Femmine e spettri: intervista surreale alla scrittrice Tamara Casati

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Il mio incontro con la scrittrice Tamara Casati, in occasione dell’uscita del suo nuovo libro, dal titolo Femmine e Spettri (Il Ponte Vecchio Edizioni), una raccolta di racconti erotico/surreali, dove la dimensione onirica incontra la realtà e si confonde con essa: ne è nata un’intervista surreale.

Ciao Tamara, grazie per aver accettato questa mia intervista, parliamo dei tuoi racconti erotico/surreali racchiusi nella tua nuova opera letteraria, dal titolo Femmine e spettri (Il ponte Vecchio Edizioni): chi sono gli spettri nella vita di noi donne, o meglio, femmine?

Io credo che gli spettri nella vita di noi donne-femmine come anche nella vita degli uomini-maschi si racchiudano in un’unica paura: la paura della morte, anche trattata nei miei racconti: Femmine e spettri, che io ritengo essere la paura sovrana fra tutte le paure (umane). È quell’angoscia in noi segreta e silenziosa che ci fa rabbrividire al pensiero che la nostra esistenza possa un giorno concludersi definitivamente aprendo la porta al NULLA. Ecco, accomuno la paura della morte, temibile spettro di donne e uomini, alla paura del nulla che potrebbe ingoiare nel suo cupo e freddo gorgo il nostro essere-essenza, ciò che siamo. Aggiungo che vi possono essere tanti altri spettri nella vita di noi donne (e uomini) come la paura di non essere amate/i, la paura della solitudine, o per molte/i la paura di non riuscire a realizzarsi nella propria vita, o di vedere il proprio futuro smarrirsi nella totale noia o nell’insensatezza dei giorni. Per me, donna, il peggiore spettro della mia vita è la paura di morire, la paura del NULLA. Non riesco a pensare che un giorno di me non rimanga che un vago e sbiadito ricordo nell’aria. E presuntuosamente, pretendo di vivere anche dopo la morte terrestre. Per mia fortuna o forse perché ho una certa sensibilità-intuizione, credo che noi siamo anche anima e che la morte sia solo un transito per accedere a inesplicabili luoghi speciali e sereni dominati da energia. (Credo anche nella reincarnazione e nelle vite passate, ma non mi dilungo in questo discorso).

So che sono stati dei sogni notturni, o più precisamente, incubi, ad ispirarti alcuni di questi sette racconti…

Premetto che da sempre sono molto affascinata dal mondo surreale e soprannaturale anche per via (e non mi imbarazza ammetterlo, anzi ne sono orgogliosa) di alcune mie esperienze pseudo-oniriche avvenute durante la notte, nel dormiveglia, ma che per ora voglio tenere per me. Queste strane vicende mi hanno persuasa nel tempo a credere che oltre la materia di cui noi siamo fatti, vi fosse altro, anima o essenza energetica. Ritornando alla tua domanda, sì, due racconti sono ispirati a sogni notturni. Uno è l’amalgama di ben quattro esperienze oniriche accadute in tre notti differenti, a distanza di parecchio tempo. Uno dei due principali personaggi, lo spettro di questo racconto, mi è apparso in un sogno notturno tanti anni fa. Uno spettro direi alquanto stravagante e tutto rosa. Non aggiungo altro se non che ho assemblato questa immagine sorprendente ad altre tre immagini oniriche servendomi inoltre della mia fantasia, e ne è nato un racconto. Il secondo racconto ispirato invece a un incubo è la mescolanza di tre immagini oniriche avvenute durante la stessa notte, una successiva all’altra. Di queste, l’ultima inquietante e paurosa mi ha costretta a svegliarmi di soprassalto, lasciando in me una profonda angoscia. Questo incubo, mi ha martellata nella testa per molte settimane, proprio mentre stavo realizzando la stesura dei racconti, finché, presi la decisione di raccontarne il contenuto, unificando le immagini oniriche alla mia fantasia. I restanti racconti sono inventati ma sempre surreali.

Lo spettro della scrittura, se possiamo definirlo così, quando e in che modo si impadronì della tua anima, per poi non lasciarlo più?

Sin da giovanissima ho sempre avuto l’impeto di scrivere pensieri su fogli di carta che spesso non avevo cura di conservare. Pensieri che parlavano soprattutto delle mie malinconie e sensazioni più profonde. Tutto iniziò seriamente (come se una vocina eterea mi avesse suggerito che era arrivato il momento di iniziare questo viaggio straordinario ma anche complesso) sei anni fa, quando, arrabbiata e delusa dalla società e in un momento ansioso e cupo della mia vita, mi venne l’idea di sfogare il mio sconforto su carta, al fine di realizzare un libro. Questo (e mi viene da sorridere ripensando a quella esclamazione) è ciò che dissi al mio compagno mentre rientravamo a casa dopo il lavoro (io e il mio compagno lavoriamo insieme). I giorni seguenti, caparbia, presi quaderno e penna (ancora ero sprovvista di un PC) e iniziai a buttar giù pensieri. In realtà, non avevo ancora le idee chiare, sapevo soltanto di essere delusa e avvilita. Dopo qualche settimana fui travolta da un’ispirazione fulminante che mi incalzò a continuare la stesura di ciò che sarebbe stato una bizzarra storia fantasy-spirituale. A questo progetto sto ancora lavorando. Da quel momento la passione per la scrittura si impadronì di me. Per quel che mi riguarda la scrittura è una efficace terapia. È il fortissimo bisogno di raccontare, creare, sfogare le emozioni segrete. È la necessità di evadere dalla pesante realtà. È fantasticare a occhi aperti e anche… catapultarmi in mondi anomali e sorprendenti.

In quale sogno letterario vorresti essere coinvolta, in un futuro prossimo?

Nel prossimo futuro mi auguro di concludere il mio folle romanzo fantasy-spirituale. Un’avventura complicata e impegnativa ma che finora mi ha dato forti emozioni e ha cambiato il mio modo di vedere la vita. So che la realizzazione di questa storia mi ha richiesto molto tempo (sei anni non sono pochi), ma sono convinta che il tempo mi è stato utile per migliorare il contenuto e le dinamiche della trama. Il tempo non ha rilevanza in fondo. Quando sarà il momento giusto metterò una fine a questo sogno letterario. Voglio essere positiva.

Come seguire tutto ciò che sogni e tutto ciò che scrivi, sopra i social?

Io non amo molto la tecnologia. Ne ho paura in verità. Il mio compa- gno un anno fa mi iscrisse su facebook. Ammetto che in un primo momento il fatto mi suscitò ansia e perplessità. Poi riflettendo, compresi che quel social poteva esse- re un varco per offrirmi la possibilità di farmi conoscere, per mostrare i miei pensieri, le mie follie e idee, i miei scritti. Non so quanto i social possano essere utili in questo, ma io mi servo di facebook per diffondere messaggi. Spero che vengano colti e che lascino un segno in chi li legge.

Quale messaggio, in forma di visione onirica, lasceresti a chi ci sta leggendo/sentendo in questo attimo?

Questa è una bellissima domanda (del resto come tutte le altre che mi hai posto). E io rispondo in questo modo: Spessissimo nei miei sogni e incubi, stravaganti e inquietanti spettri mi hanno fatto compagnia, inviandomi importantissimi messaggi ultraterreni. Io, umana indifesa e forte, li ho afferrati con mente e anima e al risveglio li ho tenuti stretti al petto, come fossero tesori preziosi. In verità, nonostante una sottile paura, spero che, ancora strampalati spettri vengano a farmi visita in futuro, durante i miei sogni notturni. Sarò lieta di abbracciare altri loro messaggi e di custodirli gelosamente fino al resto della mia vita.

Ilaria, Grazie… Grazie mille per la intervista.

ILARIA GRASSO

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