UN VIAGGIO DELL’ANIMA, IN “DA QUALCHE PARTE STARO’ FERMO AD ASPETTARE TE” (MONDADORI), ROMANZO DI LORENZA STROPPA – RECENSIONE

stroppa

Da qualche parte starò fermo ad aspettare te (Mondadori) è la storia di un viaggio interiore, quello di Giulia, la protagonista, un viaggio per ritrovare la libertà di essere se stessa, un viaggio oltre la paura di vivere, che ottenebra e arresta i battiti del cuore.

Giulia compie un viaggio il cui motore è il dolore, un dolore che sarebbe insopportabile a chiunque, anche se si provasse solo a immaginarlo.

Un viaggio, però, perché possa condurci alla destinazione, prevede l’esistenza di un compagno, qualcuno che possa quasi farci da bussola e che illumini la nostra oscurità, come una torcia dentro un tunnel buio, e la torcia è il compagno è Diego.

Diego, che di lavoro svolge editing per una casa editrice e che con l’amore non ha mai fatto i conti, preso com’è da frequentazioni superficiali e prive di coinvolgimento, entra nella vita di Giulia in un modo originale, arrivando a conoscerla in profondità ancor prima di incontrarla; Giulia ama dipingere,  è una pittrice di talento, perché nella pittura riesce a esprimersi ma non a liberarsi totalmente, poiché manca un tassello, il più importante. La sua mancanza di libertà è rappresentata nella sua incapacità assoluta ad utilizzare il rosso, il colore del sangue, nonché della passione e dell’amore

La malinconia è la miglior compagna di Giulia, sebbene non le manchino amicizie autentiche, quali si rivelano la dolcissima e saggia Teresa, non più giovane,  e la cugina Rita, un vulcano vero, persa dietro alle proprie storie, vere o presunte tali, lei che di punti fermi non ne ha, riesce ad essere un punto fermo per la giovane donna.

Prima di incontrare Giulia, la vita di Diego scorre tra il suo rapporto conflittuale con la madre, donna autoritaria che non è disposta certo a fare sconti, tanto meno a suo figlio, l’amore per il suo nipotino Pietro, e la passione per il suo lavoro, con le croci e le delizie che lo stesso implica. Anche a Diego, come a Giulia, mancano le emozioni autentiche, quelle che, probabilmente, sono destinati a ritrovare insieme.

Altra protagonista della storia è Venezia, che non si limita a fare da sfondo alla storia, ma partecipa in maniera attiva ai sentimenti dei personaggi stessi, una Venezia lontanissima da come siamo soliti concepirla, ovvero come una meta turistica, ma che qui, invece, è più vera, quotidiana con le sue gioie e con i suoi dolori, autentica.

Da qualche parte starò fermo ad aspettare te non è solo un romanzo d’amore ma è molto più: rappresenta, pagina dopo pagina, un viaggio verso la libertà, attraverso il dolore e l’abbandono della paura stessa del dolore, un viaggio che tutti dovremmo avere il coraggio di compiere, nella nostra vita, per far ritorno a quello che noi siamo.

ILARIA GRASSO

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