La filosofia nella vita quotidiana: intervista alla filosofa e scrittrice Maria Giovanna Farina

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Il mio incontro con la filosofa e scrittrice Maria Giovanna Farina, che, vera e propria pioniera in Italia della consulenza filosofica, ha creato nel 2001 a Milano Heuristic Institution da cui nasce il metodo Euristica e Istituzioni.

Con l’uso pratico della Filosofia ispirato alla tecnica del dialogo di Socrate, Maria Giovanna Farina ha costruito un metodo per comprendere e aiutare adulti e bambini a superare i disagi esistenziali. Attraverso le tecniche già esistenti e la continua ricerca di nuove metodologie nel campo delle scienze umane, Maria Giovanna Farina mira a perseguire una maggiore conoscenza del Sé, dell’Altro e delle discipline interessate ai rapporti interpersonali.

Carissima Maria Giovanna, innanzitutto benvenuta sul mio blog, parliamo della filosofia: quali sono, a tuo avviso, le difficoltà, al giorno d’oggi, di applicare la filosofia al vivere quotidiano?

Grazie a te per l’invito Ilaria! Una domanda piuttosto ampia a cui rispondere con poche parole è complicato. Ti dico che prima di tutto manca una cultura della filosofia pratica anche se si sta maggiormente diffondendo rispetto quando iniziai 14 anni fa: negli USA e in Canada la pratica è già consolidata da molti anni. Non c’è una priorità nella difficoltà, ma una non conoscenza della possibilità, la filosofia come dice la parola stessa è amore per la sapienza che è conoscenza, si tratta di cercare dentro di sé le risposte più adatte alle domande personali. Un esercizio da intraprendere con pazienza e volontà di affrontare la difficoltà. La filosofia come madre di tutte le scienze, anche della psicologia, possiede il millenario sapere degli uomini: come non trovare in questo enorme bagaglio la cura per la nostra anima?

Nella tua sfera strettamente personale quanto sostegno ti ha fornito la filosofia?

Prima di poter pensare di aiutare qualcuno devi superare le tue difficoltà e solo la filosofia ha saputo donarmi la soluzione. Avevo difficoltà a dire NO, un no con la N maiuscola utile per difendere se stessi dagli attacchi del mondo e allora, grazie all’aiuto di un filosofo della strada come lo definisco nel mio libro Ho messo le ali (che trovate in e-book), ho imparato grazie ad un piccolo accorgimento: dal salumiere sono riuscita a non farmi vendere nemmeno un grammo di più di quell’etto di prosciutto che avevo chiesto seguendo una precisa sequenza di parole e mimica facciale. Così poi ho potuto insegnarlo agli altri. Si parte sempre da piccoli passi per giungere alla grande meta!

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Hai scritto parecchi libri sull’argomento, ma io vorrei soffermarmi sull’ultimo, dal titolo Dialoghi con un ottimista, nel quale hai un ospite d’eccezione…

Dialoghi con un ottimista è un libro che da da pensare, ma che sa allo stesso tempo divertire aiutando a diventare ottimisti. Sì, ho un grande ospite che è Francesco Alberoni che ho “usato” per dare istruzioni utili ad affrontare la vita con vero ottimismo che non è vedere tutto rosa, ma è usare la ragione e la conoscenza per trovare le soluzioni migliori. L’ottimista Alberoni mi ha insegnato questo ed io ho cercato di trasferirlo al lettore.

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Che persona hai scoperto, in Francesco Alberoni, dialogando liberamente con lui?

Ho scoperto un uomo senza tempo che pur essendo un grande intellettuale con un curriculum incredibile sa essere l’amico della porta accanto. Ama il dialogo da salotto dove inserisce sempre la giusta ironia per alleggerire il discorso e la vita.

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Quanto è importante riuscire a dialogare con il prossimo?

È fondamentale dialogare con chi ci vive attorno. Noi esseri umani siamo animali dotati di linguaggio (zoon logon echon) come diceva Aristotele, il dialogo ci appartiene. Eppure da sempre facciamo la guerra che è l’opposto del dialogo, o per meglio dire è un dialogo violento e distruttivo. Una contraddizione insanabile, a quanto pare. Per fare del dialogo il compagno della nostra vita dobbiamo allenarci e soprattutto allenare i bambini.

Quali sono, a tuo avviso, le principali barriere al dialogo?

Le principali barriere al dialogo sono… la mancanza la svogliatezza: è più facile rifugiarsi nei videogiochi, nella realtà virtuale per non vedere le proprie difficoltà; chi non dialoga perde la grande occasione di mettersi alla prova, di conoscere se stesso e gli altri.

Hai trattato anche il difficile tema della violenza sulle donne, e questo nel tuo libro dal titolo “Il giardino delle mele”, violenza non solo fisica, ma soprattutto psicologica: spiegaci da quale esigenza particolare è nato questo tuo progetto…

Come filosofa, e soprattutto come donna, non potevo non parlarne. Ho fatto molta fatica a decidere, non avrei mai voluto dover parlare di un tema così delicato e doloroso. Poi ho deciso e ho scritto un piccolo libro che ogni donna dovrebbe leggere per poi trasmettere il messaggio alle nuove generazioni e dire loro: “non accettare mai di essere sottomessa”.

Il bambino senza parole” è un altro tuo libro molto importante, in cui tratti la difficile problematica dell’autismo: ricordiamo che il libro è stato tradotto anche in lingua turca dall’editore Arion di Istanbul….

Un tema quello dell’autismo che ho voluto raccontare dopo un’esperienza arricchente, ma tanto dolorosa vissuta in prima persona con un bambino autistico che mi era stato assegnato nella scuola. Un incontro che mi ha cambiata per sempre e che mi dato la possibilità di ideare un metodo educativo che si può applicare anche ad altri bambini con la stessa sindrome. Un libro che sarà ripubblicato.

Parliamo della tua rivista filosofico/lettararia dal titolo “L’accento di Socrate”, che esiste già da parecchio tempo e che ti ha dato – e continua a sarti – parecchie soddisfazioni…

L’accento di Socrate è, come amo definirlo, un laboratorio filosofico dove filosofi, poeti, pittori, scrittori, ma anche persone con la sola passione di esprimersi, mettono in scena se stessi e ciò che desiderano esprimere. L’essere umano ha una gamma notevole di possibilità di espressione, deve pertanto utilizzarle per comunicare con gli altri.

Attualmente sei impegnata anche in un programma radiofonico, in onda ogni venerdì alle 18, su Radio Senise Centrale (www.radiosenisecentrale.net) che si intitola, non a caso, Dialoghi per vivere meglio – La filosofia applicata alla vita quotdiana: com’è nato questo progetto e quali sono le sue finalità?

Premetto che ho una certa esperienza per anni ho curato una rubrica radiofonica settimanale Pillole di filosofia e Primi passi di filosofia. Questa nuova occasione mette in primo piano il dialogo, lo strumento necessario per vivere meglio. La sua finalità è far conoscere alle persone il lato “terapeutico” della filosofia e credo che con questa web-radio si potrà raggiungere chiunque nel mondo perché con grande gioia so che il mio sito, me lo segnalano le statistiche, è seguito all’estero in modo particolare negli USA.

A proposito di progetti: quali sono i tuoi progetti professionali per il futuro prossimo?

A questa domanda ti risponderò nel 2017 quando avrò la certezza della loro realizzazione. Ma una cosa te la anticipo: condurrò salotti letterario-filosofici anche in luoghi privati dove mi chiedono di parlare di filosofia. Un po’ come faceva il grande Socrate.

Siamo in chiusura, carissima Maria Giovanna: ti ringrazio di essere stata con me e, a questo punto, ti chiedo di lasciare un messaggio, un pensiero, per i nostri lettori…

Ricordatevi che la filosofia non è una materia astrusa e difficile: dedicatevi a lei e la vostra vita sarà migliore!

ILARIA GRASSO

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