Il caleidoscopio di femmine di Daniela Frittella in “Trentatré” (Lupi Editore)

Daniela Frittella

“A trentatré anni, oggi, l’unica certezza è l’assenza di certezze”: apro così, la mia recensione di un libro che mi è molto piaciuto, frase, contenuta, appunto, nel libro, e che racchiude, a mio avviso, il senso più profondo dello stesso, parlo, nello specifico, dell’opera prima di Daniela Frittella, dal titolo “Trentatré”, pubblicata da Lupi Editore alla fine del 2016.

Trentatré quanti sono i racconti contenuti in questa celebrazione letteraria dell’umanità varia, declinata al femminile (anche se i personaggi maschili non mancano, come l’anziano professore protagonista della prima storia), con donne appartenenti ad ogni età, cultura, vissuto ed estrazione sociale, donne che però possono benissimo essere ricondotte ad un’unica figura femminile, come se tutte fossero, di fatto, i diversi aspetti presenti in una donna sola, esattamente come in un caleidoscopio, un caleidoscopio di femmine, quello di Daniela Frittella, femmine che vivono, soffrono, amano ma che sono ancora capaci di ritrovarsi, l’una con l’altra, quando sono insieme, abbattendo ogni possibile barriera che l’apparenza impone.

E ognuno può trovare, in questo libro, la sua donna: la lettrice la donna in cui identificarsi, il lettore, invece, la donna che potrebbe amare, la donna che lo affascina, da uomo.

Durante la lettura di Trentatré si resta praticamente rapiti, e si procede, così, velocemente, dall’inizio sino alla fine, cosa che a me non capita, a dire il vero, di frequente, ovvero, il fatto di provare sensazioni così forti durante la lettura di un libro.

Le donne di Daniela Frittella mi hanno conquistato tutte perché ho visto, in ognuna, qualcosa di me: ci ho visto la precarietà della vita, quanto del lavoro e dei sentimenti, la difficoltà nell’instaurare delle relazioni che abbiano valore e che durino nel tempo, e che ci rendano migliori, ci ho visto dentro il coraggio come pure la paura, la forza come pure la fragilità, e mi sono detta, poi, fine lettura “questo libro parla di me davvero”.

E questo è, effettivamente, il talento del vero scrittore, il talento di parlare di sé e dare, invece, al lettore l’illusione di parlare di lui: concludo, dunque, la mia recensione affermando che Daniela Frittella è, senza ombra di dubbio, una vera scrittrice.

ILARIA GRASSO

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