Libro: “Di grammatica non si muore – Come sopravvivere al virus della punteggiatura e allo sterminio dei verbi”

IL PRIMO MANUALE DI GRAMMATICA A USO DI CHI LA GRAMMATICA L’HA SEMPRE ODIATA. RIMBORSO GARANTITO AL PRIMO SBADIGLIO.

IL LIBRO

Ragazzi, tutti attenti! Oggi parliamo dei plurali dei nomi composti. Allora, le regole sono troppe e piene di eccezioni. Non ci provate neanche a impararle a memoria. Usate il buon senso e soprattutto un buon vocabolario.” Se Massimo Roscia salisse (e non salirebbe) in cattedra, la sua lezione andrebbe (e non andasse) più o meno così. Perché nella grammatica crede fermamente, ma crede un po’ meno nell’approccio paludato tutto nozioni e casi noiosi. Così ha deciso di svecchiarlo, per dimostrare che le norme possono essere semplici, intuitive e persino amichevoli. Un po’ Rodari e un po’ Flaiano, passa in rassegna le fondamenta dell’italiano e si diverte a calarle in esempi contemporanei (dai ritmi rap alle serie tv, dai fantasy ai videogame); riprende gli svarioni più comuni (dall’uso maldestro dell’accento all’abuso disinvolto dell’apostrofo) creando giochi promemoria per non essere più indotti in errore; si batte per la salvaguardia delle forme (utili) in estinzione, come il congiuntivo, e invoca il debellamento della pandemia di ciaone e apericena. Sempre all’insegna dell’uso pratico e vivo, perché la lingua è fatta per essere parlata, adattata, modificata, arricchita, cambiata, rivista, aggiornata, corretta, sempre e comunque amata.

massimo-roscia

Vita Autore

Nato a Roma nel 1970 circa, Massimo Roscia è un personaggio proteiforme e di difficile catalogazione. Critico enogastronomico, condirettore editoriale del periodico Il Turismo Culturale, pifferaio magico, mimo parlante, imbonitore, decente docente (insegna, tra l’altro, comunicazione, tecniche di scrittura, editing e marketing territoriale), esperto di «HTTP Error 404 – file not found», incensurato, automunito, militassolto, collezionista di periodi ipotetici del terzo tipo e, non ultimo, scrittore. Autore di romanzi, racconti, saggi, sceneggiature e biglietti per biscotti della fortuna, vincitore di diversi premi letterari e partite a tressette, ha esordito nel 2006 con Uno strano morso ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo. Dopo La strage dei congiuntivi (Exorma, 2014), romanzo che ha riscosso uno straordinario successo di pubblico e di critica, torna a occuparsi di grammatica. E questa volta lo fa sorridendo e senza uccidere nessuno.

IV di copertina

Un libro che segue le regole ma esce dagli schemi,

descrive e circoscrive l’uso ma non prescrive,

mette in rima le norme ma non mette in riga chi si (e le) applica.

Finalmente qualcuno si è accorto di noi.”

Il-punto-e-virgola

La prima opera che dimostra che, sarò pure muta, ma senza di me son guai.”

La Hacca

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