piena libertà alla scrittrice di inserire o meno la suddetta poesia/e nel libro. L’eventuale rifiuto di fornire tali dati potrebbe comportare la mancata o parziale prosecuzione del rapporto di pubblicazione.
4. I dati non saranno comunicati ad altri soggetti, né saranno oggetto di diffusione
se non per piena volontà del soggetto stesso. Gli unici dati diffusi saranno il nome e cognome del soggetto, e gli eventuali dati che il medesimo deciderà di fornire nelle massimo tre righe di biografia da lui redatta in forma cartacea o/e computerizzata.
5. Il soggetto si impegna ad inviare nei tempi prestabiliti le massimo tre righe di biografia e la poesia con cui intende partecipare, oltre ovviamente la presente compilata e firmata.
6. Sottoscrivendo questo documento l’interessato accetta le condizioni senza pretendere in nessun caso eventuali profitti economici, manlevando la scrittrice da ogni onere penale e civile per i contenuti citati nello scritto dall’interessato e inviati per e-mail.
7. La scrittrice può modificare, integrare, ridurre, correggere e decidere di non inserire nel volume in qualsiasi momento, se pubblicato, in forma cartacea o in e-book, a seconda della linea editoriale che ritiene apporre e secondo le regole della liceità e del buon costume.
8. Ogni mail ricevuta che violerà le regole del buongusto, buon costume, la liceità , discriminazioni, violenza, morale pubblica, violazione di diritti altrui oppure qualsiasi altra forma di libertà personale che violi le normative vigenti sarà segnalata alle autorità competenti. Ogni persona nell’invio è totalmente responsabile del contenuto che ha scritto.
9. Firmando questo foglio anche solo con firma digitale o con avvenuto rinvio dello stesso compilato per e-mail, il soggetto concede il pieno consenso alla pubblicazione e ai dati in esso contenuti, da lui citati e i minimi richiesti da questo documento, per l’eventuale pubblicazione e si assume la piena responsabilità degli stessi.
10. Se l’autore parla di terze persone, si assume la totale responsabilità delle citazioni ad esse e dei contenuti, informandole delle asserzioni da lui fatte e ottenendo da loro le autorizzazioni nel caso siano necessarie ai fini di legge, ma il tutto sollevando da ogni onere e da ogni colpa la scrittrice .
11. L’autore della poesia qualora venga pubblicato il libro comprensivo della sua opera verrà avvisato tempestivamente e se lo riterrà opportuno potrà sponsorizzare l’opera tra amici, conoscenti o mezzi informatici come meglio crede senza pretendere alcun profitto da essa.
12. La pubblicazione delle poesie in un libro cartaceo o in un e-book, non è certa , questo è un progetto. Una volta terminata la raccolta delle opere, modifiche e l’impaginazione, la scrittrice si adopererà per la ricerca di una casa editrice pronta a pubblicare il proprio lavoro. Questa fase può richiedere un lasso di tempo che può variare a seconda delle risposte ottenute. Nel caso la scrittrice lo ritenga opportuno potrà scegliere anche modalità di e-book o di auto-pubblicazione se il prodotto finale è meritevole a suo giudizio. Ma può anche scegliere di abbandonare il progetto se non ottiene risposte positive dagli editori. In qualunque caso e qualunque decisione prenda la scrittrice , l’autore sottoscrivendo, leggendo e firmando e rimandando indietro questo modulo con le sue credenziali acconsente a tutti i punti ivi citati.
Dopo aver letto i punti di questo documento e nel pieno delle mie facoltà mentali e fisiche acconsento a tutti i punti dello stesso, sapendo che non avrò nulla a che pretendere per eventuali profitti economici qualora ce ne fossero dalla pubblicazione del libro.
Data
In fede

_________________________

Quali sono le tue aspettative a riguardo?

Donare il più possibile per realizzare tante opere benefiche e confermare quello che sono riuscita a fare fin ora, una convergenza di menti e di animi che tramite la poesia arrecano beneficio agli altri. L’unione e l’amore per la stessa come “medicina” per tutti . Come evoluzione della sensibilità e risultanza di scelte consone e sensate per il futuro. Dove vi sia il rispetto per il mondo e tutto il Creato.

AGNESE

Manda un messaggio al pubblico e agli autori che parteciperanno…

Metti alla prova te stesso, è tutto gratis e non vi è alcun obbligo d’acquisto. Forse il vincitore potresti essere tu e grazie alla tua poesia potresti contribuire ad un progetto solidale.

Link evento facebook: https://www.facebook.com/events/2266099313407766/

pagina Agnese Monaco : https://www.facebook.com/AgneseMonacoOfficial/

http://100tpc.org/organizers-around-the-world/agnese-monaco-rome-italy/

http://www.100tpcmedia.org/100TPC2012/2018/05/agnese-monaco-rome-italy-2018/

ILARIA GRASSO

MI HANNO BLOCCATO SU FACEBOOK PER UN MESE PER AVER POSTATO UNA FOTO DI UN MIGRANTE TORTURATO IN LIBIA – DI ENRICO NASCIMBENI

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Essere bloccati per un mese da Facebook per aver postato una foto di profughi torturati dai libici. Mi è successo oggi.

Uno pensa a quello che ha fatto e fa nella sua vita. Il giornalista, lo scrittore e il cantautore. Non conta più nulla. Basta una segnalazione e vieni virtualmente azzittito come fossi un criminale della parola.

Non fosse altro che tra l’altro su Facebook svolgo un lavoro. Per un mese mi viene impedito di lavorare. Cioè di comunicare.

Non ho veramente più parole da spendere. Mi mancano le parole. Le ho perse. Sono addolorato e disgustato.

Quindi mi affido ad Eugenio Montale per esprimere tutto quello che sento.

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco

lo dichiari e risplenda come un croco

perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,

agli altri ed a se stesso amico,

e l’ombra sua non cura che la canicola

stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,

sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.

Codesto solo oggi possiamo dirti,

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”

RICOMINCIARE DA NOI: “DIMENTICANDO SANTORINI” E’ IL NUOVO ROMANZO DI MARTA LOCK

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In questo suo nuovo lavoro letterario, dal titolo “Dimenticando Santorini”, pubblicato da Talos Edizioni, la scrittrice Marta Lock mostra, ancora una volta, la sua grande abilità nel passare, con estrema naturalezza, da un genere all’altro: subito prima di questo romanzo l’abbiamo letta, infatti, nel saggio, pubblicato da Harmakis Edizioni, dal titolo Ricomincia da Te. Nelle due opere, io, personalmente, ho riscontrato dei punti di contatto, come un sottile filo rosso che li unisce, rappresentato, fondamentalmente, da quelle paure che troppo spesso, nel nostro quotidiano vivere, ci impediscono di vivere la vita appieno, perché ci inducono verso la rinuncia, rinuncia compiuta per la paura che nutriamo verso quei nostri limiti che spesso siamo noi stessi ad erigere, ogni volta, oppure rinuncia compiuta per la paura atavica del giudizio altrui.

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Dimenticando Santorini” è prevalentemente una storia d’amore, quella tra Damian e Jade, una vicenda che si estrinseca nel corso dei decenni, tra l’incantevole e senza tempo Grecia e la moderna America, una storia che non conosce limiti, spaziali e temporali, una storia che supera le divisioni imposte dalle situazioni contingenti, una storia di conflitti generazionali e di relazioni complicate tra sorelle. Il linguaggio di Marta è come sempre fluido e raffinato, e la narrazione è tale da introdurci sin dalla prima pagina nella dinamica piena della storia e nella psicologia dei suoi personaggi, e in ognuno di loro, in fondo, ritroviamo noi, con le paure che ci accompagnano per mano ogni giorno, maggiormente con la paura che abbiamo di essere felici, una tentazione che spesso rifuggiamo, per il timore di danneggiare gli altri, e rifuggendola, in realtà, perdiamo noi, e quella che è la nostra vera essenza.

Questo romanzo non ci lascia privi, poi, di colpi di scena che appaiono del tutto inaspettati, esattamente come avviene nella vita, perché non è mai tardi, per essere felici, e perché non è mai tardi per ricominciare, da noi e da quelli che sono i nostri veri sentimenti, e Jade e Damian, dalla fanciullezza, fino alla maturità, ce lo dimostrano. Non possiamo dimenticare i luoghi, perché troppo spesso i luoghi son persone.

Dimenticando Santorini”, di Marta Lock, è una lettura che consiglio vivamente.

ILARIA GRASSO