A tu per tu con Selene Pascasi, scrittrice, poetessa ed avvocato

pascasi-2

Il mio incontro con Selene Pascasi, avvocato penalista e scrittrice.

Ciao carissima Selene, benvenuta sul mio blog, parliamo di come facciano a coesistere in te l’avvocato penalista e la scrittrice e poetessa, una convivenza che si realizza, devo dire, con un incredibile equilibrio…

Ciao. Intanto ti ringrazio per avermi ospitata nel tuo blog. In me, è vero, convivono l’avvocato, la scrittrice e la poetessa e, tanto per non farmi mancare nulla, un posto non indifferente, nella mia vita professionale, è riservato alla giornalista. Convivenza equilibrata? Forse, ma comunque difficile. Sai, l’avvocato si muove su un piano razionale. La giornalista idem. Quanto scrivo poesie, invece, di quella parte di me, tanto concreta, mi libero in un istante. Viaggio, vado altrove. Però accade, a volte, che tutto si fonda. Si, perché quei segni neri che scaravento su carta non sono solo l’emozione di un momento. Sono tasselli del mio vissuto, pezzi d’anima che non riesco a trattenere e che, scivolando tra i sensi, si posano sul foglio. E allora non è escluso che tra quei tasselli del mio vissuto finiscano anche ricordi o pensieri legati alla professione forense. Nascono così, alcune mie poesie che parlano di ingiustizia, pregiudizio, stupro… temi che, purtroppo, come legale, conosco bene.

Moltissime opere letterarie e poetiche, al tuo attivo….

Diverse, si. Tra queste, mi onora che alcune mie poesie siano state inserite, grazie all’esito positivo di premi letterari, in prestigiose antologie (“Spazio d’ambra” in “Bukowski. Inediti di ordinaria follia”, “Io ti amavo” e “Morire in un giorno d’estate” in volumi dedicati ad Alda Merini). Le opere più significative, però, sono quelle pubblicate come autore unico: “Con tre quarti di cuore” (Galassia Arte, 2013) e “In attesa di me” (Rapsodia Edizioni, 2015). La prima è una raccolta di 47 poesie dedicate per tre quarti all’amore e per un quarto, riallacciandoci a quanto dicevamo prima, a temi attuali. Poesie protesta, come sono state definite da alcuni critici, di lotta contro la superficialità della società, l’ipocrisia, la sete di potere, lo stigma. “In attesa di me”, invece, si apre con un racconto breve, dal sapore onirico e surreale, e si snoda, poi, in 190 aforismi. Riflessioni che mi disegnano. Per entrambe le opere, ci tengo a precisarlo, devo ringraziare di cuore gli editori (Andrea Mucciolo per Galassia Arte ed Eleonora Lo Nigro per Rapsodia) che hanno creduto in me e hanno pubblicato i miei libri senza contributo, né obbligo di acquisto copie. Una specie di miracolo di questi tempi, sintomo di una fiducia incondizionata che spero di poter ricambiare con un buon riscontro letterario.

con-tre-quarti-di-cuore

Tu e Alda Merini, credo una delle tue fonti di maggiore ispirazione…

Adoro la Merini. La sua penna racconta la donna vera, semplice, quella che ha il coraggio di mostrarsi per come è. Penso a una delle liriche più belle che ci ha lasciato: “Quelle come me”. Parole che fotograno alla perfezione l’animo delle donne sensibili, disposte a rinunciare agli agi, anche psicologici, di una vita sociale fatta di convenzioni ed etichette, per cibarsi dell’essenziale. Donne che, se comprese, non puoi fare a meno di amarle perché ipotecano l’anima pur di donarsi completamente a chi hanno accanto. Donne destinate, però, molto spesso, a restar sole, perché la sensibilità fa paura, è difficile da gestire, è scomoda. Ma quanto amore sanno donare donne così? Come scrisse la Merini: “Quelle come me passano inosservate, ma sono le uniche che ti ameranno davvero. Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita, rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti…. e che tu non hai voluto…”

A proposito di questo, ti sei aggiudicata il secondo posto alla V Edizione del premio letterario “Alda Merini” con una poesia dal titolo Morire in un giorno d’estate… Che esperienza è stata e che emozioni hai provato?

Un premio inaspettato. L’esperienza è stata emozionante sia per l’importanza del riconoscimento (la mia poesia è stata selezionata dall’Accademia dei Bronzi nell’ambito di un concorso che ha ricevuto l’adesione ufficiale del Presidente della Repubblica, nonché di quelli di Senato e Camera dei deputati) e sia per la motivazione della giuria, che scrive: “La lirica di Selene Pascasi risulta originale e immediata, frutto certamente di consolidata maturità letteraria. La metafora della morte viene sapientemente impiegata dalla poetessa per sottolineare il sordo dolore della pena di vivere, lo sgomento che spesso vince l’uomo, nudo davanti ai perché dell’esistenza. L’attesa di un sogno che consuma il tempo sembra frantumare le sue speranze, spingendola a mettersi in cammino verso l’amore tanto atteso, fantasticato e vagheggiato. Poesia dal ritmo incalzante e deciso”. E poi, tra le centinaia di complimenti e abbracci virtuali dei fans, è stato toccante quello che mi ha scritto una lettrice, ossia che la Merini sarebbe stata felice di consegnarmi, personalmente, un premio a lei dedicato. Ho letto quel commento e… che dirti, la lacrima è scivolata giù.

pascasi-3

Fai parte del comitato di redazione dell’autorevole rivista giuridica Ventiquattrore Avvocato del gruppo 24Ore: parlaci di questa tua importante attività…

E’ un riconoscimento che arriva dopo tanti anni di collaborazione con il Gruppo24Ore e circa 900 articoli a mia firma pubblicati finora per questa prestigiosa testata. E pensare che tutto è iniziato per caso. Ricordo ancora il giorno in cui, nel 2007, ricevo la telefonata di un giornalista della testata che, più o meno, mi dice «Salve, lei è l’avvocato…? La chiamo perché il direttore vuole assumere collaboratori e, girando sul web, ha letto qualcosa di suo e gli piace. Se è interessata, faccio predisporre un contratto». Capisci che, ricevere una proposta da un giornale nazionale così importante – senza aver mai inviato domande di assunzione – ti spiazza e ti onora. Qualche tempo dopo, firmo il contratto con l’allora direttore Ferruccio De Bortoli. Inizia così la mia esperienza come collaboratrice esterna del giornale che, qualche anno dopo, mi abilita, superato un esame, ad iscrivermi all’albo dei giornalisti e mi consente di entrare, poi, nella redazione di 24Ore Avvocato.

la-persona

Essere donna oggi, nella tua professione di avvocato e per quanto concerne la poesia…

Essere donna, almeno per quanto mi riguarda, è un’impresa. O almeno, lo è se vuoi portare avanti dei progetti senza dover scendere a compromessi. Siamo nel 2016, ma certe dinamiche, cara Ilaria, non sono cambiate. Duole ametterlo, ma per noi donne, ancor oggi, è tutto più difficile rispetto a quanto possa esserlo per il sesso maschile. E’ chiaro che, se sei altamente preparata e sai mantenere la tua dignità, ottieni successo nel lavoro e rispetto nella vita. Ma quanto sdegno, quando alcune porte si chiudono solo perché hai detto un «no». Per quanto concerne la poesia, invece, credo che essere donna sia un vantaggio, perché le donne sanno essere, nel contempo, forti come un uomo e dolci come le bimbe. E poi, le donne sono madri e anche quelle che non lo sono, perché non hanno incontrato la persona giusta o perché la vita ha scelto per loro, sono comunque madri nell’anima.

Sei autrice, a quattro mani con il criminologo Vincenzo Lusa, del libro, La persona oggetto di Reato (G. Giappichelli Editore, 2011), dove affronti argomenti molto delicati quali il delitto di Cogne, l’omicidio di Erika e Omar, la strage di Erba, le atroci morti di Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, poco più che bambine, e della giovane mamma di Summa Vesuviana, Melania Rea…

Argomenti molto delicati, è vero. Devo, però, precisare che in realtà nel libro questi temi (violenze, omicidi, altre efferatezze) io e il collega Lusa non li affrontiamo con specifico riferimento al caso di Erba, piuttosto che di Cogne. Abbiamo voluto dare alla luce un’opera peculiare, tesa a trattare i vari reati attuati contro la persona, analizzandone le condotte criminali, avvalendoci dell’ausilio della dottrina penale e processuale, e delle scienze forensi quali, appunto, la criminologia. In altre parole, il volume si prefigge due compiti: illustrare lo studio giuridico e pratico dei reati contro la persona, ed esporre alle parti processuali, tecniche e protocolli procedurali e scientifici in grado di consentire l’analisi del bagaglio probatorio evinto sul luogo del delitto. L’intento? Guidare le parti nel delicato compito della ricerca della verità processuale.

pascasi-e-ventruto

Hai preso parte anche ad un progetto musicale molto importante ed impegnativo: mi riferisco a un brano del cantautore Ventruto dal titolo “Una maschera” che fa parte del suo ultimo cd, “Positività sociale”: come è stata questa tua collaborazione…

E’ stata una partecipazione insolita per me, una tappa importante che ha segnato un bel percorso. Il brano cui ti riferisci è stato scritto, musica e parole, da Ventruto. Il mio nome compare perché il cantautore è stato ispirato da un mio pensiero, o meglio, da una mia esperienza, non proprio positiva. E’ una canzone che, però, vuole lanciare un messaggio importante: fare sempre attenzione a chi abbiamo davanti perché a volte, dientro le vesti più candide, può nascondersi qualcuno in grado di farci del male. Ciò, ovviamente, non vuol dire non riporre la fiducia negli altri, ma farlo con prudenza.

Quali sono i tuoi progetti letterari per il futuro prossimo…

Certamente continuerò a seguire l’istinto, affidando alla carta le mie emozioni. Che siano poesie, aforismi o racconti non farà differenza. Un progetto più tangibile, però, è già “in cantiere”. Sto scrivendo un romanzo centrato sul tema della violenza e della rinascita. La protagonista, che un po’ mi somiglia (non è un caso che sia una donna determinata nel lavoro di avvocato, ma romantica e folle quanto basta nella vita) si troverà a fare i conti con ricordi che per anni ha tentato di cancellare. Ma alla fine la verità va affrontata e forse non sarà così doloroso dialogare con il passato, perché, in fondo, ritrovare se stessi è un dono unico.

in-attesa-di-me

Come facciamo a seguirti?

Sulla mia pagina fb Selene Pascasi (che a breve raggiungerà il limite dei 5mila contatti e che, quindi, dovrò migrare in una pagina ufficiale, che gestirò personalmente), su quella professionale Studio Legale Avv. Selene Pascasi o sulle due pagine dedicate ai miei libri Con tre quarti di cuore e In attesa di me.

Lascia un messaggio a chi ci legge e a chi ci leggerà…

Stringete forte i vostri sogni e non smettete mai di lottare perché si trasformino in promesse mantenute. Nel mio ultimo lavoro editoriale scrivo “dalla porta dei sogni filtra sempre la realtà”. Ecco, io, a questa magia, ci credo davvero.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...