S’INTITOLA “SPORCA L’ANIMA”, IL NUOVO LIBRO DI LAURA GORINI

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Laura Gorini, classe 1982, è addetto stampa per personaggi del mondo dello spettacolo, aziende, marchi e fiere.

Diplomatasi al Liceo Classico Paritario “Cesare Arici” di Brescia, ha poi ottenuto il diploma di laurea in Scienze e Tecnologie delle Arti dello Spettacolo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Brescia.

Ha iniziato giovanissima il suo percorso nel mondo della scrittura e della comunicazione per poi approdare qualche anno fa a quello della promozione.

Gorini-facebook

Io ho incontrato Laura Gorini per LIBERI LIBRI E NON SOLO in occasione dell’uscita del suo nuovo libro, in formato ebook, dal titolo “Sporca l’anima”, pubblicato da Aloha Edizioni.

Ben trovata su LIBERI LIBRI E NON SOLO, carissima Laura: com’è nata l’idea di questo libro, dal titolo “Sporca l’anima”?

In realtà non esiste un’ idea puntuale e precisa in base e grazie alla quale è nato questo testo che è cresciuto dentro di me, come se fosse un figlio, giorno dopo giorno senza che io me ne fossi resa conto.

Da una frase, una parola, o meglio dal semplice ma nel contempo complesso titolo, decisamente a effetto (e anche qui non è stata una scelta voluta), ha iniziato a muovere i suoi primi passi. Ho cercato di non forzarmi durante la sua stesura perché – sebbene non sia un testo lungo – è certamente molto articolato, oltre che intimo e profondo.

Non è dunque qualcosa che potessi scrivere- come si suol dire – “alla leggera” perché Emily, questo è il nome della sua indiscussa protagonista, è una giovane donna che merita assolutamente la mia più totale e devota attenzione. Quando parlo di lei- o meglio- quando parlo con lei io non posso distrarmi: in quei momenti lei diventa “il mio tutto” e io un tutt’uno con lei, sebbene io sia in realtà molto diversa da lei sia fisicamente sia caratterialmente.

Perché “Sporca l’anima”?

Perché quando stiamo male e soffriamo tanto non è il cuore o la mente a sanguinare ma è l’ anima! Ella è qualcosa di intimo e di profondo che dobbiamo cercare di salvaguardare e di proteggere con rispetto, riverenza e amore. E quando la sentiamo sporca non riusciamo più a vivere la nostra vita, o forse ci illudiamo di farlo, quando invece stiamo sopravvivendo! Ma sopravvivere non è vivere!

Questo libro, pubblicato in formato ebook il 2 Ottobre 2017, da Aloha Edizioni, può rappresentare lo sfogo, una sorta di catarsi, per tutte le donne che hanno subito violenze, fisiche e/o psicologiche: sei la loro portavoce, qui…

Non credo che sia giusto che io mi elegga portavoce di qualcosa. Io sono semplicemente una donna che ha voluto narrare tramite un monologo dai tratti squisitamente teatrali il dolore lacerante di chi teme di avere- per l’ appunto- l’ anima sporca, quando in realtà non è così! Sono gli altri che le hanno fatto credere ciò!

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E’ vero che pensavi a questo libro da tanto tempo?

Diciamo che le sue prime bozze sono rimaste nel mio pc per molto tempo. Poi, pian piano, da bozze sono diventate qualcosa di più concreto fino ad arrivare alla creazione di un testo vero e proprio, o meglio di un e-book.

Progetti scrittorii per il futuro?

Sto lavorando sia da sola sia con il mio compagno Damiano Conchieri che ha tra l’ altro anche illustrato “Sporca l’ anima”, a molti progetti a carattere multimediale ed alcuni di essi metteranno al centro miei testi letterari.

CopertinaGorini

Come facciamo a seguirti?

Mi trovate con facilità su Facebook, Linkedin, Instagram e Twitter.

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

Credete sempre in voi stessi, amatevi e rispettatevi e soprattutto vivete le vostra vita!

 ILARIA GRASSO

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La magia del Salento nel primo romanzo di Antonio Di Muzio

Antonio Muzio

Il mio incontro con lo scrittore Antonio Di Muzio, per parlare del suo nuovo libro, dal titolo Incantesimo Salentino.

Bentrovato, carissimo Antonio, la tua estate è stata contrassegnata dall’uscita del tuo nuovo libro, nonché il tuo primo romanzo, dal titolo Incantesimo Salentino: un atto d’amore che sentivi di dovere a una terra molto cara, per te…

Su quali elementi si basa il tuo legame d’amore con il Salento?

Il legame si basa su alcuni aspetti di questa terra magica: la luce, prima di tutto. In nessuna parte d’Italia c’è questo accecamento. Un accecamento che spiazza e che fa vedere tutte le cose che hai attorno in modo diverso. Tanto che alle volte quello che vedi in modo abbagliato lo puoi confondere con il sogno o l’immaginazione.

Questo tuo primo romanzo è un viaggio geografico, interiore e musicale: la musica è, assieme alla vicenda del giornalista Davide Tommasi, l’altra grande protagonista del tuo nuovo lavoro letterario…

Nel romanzo sono inseriti i testi di 18 classici di musica rock e pop italiano. Inoltre ho inserito prima del prologo una parte di un testo di una canzone, “Fantasie”, di un bravo cantautore brindisino, Stefano Ventruto, molto attivo anche in Abruzzo. I testi, tra cui quelli dei Led Zeppelin, Genesis, Queen, Patty Smith, Beatles, Pink Floyd, Santana…, si inseriscono nel romanzo per fornire dei “segnali” su ciò che è accaduto o su ciò che sta per accadere. Un po’ come il coro nella tragedia greca che faceva da collante tra le varie scene. Del resto il romanzo è anche un thriller con continui colpi di scena.

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Come mai la scelta di scrivere un thriller, dai forti connotati introspettivi e psicologici?

Il romanzo in realtà è un viaggio metaforico, anche se il lettore, volendo, può seguire le orme dei personaggi nei vari paesi del Salento per scoprire leggende, tradizioni, luoghi. Potrebbe essere una guida turistica sulle tracce dei misteri e leggende del Salento. Nelle prime pagine, infatti, c’è anche una mappa del Salento con tutti i luoghi che verranno toccati dai protagonisti. È comunque anche un viaggio introspettivo perché in un certo momento della vita abbiamo bisogno di fare un punto. Capire tutto quello che ci è accaduto. Sono un appassionato di psicanalisi e quindi volevo viaggiare a ritroso nella mia psiche per prendere coscienza e per riepilogare le tappe del mio viaggio in questo mondo

Il lettore sta col fiato sospeso, praticamente, fino all’ultima pagina…

Il romanzo è anche un giallo, anche se alla fine non viene scoperto nessun colpevole o assassino. Il protagonista Davide Tommasi, giornalista, si ritrova catapultato in Salento per preparare un reportage sulle leggende del Salento dopo la scoperta del busto della Minerva a Castro Marina. Fatto realmente avvenuto nel luglio del 2015. Da questo punto, insieme a una sua vecchia compagna dell’Università, la misteriosa Daria Brezzi, si ritroverà di fronte (e poi a scrivere per il giornale) a casi di cronaca nera che incredibilmente collimano con le leggende tramandate in chiave moderna. In tutto questo verrà aiutato anche dal terzo protagonista, Aurelio il sensitivo, una specie di Virgilio per Dante, che gli farà capire e compenetrare la magia del Salento. «Una terra che ti attrae e poi ti stritola in un abbraccio fatale».

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Le figure femminili del tuo romanzo, altri tasselli importanti della storia…

Sono basilari. Daria, prima di tutto, la Dea Minerva, e tante altre protagoniste di leggende: donne e bambine. Sono quasi tutte figure femminili quelle che si ritrovano nel percorso di Davide che alla fine viene “incatenato” al suo destino ineluttabile inseguendo una civetta incastonata in una medaglia.

Progetti letterari per il futuro…

Probabilmente il seguito di Incantesimo Salentino. In molti che lo hanno letto lo chiedono anche perché il finale è un po’ sospeso. Potrebbe essere il primo di una serie del giornalista detective, aiutato da personaggi che hanno doti straordinarie. Semmai ambientati in altre regioni d’Italia. Potrebbero nascere Incantesimo Etrusco, Incantesimo Siciliano, Incantesimo nei Laghi, Incantesimo Capitolino… Chissà, è tutto da vedere, ma mi piacerebbe.

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Come facciamo a seguirti?

Ho raggiunto ormai le venti presentazioni e altre sono in programma in Umbria, in Veneto, nelle Marche, chiaramente in Salento. Insomma continuo a viaggiare. Il libro può essere acquistato in alcune librerie ed edicole d’Abruzzo e Puglia. Comunque può essere ordinato via Internet su Ibs, Amazon, Mondaori Store e Libreria Universitaria oppure direttamente dall’editore Ricerche&Redazioni di Teramo.

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Grazie per essere stato mio ospite, Antonio: prima di chiudere, lascia un messaggio ai nostri lettori…

Se siete dei sognatori a occhi aperti e volete compiere un viaggio immaginario, ma allo stesso tempo reale e magico, potete tuffarvi nel vortice di Incantesimo Salentino. Resterete vittime di una “macaria”, un sortilegio che vi stritolerà magicamente.

ILARIA GRASSO

Incontro con lo scrittore e poeta Vincenzo Calò

Vincenzo Calò

Il mio incontro con lo scrittore e poeta pugliese Vincenzo Calò.

Ciao Vincenzo, ben trovato sul mio blog, LIBERI LIBRI E NON SOLO, “Storia di un alito di puzzola” è la tua terza raccolta di liriche, liriche che tu stesso hai definito prose in versi: per quale ragione?

Perché, come dei cantastorie emarginati dalle dinamiche del contemporaneo e perciò aventi oramai nulla da perdere, dobbiamo ricominciare ad auspicare anche solo per gioco l’integrazione della poesia dinanzi a una condizione culturale totalmente sprovvista, a parer mio perlomeno, di maestri che fin dalle elementari abbiano della coscienza civile da masticare, cioè piacere di divulgare la meraviglia insita a delle emozioni nude e crude, che così si rivelano di certo soggettive, ma libere, lungi dagli schemi e dalle tecniche che le sovrastano oggettivamente, noiosamente… come a poter solo imporre tragicamente, ossia al basso e al medio ceto, di aderire a dei bisogni senza aver mai provato a conquistare qualcosa di speciale, tipo una vita propria, che specie oggi va colta all’istante per spiegarla d’istinto, senza quel terrore di risultare incompresi agli occhi di troppi buonisti che usufruiscono del culo degli “altri”.

Com’è nato questo progetto?

Come nei casi di quelli passati e di quelli che verranno: patteggiando amorevolmente col mio Pensiero e tenendo conto dell’attualità a tal punto da poetare anch’essa, nel tempo di un anno. Consapevole di come sia inutile perseguire il volere di una qualsivoglia casa editrice, allo stesso modo di come la gente è inconsapevole del fatto che ben 13 milioni d’italioti non dispongono del più classico dei luoghi di cultura nelle proprie città. Con un’autonomia “istituzionale”, derivabile da studi compiuti da autodidatta, curioso e intento a riportare, non solo per passatempo, una palla piena di diversità, un pianeta che si gonfia con l’Interesse se questi non viene percepito come una prigione a lungo andare, per farlo rimbalzare senza stabilire vincitori né perdenti… ma che si sgonfia con l’Indifferenza tipica delle persone chiuse nel dovere compiuto, magari premiate con medaglie al valore, aventi dunque, addirittura, licenza d’uccidere il Prossimo.

Le difficoltà di fare poesia, oggi…

Si legano con la derisione mostrata comunicando qualcosa malamente o esclusivamente per fare soldi, spesso proprio da chi piuttosto avrebbe modo di osare armonizzando l’epoca moderna per non dire le nuove generazioni, per costituire in positivo riferimenti grandi se le aspettative di vita sono in fondo piccole, perché i prodotti destinati unicamente al consumo stanno occupando anche il sentore letterario cosicché dalla difficoltà si passa inavvertitamente all’impossibilità di fare poesia, di conoscere il nuovo che avanza in tutta malinconia. Perciò consistono nella creatività che non viene rinfrescata attivamente, scolasticamente per davvero, pur sempre allo scopo d’istruire, di non chiudersi nella parola data dai populisti che sanno sintonizzarsi con la pancia e non col cuore della gente che piuttosto va osservata ego per ego (quando si sta in famiglia soprattutto) prima di riportarla a delle letture a tutto spiano, sorprendenti, da intraprendere occupando insoliti luoghi, organizzando eventi in movimento, per fare gruppo invece che la solita guerra tra poveri.

Qual è il nostro bisogno di poesia, oggi?

E’ quello stesso riguardante la riqualificazione della lingua italiana, di tantissime parole dense di significato, che a dirle ci rimani attratto anche solo dal suono. Roba che ti scatena la curiosità alla ricerca di sinonimi e contrari, la voglia di affrontare ragionamenti complicati come di solleticare del puro chiacchiericcio. Ciò che conta è il legame fiduciario, istintivo e primordiale che un poeta, una persona qualunque, deve riuscire a instaurare senza perdere tempo a presentare innumerevoli volte un libro guardando in faccia a nessuno e magari nello scantinato polveroso di una libreria ch’è tutto fuorché una libreria o nei caffè letterari improvvisati, aldilà delle capriole come dei capitomboli che si verificano in ogni apparente, disastroso successo popolare.

Cosa significa essere un autore indipendente: quali sono, a tuo avviso, i punti di forza e quali le difficoltà, invece?

Significa avere la libertà di sapere a chi devo arrivare ma senza sentirmi mai arrivato, facendo festa con le mie doti nella solitudine di ogni mia decisione d’intervenire per evitare l’ingovernabilità delle percezioni d’incerti annientamenti, e non morire nel bel mezzo di certe relazioni sociali o tendenze commerciali che dirsi voglia. Nel mio campo essere autonomi vuol dire risultare perennemente emergenti, garantirsi una passione essendo manager di se stessi, stando dietro a conoscenze determinanti per la propria carriera ma che devono mutare in sentimenti, ispirandole così oltre all’indole di tanti manoscritti in eterna attesa di giudizio peraltro.

In quale progetto sei attualmente impegnato?

Intendo lasciare il segno a ogni Comune d’Italia, specie a quelli invisibili, con un lavoro che mi sono inventato, quello della guida poetica, per divulgare versi nient’affatto classici, che possono tornare cari non solo a me, carichi di riflessioni che si riferiscono ai legami senza tempo tra un dato paesaggio e chi lo abita, camminando con un seguito di cittadini e turisti culturalmente inappagabili, capaci di riprendere fiato ascoltando un essere umano, pervaso dall’anonimato civile… m’impegno affinché una poesia e per giunta originale insegua dei potenziali lettori, intercettandoli con una forma impensabile, senza dare adito a della passività, con l’augurio che rivolgo a me stesso, di fare parte così di una contaminazione artistica se non addirittura professionale, tale da favorire sempre chi ha piacere di mettersi in discussione, di esprimersi con una sensibilità da cui si possa attingere, comunque rimediabile per il bene… comune! Per il resto, provo a non distaccarmi dal mio personaggio, dal mio modo di comporre per le successive pubblicazioni che presenterò spettacolarizzando alla maniera di un cabarettista filosofeggiante. Non smetto di collaborare giornalisticamente e di fare l’editorialista, il saggista e il promotore letterario tra testate, siti, blog e web radio altrettanto attivi. Come se non bastasse ci sarebbero da sviluppare dei monologhi contenenti l’analisi dei testi di cantautori indimenticabili a mio avviso, con un supporto musicale appropriato per dare visibilità quantomeno a più talenti possibili, che scontano suppergiù la mia stessa condizione economica, una scelta di vita: morire di fame facendo ciò che mi piace. Ah, e continuerò a intrattenere i bambini nelle piazze e nelle festicciole private con bolle di sapone, burattini e pagliacciate affini, invitandoli alla fine a fare parte di un selfie… indimenticabile, forse!

Come facciamo a seguirti?

Semplicemente richiedendomi l’amicizia su Facebook, digitando Vincenzo Calo’ noterete che aggiorno di frequente la bacheca del mio profilo tra il serio e il faceto. O iscrivendovi al gruppo fb che amministro, Reading Mania, purché mi aiutiate a segnalare se non a organizzare rimpatriate, persino in privato (e perché no nei cimiteri?), tra autori capaci di leggere quello che scrivono, sentendosi piccoli giustappunto per fare grandi amicizie e stare uniti a risolvere l’eterna, culturale inconcludenza sancita dalle istituzioni.

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

Non siate prevenuti con davanti tante pagine da leggere, perché è aprendo un tomo che si ricomincia a vivere e a fare come minimo la storia di una persona nuova, che si rende esaustiva rileggendola infinite volte, senza porvi delle scadenze, bensì attribuendovi della fantasia, mettendovi nei panni di uno scrittore preda del suo intimo, di parole a primo gettito senza senso, ma che alla seconda stesura legarle equivale a un orgasmo irraggiungibile… dunque anche se l’inizio non vi prende, disciplinatevi “sapendo” leggere un testo, e per intero, che ne va della forza d’animo a fronte di tante finte sentenze che voi stessi in generale emettete troppo semplicemente. Non siate peggio ancora razzisti aspettando le nuove uscite di un unico genere di libri, l’esposizione di codesti deve essere universale, e se manca richiedetela a chi di dovere e protestando come si deve o fate una ricerca condivisibile senza perdere tempo a verificare la serietà o meno di una piccola casa editrice (oltre a quel tragico errore di dare per scontata l’efficienza delle major!) che tanto in 8 casi su 10 essa è costretta a ridimensionarsi assumendo le sembianze di una grande stampante a gettoni… perciò non date dello sfigato all’autore che preferisce di gran lunga auto pubblicarsi, investendo su se stesso o elemosinando con una vanità come a dire “Altrimenti c’è un Dio in meno a cui pregare”.

ILARIA GRASSO

INCONTRO CON LO SCRITTORE CRISTIANO PEDRINI

Libri cristiano pedriniIl mio incontro con lo scrittore Cristiano Pedrini, per parlare del suo amore per la scrittura, dei suoi libri e di tanto altro.

Ciao Cristiano, innanzitutto ben trovato su LIBERI LIBRI E NON SOLO, come nasce la tua passione per la scrittura?

Ciao e grazie dell’ospitalità. Per rispondere alla tua prima domanda posso dirti che fin dalle elementari adoravo e attendevo con impazienza il momento del tema in classe… e al contrario detestavo la matematica!

Direi quindi che la mia passione nasce già da piccolo.

C’è un libro, fra i tuoi, al quale, per qualche ragione, ti senti più profondamente legato?

Ognuno nasce e cresce in un momento particolare che attraversa la mia quotidianità. Fare classifiche non è facile e onestamente non lo voglio ma sicuramente un posto di riguardo è per “La teoria del pettirosso”, il primo libro, scritto nell’estate del 2014 che ha rotto un blocco che durava da oltre vent’anni.

Ne La teoria del pettirosso affronti una storia molto intensa e delicata, una storia che potremmo definire di mutuo soccorso: com’è nata l’idea?

In questo romanzo c’è una parte del mio vissuto, forse l’averlo raccontato nel modo in cui tu hai descritto mi è risultato naturale.

Sulla tua definizione di mutuo soccorso, beh, direi che è una interessante chiave di lettura per comprenderne l’essenza.

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A settembre esce il tuo nuovo romanzo, dal titolo “Sulle rive dei nostri pensieri”, una storia d’amore e di avventura, particolarmente originale...

Questo romanzo, e il suo prosieguo, ormai concluso è un piccolo tributo ad un fiume che ho sempre amato, sebbene l’abbia conosciuto attraverso film e romanzi: il Mississippi.

La storia nasce e si evolve su un battello, l’American Queen che lo percorre, ricordandoci la storia e le curiosità, con tutte le sue infinite contraddizioni e alle memoria del grande fiume se ne aggiungerà presto un’altra che vedrà come protagonisti Lee e Nicholas, appartenenti a mondi all’apparenza inconciliabili.

sulle rive dei nostri pensieri

Le regole di Hibiki è un’altra tua storia molto intensa e, per certi versi, anche una storia dura…

Questo romanzo, e il suo prosieguo scaturiscono da una semplice domanda: cosa faremmo noi se, soli al mondo, circondati da un mondo a cui sembriamo invisibili, si trovassimo a sopravvivere?

Perderemmo la nostra umanità? Ci lasceremmo sopraffare dalla rabbia? Perderemmo di vista ciò che siamo? Tenteremmo lo stesso di costruirci un futuro?

Hibiki ha solo le sue regole per restare fedele a se stesso e alle sue idee e vi invito a conoscerlo attraverso di esse.

le regole di hibiki

Cosa significa trattate tematiche LGBT in Italia? Sembra che questo genere stia prendendo piede, finalmente, anche nel nostro paese…

Devo premettere che sebbene le mie storie trattino anche di rapporti tra persone dello stesso sesso ho sempre ritenuto che queste storie non mettessero al centro della vicenda l’omosessualità e i problemi che da essa scaturiscono a causa delle ostruzioni (ancora tante) che la società civile e religiosa pone di fronte ad essa. Per me l’amore tra due giovani non è il problema, la naturalezza dell’amore mi spinge a considerarlo naturale e genuino come qualsiasi altro rapporto.

Detto questo sebbene il mio genere di fondo è il romance, intreccio alcuni filoni: lo storico, con “Madras”, il drammatico con “Klein Blue”, il giallo con la trilogia “Opportunity-Rhapsody-Infinity”. Con essi propongo anche temi come la prostituzione, il commercio di organi, il problema dei senzatetto….

Come facciamo a seguirti?

Oltre alla mia pagina facebok cristiano pedrini autore potete seguirmi anche sul mio sito www.cristianopedrini.it.

Grazie Cristiano di essere stato con noi quest’oggi, prima di chiudere, ti inviterei a lasciare un messaggio ai nostri lettori…

Sono un perfetto imperfetto e le mie opere sono solo una breve e piccola visione del mondo che vorrei: un mondo di per sé né migliore né peggiore di quello di oggi… è semplicemente il mio ma è aperto a chiunque, senza pregiudizi, voglia conoscere me e i miei protagonisti.

ILARIA GRASSO

Intervista allo scrittore e musicista Mauro Ardenghi

Il mio incontro con lo scrittore e musicista Mauro Ardenghi.

Mauro Ardenghi è nato a Cremona il 12 Giugno del 1959. Dopo essersi laureato in Storia dell’Arte si è dedicato per qualche anno all’insegnamento prima d’intraprendere un percorso che l’ha portato in seguito ad operare nel sociale. Musicista e scrittore, si è occupato nel tempo di grafica, poesia (vincitore del premio Città di Cremona nel 1980), critica musicale, esoterismo e studio comparato delle Religioni. Attualmente vive a Cremona, dove svolge la sua attività di saggista.

Apostasia

Ben trovato su Liberi Libri e non solo, carissimo Mauro: per Apostasia (da cui il titolo del tuo libro, pubblicato da Bastogi Libri) si intende la consapevolezza del rifiuto della religione: come mai la scelta di parlarne in un libro?

Dalla Treccani Apostasia significa il rifiuto della propria religione; in senso traslato è un rifiuto delle tre religioni monoteistiche, patriarcali e semitiche per le quali Dio è Uno ed è Maschio: non c’è traccia alcuna di quel “femminino sacro” che invece grande importanza assume nelle diverse tradizioni iniziatiche di matrice esoterica. Le religioni sono essoteriche ed hanno in comune l’Antico Testamento, il cui protagonista è il Dio degli Eserciti e d’Israele Yahweh.

L’idea del libro parte dalle “dimissioni” di Papa Ratzinger e dal suo voler rimanere “nascosto” (copto egizio “AMUN” traslato in italiano con Amen, termine che segna la fine del rito. Il Cristianesimo è da sempre stato associato all’era quaternaria, ovvero al tempo impiegato dall’intero sistema solare per compiere un intero giro attorno al centro della nostra galassia (200 milioni di anni). Questa era starebbe volgendo al termine.

Tra Chiesa e Politica il confine spesso è sottile, anzi, sottilissimo, e già in precedenza la Chiesa ha mostrato di preoccuparsi più della Politica, che della salvezza delle anime…

Le tre chiese non solo fanno politica, essendo rivolte a tutto il genere umano (essoterismo), ma anche guerre e genocidi (dai catari agli albigesi dai dolciniani ai templari fino alle “streghe”). L’influenza etico-politica dello stato Vaticano sul nostro paese è sempre esistita. Per non parlare dello IOR…

Questo libro si articola come fosse un vero e proprio viaggio tra la religione, l’astronomia e l’esoterismo: quali difficoltà ha comportato, il compiere questo viaggio?

Il fine, nel considerare le teorie formulate da Stephen Hawking sui buchi neri e nel volerle applicare alla Qabballah oppure allo Gnosticismo o al Sufismo per concludere con le Filosofie indiane (tradizioni esoteriche, cioè riservate ai pochi in cerca d’illuminazione e di verità scomode) sta nel ricercare una sorta di parallelismo tra le scienze antiche, arcaiche e quelle moderne. Come mai, parlando di Cattolicesimo. la chiesa romana si è arrogata il diritto di ripudiare un apocrifo dell’A.T. (Il LIbro di Enoch, che significa proprio “iniziato”) e più di 50 Vangeli scritti anche da apostoli e seguaci del Cristo? Cosa vogliono tener segreto alle masse? Che tipo di “messaggi iniziatici” veicolano quegli scritti? V’è una frase del Cristo Vivente (il Cristo Gnostico) che recita, in risposta alla domanda: “come si entra nel regno dei cieli?”: quando l’uomo si farà donna e la donna uomo e l’uomo non sarà più solo uomo e la donna solo donna e i due diventeranno una cosa sola”. Cosa intendeva? La Chiesa ha la risposta? e se si perchè ce la vuol tener segreta, per impedirci l’accesso all’albero della vita? (vedi Genesi).

Musicista e scrittore: come convergono, nella tua anima, questi due aspetti? Hai mai pensato di unire in un libro la scrittura con la musica?

Come musicista ho letteralmente appeso la chitarra al chiodo ma ho stretti rapporti col mio vecchio gruppo (COBALTO): l’intenzione sarebbe di creare un fil rouge tra i testi e le musiche delle loro canzoni e ciò di cui parlano i miei libri (questo è il terzo)…è in fase embrionale…vedremo….

Torniamo al tuo libro, Apostasia: nello stesso tu illustri quello che è conosciuto con il nome di Decalogo, vogliamo spiegare di cosa si tratta?

Il Decalogo sono le 10 leggi che Yahweh ha dettato a Mosè sul Sinai, le quali corrispondono alle 10 sefira dell’albero cabalistico. Nell’Induismo esiste il termine MANVANTARA, nome composto di un ciclo cosmico pari a 4.320.000 anni; composto da Manu+Avatara, ovvero la “discesa (avatara) del legislatore Manu, un apportatore di leggi sulla scorta delle quali l’umanità verrà “giudicata” dal suo gemello oscuro Yama, il Giudice Infernale. Notare che le 10 sefira vengono percorse nei due sensi e vengono simboleggiate da due serpenti avvinghiati all’Asse Cosmico (caduceo di Hod). alla discesa avatarica fa seguito la salita. Ed alla legge fa seguito il giudizio.

A questo mondo non vi è altra legge che l’Amore e lo affermi proprio nel tuo libro: come si traduce o come dovrebbe, perlomeno, tradursi, questo principio nella nostra vita quotidiana?

Le tradizioni iniziatiche si occupano principalmente dell’asse, non dei due serpenti. L’asse cosmico passa attraverso i centri spirituali dei rispettivi mondi o dimensioni spaziotemporali ed il “centro” è il luogo sacro in cui i due opposti (o complementari) si uniscono: love is the law diceva Crowley e lo dicono anche i shivaiti che praticano il Tantra. La realtà è Maya, illusione, perchè fa sembrare due ciò che è uno, stabilendo una divisione tra l’uomo (duale) e dio (unitario). L’unione tra un uomo ed una donna che si amano è SACRA ed ha il potere non solo di procreare, ma anche d’illuminare.

La consapevolezza s’innalza lungo il sushumna (colonna vertebrale) e ad ogni stadio il pensiero s’illumina. Ed il sushumna altro non è che quell’Axis Mundi o asse cosmico lungo il quale sono dislocati i diversi mondi. Tale è l’INIZIAZIONE!!! Un’iniziazione che già i Cavalieri Templari praticavano e per la quale dapprima presero per le palle il Papa, finchè questi non trovò in Filippo il Bello Re di Francia, ingallato fino alla nausea col cavalierato, il braccio armato che gli serviva per vendicarsi. Cosa trovarono i Cavalieri sotto le rovine del Tempio di Salomone? Una tomba? E di chi? Forse di Gesù? Ipotesi affascinante; comunque sono ritornati con un qualcosa che li ha fatti divenire non solo ricchi, ma potentissimi agli occhi di Roma e del Papato.

Il messaggio che vorresti lanciare ai tuoi lettori e chi ha seguito questa nostra intervista…

Non ho alcun messaggio oltre a quello che scrivo, cmq ho in preparazione un nuovo testo già a buon punto di sviluppo. La verità rende liberi: io non penso di averla in tasca ma la sua ricerca mi affascina e così mi tengo informato leggo e scrivo.

ILARIA GRASSO

“L’onda lunga del Titanic” (Macchione Editore): incontro con la scrittrice Tiziana Viganò

..in un periodo in cui tante donne muoiono per malamore la storia di Mary Mullin ci fa pensare che la sua storia è struggente e malinconica ma lei almeno è morta PER amore,,,come tante eroine del passato storico e letterario

L'onda lunga del Titanic

Il mio incontro con la scrittrice Tiziana Viganò, per parlare del suo nuovo libro, “L’onda lunga del Titanic”, pubblicato da Macchione Editore.

Ciao Tiziana, ben trovata sul mio Blog Liberi Libri e non solo: come mai la scelta di scrivere un libro sul Titanic, ovvero, “L’onda lunga del Titanic”?

Ciao Ilaria, grazie per l’intervista! Come sai ho scritto due libri di argomento femminile,“Come le donne”, dodici racconti, storie vere di donne che hanno trovato grandi difficoltà nella vita ma hanno saputo combatterle e vincere; il secondo,“Sinfonia nera in quattro tempi” sotto la veste del romanzo giallo parlo di coppie malate che finiscono in omicidio e femminicidio.

Volevo concludere la trilogia con un libro sulla bellezza dell’amore, quello positivo che va oltre la morte – dopo molte storie di coppie male assortite ci voleva proprio! – mettendo a confronto una storia attuale con una del passato. Di qui la scelta di narrare la vicenda di due ragazzi irlandesi, veramente esistiti, che si imbarcarono sul Titanic per cercare una nuova vita in America. Giulietta e Romeo di cent’anni fa.

La prefazione è di uno dei più grandi esperti e conoscitori, a livello internazionale. della vicenda storica del Titanic, Claudio Bossi: com’è stata la vostra collaborazione? 

Siamo molto amici e mi è venuto spontaneo chiedergli se sul Titanic, in mezzo alla tragedia, ci fossero belle storie d’amore, e così ho scelto Mary Mullin e Denis Lennon, due migranti di terza classe, mi sono documentata sui suoi libri per cercare tutti i dettagli dell’ambiente e dei passeggeri, e ho dato vita e sentimenti ai protagonisti. Quando si vuole scrivere un romanzo storico la documentazione è fondamentale e posso dire che, leggendo la parte ambientata sulla nave, si può immaginare di essere proprio a bordo con i protagonisti.

Quali difficoltà e quale impegno ha comportato scrivere questo libro?

È stato interessante e divertente: conoscevo bene i libri di Bossi e ho solo selezionato tutto quello che poteva essermi utile.

Quanto, invece, è stata stimolante questa esperienza letteraria e scrittoria?

Scrivo da sempre e per me è un modo di comunicare naturale: nel mio passato c’è una lunga esperienza di redattrice alla Garzanti e questa è una base solida per costruire libri; la ricerca storica e sociologica fa parte della mia formazione. Una volta avuta l’idea ho scritto velocemente: la vicenda è serena e piacevole, fa sognare e anche riflettere perché c’è come sempre la parte psicologica che nei miei libri non manca mai.

L’onda lunga del Titanic” è una storia al femminile, concepita e vissuta tra passato e presente, attraverso le due protagoniste: come mai questa scelta, coraggiosa e, al tempo stesso, affascinante?

La protagonista attuale, Clara, è una donna di successo, in carriera, che dopo un fidanzamento fallito s’innamora nella splendida cornice del lago di Como, a Varenna, un luogo che sembra fatto apposta per creare bellezza intorno alla bellezza dell’amore. Dovrà presto prendere una decisione importante per la sua vita e sarà sommersa da dubbi e confusione: il ritrovamento di un diario di Mary, morta per amore sul Titanic, le darà molti spunti per riflettere e decidere per il meglio. Recuperare le memorie del passato, gli introietti e i valori della famiglia, è qualcosa che aiuta a connettersi con la propria identità profonda e a dirigere la vita verso obiettivi desiderati.

La parabola del Titanic è, essa stessa, una storia d’amore, per certi versi, dal momento che noi tutti abbiamo, in qualche modo, fantasticato riguardo ad essa e dirottato sulla nave più famosa del mondo tutti i nostri sogni: non è, dunque, solo una pagina drammatica della nostra storia…

Il Titanic è un mito e un simbolo: non solo quello dell’arroganza dell’uomo che crede di essere più potente della Natura solo perché padrone della tecnologia, ma è anche la rappresentazione dei vizi e delle virtù dell’essere umano che si è ben manifestata in quelle pochissime ore del naufragio. Coraggio e vigliaccheria, solidarietà, abnegazione ed egoismo, assurdi errori, stupidità, presunzione. Soprattutto è una storia di enigmi e di misteri, ancora oggi non rivelati appieno, trame losche della grande finanza internazionale che ha “voluto” l’affondamento della superba nave ritenuta “inaffondabile”.

Qual è il messaggio intrinseco del tuo libro, quello che tieni a trasmettere ai tuoi lettori?

Che l’amore, quando è condiviso e profondo, non solo può superare gli ostacoli, ma è l’unica cosa che ci fa sfiorare l’immortalità. Mi piace ricordare quell’immagine del film di Cameron che è vera icona dell’amore, nell’inconscio collettivo: Rose con le braccia aperte sulla prua della nave e Jack le sta dietro come a proteggerla ma non stringe le mani attorno a lei. L’amore non soffoca, ma fa volare, proprio perché dà libertà e sicurezza… difficile, ma non impossibile! Riguardo al mio libro, a tal proposito, aggiungo che in un periodo in cui tante donne muoiono per malamore la storia di Mary Mullin ci fa pensare che la sua storia è struggente e malinconica ma lei almeno è morta PER amore, come tante eroine del passato storico e letterario.

titanic film

Tiziana, quali sono i tuoi progetti letterari per il futuro prossimo?

Dopo la trilogia sulle donne ho già pronto un libro di viaggi che ho intitolato “Viaggi di nuvole e terra”, tre esperienze in Sud Sudan e Repubblica Dominicana dove sono partita per volontariato, ma ho goduto anche di bellezze e contrasti, e un’altra in Grecia, davanti alla Natura trionfante, accompagnata dalle liriche dei poeti dell’antichità.

Come facciamo a seguirti?

Scrivo su diversi blog, e ho il mio http://tizianavigano.blogspot.it dove, oltre le recensioni dei libri che preferisco, potete trovare articoli di psicologia e sociologia, sui diritti umani e sulla questione femminile. Per gli amanti della cucina, uno dei miei hobbies insieme ai viaggi, http://ilgustoeilgiusto.blogspot.it

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

Un invito a leggere i miei libri, che dietro a una forma piacevole e anche divertente fanno riflettere su alcuni temi attuali che riguardano tutti, donne e uomini. Buona lettura…e fatemi sapere la vostra opinione! Grazie Ilaria, un saluto a tutti i lettori!

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ILARIA GRASSO

Nella foto di copertina: Tiziana Viganò con Claudio Bossi

“L’Inferno”: intervista allo scrittore Marco Maria Orlandi

L'inferno

Il mio incontro con lo scrittore Marco Maria Orlandi, per parlare della sua opera letteraria dal titolo “L’Inferno”, ispirata all’inferno di Dante, proiettato nei nostri tempi.

Ciao Marco, ben trovato sul mio Blog Liberi Libri e Non solo: parliamo della tua opera, intitolata “L’inferno”, una raccolta certosina di endecasillabi suddivisa in 34 canti: com’è nata questa tua esigenza e quanto studio ha comportato?

E’ nata per caso, prima di allora non mi sono mai occupato di poesia né di letteratura in genere. Sfogliando il dizionario di italiano mi sono reso conto di quanti vocaboli non si usano e, probabilmente, si ignorano. Ho cominciato ad approfondire le origini della lingua grazie anche al TLIO, database molto ben fatto. Quanto studio? Io studio poco, a parte la musica (per quanto attiene alla composizione e alla concertazione) e, per breve tempo, la neurobiologia molecolare.

Utilizzi un linguaggio in voga all’epoca di Dante: un omaggio straordinario al nostro più grande lustro letterario nel mondo…

Utilizzo vocaboli dell’italiano delle origini con intensità via via maggiore di pari passo con il procedere dei Canti, per accompagnare il graduale scollamento dei personaggi dal reale al fantastico.

Quanto tempo ha comportato la stesura di quest’opera intensa e originale, che rifugge, malgrado la sua meticolosità, da ogni intento serioso?

Sei mesi, da ottobre 2002 a marzo 2003, dedicandovi le serate dopo la giornata di lavoro.

Tu stesso hai dichiarato che il tuo intento principale, in questa opera, è far sì che il lettore dia importanza al “significante” e non al “significato” della stessa: vorrei che ci esprimessi meglio questo tuo importante concetto…

Il contenuto-significato in un componimento letterario è simile al ‘soggetto’ in un dipinto: se il soggetto dipinto è in sé ‘bello’ (una Madonna, fiori, un tramonto, dei bambini etc) non vuol dire che lo sia il dipinto. Dovrebbe essere ovvio.

Il tuo inferno, qui, è un viaggio, di memoria dantesca, appunto, di un malato all’interno di un nosocomio: come mai questa scelta?

Si è trattato di una scelta del tutto casuale…

L’autore, qui, non è da identificarsi con il protagonista: tu stesso ci tieni a precisarlo…

Nel novero di più personaggi l’inserimento di un io-narrante o io-poetante può credo contribuire a sottolineare meglio gli spazi conflittuali tra i vari personaggi. Metaforicamente parlando, è evidente che il personaggio che parla in prima persona è identificabile con il caso, il destino, fonte – nel comune pensare – di ogni evento sfortunato. Si parla del resto di ‘colpo di fortuna’, infatti che le cose vadano bene è un evento per sé eccezionale.

A quale pubblico di lettori è destinata questa tua opera?

A chi è interessato alla lingua italiana.

Cosa stai scrivendo, attualmente?

Le risposte alle tue domande…

Come facciamo a seguirti?

Devo ancora decidere se trasferirmi in Gran Canaria o in Catalogna…

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

Secoli fa non avevano giornali TV internet, nemmeno libri telefoni CD e via dicendo. Hanno lasciato capolavori in ogni campo: forse avevano il tempo di pensare.

ILARIA GRASSO

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