Uno sconfinato amore: a tu per tu con lo scrittore Paolo Ciufici

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Il mio incontro con lo scrittore Paolo Ciufici, per parlare di Ga(Y)o, il romanzo che ha pubblicato quest’anno con Milena Edizioni. Una chiacchierata piacevolissima.

Ciao Paolo, bentrovato sul mio blog, Liberi e Libri e Non Solo, parliamo del tuo roomanzo, dal titolo Ga(Y)o, pubblicato da Milena Edizioni, una storia che è un vero e proprio viaggio interiore, un percorso…

Come mai hai scelto di ambientare la tua storia nella metà del Novecento?

Ho scelto di ambientare Ga(y)o a partire dalla seconda metà del Novecento per segnare il percorso di vita dei protagonisti, Gaio e Tom, seguirli dalla giovinezza alla maturità, e accompagnare il lettore nel loro viaggio. La scelta del periodo storico, in cui si svolge l’infanzia di Gaio, vuole anche descrivere un’Italia che esce, provata, da una dittatura e che ne riporta nella coscienza le ferite ideologiche. Così come, nel caso del romanzo, una concenzione dell’omosessualità come perversione e malattia. Quindi si passa da condizioni di disagio, di discriminazione, come appunto nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza di Gaio, alla voglia dei due amanti di legittimare civilmente il loro sentimento.

L’amore resta amore sempre, come quello di una madre per un figlio: parliamo di una figura forte quanto dolce, in questo libro, quella di Rachele, la madre di Ga(Y)o…

Rachele è un personaggio meraviglioso. Sono contento che riesce a risplendere agli occhi del lettore in tutto il suo bagliore; Rachele accieca e riscalda, appunto; è materna, sensibile e non troverà mai un atteggiamento ambiguo, strano, in Gaio; anzi sarà la sua sostenitrice a vita. Per contro, come moglie, è l’eterna sognatrice di un amore fiabesco, di un uomo galante e gentile che la corteggi e la rispetti constantemente, e che non ha. Ha il coraggio e la forza intellettuale della madre e la fragilità della moglie.

Quanto, a tuo avviso, è pronta, la società attuale, alla storia di Ga(Y)o, una storia d’amore come tante altre, in fondo?

Credo che l’Italia abbia fatto dei passi notevoli sul cammino delle tematiche cosiddette LGBT. La Legge Cirinnà del 2016 ne è un esempio, sebbene unico e ancora acerbo. Io francamente credo che di omosessualità si sia sempre parlato, anche quando era realmente proibito parlarne. Il problema è l’ascolto. La differenza rispetto al secolo scorso, è che oggi si ascolta di più; ma ascoltare non necessariamente vuol dire conoscere, comprendere; attualmente è ancora molto diffusa la tendenza all’ascolto passivo, cioè a sentire la parola “omosessuale” e fermarsi lì, come se fosse un suono, un rumore, senza l’interesse attivo a capirne la provenienza. Credo che ci sia ancora molto da fare, e soprattutto da scrivere.

La base dell’amore è la condivisione, e la condivisione va al di là dell’eterosessualità, o meglio, non è, per fortuna, una sua prerogativa: nella storia di Ga(Y)o e Tom di condivisione ce n’è molta, nella buona e nella cattiva sorte…

Sì l’amore per me è condivisione; è far accomodare qualcuno nella propria regolarità esistenziale, e viverne. La vita non ci dà soltanto gioie e sorrisi, ma anche, anzi spesso, delusioni e lacrime; quando si avverte la necessità di condividere proprio tutto, e non si è spaventati a soddisfare tale bisogno, allora si ama sinceramente; il sesso degli amanti è irrilevante; è l’essere umano portato alla condivisione; l’amore è umano.

Cosa pensi della letteratura LGBT in Italia: pensi che possa avere la giusta distribuzione che merita?

E’ stata una bella sorpresa conoscere che ci sono diverse realtà editoriali italiane che danno spazio alle tematiche LGBT. Io ho avuto il piacere di collaborare con la Milena Edizioni, che riserva molta attenzione alla letteratura LGBT, con l’intento nobile di raccontare attraverso la narrativa o la poesia l’amore in tutte le sue forme.

Paolo, quali sono i tuoi progetti letterari per il futuro prossimo?

Continuerò a collaborare con la Milena Edizioni, c’è già un progetto in corso, molto interessante; continuerò a scrivere, ho tante storie nel cassetto; ora che ho trovato la chiave per aprirle, non posso continuare ad accumularle e a impolverarle.

Come facciamo a seguirti?

Potete seguirmi sulla mia pagina Facebook; potete scrivere i vostri commenti, le vostre recensioni sul romanzo, mi farebbe tanto tanto piacere.

Lascia un messaggio ai nostri lettori…

Spero che leggendo Ga(y)o possiate respirare a pieni polmoni la libertà di amare e di sentirvi amati. Spero che Gaio e Tom possano essere buoni compagni di viaggio, verso la scoperta della felicità che è in ognuno di noi; spero che il percorso fatto dalle mie parole possa sorreggere adeguatamente il vostro passo.

ILARIA GRASSO

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