Incontro con la giornalista e scrittrice Mari Rosa Barbieri

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Il mio incontro con la giornalista e scrittrice Mari Rosa Barbieri.

Ciao Mari Rosa, grazie per aver accettato questa intervista: parliamo del tuo incontro con la scrittura, come e quando è avvenuto?

Avevo otto anni quando fui rapita, per la prima volta, dalla Musa che si manifestò a me sotto forma di racconto. Cominciai a scrivere racconti di vario genere: alcuni fantasiosi, altri più realistici. Non ricordo bene che cosa scattò dentro me. Ricordo solo che io e la penna ci innamorammo e smettemmo di essere da soli per diventare, inspiegabilmente, l’una per l’altra.

Scrittrice e giornalista, quanto è importante per te comunicare, grazie al dono della parola?

Comunicare è molto importante; parlare poco, lo è di più. Trovo così tanta comunicazione nel silenzio verbale. Trovo comunicazione fatta di riflessione e conoscenza: la più intima conoscenza di se stessi.

Sei un’attenta osservatrice della cronaca e della realtà: ricordiamo il tuo libro dal titolo “L’ho amato: aveva 17 anni”, dedicato al noto e discusso personaggio, Paolini…

Il “diverso” mi ha sempre incuriosito. Ho sempre cercato nelle persone e nelle cose qualcosa che potesse parlare di più, comunicare di più. Intendo una comunicazione più profonda che va al di là delle apparenze e, al contempo, si veste di contestata apparenza: ci sono personaggi in apparenza bizzarri che nascondono, dietro la loro bizzarria, un’interiorità meravigliosa.

Parliamo di questo bellissimo progetto di cui sei ideatrice, ovvero, Penna Live, performance di scrittura dal vivo: vuoi spiegarci di cosa si tratta, e dirci quando e dove si terrà?

E’ un format molto semplice ma allo stesso tempo particolare. Il pubblico presente sceglierà un tema su cui, in max 15 minuti, svilupperò un componimento di prosa o poesia con videoproiezione del testo. Seguirà l’interpretazione del componimento con selezione musicale. Da una parola, un componimento. L’evento si terrà giovedì 13 Ottobre 2016 alle 22 in poi, presso il locale Anyma, sito in Corso Manthonè, a Pescara.

Come hai pensato ad un progetto così singolare, qual è stata la scintilla che ti ha illuminato, in questo senso?

La scrittura è una forma d’arte più bistrattata rispetto alla musica, ad esempio. Il suo limite consiste nel fatto che non è immediata ma richiede impegno, sforzo mentale per comprenderla. Rendere la scrittura uno spettacolo serve, forse, a conferirle quell’aspetto di immediatezza che le manca e che, invece, permea la musica.

In che rapporto esistono la musica e la lettura, per te?

Io amo scrivere accompagnandomi alla musica: come se quest’ultima dettasse, in un certo senso, il ritmo alle mie parole. La lettura è fiamma, alimento, esercizio per la mia scrittura.

Progetti letterari per il futuro prossimo, dopo questo evento…

Scrivere. Scrivere. Scrivere. Non so dirti come, quanto e quando. Mi importa soddisfare il bisogno.

Siamo in chiusura, lascia un messaggio ai nostri lettori…

Dico grazie alle persone. Senza le persone, non avrei la materia prima da plasmare. Le loro anime, le loro relazioni, contraddizioni, gioie, illusioni e sofferenze sono ciò a cui mi ispiro. E dico grazie a me che sono una persona e vivo drammi, contraddizioni ed illusioni.

Il mio messaggio è: GRAZIE.

ILARIA GRASSO

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