La musica che eleva: “Da Zero alle Stelle”, di Maria Giovanna Farina – RECENSIONE

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Il 9 dicembre 2016 è uscita la nuova edizione del saggio filosofico di Maria Giovanna Farina, dal titolo Da zero alle stelle (KKIEN edizioni), un vero e proprio excursus che la filosofa e scrittrice compie nella storia della musica italiana, dagli anni 70 ad oggi, attraverso quattro eminenti figure della musica, italiana, appunto, ed internazionale: il viaggio inizia con Renato Zero che una adolescente Maria Giovanna scopre ascoltandolo, per caso, in spiaggia (per poi non più separarsene) e prosegue con Alberto Fortis, raffinato punto di incontro tra l’Italia e il mondo britannico, l’incarnazione viva di quello che è una metafora, e infine attraverso due creature femminili, uguali e diverse tra di loro, come Mariella Nava – raffinata cantautrice che ha applicato la filosofia alla propria vita, scegliendo la discrezione, il più delle volte, del dietro le quinte che ne ha preservato la nobiltà quanto la delicatezza d’animo – e, infine, Cristiana Pegoraro, pianista italiana di mondiale fama, che applica la passione e l’amore alla musica e che ne eleva il profondo significato terapeutico.

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Renato Zero, la grande madre, entra nella vita di Maria Giovanna Farina alla stregua di una visione di pura libertà, nell’esplosione dei colori di ogni suo spettacolo che la nostra autrice segue in modo fedele attraverso gli anni e che le consente di scorgere, sempre di più, le analogie dell’artista con Cartesio: entrambi, il cantante ed il filosofo, sono infatti dei profondi osservatori del mondo che attraversano e verso il quale conservano uno spirito ribelle, perchè non v’è rivoluzione che arrivi senza una premessa che non sia di ribellione.

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Alberto Fortis è invece incarnazione, in musica, della metafora, il ponte raffinato, abbiamo detto, tra l’italianità e il mondo britannico: Fortis è la melodia che incontra la poesia dei testi con spontaneità, la stessa con cui affronta temi delicati come quello stesso della morte per suicidio per la mancata accettazione della sofferenza fisica e morale del protagonista de La sedia di lillà, costretto a vivere, altrimenti, confinato ad una sedia a rotelle.

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La terza gemma preziosa di questo libro è poi Mariella Nava, cantautrice che ha avuto il pregio di portar nel mondo la sua canzone Per amore, interpretata da Andrea Bocelli: Mariella, un’artista discreta che della discrezione ha fatto il suo punto di forza, Mariella che canta la poesia, canta l’amore ma canta anche il dolore, della violenza, ad esempio, sulle donne, e canta la tragedia quotidiana dei migranti che lasciano la loro vita in mezzo al mare, in cerca di un destino migliore, che individuano altrove.

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E ultima, ma non ultima, arriva anche Cristiana Pegoraro che oltre a suonare il piano, comporre musica, sa scrivere poesie: arte che cura, la sua, perchè il fine più grande della vita è la felicità e il vero crimine che ognuno di noi può veramente compiere è sottrarsi ad essa, a lei, alla felicità, a quel diritto che in America è contemplato addirittura nella Costituzione, e che molti di noi ignorano, schiacciati dal senso del dovere e da quelle attenzioni che perlopiù concentrano sul concetto dell’assenza e della mancanza, che fa dimenticare la gioia di tutto quanto possiedano di fatto, inconsapevolmente.

ILARIA GRASSO

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