Ricomincia da Te: incontro con la scrittrice Marta Lock

photo-luciano-tinari Foto: Luciano Tinari

Il mio incontro con la scrittrice Marta Lock, per parlare del suo nuovo libro, dal titolo “Ricomincia da Te”, dei suoi progetti futuri e di molto altro ancora.

Ciao Marta, grazie per aver accettato questa mia intervista, parliamo del tuo ultimo libro, dal titolo “Ricomincia da te”, pubblicato da Harmakis Edizioni: a me è piaciuto moltissimo, tanto è vero che l’ho letto tutto di un fiato, è un libro che non dà delle risposte, ma che induce a farci delle domande, concordi con me in questa mia riflessione?

Ciao Ilaria, è sempre un piacere essere intervistata da te e sono molto felice di sapere che il libro ti sia piaciuto così tanto. Ricomincia da te esprime in pieno il mio modo di vedere la vita, di sperimentare e di affrontare il difficile percorso di crescita e maturazione emotiva. Sono sempre stata una possibilista e relativista nel senso che anche prima di scoprire la mia capacità di espressione attraverso le parole, ho sempre creduto che l’esperienza personale fosse fondamentale a trovare la propria strada perché il vissuto degli altri non può essere la base e il concetto più adatto per noi. Diventando scrittrice non potevo avere un approccio differente, a partire dai miei romanzi per finire agli aforismi lascio sempre libertà al lettore di interpretare le cose che scrivo e i personaggi a cui do vita in base alla propria interiorità, al proprio carattere, al momento della vita in cui si trova quando apre le pagine dei miei libri o legge le mie frasi sullo schermo del computer. Ecco perché in questo libro osservo la realtà emotiva da molteplici punti di vista giungendo a suggerire al lettore domande attraverso le quali guardarsi dentro, leggere tra le righe del proprio passato e trovare la chiave per superare i blocchi che ne sono derivati, senza fornire risposte che potrebbero essere adatte per me ma non per altri e soprattutto perché credo che ognuno debba sentire la libertà di crescere, maturare e capire, in armonia con le proprie caratteristiche, non perché deve rispondere a un modello di vita da seguire che potrebbe non calzargli affatto.

Raccontaci come è nata questa tua opera: è vero che è stata proprio la Casa Editrice Harmakis a commissionartela?

Sì, è stato proprio così. Leonardo Lovari, editore di Harmakis Edizioni, leggeva gli articoli de L’Attimo Fuggente su Linkedin, uno dei molti social dove sono presente, e mi ha contattata perché gli sono piaciuti molto i messaggi e gli spunti di riflessione che uscivano dai miei articoli. Mi ha spiegato di pubblicare solo saggistica così io ho risposto, non ritenendomi affatto saggia bensì una persona curiosa e in continua trasformazione, che avevo già in mente di fare una raccolta degli articoli della mia rubrica. Ovviamente abbiamo concordato di dare alla pubblicazione una struttura editoriale e ne è uscito un vero e proprio percorso, basato sul mio pensiero positivo, sullo sguardo ottimista che ho della vita, attraverso cui prendere l’insegnamento che qualunque esperienza, anche la più apparentemente brutta, ci lascia, a vedere un ostacolo come una spesso provvidenziale deviazione di un percorso che a posteriori scopriamo sarebbe stato sbagliato per noi, a considerare una caduta come un modo per capire quanta forza riusciamo a tirare fuori per rialzarci, e soprattutto ad abbassare le barriere che a volte ci creiamo a seguito degli eventi e che servono solo a impedirci la vita in modo pieno.

Questo rappresenta il tuo primo saggio: che differenze hai riscontrato, nello scrivere quest’opera, rispetto agli aforismi e ai romanzi che sono il tuo genere letterario prediletto?

In realtà sia i romanzi che gli articoli de L’Attimo Fuggente, da cui è nato Ricomincia da te, escono dalle mie dita e dalla mia creatività in modo talmente spontaneo che mi sembra che tutto sia un’opera continua. Mi spiego meglio: nei miei romanzi, anche quelli in cui l’atmosfera sembra essere almeno inizialmente meno introspettiva, l’approfondimento psicologico diviene via via fondamentale al punto che i lettori, così mi hanno detto in più di un caso, riescono a identificarsi nelle vicende vissute, come se stessi parlando o raccontando qualcosa che è successo anche a loro senza che fossero in grado di esprimerne tutti i risvolti. Ecco perché continuano a ricordare le mie storie anche dopo molto tempo che hanno chiuso i libri, hanno la sensazione di averle vissute, sicuramente anche grazie a una delle mie caratteristiche cioè quella di non dare una definita descrizione fisica dei personaggi bensì dare loro un grande spessore emotivo, interiore. Ricomincia da te è stata una naturale evoluzione di un percorso che mi caratterizza, un raccogliere e ordinare gli articoli della mia rubrica che esplora le complicazioni dei rapporti, delle relazioni e dei sentimenti nella società contemporanea pur guardandoli da un punto di vista neutro, curioso, mai giudicante anzi semmai con il desiderio di comprendere io stessa le parole nel momento in cui le metto su carta. Se la caratteristica dei miei romanzi è quella di rientrare in quelli che negli Stati Uniti sono definiti “di formazione”, “di vita”, proprio per le trasformazioni interiori che i miei personaggi compiono alla fine della storia, ognuno a suo modo, altrettanto Ricomincia da te è un saggio di formazione, di trasformazione, di scoperta dell’altro e dei suoi perché, quanto di noi stessi in relazione a ciò che ci circonda o che ci è accaduto.

Tu e i social: raccontaci com’è nato questo rapporto e quanto sono importanti i social per te…

Beh, i social sono stati fondamentali a farmi conoscere dai numerosissimi lettori che mi seguono ormai da molti anni. E lo sono soprattutto perché attraverso di essi posso continuare a comprendere gli altri, a farmi le domande in base alle risposte e ai commenti che ricevo ai miei aforismi, agli articoli della mia rubrica. E’ stata per me una meravigliosa scoperta rendermi conto di quanto le persone, avendo perso la capacità di entrare in contatto con la propria interiorità e la connessione tra mente e anima, abbiano però bisogno di recuperarlo questo contatto attraverso una mano tesa, in questo caso la mia, che li conduca senza timori all’interno di se stessi, scoprendo il sollievo di sapere di non essere gli unici a vivere certe sensazioni o esperienze. Spesso il dolore si tende a tenerlo dentro, senza guardarlo, ignorandone la presenza e, nel silenzio, si pensa che tutto succeda sempre e solo a noi; invece non è così, tutto succede a tutti, continuamente, e avere conferma che è così fa sentire le persone meno sole.

A proposito di web, parliamo della tua rubrica, presente nel tuo sito: si chiama L’attimo fuggente, seguitissima…

Effettivamente L’Attimo Fuggente si sta rivelando uno splendido successo, il lunedì, giorno in cui esce l’articolo, sul mio sito le visite salgono vertiginosamente facendole arrivare quasi ai numeri dei web magazine. Mi sembra impossibile che tutte quelle persone aspettino di leggere il mio articolo, è un regalo bellissimo e ringrazio tutti i lettori che hanno decretato il mio successo e stanno continuando a farlo. Pensa che la rubrica è nata quattro anni fa come approfondimento del Pensiero della sera, il mio aforisma quotidiano, che aveva ricevuto più Mi piace in Facebook durante la settimana precedente, e inizialmente usciva su un blog. Poco dopo ho deciso di aprire il mio sito personale e da quel momento in poi è stato un continuo crescendo di visite, una gioia per me soprattutto perché so di essere di sollievo per le molte persone che lo aspettano e che lo usano per guardare con maggiore obiettività e serenità le situazioni che vivono.

Progetti per il futuro prossimo…

Di progetti ne ho tantissimi, alcuni dei quali sono in via di definizione perciò preferisco aspettare prima di darti la comunicazione ufficiale. Quello invece già definito è l’uscita entro i primi di marzo del mio nuovo romanzo, Dimenticando Santorini, una storia davvero molto bella sul destino e su quanto alcune persone, alcuni incontri, facciano parte di noi e ci rimangano attaccati addosso per sempre e nonostante tutto, che sarà pubblicato da Talos Edizioni, e che avrà la preziosa prefazione di Massimo Pedroni, scrittore, autore radiotelevisivo, ex attore teatrale ed ex consigliere di amministrazione del Teatro Argentino di Roma, cosa che mi onora davvero moltissimo. Comunque ancora fino a febbraio sarò impegnata in giro per l’Italia con le presentazioni di Ricomincia da te: a novembre sarà la volta di Padova, poi sto aspettando la definizione di quella di Treviso e a febbraio sarò a Bologna. Ho anche ideato un nuovo personaggio dei fumetti ma per sviluppare la trama mi sono data un po’ più tempo perché sono molto presa dagli altri progetti in fase conclusiva di cui mi sto occupando. Ritrovarsi a Parigi, il mio terzo romanzo, è tra le cinque opere selezionate per essere scelte, sceneggiate e adattate dai concorrenti del Roma Film Corto di quest’anno, perciò a dicembre spero di vedere il film tratto dal mio libro. E poi tante cose che ti racconterò di volta in volta.

Siamo in chiusura, lascia un messaggio ai nostri lettori…

Riallacciandomi al senso di Ricomincia da te, vi lascio con uno dei miei aforismi:

La sicurezza di avere ormai tutte le risposte… è il motivo per cui la maggior parte di noi… smette di continuare a farsi fondamentali domande…

ILARIA GRASSO

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